Pensiero spirituale sulla persona umana composta di anima e corpo

Cari amici, una tematica molto importante dal punto di vista teologico, catechetico e spirituale è la concezione dell’uomo. Per i cristiani, è un argomento completamente in antitesi con quello che viene diffuso capillarmente dalla cultura contemporanea, a cominciare dalla scuola. Presenta una visione dell’uomo come mai era accaduto nella Storia dell’umanità. In tutte le culture, dalle meno alle più evolute, si presenta l’uomo a due dimensioni.

La dimensione spirituale è l’anima immortale che decide, conosce, capace di un amore donativo. Sono tutte realtà che non esistono nel mondo animale e che rendono l’uomo irriducibile alla materia. Questa visione fondamentale è stata portata ad altezze incredibili dalla teologia cristiana grazie alla Divina Rivelazione. La concezione dell’uomo a immagine di Dio è stata picconata sistematicamente da una cosiddetta scienza che ha debordato dai suoi limiti. Oltre allo studio della materia, la scienza non ha altri ambiti di esplorazione, ma è riuscita a imporre una visione della vita come se l’uomo fosse solo il suo corpo. L’identificazione dell’uomo con il suo corpo è il risultato dell’evoluzione materiale. Questo ha portato alla negazione dell’anima e delle sue caratteristiche fondamentali, come la conoscenza che trascende la materia e la capacità di decidere liberamente per se stessi. Con questa visione del mondo, dell’uomo e della vita – comunicata come se fosse la verità – ha fatto sì che noi cristiani perdessimo di vista chi è l’uomo.

L’uomo – dal punto di vista filosofico e teologico, della ragione e della Divina Rivelazione – è a immagine di Dio. Dio l’ha creato in tale dignità da essere l’unica creatura – in tutta la Creazione – capace di interloquire con Dio, di atteggiarsi di fronte a Lui intessendo un rapporto di conoscenza e di amore.

Nel Catechismo della Chiesa cattolica vengono spiegati ulteriori punti sull’essere umano. La persona umana, infatti, è composta di anima e corpo. È una visione dell’uomo che è sperimentalmente verificabile dentro di noi. Ognuno è consapevole di avere un corpo che diviene un’unità con l’anima.

Ci sono state molte visioni della vita e dell’uomo che hanno demonizzato la materia, per cui l’anima sarebbe imprigionata nel corpo. È necessario, dunque, un lavorio interiore – grazie alla filosofia, alla meditazione, alla preghiera – per purificarsi e uscire dal corpo così da trovare la liberazione. Sono numerosi gli uomini che vivono con questa concezione, soprattutto nell’induismo e nel buddismo. Alcune religioni hanno sostenuto l’esistenza di due divinità: quella del bene, che si identificava con lo spirito; quella del male, che si identificava con il corpo. Per questo si arriva alla conclusione che il corpo è una prigione dell’anima.

La Rivelazione biblica è completamente lontana da queste concezioni, sia dal puro materialismo che dal dualismo tra anima e corpo. La visione cristiana propone che l’anima viene direttamente da Dio, non si identifica con il corpo ma lo informa e lo eleva, riflettendo la bellezza dell’anima stessa. Perciò, l’uomo è un’unità di anima e corpo. Egli non è un angelo che è un purissimo spirito, non è un animale che è solamente materia organizzata ed evoluta, ma è sintesi. Nel corpo dell’uomo viene sintetizzato tutto l’universo che viene spiritualizzato ed elevato dall’anima. Essa a sua volta si apre alla grazia di Dio e quindi al Mistero della glorificazione dell’anima e del corpo, quando ci sarà la fine dei tempi e risorgeranno i corpi.

Avere il corpo è una perfezione non una defezione, tanto più che Cristo ha assunto la natura umana con un’anima e con un corpo che gli ha donato la Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Corpo di Cristo Risorto è un segno visibile della materia glorificata. Al termine della Creazione, tutta la materia e l’universo verrà glorificato e fatto partecipe della Resurrezione di Cristo.

I seguenti punti del Catechismo della Chiesa cattolica sono molto importanti e si manifestano nella loro bellezza:

362 La persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale. Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice: «Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente» (Gn 2,7). L’uomo tutto intero è quindi voluto da Dio.

L’anima al momento della morte, si stacca dal corpo e sussiste consapevole e libera, conservando le sue facoltà. Conserva la capacità di conoscere e di volere. L’uomo con il suo corpo è la sintesi di tutto l’universo. Il soffio di Dio è l’anima immortale. Quello che ne risulta è un essere vivente con due componenti di anima e corpo, ambedue volute da Dio.

