Pensiero spirituale sulla Divina Rivelazione che illumina il futuro

Cari amici, mentre le religioni umane sono ricerca dell’uomo che mescolano verità ed errori, il Cristianesimo è una rivelazione di Dio stesso del piano di salvezza. Dio nella sua Onniscienza vede tutte le tappe del suo progetto salvifico – fin dalla Creazione – perché il passato e il futuro sono racchiusi nell’istante presente. Egli ci rivela soprattutto il futuro, elemento peculiare della Sacra Scrittura, dove svela il Suo piano che non potremmo immaginare e comprendere se non venisse annunciato. L’Antico Testamento, nell’interpretazione cristiana, è tutta una profezia di Cristo, è la chiave di interpretazione che Gesù stesso ci ha lasciato.

Nel Vangelo secondo Luca, troviamo il passo dei due discepoli di Emmaus. Nel loro cammino incontrano questo straniero con il quale iniziano a conversare sui fatti accaduti a Gerusalemme. La morte di Cristo li aveva sconvolti e avevano smesso di credere che fosse veramente Lui il liberatore di Israele. Allora lo straniero – che solo successivamente verrà riconosciuto come Gesù – si mise a spiegare la Sacra Scrittura, per far capire loro perché Cristo era morto: “E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui” (Luca 24:27-28). Così Gesù Cristo ha insegnato agli Apostoli il metodo per comprendere tutto l’Antico Testamento, che va interpretato in chiave cristologica, orientata al futuro.

La paura di guardare alla Divina Rivelazione in termini di profezia del futuro è infondata. Tutta la Rivelazione neotestamentari è in vista della seconda venuta di Cristo. Egli ha insegnato agli Apostoli a interpretare l’Antico Testamento e a guardare al futuro in chiave cristologica, paragonando il futuro della Chiesa a se stesso. Dopo la venuta di Cristo e l’incarnazione ci sarebbe stata l’evangelizzazione, la testimonianza, la lotta contro il mistero di iniquità e la persecuzione. I discorsi escatologici di Gesù sono presenti in tutti i Vangeli sinottici; per quanto riguarda il Vangelo di Giovanni la tematica escatologica è presente nell’Apocalisse. Il tempo che abbiamo davanti è l’attesa della parusia, del compimento della Redenzione con Cieli nuovi e Terra nuova.

Vi è una riluttanza nella Chiesa nel guardare le profezie, dalle apparizioni mariane alle riflessioni spirituali dei mistici, dei santi e delle anime privilegiate, alle quali il futuro è stato rivelato. Me esse non sono un qualcosa di estemporaneo o di scarsa importanza, perché vengono da Dio. La Vergine Maria quando dà i suoi Messaggi, lo fa in nome di Dio.

La struttura stessa della Divina Rivelazione è di carattere profetico: riguarda il passato, molti testi della Bibbia, infatti, sono una retrospezione nella luce di Dio; è un’attuazione nel presente, i profeti stessi attualizzano la Volontà di Dio parlando e chiamando la conversazione al presente; nel medesimo tempo rivelano il futuro, nell’Antico Testamento è orientata a Cristo e il Nuovo Testamento alla seconda venuta di Gesù.

La profezia cristiana è strutturale alla Divina Rivelazione, non è qualcosa di aggiunto o da guardare con sospetto e non distrae dalle Verità di fede che abbracciano tutto il tempo, passato, presente e futuro. La profezia è tipica del Cristianesimo, le altre religioni hanno delle ipostatizzazioni e personificazioni della natura. Una profezia laica, ad esempio, non esiste perché tutte le profezie che vengono fatte sulla base della scienza vengono successivamente smentite. La Rivelazione cristiana è qualcosa di straordinario e in grado di cambiare la Storia.

In questo tempo abbiamo la Rivelazione della Regina della pace, partita da Fatima. Nel 1917, come diceva il Cardinale Caffarra, ha sviluppato una profezia straordinaria con un taglio profetico che altre Apparizioni mariane non hanno. È unica in questo senso perché descrive il futuro del mondo nel 1917 fino a quando ci sarà il termine dei Segreti. Lo descrive molto dettagliatamente chiamando per nome il protagonista – che è la Russia – e terminando con la profezia del trionfo del suo Cuore Immacolato.

Adesso viviamo nella luce di questa grande profezia di Fatima che la Madonna ha attuato a Medjugorje. Prendere atto di questa profezia – che fa parte di quello che Dio ci ha svelato del suo piano di salvezza – vuol dire essere nel vivo della Divina Rivelazione e non qualcosa di estemporaneo. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è una tappa, è il primo combattimento dell’Apocalisse, quindi prevista dalla Sacra Scrittura. Siamo nel vivo della Parola di Dio che attraverso Gesù Cristo ci ha svelato il futuro del mondo. È un tipo di teologia che ha una dignità di primo grado e soprattutto ha un’incidenza pastorale straordinaria, perché la profezia cristiana illumina la Storia, i credenti e anche coloro che camminano nella Storia senza avere la grazia della fede.

La luce della speranza in un mondo in cui si sprofonda nell’autodistruzione, la può dare solo la profezia cristiana.  Questo degrado della teologia che si è mondanizzata e che non è più in grado di parlare alla gente e illuminarla è evidente. Questo è il motivo per cui la gente accorre alle Rivelazioni mariane, prende in seria considerazione ciò che molti disprezzano.

Il Cristianesimo è una grande profezia che riguarda il passato, il presente e illumina il futuro. Il Cielo stesso provvede a tenere sempre viva e attuale questa profezia, come sta facendo con le Apparizioni mariane, in particolare l’asse da Fatima a Medjugorje che è quello che illumina il nostro futuro.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”