Pensiero spirituale sulla storia umana nella luce di Dio

Cari amici, dobbiamo imparare a guardare la storia umana nella luce di Dio perché viviamo in un tempo in cui è subentrata una tendenza di emancipazione dal Cristianesimo. Tale tendenza porta a una visione della vita nella luce di ciò che si vede, si tocca e che è accessibile alla scienza. Significa che da una visione trascendente della vita – illuminata da Dio, dalla Sua provvidenza e dalla Sua presenza – si è passati ad una visione opposta e preponderante nel mondo, dove la luce, la guida e il governo di Dio non esistono.

Possiamo paragonare quello che succede oggi alla Parabola di Gesù sui vignaioli. In questa parabola, un proprietario terriero affitta la sua vigna a dei vignaioli e, quando arriva il momento del raccolto, invia i suoi servi per riscuotere i frutti, ma i vignaioli li maltrattano e li uccidono. Infine, il proprietario manda suo figlio, credendo che i vignaioli avrebbero avuto rispetto per lui, ma anche lui viene ucciso. Il proprietario, allora, punisce i vignaioli e dà la vigna ad altri.

Questo è un passaggio che negli ultimi secoli ha toccato prima le classi più evolute e poi la popolazione, specialmente in Occidente. Da una visione della vita basata sulla fede, si è passati a una visione basata sull’intramondanità, ovvero sul rifiuto di guardare oltre l’effimero e uscire dalla caverna.

La nostra generazione, soprattutto del dopoguerra, ha abbandonato il soprannaturale. In questo tempo, interessa solo ciò che è visibile, fruibile e utilizzabile. Invischiati in questo male, ci ritroviamo ad accettare di essere delle cose passeggere. Abbiamo impoverito e svuotato la dimensione della vita per arrivare a un mondo senza Dio.

La Madonna nel Messaggio del 25 giugno 2025 – ma anche numerose volte prima – disse: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna». Abbandonando Dio, negando il soprannaturale, abbiamo negato il futuro e la vita eterna. Ci siamo assemblati con le cose che passano e che vanno a finire nella spazzatura dell’universo, Dobbiamo riappropriarci della visione della vita tipica cristiana, che è una vita che ha una sua origine e non deriva dal caso.

Quando ero studente, mi meravigliavo che la filosofia greca – che fa capo ai materialisti greci – ritenesse che Dio era identificato con la materia e che essa è eterna. Significava divinizzare una cosa attribuendole una caratteristica esclusiva di Dio. Purtroppo, stiamo facendo la medesima cosa affermando di venire dalla materia e di ritornare a essa. Quando affrontiamo questo tema, ripetiamo spesso la frase della Bibbia: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (Genesi 3,19), dimenticandoci però che nella polvere Dio ha soffiato il suo Spirito, il suo Ruah, quindi qualcosa di irriducibile alla materia, di divino e che distingue l’uomo da ogni creatura del mondo.

Alla luce della fede, dobbiamo rimettere Dio al suo posto. Ritornare a una visione della vita in cui c’è Dio Creatore e che viviamo nella Sua casa che ha donato a noi. Nelle preghiere del mattino recitiamo: “Ti adoro mio Dio, ti amo sopra ogni cosa e ti ringrazio per avermi creato”. Attraverso questa preghiera teniamo ferme e salde le basi attraverso le quali il mondo diventa intellegibile, comprensibile, bello, finalizzato, abitabile, perché il mondo è una Creatura divina, è opera di Dio.

Questo non significa che Dio ha creato direttamente tutto quello che vi è nel mondo; infatti, anche nel Cristianesimo possiamo trovare una sorta di evoluzionismo. Ma l’evoluzione cristiana afferma che il Creatore ha infuso tutta la Sua potenza, la Sua grandezza e il Suo amore affinché potessimo evolverci secondo il suo progetto. Anche Tommaso Campanella, filosofo del 1500, disse che Dio ha creato il mondo con la sua sapientia, con la sua potentia e il suo amor. Questa è la visione vera della vita.

