Pensiero spirituale sulla vita che è una missione da compiere

Cari amici, in occasione del Giubileo dei giovani vorrei dedicare due parole non solo ai giovani ma anche ai genitori e agli educatori. È difficile per i giovani crescere in un tipo di società che non è riuscita a trasmettere il messaggio cristiano, dobbiamo confessare questo fallimento.

Abbiamo assistito in questi decenni in modo graduale e accelerato a un’emorragia di giovani che si sono allontanati dalla fede e dalla Chiesa, fino ad essere delle piccole minoranze. Questo è dovuto al fatto che la generazione dei nonni e dei padri non hanno saputo trasmettere la fede, anzi molti di loro l’hanno addirittura persa.

L’espressione della Madonna: «La croce e la fede sono rifiutate» (Messaggio del 25 luglio 2020) è rivolta non ai ragazzi ma ai padri. Ci sono due o tre generazioni che hanno visto dissolvere la fede e abbracciare le ideologie di cui ci ha parlato la Gospa nel Messaggio del 25 giugno 2025: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere».

Di conseguenza, oggi abbiamo una generazione di giovani nei Paesi dell’antica cristianità – come l’Europa e l’America – che sono cresciuti con i Sacramenti dell’iniziazione cristiana e che crescendo hanno perso la fede, la preghiera, la pratica religiosa. Non hanno avvertito la partecipazione alla Chiesa come la loro casa, la loro casa e la loro Madre. Per questo motivo, sono andati in cerca nel mondo delle ragioni per vivere, per dare un senso alla loro vita.

A tal proposito vengono in mente le parole di San Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Vangelo di Giovanni capitolo 6 versetto 68). Il dramma che ha vissuto la nostra generazione è che ha abbandonato l’unica ragione di vita e di salvezza che è stata donata all’umanità: Cristo che è il Figlio di Dio fatto uomo. Egli ha sofferto e redento il mondo con l’amore, ha insegnato a vivere secondo Dio, è Risorto e vive glorioso nella Gloria della sua Resurrezione. Egli è fonte di vita per tutta l’umanità che sceglie la verità e non le ideologie o la morte. Alla fine, o Cristo che è la Via, la Verità e la Vita oppure il mondo che è l’abisso che porta alla perdizione, la menzogna che inganna, la morte che inghiotte.

Queste sono realtà che una persona sperimenta vivendo. Se ne accorgono soprattutto i ragazzi e i giovani che non hanno trovato nella fede Cristo vivo, non hanno trovato Maria che è il paradigma e l’esempio di come la fede viene vissuta, con amore totale e assoluto, come compimento di una Missione divina, come una dedizione d’amore. Non essendo entrati in contatto con questa realtà che sono persone vive, i nostri ragazzi hanno trovato ben poco nelle famiglie e nelle nostre parrocchie.

Questo sono i fatti, abbiamo una generazione della quale la Madonna ha detto: «L’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022). Bisogna essere conseguenti nell’analizzare gli effetti delle scelte. Se una persona nella vita sceglie per Dio e Cristo, non è una scelta illusoria come dicono i non credenti. Essi affermano che Dio, Gesù, la Madonna e l’eternità non esistono. Chi è consapevole della propria scelta sa che non c’è illusione. Chi ha la Grazia della fede sa di aver trovato l’ancora, la forza, la luce, la via, la gioia, la ragione, la missione della vita. Non è un teorema ma una realtà che vivono tutti quelli che sono veramente cristiani e che vivono Cristo. Sono persone felici, positive, una benedizione per il mondo e gli altri. Questa è la realtà che ci conferma che è la via giusta da seguire.

Nel mondo quando non c’è il Verbo di Dio – che si è fatto carne, che è la Via, la Verità e la Vita, che è la Resurrezione, che è la vita eterna – c’è il vuoto perché tutto quello che sperimentiamo è effimero, è qualcosa che inganna e illude di felicità e di sazietà. Di conseguenza, ci sono gli sbandamenti della vita senza una meta, il correre verso la morte, il tempo che divora, il peccato che ci rende prigionieri dei vizi e che abbruttisce e degrada, la potenza del male che prende possesso e fa di noi delle persone cattive, delle serpi che danno veleno. Una realtà che porta verso la morte che è una perversione, una malvagità assoluta, significa entrare nell’abisso senza fondo, dove satana ingoia le anime per assimilarle a sé e farle diventare parte della sua maledizione eterna. Chi ha la fede vede la bellezza di Dio e la profondità del male. i ragazzi invece, vanno nel mondo che è fatto di vanità, falsi luci, false promesse, di pescecani che divorano.

