Pensiero spirituale sulla divina Volontà

Cari amici, oggi vorrei approfondire una nostra richiesta nella preghiera del Padre Nostro: “Padre Nostro che sei nei Cieli, sia fatta la Tua Volontà”.

Come indicazione di vita, vorrei che questa richiesta del Padre Nostro diventi un modo di vivere. Ricordo che la generazione del dopo guerra, quindi dei miei nonni, pronunciava spesso questa espressione normale della vita quotidiana.

Specialmente in questo tempo, vorrei che questo atteggiamento fosse interiore di fronte alle grandi prove che stiamo vivendo. Se vediamo queste prove nella prospettiva della divina Volontà, riusciremo a capirle, ad affrontarle e a superarle.

Iniziamo a metter a fuoco, che la Volontà di Dio è una Volontà di bene. Essendo Dio amore, la Sua Volontà è di amore. Dio vuole il bene per le Sue creature, ama la Creazione che lui ha fatto e che sostiene, che cura con la Sua provvidenza e che porta al fine ultimo, ovvero la glorificazione di tutta la Creazione e di tutte le creature libere e intelligenti, che sono gli angeli e gli uomini che si sono adeguati alla divina Volontà. Quindi una Volontà di bene e di amore.

L’espressione “Sia fatta la Tua Volontà” sta a indicare che – essendo una Volontà di amore, anche quando non la comprendiamo e non ne vediamo subito gli effetti – dobbiamo avere un atteggiamento di sottomissione e accoglienza, sapendo che, come conclude Manzoni ne I promessi sposi “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”.

L’idea fondamentale è che dobbiamo impostare la nostra vita non come un nostro progetto, perché in questo modo abbiamo l’idea che la vita è nostra ma in realtà essa è un dono di Dio. A ognuno di noi Dio ha affidato una missione, un compito, un traguardo e dobbiamo cercare di metterci in questa prospettiva. Dobbiamo chiedere a Dio di aiutarci a comprendere e a capire qual è la Sua Volontà e a compierla. Prima di iniziare in questa dinamica, dobbiamo metterci nella condizione esistenziale giusta, cioè nella Verità, nell’essere creature che vogliono fare la Volontà di Dio. Cercare di sentire che la vita è un dono che Dio ci ha dato e che rispondiamo al Padre celeste per la nostra vita, è il primo passo da compiere. Impostiamo la vita secondo la Sua Santa Volontà, che scopriremo nelle varie vicende della vita. La vita è una traversata in un mare tempestoso ed è fondamentale avere come stella che ci illumina e che ci indica il cammino, la Volontà di Dio da accogliere anche quando non la comprendiamo.

La Volontà di Dio è una volontà di bene per noi e una risposta di amore, questo amore deve essere resistente alle prove che Dio permette nella vita. Ci sono nel mondo gli avversari della Volontà di Dio, i persecutori, chi impone la propria volontà al posto di Dio, è una navigazione pericolosa e dobbiamo resistervi a queste volontà perverse, interessate ed egoiste. In tutte queste prove e difficoltà dobbiamo dire: “Sia fatta la Tua volontà”.

Questo è l’atteggiamento di fondo, nella concretezza della vita la Volontà di Dio si manifesta in diversi modi, nei Suoi insegnamenti e nella Sacra Scrittura cioè «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» è la Volontà di Dio, cioè imposta la vita come risposta di amore a Dio; «Se voi mi amate, osserverete i miei Comandamenti», cioè la Volontà di Dio nell’osservanza dei Comandamenti. Quindi, l’atteggiamento di fondo si concretizza esistenzialmente nelle varie situazioni della vita. Ogni giorno cerco di capire cosa mi chiede Dio, di fare quello che Lui vuole, osservare i Comandamenti, di sopportare le prove della vita che sono tante, i dispiaceri, le sofferenze fisiche e la sofferenza nella quale dobbiamo reprimere i moti di ribellione, nei confronti del Cielo, che la nostra natura umana ci presenta come prima risposta. Invece, dobbiamo guardare a Giobbe o a Gesù Cristo, il Giobbe del Nuovo Testamento, come nelle sofferenze della vita sanno compiere la Volontà di Dio, che siano fisiche, morali, spirituali, le persecuzioni del mondo, del demonio. La Passione di Cristo è un’enciclopedia dalla quale imparare come sopportare e accettare quelle prove che Dio manda, attraverso le quali purifica, eleva e moltiplica le grazie di salvezza per le anime.

Questa è un’impostazione che dà molta pace, reprime la ribellione, il mormorare contro Dio, l’arrabbiarsi e il “farla pagare” a Dio. Georges Bernanos ha scritto pagine immortali su questo argomento, come nel suo romanzo “Diario di un curato di campagna” una delle protagoniste, siccome il figlio che aveva concepito è morto, l’ha voluta far pagare a Dio perdendo se stessa e la propria anima, confessandolo in un dialogo con il curato.

Quando entriamo nella prospettiva di brontolare e di ribellarci contro Dio, il diavolo ci trascina nell’abisso del rifiuto e dell’odio verso Dio. Quando abbiamo un atteggiamento umile e di accettazione, alla fine la sofferenza, le prove della vita, le persecuzioni e le ingiustizie che subiamo, guardando a Cristo paziente nella Passione, si trasformano in grazia per noi e per gli altri.

Accettare la Volontà di Dio quando arriva la prova delle prove che è la morte, dei nostri cari e nostra, non deve essere una resa al fato, alla potenza del male o della distruzione, ma deve essere la Volontà di Dio che riscatta, apre uno squarcio di luce vero la vita eterna. “Beati quelli che muoiono nel Signore”, come dice l’Apocalisse.

Questo è un’impostazione di vita che è fondamentale per il cristiano, che ancora a Dio e che eleva la vita e la rende feconda perché è un compimento della divina Volontà, qualunque cosa accada. Perché tutte le prove e ciò che è distruttivo alla fine cooperano alla grande opera della Redenzione.

Per concludere, vorrei esortarvi a fare le vostre giaculatorie, che la Madonna si raccomanda di fare nell’arco di tutta la giornata). Una delle più belle è proprio quella del Padre Nostro “Signore, sia fatta la Tua Volontà”, dirla in momenti in cui vorremmo ribellarci a Dio. Ringraziare il Signore per le cose che accadono, perché se Lui le permette è per il nostro bene. Mettiamoci in questa prospettiva e inseriamo nel nostro bagaglio di preghiere questa espressione “Padre, sia fatta la Tua Volontà”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”