
Pensiero Spirituale sulla salvezza, dono di grazia che viene da Dio
Cari amici, come diceva Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano martire del nazismo, la salvezza cristiana è a caro prezzo.
Per salvarci Dio ha fatto un percorso, Cristo non temette di umiliarsi facendosi uomo e abissandosi nel nostro nulla di creature. Una volta venuto nel mondo, spinto dall’amore per le sue creature il Verbo ha accettato il rifiuto, la persecuzione, il disprezzo e tutto quello che satana ha potuto tirare fuori dal cuore degli uomini e alla fine è stato crocifisso. Il mondo lo ha rifiutato.
La salvezza cristiana è costata il sacrificio di Cristo sulla Croce. Dio ci ha salvato a caro prezzo, inviando Suo Figlio sulla Terra che ha dovuto subire la cattiveria umana e l’odio per amore delle Sue creature fino al dono supremo di se stesso.
Che cosa poteva fare di più Dio? Ha inviato Suo Figlio sulla Terra perché prendesse su di sé i peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi e si immolasse come Agnello per la salvezza del mondo. Tutti i peccati commessi da tutti gli uomini di tutti i tempi sono stati espiati dall’amore di Cristo. Avendo Cristo pagato il riscatto per la nostra salvezza, ci ha liberati dalla schiavitù del potere delle tenebre e ci ha introdotti nel Regno della libertà dei figli di Dio. La salvezza cristiana è, allora, dono di grazia.
Nel medesimo tempo, la salvezza cristiana è la risposta a questo dono. Ultimamente c’è la moda di affermare che alla fine tutti ci salveremo, a prescindere dalla nostra risposta o meno al dono di salvezza che Dio ci offre. Non è così. Cristo stesso ha descritto il giudizio universale rivolgendosi ai benedetti e ai maledetti, parla direttamente agli uomini:
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». (Matteo 25, 31-46)
Né i Vangeli, né la Sacra Scrittura riportano che la salvezza cristiana sia gratuita nel senso che tutti sono salvati, tutti vanno in Paradiso.
Paradiso, purgatorio e inferno sono dogmi di fede stabiliti dai Concili. Come può una persona, di sua iniziativa, cambiare la dottrina bimillenaria della Chiesa e le stesse parole di Cristo dicendo che alla fine della vita tutti andremo in Paradiso?
Quando Cristo era crocifisso sulla Croce, gli stessi ladroni crocifissi accanto a Lui hanno scelto. Uno ha accettato la salvezza, l’altro ha continuato a bestemmiare.
Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni, ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!» Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in Paradiso». (Luca 23,39-43)
L’insegnamento di Cristo è molto chiaro, per essere salvi ci vuole un alto prezzo da parte nostra: il pentimento dei peccati e il proposito di non commetterli più. Il prezzo della salvezza è gratuito ma noi dobbiamo rinunciare al peccato, senza rinuncia al peccato non c’è salvezza. Non ci si può scostare da questo insegnamento dogmatico e tantomeno lo si può modificare a piacimento.
Non si può entrare in Paradiso se non si è in grazia di Dio. Chi muore in stato di peccato mortale va all’inferno perché ha rifiutato di pentirsi.
Quelle del Catechismo della Chiesa Cattolica sono parole scolpite nel piombo:
Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: «Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna» (1 Gv 3,14-15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola «inferno». (CCC 1033)
Il nostro atteggiamento sia quello del Salmo 130: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce”.
Nell’umiltà, prendiamo in mano la Croce, guardiamola con fede e pensiamo nel nostro cuore che Cristo ha preso su di sé tutti i peccati del mondo, li ha espiati per nostro amore, dandoci il perdono. Il perdono deve essere accolto, chiesto con il pentimento dei peccati, con il dolore di aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato, con il proposito di non peccare più. La salvezza cristiana è una decisione che costa il sudore di sangue, che è la rinuncia a se stessi, al peccato, ai vizi, alla gloria, al proprio io. Senza questa rinuncia siamo in balìa del male che è in noi, che ci possiede, che ci incatena, ci acceca.
La decisione di rinuncia al peccato è necessaria, deve maturare nella preghiera.
Crea in me, o Dio, un cuore puro. cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro.
(Salmo 50)
Per decidere di rinunciare al peccato abbiamo bisogno della grazia che dobbiamo chiedere nella preghiera, nel digiuno, nella rinuncia. Senza sudare sangue nel rinunciare al peccato non ci si può salvare!
Rinunciamo a satana, a tutte le sue opere, e a tutte le sue seduzioni. Solo così potremo avere la salvezza eterna e godere la gioia eterna del Paradiso!
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”