363 Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell’uomo vi è di più intimo 471 e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: «anima» significa il principio spirituale nell’uomo.

Lessicalmente il termine “anima” significa animare, perciò è quella componente che anima il corpo. Quando l’embrione si crea, Dio infonde l’anima immortale che dà la forma al corpo, comunicando una caratteristica di spiritualità. Anche il corpo, riflettendo l’anima è voluto da Dio a sua immagine. L’anima è il principio spirituale immortale dell’uomo.

Il fatto che l’anima informi il corpo significa che dà una grande dignità, rendendolo anch’esso a immagine di Dio. Comunica le caratteristiche di bellezza, di spiritualità, di grazia che l’anima ha in sé in quanto soffio divino. Essa eleva e trasfigura il corpo, se un’anima è buona e ricolma di Dio comunica quella bellezza segreta che hanno solo coloro che riflettono in se stesse la bellezza divina.

364 Il corpo dell’uomo partecipa alla dignità di «immagine di Dio»: è corpo umano proprio perché è animato dall’anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito.

«Unità di anima e di corpo, l’uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. Allora, non è lecito all’uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell’ultimo giorno».

Con il Battesimo, la Santissima Trinità prende ospitalità nell’anima e questa presenza divina viene comunicata a tutta la persona, anche nella sua componente materiale.

L’uomo è l’essere più evoluto e complicato dal punto di vista materiale e trascende anche se stesso in quanto l’anima lo eleva.

Il Cristianesimo non disprezza il corpo. Tuttavia, l’anima e il corpo – con il peccato originale – sono indeboliti e inquinati, perciò hanno bisogno della grazia santificante per essere purificati ed elevati.

365 L’unità dell’anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l’anima come la «forma» del corpo; ciò significa che grazie all’anima spirituale il corpo, composto di materia, è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia, nell’uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un’unica natura.

La natura umana è l’unione tra anima e corpo. Il corpo da solo non sussiste, imputridisce e muore. L’anima, invece, da sola può sussistere fino alla Resurrezione dei corpi.

366 La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è «prodotta» dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.

I genitori cooperano per dare vita a un essere umano, non è l’atto coniugale a produrre l’anima ma Dio stesso. Ognuno di noi ha una paternità divina che riguarda l’anima in se stessa e indirettamente il corpo. Quando Cristo verrà nella gloria, risorgeranno i corpi delle anime che sono in Paradiso o in purgatorio, con un corpo glorioso a immagine di Cristo Risorto. Le anime dannate avranno un corpo a immagine della loro dannazione.

367 Talvolta si dà il caso che l’anima sia distinta dallo spirito. Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, «spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore» (1 Ts 5,23). La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nell’anima. «Spirito» significa che sin dalla sua creazione l’uomo è ordinato al suo fine soprannaturale, e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio.

Si potrebbe utilizzare la terminologia dei Mistici secondo cui l’anima avrebbe un fondo o una punta dell’anima dove Dio e l’uomo quasi si toccano. In questo caso, lo spirito non sarebbe qualcosa di aggiuntivo all’anima, ma quella parte che Dio si è riservata per se stesso per entrare in comunione con noi.

368 La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di «profondità dell’essere» («in visceribus»: Ger 31,33), dove la persona si decide o non si decide per Dio. 

Nella Sacra Scrittura viene utilizzato il termine “cuore” rispetto ad “anima”, ma vuol dire la medesima cosa. Bisogna usare entrambe perché si completano a vicenda. Anche la Regina della pace nei suoi Messaggi utilizza questi termini, cuore e anima. Secondo la Scrittura il cuore è il centro spirituale dell’uomo perché con esso si pensa, si ama, si decide. Ma il cuore è un’indicazione materiale di una realtà spirituale che è l’anima immortale.

Questo è un affresco straordinario che ci dà l’insegnamento della Chiesa sulla base della Sacra Scrittura e che corrisponde all’esperienza che facciamo di noi stessi. Abbiamo desideri che vanno al di là della materia: di felicità, di amore, di verità, di bellezza, di eternità. Quindi, vi è una differenza radicale tra l’uomo e l’animale. Questa ideologia – che ci è stata imposta dalla falsa scienza dell’evoluzionismo – è sposata con l’ateismo e cadrà da sola perché non corrisponde all’esperienza umana.

Da: “Lettura della cronaca e della storia”