Pensiero spirituale sul Messaggio della Madonna: “Vi invito alla preghiera col cuore” (25 maggio 2024)

Cari amici, la Regina della pace ci esorta alla preghiera col cuore. Esiste una sola preghiera vera, che arriva a Dio e che dà gioia, ed è proprio quella che viene dal cuore. Una preghiera, se viene fatta solo con le labbra non ha un grande valore davanti a Dio.

Bisogna pregare col cuore perché nella Sacra Scrittura – Antico e Nuovo Testamento – il cuore è ritenuto molto più che un organo fisico e materiale, è qualcosa di più profondo. Sentiamo che il cuore ha una sua intelligenza, si pensa, si sente, si ama, si odia con esso. Il cuore è, effettivamente, il centro spirituale, morale, sentimentale e affettivo della nostra vita. Nella luce biblica, è il luogo dove Dio parla e bussa, mentre l’uomo risponde e apre, quindi luogo di incontro con Dio e dimora divina.

Nella Sacra Scrittura la medesima centralità che è stata data al cuore, viene data all’anima. Il cuore di per sé è quello che vediamo facendo un’ecografia, sotto il profilo materiale, ma è molto più grande e lo avvertiamo anche sperimentalmente. Un grande dolore può provocarci un infarto, è una lama che ti trafigge – come ha detto Simeone alla Madonna – perché il cuore, al di là di essere quel muscolo che pompa il sangue, è il luogo dove abita l’anima umana, il cui centro focale è nel cuore stesso. Quello che si dice del cuore lo si dice anche dell’anima.

L’anima umana – come il cuore – ha una sua profondità. Come dicono i grandi mistici: nella punta dell’anima Dio è presente con la sua legge morale, la sua voce che chiama, approva e disapprova. L’anima è quel luogo in cui sono impressi i suoi Comandamenti e quella realtà che si chiama coscienza.

La Madonna stessa nei Messaggi parla dell’anima dicendo che il Padre si è riservato una parte tutta per sé. Dio, Santissima trinità, si è riservato una parte tutta per sé per dialogare con noi, per abitare in mezzo a noi, per farne la Sua dimora. Tutto questo avviene se viviamo in consonanza con la Sua divina volontà. La Gospa ha ripetuto più volte che satana scardina i cuori con l’odio, ed esso porta all’inquinamento del cuore e dell’anima. Si possono usare entrambi i termini molto ricchi nella tradizione cristiana.

In questo contesto, la preghiera del cuore Maria l’ha insegnata ai Veggenti di Medjugorje. Vicka se n’è fatta protagonista dicendo che la Madonna ha insegnato loro a recitare il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre molto lentamente. Magari dedicare un giorno intero solo a recitare il Padre nostro cercando di gustare col cuore ogni parola. Sappiamo che la tradizione cristiana in questo senso è ricchissima. Per esempio, Santa Teresa d’Avila quando incominciava il Padre nostro e pronunciava la parola “Padre” si fermava a piangere. Non dobbiamo arrivare a quel livello, ma dobbiamo gustare le parole che pronunciamo. La parola “Padre” deve suscitare in noi dei sentimenti filiali, non immediatamente, ma con la riflessione sulla paternità di Dio che Egli stesso ci rivela interiormente. Così ogni espressione dell’Ave Maria e del Gloria. Bisogna dedicare dei giorni interi a questo se si vuole imparare a pregare col cuore. Quando si termina questo esercizio di spiritualità si sarà in grado di recitare il Santo Rosario col cuore. Incastonato nei bellissimi Misteri del Rosario che in noi suscitano sentimenti più elevati, l’incontro con Dio nella preghiera anche orale diventa ricco sotto il profilo spirituale, affettivo e morale. È fonte di gioia e di elevazione, di buoni propositi, di entusiasmi perché così è ogni autentico incontro con Dio.