Ho letto di un giovane che cercava una professione in un determinato ambito – che non specifico per non demonizzare nessun ambiente – dove cercava una sua affermazione di vita. Era un giovane molto ingenuo che dopo un po’ di tempo che è entrato in quella realtà ne è uscito spaventato perché si è reso conto che è un mondo di squali che si mangiano a vicenda. Questo è il mondo che senza Dio diventa a immagine del maligno che distrugge. Al di là delle false luci che il mondo presenta, quello che c’è nel mondo è la morte concepita, non solo come dissoluzione del corpo, ma come perversione dell’anima. Nel festival dei giovani di Medjugorje nei primi anni la Madonna numerose volte ha detto: «Non fatevi ingannare dalle false luci» (Messaggio del 2 ottobre 2003).

I nostri giovani crescono, cercano un lavoro, mettono su famiglia che sarebbe già una grande grazia. È un modo degno di riempire anche se non si ha una fede completa e matura. Ma la maggioranza “vivendo si scava la fossa”. Il destino eterno è come la terra senza il sole, un’eternità senza Dio, senza luce, senza pace, senza gioia.

In questa situazione, di gravissimo allarme, è venuta la Madonna da più di 44 anni, che ha scelto dei ragazzi giovani con cui ha iniziato un cammino di evangelizzazione, per far conoscere suo Figlio a un mondo che l’aveva rifiutato. La fede e il Cristianesimo sono stati dimenticati e la Gospa è venuta per confortare e ravvivare la Chiesa, chiamando tanti giovani da tutto il mondo per riscoprire la via, la salvezza, la vita di Cristo Risorto.

L’evangelizzazione dei giovani è aprire i cuori a Gesù Cristo vivo, che è il Figlio di Dio fatto uomo, risorto glorioso dai morti e propone l’eternità, la gioia, la verità, la pienezza della vita. Questa pienezza è Dio stesso che Cristo, nella sua Santa umanità, ci ha portato e che la Madonna già vive nella sua pienezza divina, nel suo splendore immacolato, come Creatura più bella, completa e totale. È la vita umana, è l’essere umano nel suo compimento completo, nella Sua bellezza, nella Sua immortalità, nel Suo amore, è un’immagine viva di Gesù Cristo. Noi saremo come Lei, è lo sbocco della nostra vita, il cammino della vita che dobbiamo fare con Lei verso l’eternità. Questo non ci distoglie dalla vita concreta, ma dobbiamo vivere la professione, il lavoro, gli impegni e tutto ciò che fa crescere il mondo. Tutto questo lo collochiamo in questa visione di speranza, di luce e di eternità.

Riempite la vita stringendo un’amicizia eterna con Gesù Cristo e con Maria santissima, che sono persone vive e concrete, con cui potete parlare ogni giorno, potete aprire loro il cuore, potete chiedere le grazia di cui avete bisogno. Se manca la pienezza di Dio che ci illumina andiamo a prendere le false luci. Nel momento in cui manca Colui che ci ha creato, ci ha redento e che per noi è tutto, mettiamo al suo posto gli idoli o gli uomini stessi, andando a fondo.

Cari ragazzi, incominciate orientandovi verso Dio, aprite le orecchie alla voce profonda del cuore, esso è inquieto finché non Lo trova. Incominciate con una preghiera e vedrete che si concretizza una luce, una fede, una presenza che parla ed esorta, risveglia, chiama, dà la gioia. Una presenza da scoprire perché Gesù bussa alla porta di ogni cuore, anche dei più disperati e lontani. Dobbiamo abbandonare le paludi, spezzare i legami che ci tengono prigionieri e schiavi del demonio, aprire il cuore a Dio, sentire la voce di Gesù che ci chiama, chiedere il suo aiuto.

Potremo scoprire il Mistero, la presenza di Gesù e della Madonna, la bellezza della Chiesa, i Sacramenti, la Confessione, la Santa Messa, la Comunione, la bellezza della Bibbia, la storia dei Santi, dei Santuari e tutto ciò che di bello ha fatto il Cristianesimo nella storia. Anche la vita acquista un valore diverso, si orienta a Dio, diventa una ricerca di Dio, un volere amare, conoscere e aiutare Dio nella sua grande opera della Creazione e della Redenzione. Perché il Signore ci vuole tutti felici nei Cieli nuovi e nella Terra nuova, nel Paradiso.