Dio non si è limitato a creare il mondo, ma lo sostiene, lo governa e lo porta alla sua finalità ultima che sono i Cieli e la Terra nuova. Questa è la visione che dobbiamo avere: un mondo che non è governato o abbandonato al caso. Non per nulla la scienza moderna è nata da grandi credenti come Galileo Galilei e Newton. Questi scienziati hanno visto il mondo come una grande costruzione basata su leggi straordinarie che lo governano. Come c’è una vita umana che è governata dalla legge morale, così c’è il mondo fisico che è governato da leggi senza le quali non ci sarebbe neanche la scienza.

Per essere moderni non dobbiamo essere atei, infatti, la scienza moderna la creata chi crede in Dio. Anche un grande uomo di scienza, Einstein, disse che il mondo è stato creato dal Vecchio, l’Eterno, cioè Dio.

Questa ennesima menzogna satanica, che la scienza è per forza atea, è da rimuovere. Il mondo parla da solo, anche un bel fiore non si può pensare che venga dal caso perché è un progetto che si realizza. Il nostro sguardo sulla Creazione deve essere di incanto, di rapimento, di estasi, per le sue bellezze e le perfezioni del Creatore che rifulgono in esso, che sono la sua Potenza, Sapienza e Amore. Se queste leggi che reggono il mondo non fossero stabili ed espressione della volontà di Dio Creatore non ci saremmo neanche più sulla Terra. Tutto sarebbe inghiottito dal caos.

Questo è il primo sguardo che dobbiamo avere anche durante il tempo di vacanze. La bellezza del cielo, delle costellazioni, il mare, i fiori e la natura richiamano alla presenza di Dio Creatore e Legislatore del mondo. Platone stesso definiva il Signore come un grande pittore che nessuno poteva pareggiare.

Il secondo punto che vorrei presentare è la storia umana nella luce di Dio. La storia umana la vediamo nella Creazione espressa in modo mirabile nella Sacra Scrittura. Possiamo leggerla specialmente nelle prime pagine della Genesi ma anche nel Nuovo Testamento, nelle Lettere Apostoliche, nella Creazione mediante il Verbo, nelle grandi lettere di San Paolo e il prologo nel Vangelo di Giovanni.

Tutta la storia umana nella Sacra Scrittura è raccontata mirabilmente nella luce della fede come un intervento continuo di Dio nella storia degli uomini. Prendendo la Bibbia possiamo vedere come Dio sia il protagonista della storia umana dall’inizio alla fine. Anche l’uomo è un protagonista importante ma è sempre nella luce e provvidenza di Dio, sorretto dalla sua Onnipotenza.

L’altro attore che è l’angelo ribelle con le sue schiere. Sono anch’essi presenti nella storia umana come elementi negativi che cercano di distruggere l’opera di Dio. La Creazione culmina nell’uomo, creato a immagine di Dio ed elevato in grazia; quindi, satana colpendo e facendo cadere l’uomo ha inquinato anche il mondo, ha tolto la sua perfezione originaria. Il mondo è stato colpito dal riverbero del peccato originale che ha sconquassato la Creazione, rompendo il legame con Dio. L’uomo è il vertice della Creazione, rotto il legame con Lui anche la Creazione ha sofferto.

La presenza di Dio nella storia umana è ugualmente presente ma in modo straordinario, attraverso i Suoi interventi, i profeti, i rappresentanti, la Sua parola, i Suoi prodigi e miracoli di ogni genere. Il miracolo più grandioso – nonché il cuore della storia della salvezza – è l’Incarnazione. Il Verbo che si è fatto carne è il miracolo dei miracoli, è il progetto di Dio che ha creato l’uomo in vista dell’Incarnazione. Come dicono tanti teologi e San Paolo: “Tutte le cose sono create per mezzo di lui e in vista di Lui”. Il Verbo che si è fatto carne è il momento più solenne dell’intervento di Dio nel mondo, della Sua manifestazione, della Sua gloria che irradia su tutta la Terra, della Sua presenza nel mondo nell’umiltà della carne, con i miracoli straordinari che Cristo ha compiuto. Il miracolo per il quale non c’è un aggettivo che riesca a esprimerlo in modo inestimabile è la Resurrezione di Cristo nuova creatura nella quale tutti siamo chiamati a rinascere.

