
Pensiero spirituale sulla pace di Dio
Cari amici, la pace di Dio è il bene più grande che si possa avere qui sulla Terra. È una pace personale, una pace che è stata augurata dagli angeli la notte di Natale e una pace che Gesù Risorto ha augurato gli Apostoli entrando nel Cenacolo “Pace a voi!”.
Il progetto nel mondo delle classi dominanti – politico, culturale, sociale ecc. – di chi cioè ha in mano le sorti dell’umanità, è chiaramente un progetto intramondano, un progetto di vita di una società, di un’esistenza umana dove non c’è Dio. Come se si decidesse di estromettere il sole dalla vita sulla Terra.
Questa decisione, maturata nel tempo, è partita dall’Europa con l’ideologia del male, di cui parlava San Giovanni Paolo II, con il nazismo e il comunismo. Soppiantata a sua volta dall’ideologia del male che è nata nel dopoguerra con il nuovo totalitarismo, cioè una visione della vita in base al materialismo e all’evoluzionismo. Con una chiara definizione dell’uomo come essere che viene dalla materia per le ragioni del caso e della necessità, con lo svuotamento della dignità umana della sua grandezza, spiritualità, della sua trascendenza rispetto alla materia e anche una chiusura degli orizzonti, nel senso che si chiude la vita, l’essere si nientifica nel momento della morte.
Questa è un’ideologia che viene imposta. In Paesi come la Cina, ad esempio, viene imposta attraverso un controllo capillare in una popolazione di oltre un miliardo di uomini, la cui visione della vita è in chiave del materialismo dialettico di massa, per cui l’uomo è il suo corpo. La visione della vita è ai livelli della cibernetica, del controllo del pensiero e dell’educazione in forma molto autoritaria. Nel medesimo tempo in Occidente il controllo di tutti i messaggi che arrivano alla persona è un controllo che esclude Dio, già fin da bambini si viene introiettati dentro la visione atea e materialistica della vita nella quale non c’è Dio. I ragazzi d’oggi, non si pongono il problema dell’esistenza di Dio, come se fosse qualcosa di poco interessante.
Questo è il progetto, ormai divenuto mondiale. È talmente incisivo nella società che la Madonna ormai parla di un mondo senza Dio, di una umanità che non vuole Dio, quindi di un’umanità che ha deciso per la morte.
Non ci siamo resi conto che stiamo costruendo un mondo nel quale non è possibile vivere. Ma al di là del male, dell’odio, della guerra, della sopraffazione, anche se fossimo in pace, se non ci fossero le famose calamità che riguardano la guerra, la fame, la peste e tutte queste tragedie, anche se ci fosse una vita dove nessuno lavora, tutti mangiano, tutti stanno bene, la vita sarebbe triste, noiosa, insopportabile.
Avremmo un tasso di suicidi enormi, perché la vita è un vuoto abissale per cui una persona cerca di distrarsi con le cose effimere che passano, per quanto ne mangi non sazi mai la voglia e si è sempre inquieti. Tutto è basato sulla menzogna, cioè non è vero che noi siamo il nostro corpo, perché abbiamo un’anima immortale e spirituale che è stata creata per Dio, che è orientata a Dio e l’abbiamo soffocata, ma essa protesta, è inquieta, non accetta la limitazione che abbiamo imposto.
La vita è triste e noiosa anche se la scienza e la tecnica riuscissero ad eliminare tutte le piaghe, la sofferenza, il dolore, la fatica, la fame, la malattia. Se il mondo, la nuova creazione, la nuova era riuscisse a eliminare le piaghe che colpiscono l’esistenza umana, nel medesimo tempo la vita umana sarebbe insopportabile. Infatti, proprio nei Paesi dove si sta meglio, specialmente nei Paesi del centro Europa dove c’è un alto livello di vita – come la Svezia, la Cechia – il livello di suicidi è altissimo. Sono persone che hanno tutto per quanto riguarda il corpo, animalis homo l’uomo animale, ma non hanno nulla per quanto riguarda i bisogni profondi dell’esistenza che nel suo fondo è un radicale orientamento a Dio.