Entriamo, allora, in questa grande visione nella quale anche noi siamo una persona irripetibile, unica, con una missione da compiere, con una vocazione propria. In questo modo la nostra vita diventa qualcosa per cui lavoriamo nella prospettiva dell’eternità. Non siamo più strumenti di questo mondo, rotelle di un ingranaggio, pietre di scarto. Diventiamo persone alle quali Dio ha assegnato un compito da realizzare e con il quale costruiamo la felicità eterna già in questa vita. Quando si lavora per Dio la vita ha un altro senso e le paure, le angosce che cercano di assalirci dal risveglio non fanno paura perché abbiamo la presenza di Dio nel cuore che illumina la nostra giornata. Senza Dio siamo come in balìa delle onde, con il rischio di essere divorati dagli squali. È vita? No, è morte!

Entrando nella luce di Dio scopriamo tutta la bellezza del Cristianesimo, della nostra vita e qualsiasi cosa la facciamo riscattandola dagli egoismi e dal male, ne facciamo uno strumento di bene e di amore. In questo modo la nostra vita diventa utile anche agli altri. All’interno di questa valorizzazione, come Papa Leone ha detto diverse volte, ci sono anche delle vocazioni straordinarie che sono importanti più delle altre. Il Santo Padre ha esortato i giovani a essere missionari di Cristo, anche nel mondo digitale e in tutti gli ambiti in cui i ragazzi sono presenti, come ci ha insegnato Carlo Acutis. Ci sono poi chiamate speciali, come quella di Gesù a Pietro: “vieni e seguimi!”; dedicare la propria vita a Cristo è certamente la più alta delle vocazioni per essere pastore di anime come lo è stato lui. Cristo sceglie molti giovani al suo servizio per diffondere la bellezza della fede e accompagnare le anime alla salvezza eterna. Siate generosi nel rispondere a Cristo!

Personalmente anche io posso testimoniare di aver fatto una scelta radicale da giovanissimo, ero un ragazzino quando sono entrato in seminario e sono sempre stato convinto di voler dedicare tutta la mia vita al Signore. È una scelta che rinnovo ogni giorno. Se avessi avuto dei tentennamenti, dei ripensamenti, certamente la mia vita sarebbe stata molto diversa e certamente non sarebbe stata così gratificante com’è poi diventata al servizio di Dio. Cristo chiama anche oggi, chiama i ragazzi e le ragazze a una speciale Consacrazione, al dono totale di sé. Una vita così dedicata è un albero che produce frutti incredibili! Benedirete per sempre il Signore per avervi dato questa possibilità. Chi non avrà avuto il coraggio della scelta, sarà accompagnato dal rimpianto per aver perso un’occasione unica.

Ho una lunga sequela di anni alle spalle, sono stato ordinato sacerdote nel 1966 e se c’è una cosa di cui mi pento è di non aver fatto abbastanza. Avrei potuto fare molto di più. Come accade a tutti, si matura man mano e molte volte ci si perde in cose che non servono. Nell’insieme, però, la perseveranza porta frutti straordinari. È bene che i giovani sappiano queste cose e riflettano.

Ci aspettano tempi difficili, la gente avrà bisogno di un ponte abbastanza solido che la porti al di là del Mar Rosso, conducendoli al tempo della pace. Questo ponte ,su cui passa l’umanità che ha scelto per Maria, sarà formato dai sacerdoti e la Madonna ha bisogno di coloro che Suo Figlio ha scelto, coloro le cui mani consacrate benedicono e trasformano la loro voce in voce di Cristo, il pane e il vino in Corpo e Sangue di Cristo, la loro assoluzione nell’ assoluzione di Cristo. C’è bisogno urgente di queste vite dedicate a Dio, soprattutto adesso. I tempi stringono e bisogna essere pronti alla grande battaglia che avrà come esito finale il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e un tempo di pace per l’umanità.

Quanto è importante che i giovani ascoltino il proprio cuore e rispondano alla chiamata del Signore. È altrettanto importante che i genitori, fin da piccoli, orientino la vita dei loro figli a Dio, facciano loro capire che con Lui si vive meglio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”