La Chiesa è una storia di Santi, di miracoli, di testimoni, di soprannaturale nella quale i membri per mezzo della fede credono a cose sublimi come Dio Creatore, Cristo Redentore, nel Verbo che si è fatto carne. Ripassando gli articoli del Credo ci rendiamo conto di quante cose sfuggono alla ragione umana, ma dobbiamo credere per essere cristiani. Alcuni degli articoli del Credo, infatti, fanno fatica a essere accettati, come la Resurrezione, la vita eterna, il Paradiso, l’inferno e il purgatorio. Il soprannaturale ha talmente straripato che, se dovessimo ripassarlo tutto negli articoli della fede, ci accorgeremmo che l’uomo senza la grazia della fede non può conoscere molto. Con la grazia, invece, si può conoscere tutto l’aldilà: Dio Creatore, Dio Santissima Trinità, Cristo Redentore, il Cielo, gli angeli, i Santi, la vita eterna.

Tutto l’universo sarà trasformato, ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova. Questo è l’occhio con il quale dobbiamo guardare la storia umana, che è la storia degli interventi di Dio. Il più grande è l’Incarnazione, ma la storia umana e di salvezza è Dio che continuamente interviene. La Bibbia è un libro che descrive tutti gli interventi che l’Onnipotente ha fatto in passato e che farà in futuro fino alla fine dei tempi.

Oggi siamo completamente chiusi al soprannaturale e questo ci pone davanti ad un interrogativo importante: a cosa si riduce la vita? Quattro mura, vagare nel mondo, dopo una disgrazia fare riferimento allo Stato e così via. Una visione del mondo senza Dio, senza la sua Provvidenza, senza la sua Sapienza, Potenza, Presenza, i Suoi miracoli, il soprannaturale che straripa nella storia umana. Nella nostra vita personale ce ne accorgiamo che Dio c’è, ci protegge e ci aiuta, altrimenti non ci sarebbe più la Terra e l’angelo ribelle l’avrebbe già distrutta.

Tutta la vita, la storia, il presente è illuminato dal soprannaturale. Sono 44 anni che la Madonna scende sulla Terra per confortarci con la Sua presenza, per proteggerci con la Sua preghiera, per guarire i nostri cuori appesantiti, per spezzare le catene del peccato, per guarirci dalla nostra incredulità e dalla nostra cattiveria, dalla nostra violenza con il quale stiamo distruggendo il mondo. Questo miracolo della presenza della Gospa e del soprannaturale è ovunque nella Chiesa, una persona che prega, una persona che muore pregando, una persona che soffre offrendo a Dio il suo dolore, una persona che contempla la Creazione e loda Dio sono tutti fatti soprannaturali. Eppure, siamo arrivati a un punto di demenza tale per cui diciamo che la fede è una malattia. Il diavolo ci ha conciati come dei pipistrelli nella caverna di Platone.

Chi crede a Medjugorje è guardato con sospetto, perché non è concepibile per l’uomo moderno dire che siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e che il diavolo sta operando per distruggere la bellissima creazione che Dio ci ha donato. Questa paganizzazione e accecamento del mondo si è espanso rapidamente negli ultimi anni diventando un fenomeno di massa.

La Regina della pace ha tirato le conclusioni: «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio» (Messaggio del 25 gennaio 2023). Ma dobbiamo reagire prima di tutto con la preghiera, perché essa alimenta la fede. Di conseguenza, avremo la visione soprannaturale della realtà che è meravigliosa. Il Paradiso sulla Terra consiste in questo: nel contemplare Dio Santissima Trinità, Cristo, l’opera della Creazione che opera in tutti i cuori per portarli alla salvezza. Ma soprattutto nel proprio cuore. Ognuno di noi deve scoprire l’opera di Dio e la Grazia dello Spirito Santo nel proprio cuore, sentiamo e alimentiamo con la preghiera, rispondiamo a questa chiamata, usciamo dallo stagno che ci inghiotte. Se non usciamo ora con le buone, usciremo con le cattive come facevano le mamme con il battipanni quando ci comportavamo in modo sbagliato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”