La Madonna ha spesso incastonato questo invito a pregare col cuore, nell’esortazione a percorrere la via della santità, come nel Messaggio del 25 maggio 2024. Dove ci ha richiamati ai punti fondamentali che ci ha insegnato nei primi anni, fra cui pregare col cuore e intraprendere la via della santità.

In questo senso è molto interessante vedere come la preghiera del cuore abbia le sue tappe. Sono le tre tappe del cammino di santità. Un cammino nella preghiera col cuore diventa per se stesso un cammino sul sentiero della santità.

La prima tappa è quella di aprire il cuore – nel cammino di santità è la conversione – se Dio bussa alla porta dobbiamo aprire. Lo facciamo entrare nella nostra vita perché Lui porta la luce, la Sua parola di incoraggiamento e di perdono, chiama al pentimento e alla vita nuova finché non si arriva alla decisione della conversione. La prima tappa fondamentale del cammino spirituale è quella che porta da uno stato di peccato mortale a una vita di grazia, che passa necessariamente attraverso il Sacramento della Confessione. La tappa della conversione nel cammino di santità corrisponde all’aprirsi alla preghiera col cuore.

La seconda tappa porta al di là delle parole stesse che diciamo. Quelle parole che pronunciamo nella preghiera e che sono necessarie per entrare sempre di più in intima unione con Dio. Proprio perché ci elevano, ci spogliano dalla mondanità, ci ripuliscono dalle polveri che si depositano su di noi, ci lavano e ci purificano. Vediamo che man mano che pratichiamo la preghiera, la sentiamo interiormente, cresciamo nell’unione con Dio, vediamo che amarlo sopra ogni cosa diventa una realtà sentita. Sperimentiamo questo amore sopra ogni cosa che diventa un trampolino di lancio per l’ultima tappa del cammino spirituale, che è l’unione con Dio. La seconda tappa è quella della purificazione. In questa tappa noi ci purifichiamo di tutte le forme di mondanità, di difetti, le scorie del male che non sono ancora estirpate, quelle zavorre che ci impediscono di elevarci in volo. La purificazione è fondamentale e dolorosa ma con essa arriviamo alla terza tappa.

La terza tappa è la contemplazione. Significa arrivare a quella situazione esistenziale in cui il cuore di Gesù e i nostri siano una sola cosa: un solo cuore di amore e di pace. Questo è il culmine della preghiera del cuore. È quel livello di preghiera di cui parlava il Santo Curato d’Ars che davanti al Santissimo non diceva neanche una parola: “Io guardo Lui e Lui guarda me”. Come quando due persone che si amano si guardano negli occhi. Così nel cammino di santità la tappa finale è quella dell’intima unione con Dio, essere un cuore e un’anima sola, essere una sola volontà, questo è l’apice del cammino di santità. Nella preghiera del cuore è il momento della contemplazione.

Queste tappe sono condotte dalla nostra buona volontà ma soprattutto con la grazia dello Spirito Santo che ci illumina, ci fortifica e ci purifica. La Madonna come maestra di preghiera ha fatto questo piccolo capolavoro di tracciare un itinerario della preghiera del cuore che è il medesimo del cammino di santità, così come ce l’ha sempre presentato la tradizione ascetica e mistica cristiana.

Questo è un tema che ricorre spesso nei Messaggi e di cui la Madonna è molto preoccupata. L’espressione: «Figlioli, siete ancora lontani» (25 maggio 2024) è rivolta a Medjugorje e a tutti noi. Queste espressioni bisogna prenderle sul serio. La mia impressione è che arriveremo al tempo dei Segreti che avremo quasi perso la fede e non crederemo più alle Apparizioni. Temo che si ripeta quello che Gesù ha detto di se stesso per quanto riguarda la seconda venuta: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

Per cui, vigiliamo e preghiamo, teniamo accesa la fiamma della veglia perché l’ora delle tenebre non ci abbia accogliere impreparati.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”