Vorrei metter in chiaro questa menzogna che è alla base della nostra società, cioè che Dio non c’è. Un inganno satanico che afferma che possiamo essere felici anche senza Dio e possiamo con la scienza e la tecnica creare una civiltà di altro livello materiale, ciononostante collasseremmo lo stesso, la vita sarebbe insopportabile, ci sembrerebbe un guscio vuoto. Non sapremmo come eliminare la noia, il tedium vitae. Man mano si va avanti, si toccherà il fondo di questo vuoto e in esso molti malediranno la vita con tutte le conseguenze che ne vengono o sopravvivono in attesa della morte e della nientificazione.
Il tocco della grazia, il dovere della nostra testimonianza è quella di far sì che, dal profondo dell’abisso di degradazione nel quale stiamo cadendo, possiamo aiutare le persone ad aprire il cuore a Dio nella luce, nello sforzo di aprirlo nell’umiltà, che è la chiave che apre il cuore a Dio. Dal profondo dobbiamo aprire le finestre della nostra anima alla Sua luce che illumina, al Suo amore che riscalda, al Suo amore che perdona i peccati.
La Verità non è una cosa astratta, ma qualcosa di esistenziale. La vita senza Dio è falsa, una menzogna oggettiva che sperimentiamo, perché senza Dio siamo tristi e andiamo al degrado. Una persona che si pente, perde il suo orgoglio, apre il cuore a Dio, chiede perdono per i suoi peccati, apre il cuore alla Sua tenerezza, al Suo amore, alla Sua grazia, alla Sua luce che apre prospettive verso la santità, la pulizia, la bellezza, l’eternità, tutto ciò che il cuore umano desidera, ci accorgiamo che dentro di noi siamo contenti e in pace, sereni e gioiosi, anche se c’è la malattia, la vecchiaia, la morte, i problemi, le guerre ecc. ma dentro di noi abbiamo la pace divina, godiamo dell’amicizia divina. L’esperienza della gioia e della pace che abbiamo dimostra che abbiamo fondato la vita sulla Verità, che consiste nel riconoscimento di Dio e della Sua importanza per la nostra vita.
Questo è un cammino di conversione che dobbiamo fare verso la Pasqua. Dobbiamo fare spazio a Dio nella nostra vita, sgombrare tutto ciò che gli impedisce di entrare. Dobbiamo preparare la casa interiore e l’accoglienza del Cristo Risorto, far sì che la Sua luce risplendi nella nostra anima. Che la sua pace diventi il nostro modo di essere, il nostro modo di porgerci nei confronti degli altri. Facendo così, vedremo un capovolgimento radicale della nostra vita, che non è più una degradazione ma un’elevazione, non è più triste ma gioiosa. Questa è la vera ricchezza della vita, non serve a nulla guadagnare il mondo intero per poi non essere in pace con Dio, con se stessi, se non si è contenti dentro, se ci si disprezza, degradati dei vizi che senza Dio prendono il sopravvento.
Dobbiamo capire che tutti noi aspiriamo alla felicità, ad avere dei beni. Ma questi beni che sono alla portata di tutti passano, attraverso la conversione e cambiamento di vita, ai beni della pace, della gioia, della verità, della luce, della contentezza, della pienezza di senso. E ‘una fonte di gioia che poi si esprime nel grazie a Dio, nel lodarlo, nell’adorarlo. La gioia e la pace della vita è a portata di mano, è un dono che Dio fa a coloro che si convertono. Per avere questi doni dobbiamo organizzare la nostra esistenza, la nostra vita, il nostro cammino, i nostri obiettivi, cioè essere cercatori di Dio, amici di Dio, figli di Dio, eredi del Paradiso. In questa luce possiamo battere i nemici dell’esistenza umana che sono il peccato, il male e la morte.
Vi esorto a preparare voi stessi, a scavare nel vostro cuore, a mettervi con umiltà davanti alla croce, a considerare quale grande amore Dio ha per noi, per aver espiato i nostri peccati al nostro posto e quale grande dono ci dà dandoci la Sua pace.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia