
Pensiero spirituale sulla gioia che c’è in Paradiso
Cari amici, ci attende una prospettiva celeste alla fine del nostro cammino terreno. Il Cielo è il traguardo che abbiamo perseguito fin dal principio. In Paradiso ci accoglieranno moltitudini di Santi e angeli, i più fedeli a Dio e coloro che durante la vita terrena hanno scelto Dio al posto di satana.
Il Cielo è una Verità di fede assoluta ma non dobbiamo materializzarlo. È un luogo particolare non come quelli umani, perché caratterizzato dalla presenza divina. Dio stesso è il Cielo, è la pienezza della luce, della pace, della gioia, dell’amore. A questa gioia, partecipano la Vergine Maria con Gesù – che è la seconda persona della Santissima Trinità – e tutti coloro che partecipano del Corpo di Cristo. Il Cielo è una realtà e una condizione di grazia che ci viene donata dopo aver percorso la via del bene durante il nostro pellegrinaggio terreno.
La meta celeste a cui dobbiamo tendere è una certezza divina e una grazia. Insieme al dono della fede, essa illumina la vita che è un pellegrinaggio lungo e difficile grazie al quale raggiungeremo la vetta celeste. La gioia che sentiamo lungo il nostro cammino è uno stimolo per proseguire, per perseverare, per lottare e vincere contro le potenze del male.
Cerchiamo un rapporto di incontro, di conoscenza e di amore con il Cielo, perché è popolato da Dio Santissima Trinità, dalla Vergine Maria, dagli angeli e i Santi. I cittadini del Cielo possono essere persone che abbiamo conosciuto, a cui siamo legati, che pregano e intercedono per noi. San Paolo dice: “Conversatio vestra in cieli est” ovvero, la nostra conversazione sia con il Cielo. Come noi abbiamo i rapporti umani qui su questa Terra così dobbiamo coltivare i rapporti in Paradiso affinché ci accompagnino nel nostro cammino terreno.
Il nostro pellegrinaggio non finisce con la cessazione della vita. La morte in chiave cristiana è semplicemente un passaggio del confine con il tempo per entrare nell’eternità beata o di perdizione. Chi ha il dono della fede, che crede, che si pente dei peccati, li presenta alla divina Misericordia come chiave per aprire la porta del Paradiso. Camminare verso questo superamento con questa prospettiva, non è più angoscioso, non si ha più paura dello scorrere del tempo. La morte non è un dissolvimento di noi stessi perché dobbiamo affrontare il giudizio divino e l’eternità beata o dannata.
La visione della vita che ci dà la fede nella prospettiva cristiana è un pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste, che viene alimentato giorno dopo giorno dalla fedeltà. Come ha detto la Madonna: “I comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino” (25 luglio 2018). I Comandamenti, la Parola di Dio, i Sacramenti sono indicatori di strada che ci porta al Cielo e a Dio. Il diavolo non si occupa delle anime che vanno verso la perdizione ma quelle che vanno verso la salvezza.
Il Paradiso è l’obiettivo per il quale Dio ci ha creato, nonostante davanti che lasci davanti a noi la possibilità del male. Dio dà a ogni creatura che è venuta al mondo tutte le grazie necessarie per salvarsi. Nel caso in cui andassimo verso la perdizione, è per mancanza nostra che non abbiamo fatto fruttificare le grazie. Se ci sono delle persone che si perdono è perché Dio, avendo bussato alla porta e avendo offerto le grazie, non le hanno volute. Dobbiamo essere molto motivati sulla via del Cielo, dobbiamo fare l’esame di coscienza. La retta via è stretta e in salita perché ci sono le virtù da vivere, i vizi da estirpare e le rinunce da fare.
Questa via è cosparsa di tante grazie di gioia che motivano a proseguire. Questo lo sperimentiamo quando facciamo il nostro dovere e la volontà di Dio, troviamo la pace interiore e la voce che approva e ci incoraggia lungo il cammino della salvezza. La via del Cielo è impegnativa ma sommamente desiderabile. Continuando a percorrere questa via si è soddisfatti di se stessi, si è grati e contenti.
Qualcuno potrebbe pensare che sia una forma di consolazione illusoria ma il Cristianesimo non lo è. Cristo ci ha salvato per mezzo della Croce, affrontando la Passione. Gesù ha espiato i nostri peccati, al nostro posto, per nostro amore e ci ha guadagnato il Cielo. Non è una consolazione ingannatrice per le persone che vivono le disgrazie della vita, ma una luce che illumina, una grazia incommensurabile, una gioia che il diavolo non può rubare, se noi non vogliamo
Il Paradiso diventa così l’obiettivo della vita. Dio è fonte di gioia, di pace, di verità, di eternità. La Regina della pace ha descritto perfettamente il nostro obiettivo: “In Cielo c’è la gioia” (25 maggio 1991). Ogni giorno è una tappa nel nostro cammino verso la beatitudine celeste.
Se il diavolo riuscisse a cancellare questa prospettiva, la nostra vita diverrebbe un procedere irrefrenabile verso la morte, verso l’abisso. La vita senza la fede ci rende animali. La gente stolta ha abbandonato la visione vera che è quella dell’eternità beata per sposare la visione della pseudoscienza secondo cui siamo come moscerino che viene schiacciato. Il diavolo ci ha proprio ingannati.
Facciamo festa con i nostri cari che ci aspettano, sapendo che la vita passa, l’eternità resta, che per entraci ci vuole l’umiltà e il pentimento dei peccati. Attraverso questa porta riceviamo l’abbraccio di Cristo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”