Pensiero Spirituale sulla universalità del Cristianesimo

Cari amici, il Cristianesimo è nato in un luogo ben preciso, la Palestina, e ha come precursore un popolo ben preciso, il popolo di Israele. Tuttavia, fin dall’inizio il Cristianesimo è andato al di là dei confini geografici ed etnici in cui è nato e si è proposto come una salvezza universale.

L’ampiezza della Storia della Salvezza è già presente nell’Antico Testamento. Già in Abramo sono benedette tutte le nazioni della Terra. Anche prima del Cristianesimo, l’elezione del popolo di Israele è in funzione di una salvezza universale che si è realizzata in Gesù Cristo.

San Paolo descrive in termini cosmici la portata di questa Salvezza: “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui”. L’incarnazione del Verbo è la risposta alle attese che si manifestano in tutte le religioni del mondo che sono un tentativo umano di risposta all’angoscioso interrogativo che riguarda la morte.

Il Verbo facendosi Carne, espiando i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore, risorgendo glorioso dai morti, ha risposto a questa attesa di un salvatore che è presente in tutte le religioni e in tutte le culture. Gesù Cristo è una realtà storica, è veramente esistito, è Dio che si è incarnato nel grembo della Vergine Maria, ha un’identità precisa collocata geograficamente e storicamente. La nascita di Cristo da una parte risponde alle attese universali del genere umano, dall’altra propone la Salvezza a tutti gli uomini di tutti i tempi.

Gesù dice che è stato mandato per le pecorelle perdute di Israele: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele» (Mt 15). Gesù stesso, però, per quanto riguarda l’annuncio della Salvezza nella morte e Resurrezione ha inviato gli Apostoli a predicare “fino agli estremi confini della terra”.

Il Cristianesimo, quindi, è universale, si rivolge agli uomini di tutti i tempi. Questa è stata l’impostazione della fede cristiana fin dall’inizio; Gesù stesso aveva avuto incontri con persone pagane (il centurione a cui ha guarito un servo e altri) e Lui stesso ha indicato esempi di fede anche fra i pagani del suo tempo che rispondevano alla chiamata della fede. Gesù, inoltre, si è posto il problema per gli Apostoli di predicare il Vangelo anche ai gentili, ossia ai pagani del posto. Paolo si è autoproclamato come incaricato di Dio per annunciare il Vangelo ai gentili.

Il Cristianesimo è nato con la prospettiva di una salvezza universale che riguarda gli uomini di tutti i tempi. Il Cristianesimo non è venuto meno a questa caratteristica di religione universale. La predicazione apostolica è andata perfino oltre l’Impero Romano, basti pensare che San Tommaso era andato fino in India. Tutti i popoli ricevono la chiamata alla fede e, entrando, nella Chiesa, entrano come cittadini del Cielo in questa grande famiglia di Dio a cui sono chiamati tutti i popoli della Terra di tutti i tempi, senza alcuna discriminazione.

Strada facendo abbiamo visto che, mentre il Cristianesimo ha conservato la sua caratteristica di universalità superando rapidamente la prospettiva della Palestina e dell’Ebraismo stesso, man mano che si va avanti in una società globalizzata accade che a volte c’è un tentativo di fare della religione un ingrediente etnico di una determinata stirpe umana. In questo modo si finisce per divinizzare le nazioni che sono portatrici di queste religioni e di affermare un primato su tutte le altre creando una competizione universale.

Se una religione diviene etnica esclude tutti quelli che non appartengono a quella etnia; di qui la pericolosità che la Chiesa ha sempre superato nel corso della Storia.    
Si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 775: “La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” [Conc. ECU. Vat. II, Lumen Gentium, 1].

Anche la Regina della pace si rivolge ai “suoi figli” includendo tutti gli uomini; anche quelli lontano da Dio sono suoi figli e devono essere richiamati all’ovile universale della Chiesa, sono figli “in potenza”, in cammino, che devono rispondere alla chiamata.

Il Cristianesimo afferma che tutti gli uomini vengono da una coppia originaria e in questo senso formano una famiglia umana che è chiamata a diventare una realtà soprannaturale mediante la fede in Gesù Cristo ed è chiamata a diventare una Chiesa che per sua natura è universale, multietnica, paritaria. La Chiesa universale è uno strumento efficace per fraternizzare l’umanità e farne una sola famiglia.

Nei tempi che stiamo vivendo tutti cercano affermare le proprie radici culturali e noi cristiani dobbiamo tenere ben presente l’universalità del Cristianesimo. L’Occidente ha rifiutato la fede e la Croce e anche le sue radici culturali, in realtà noi cristiani siamo tutti chiamati a riprendere la nostra fede nella sua universalità, nella sua totalità. Il Cristianesimo è una proposta che riguarda tutti gli uomini di tutti i tempi.

Nel tempo dei Segreti la salvezza dagli eventi calamitosi che si verificheranno è rivolta a tutti quelli che vorranno rispondere. La possibilità della salvezza sarà data a tutti coloro che vorranno rispondere. Non ci sarà una salvezza riservata a gruppi particolari, Dio offre a tutti la possibilità di salvarsi e ciascuno dovrà fare le proprie scelte.

In questo modo, allora, verrà superato il pericolo di religioni etniche particolari, identitarie che non rispondono al piano universale di Dio. La Regina della pace parla, infatti, di umanità e non di Occidente quando dice: «L’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022) o ancora: «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023).

Questo è il momento in cui sorgono le religioni etniche e noi dobbiamo tenere ferma l’universalità della fede cristiana.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”