Pensiero spirituale sull’affidamento quotidiano a Maria

Cari amici, l’affidamento quotidiano a Maria è come un’attualizzazione della consacrazione nella vita quotidiana. San Giovanni Paolo II ce l’ha insegnato attraverso il trattato sulla devozione a Maria di San Luigi M. de Montfort, che divenne di attualità in tutto il tempo del suo Pontificato.

Montfort è uno dei più grandi mariani della Chiesa, un’anima particolarmente elevata. Il “Trattato della vera devozione a Maria” ha avuto un eco straordinario nel tempo, nell’epoca moderna e tutt’ora. È stato scritto agli inizi del 1700, un periodo ancora fuori dall’intemperie del mondo moderno, ma che è rimasto sconosciuto per più di un secolo. Venne scoperto poco prima dell’apparizione della Madonna a Rue du Bac a Parigi nel 1830. Con quell’apparizione e la scoperta di questo libro è cominciata l’epopea della spiritualità mariana dei tempi moderni.

San Giovanni Paolo II ha vissuto questo trattato e l’ha riformulato teologicamente, il suo insegnamento è diventato un nutrimento mariano molto diffuso. Wojtyla centra la sua riflessione teologica sul fatto che Gesù in Croce ci ha lasciato Maria come Madre. Quando ha detto: “Donna, ecco tuo figlio” – alludendo a San Giovanni ai piedi della Croce – teologicamente in quel momento tutta l’umanità veniva affidata a Maria, a questa maternità spirituale, alla nuova Eva, un’interpretazione fondata. Siamo tutti nati in Lei – il Verbo e tutte le sue membra – mediante la grazia dello Spirito Santo. Quindi, Maria ha accolto e accettato questa maternità universale che va al di là dei battezzati. Quando la Madonna dice: «Cari figli» lo dice in primo luogo a quelli che credono, ma anche a tutti coloro che, pur essendo lontani dalla fede, sono stati redenti dal sangue di suo Figlio.

Papa Wojtyla ha approfondito l’affermazione seguente: “Figlio, ecco tua Madre”. In questa espressione ha colto l’invito di Gesù a tutti gli uomini ad accogliere Maria come Madre, ha farla entrare nella nostra vita dal punto di vista teologico. Per noi non è un’opzione, ma un imperativo. È un’offerta di maternità che non ammette discussioni. Quando afferma: “Figlio, ecco tua Madre” non si ha una possibilità di accettarla o meno, è un ordine. Bisogna vederlo, però, come un dono e accoglierlo perché ne abbiamo bisogno.

Gesù in Croce ha sperimentato la grazia immensa di avere al proprio fianco Maria, cooperatrice all’opera della Redenzione fino al momento del sacrificio supremo, dove ha offerto al Padre Suo Figlio e se stessa in sacrificio d’amore. Gesù ha voluto che tutti potessimo avere una Madre come Lei e ha donato la Sua. Maria l’ha accompagnato per tutto il tempo della sua vita, dal momento dell’Incarnazione al momento della morte fino all’Ascensione, per poi raggiungerlo in Cielo. La Madonna era al seguito di Gesù e sempre presente nei momenti chiave della Sua vita. Ha vissuto tutti i momenti fondamentali della Sua predicazione e i giorni della Passione, fino alla Resurrezione dono dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.

Come Gesù ha avuto presente sua Madre, così Lui vuole che tutti noi godiamo della Sua presenza per tutta la nostra vita. La Madonna lo dice all’anniversario del duemillesimo anno dalla sua nascita il 1° agosto 1984: «Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi». L’incarico che il Padre Le ha dato è stato accolto con serietà. Si è prodigata in tutti i modi per essere nostra Madre. Per far entrare la Gospa nella nostra vita ci vuole una scelta interiore, con la mente, l’intelligenza spirituale, il dono della sapienza con il quale comprendiamo la grandezza e l’importanza di Maria. Quando poi abbiamo deciso di accoglierla come Madre, dobbiamo camminare con Lei.

La Regina della pace ha detto più volte di incamminarci con Lei, di pregare con Lei: espressioni che ci fanno capire la Sua vicinanza purché ci apriamo alla Sua presenza.

Accettiamo e valorizziamo la Sua presenza nella nostra vita. Questo lo possiamo fare in concreto con l’affidamento quotidiano a Lei della nostra giornata, della nostra vita, dei nostri problemi, delle nostre battaglie spiritali e delle nostre sofferenze. Vivere la giornata con Maria è l’affidamento di tutto ciò che dobbiamo fare, i nostri impegni perché sia con noi, ci accompagni, ci aiuti a non essere mai soli. A volte ci troviamo di fronte a problemi che ci sembrano insolubili, poi ci accorgiamo che la soluzione era molto semplice e prossima: consisteva nel dire alla Madonna “Aiutami Madre”.

Rafforziamo questo vincolo e dipendenza filiale a Maria, attraverso il cammino quotidiano, chiedendole di prenderci per mano, quando siamo stanchi, non ce la facciamo e la salita è ripida- Quando inciampiamo chiediamo alla Madonna la Sua mano, afferriamola e non lasciamola mai. Non presumiamo di camminare da soli. In questo modo, l’affidamento a Maria diventa il modo migliore di vivere il cammino di Sequela Cristi sulla via della Croce, della santità e della salvezza eterna. Il nostro difficile cammino di santità lo dissemina di tante piccole gioie che sentiamo ogni momento della nostra giornata. La Madonna ci fa sentire che ci sta dando una grazia, che ci sta aiutando, ascoltando ed esaudendo le nostre preghiere nei Suoi confronti.

Questo è il grande insegnamento che ci ha lasciato San Giovanni Paolo II sulla scia di San Luigi Maria di Montfort. L’affidamento quotidiano è anche una fatica, ma diventa un’esigenza del cuore, una fonte inesauribile di aiuto, di serenità, di impegno e di gioia. Come ha detto la Madonna: «Incamminatevi con me», chiediamo a Lei di prenderci per mano nel cammino della vita.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”