Pensiero Spirituale sulla preoccupazione della Regina della pace per le anime che si perdono

Nei Messaggi della Regina della pace dati alla veggente Mirjana e alla veggente Marija rispettivamente il 18 e il 25 marzo 2025 è palpabile una certa apprensione per la salvezza delle anime. La Madonna, come Madre, è preoccupata per le tante anime che si perdono. A Medjugorje Maria ha rafforzato quello che aveva detto a Fatima sul gran numero di anime che vanno all’inferno: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte» (Messaggio del 2 novembre 1983).  
In un Messaggio dato nei primi anni delle apparizioni la Madonna ha descritto chiaramente il suo stato d’animo per le anime che si perdono: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (Messaggio del 24 maggio 1984).      
La Regina della pace ha detto in diverse occasioni che cerca anime che si uniscano in preghiera a Lei.

Per aiutare le anime che si perdono. Questa tematica è presente in diversi Messaggi di Medjugorje, ma anche in tante altre apparizioni la Madonna ha chiesto di pregare per i peccatori. In questo particolare periodo storico caratterizzato dall’ateismo la Regina della pace chiede preghiere per “i non credenti”, “per coloro che sono lontani da Dio”, “per quelli che vivono senza Dio”.

La Madonna chiede preghiere per i non credenti, ma allo stesso tempo ci esorta a offrire le nostre, preghiere, le sofferenze e le lacrime proprio per la conversione dei cuori che sono lontani dal Cuore di Suo Figlio. Con uno sguardo materno e il cuore pieno di apprensione, la Madonna guarda all’umanità, ai suoi figli che hanno scelto di allontanarsi da Dio, di vivere come se non esistesse. In un mondo in cui satana brama la distruzione totale delle nostre vite, del nostro pianeta e della fede cattolica, la Madonna ci chiama a vivere in grazia di Dio, a essere sempre preparati qualunque cosa accada.

Inoltre, molte volte la Regina della pace ci ha invitato a non rimandare la conversione perché nel tempo dei Segreti sarà troppo tardi, la situazione sarà talmente caratterizzata da caos, panico e falsi salvatori, che sarà difficile scegliere e convertirsi. L’Apocalisse descrive in maniera dettagliata la moltitudine di uomini e donne che, in balìa dei flagelli che si imbatteranno sul mondo e sull’umanità, moriranno bestemmiando.

La Madonna cerca anime che pregano. Tutti possiamo farlo, ma quanti lo fanno? Possiamo tutti pregare per la conversione dei peccatori, per quelli che non conoscono Dio, per quelli che sono lontani da Dio, per quelli che vivono come se Dio non ci fosse. La Regina della pace ci invita a pregare con lei proprio perché «senza Dio non avete né futuro né vita eterna» (Messaggio del 25 marzo 2025). Molte volte, quelli che vivono senza Dio, sono proprio i nostri cari, i nostri conoscenti o i nostri amici; preghiamo per loro affinché si convertano, preghiamo per la salvezza delle loro anime. Questa dovrebbe essere una preoccupazione quotidiana da mettere nelle nostre intenzioni, nel Rosario, nei sette Pater Ave Gloria. La preghiera di intercessione fa sì che Dio tocchi i cuori delle persone e si convertano.

Man mano che si avvicina il tempo dei Segreti è chiaro che la Madonna chiede sempre di più preghiere per chi è ancora lontano da Dio, vuole salvare quante più anime possibili, vuole che quante più persone si convertano finché c’è tempo. Oltre alle preghiere possiamo offrire le nostre sofferenze e le nostre lacrime per la conversione dei peccatori. Per “sofferenze” la Madonna intende quelle fisiche, dalle quali nessuno è esente; anziché lamentarci offriamo queste sofferenze per le anime lontane da Dio, affinché si convertano e tornino a Lui! I malati, gli anziani, i sofferenti, elevino la loro condizione di dolore offrendola a Dio. Le “lacrime” sono quelle che sgorgano per le sofferenze interiori di cui la vita di ciascuno di noi gronda. Anche queste lacrime possono essere un’offerta a Dio come dono d’amore perché dia la grazia di conversione ai nostri cari, alle persone che conosciamo, ai lontani, a coloro per i quali nessuno prega. In queste “lacrime” si possono includere anche le anime del purgatorio che non possono offrire le sofferenze per la propria salvezza, ma noi possiamo offrire le nostre sofferenze per loro, affinché il tempo della loro purificazione sia abbreviato e possano godere presto della luce del Paradiso.

Così facendo diamo un valore alla nostra vita finalizzando tutto al bene. Apriamo il cuore alla carità.

San Paolo scrive: In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20,35).           

Accogliamo l’invito della Madonna che è veramente preoccupata per la salvezza delle anime lontane da Dio, offriamo quotidianamente preghiere, sacrifici, lacrime e sofferenze. È un atto di carità, che insieme ai gesti di carità materiale, elevano la nostra anima, danno un senso alla nostra vita, vincono il male nel mondo, diffondono serenità e pace.