Pensiero Spirituale sulle preoccupazioni del Cielo

Cari amici,

leggendo il messaggio della Regina della pace del 25 gennaio ho fatto una riflessione che vorrei condividere con voi.

Quanto sono diverse le preoccupazioni del Cielo rispetto alle nostre sulla terra? Parlo anche di coloro che seguono i messaggi della Madonna. Le nostre preoccupazioni sono riguardano la sfera temporale.

Dovremmo focalizzarci sullo sguardo che il Cielo ha rispetto alla nostra vita. Dovremmo avere lo stesso sguardo che è il Cielo ha su di noi, ovvero la vita sulla terra è un tempo di pellegrinaggio, di prova, di missione che Dio ci ha affidato, è un tempo di lavoro nel regno di Dio. Tutto questo è finalizzato a quello che Gesù ha detto: «Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?»

La Madonna è preoccupata per le nostre anime, per la nostra sorte eterna. Già questa è una grande differenza rispetto alle nostre preoccupazioni. Per noi è importante stare bene fisicamente, psicologicamente e socialmente. Questa preoccupazione, però, non ci fa stare bene.

La Regina della pace ci ha indicato i modi per stare bene su questa terra: una vita sobria, semplice, umile, laboriosa, piena d’amore. Si sta bene sulla terra coltivando la nostra anima spirituale immortale, crescendo nella fede in Dio, nell’amore e nella pratica delle virtù. Insomma,diventando persone belle perché bella è la nostra anima e questo si riflette in tutto il nostro essere.

Abbiamo insita dentro di noi un’ansietà, un’angoscia, una preoccupazione quotidiana a cui contribuiscono anche i mass-media. Sono cose di cui preoccuparsi ma rimane sempre il richiamo di Gesù e l’invito a pensare che la nostra vita ha un fine. Dio c’è, ci vuole bene, veglia su di noi e dopo questa vita c’è il Paradiso.

La vita non si può giustificare in se stessa, deve avere una motivazione superiore. Non viviamo per stare al mondo, perché ci sono la malattia e la morte, c’è la fatica del vivere. La vita deve avere una motivazione trascendente, ovvero la salvezza eterna della propria anima.

Viviamo su questa terra preservando la nostra anima dal male, orientandola a Dio perché è a sua immagine, perché Dio vuole abitare nella nostra anima, perché la Santissima Trinità ha fatto della nostra anima il suo tempio santo. La prospettiva dell’eternità, la sollecitudine della propria anima, deve essere la cosa che più ci sta a cuore.

La saggezza dei padri del deserto ci ha richiamato a un interrogativo profondissimo al quale dovremmo rispondere ogni giorno: se dovessi morire in questo momento, quale sarebbe la sorte eterna della mia anima?

Mia nonna mi ha insegnato un modo di dire saggio e semplice allo stesso tempo: di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?

Potremmo morire in qualsiasi momento, non sappiamo quando sarà la data giusta.

L’importante è che la nostra anima sia orientata alla vita eterna.

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”