
Pensiero Spirituale sulla perseveranza finale
Cari amici, la perseveranza finale è una tematica tipica della teologia spirituale e del cammino di perfezione perché, come dice San Paolo, solamente chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvo. La virtù della perseveranza è importantissima perché ci permette di arrivare al traguardo della vita che è, appunto, il Paradiso.
Questa esortazione biblica a chiedere la grazia della perseveranza finale deve essere compresa e ben inquadrata. La corrispondenza a questa grazia deve durare per tutta la vita, fino all’ultimo istante. C’è anche chi si converte all’ultimo istante, com’è accaduto a uno dei ladroni crocifissi accanto a Gesù. Da una parte, allora, c’è la possibilità di convertirsi nell’ultimo istante della vita anche perché Dio vuole che tutti gli uomini si salvino; dall’altra si può rispondere a questa grazia perseverando nella fede per tutta la vita. Dio concede a tutti la grazia della salvezza, ovviamente si salva chi la accoglie. Dio non costringe nessuno ad andare in Paradiso.
C’è un bel racconto di Clive Staples Lewis, intitolato Il grande divorzio che si apre con il viaggio che l’autore compie dall’inferno al Paradiso insieme ad altre anime. Il racconto è ambientato su un autobus che porta le anime dall’inferno al Paradiso e ben descrive la volontà necessaria alle anime per salvarsi e la possibilità incondizionata che Dio dà a tutti.
È importante, allora, essere consapevoli della possibilità di convertirsi anche all’ultimo istante della propria vita ma bisogna comprendere l’importanza della perseveranza nella fede, nella fiducia in Dio e nell’abbandono in Dio per tutto il corso della vita. Dobbiamo tenere conto anche di un fatto di cui non si parla: il diavolo può sferrare un attacco finale confidando nella disperazione di quell’anima e la assalta proprio nel momento finale per farla propria.
Per salvarsi bisogna perseverare fino alla fine, essere saldi nella fede fino alla fine della vita, bisogna chiedere questa grazia!
La grazia della perseveranza finale deve essere collocata in una visione della vita che è tipica cristiana: la vita qui sulla Terra è un tempo di prova. Siamo in uno stato esistenziale che è il derivato della prova subita dai progenitori che hanno peccato e ci hanno trasmesso il peccato originale, dall’altra siamo in una situazione esistenziale di salvezza perché Cristo è morto per noi e ci ha redenti. La grazia della salvezza va oltre i confini della Chiesa stessa visibile e arriva a toccare i cuori di tutte quelle persone che, senza avere colpa alcuna, non conoscono la grazia della fede.
La vita su questa Terra è un tempo di prova che consiste nel fatto che nasciamo in un mondo in cui c’è la lotta fra il bene e il male, dove c’è la grazia di Dio che ci protegge e ci guida, dove la potenza del male ci insidia e ci fa deviare; siamo nel quadro di un grande combattimento escatologico che ha inizio proprio dal momento in cui i progenitori sono stati elevati in grazia e il serpente infernale li ha tentati. Fin dal momento in cui è caduto sulla Terra, l’angelo ribelle ha iniziato a tendere le sue insidie per far deviare l’umanità. Da allora, e fino al termine della Storia, c’è questa lotta spirituale fra la grazia e la tentazione e noi siamo gli attori primi di questa lotta per cui da una parte abbiamo bisogno della grazia e dall’altra dobbiamo stare molto in guardia dai nemici che ci insidiano.
Questa visione cristiana della vita è fondamentale e non può essere cambiata. L’uomo è stato creato libero, capace di Dio, orientato a Dio, è chiamato da Dio alla vita soprannaturale, alla divina figliolanza, all’amore per Dio sopra ogni cosa. Questo è il motivo per cui Dio ha creato l’uomo. La potenza del male, che addirittura precede l’esistenza dell’uomo sulla Terra, ci insidia, ci attrae a sé, ci vuole fare deviare. Questa battaglia dura continuamente e la letteratura spirituale insegna che, man mano che una persona acquisisce stabilità e forza nella vita di grazia, il diavolo assale con maggiore rabbia e determinazione. Satana brama le anime sante per farle deviare.
Questa lotta è ovviamente un pericolo, ma se viene affrontata con la fede e con la preghiera, fortifica. Man mano che si va avanti e si superano le prove si diventa sempre più forti. Questa battaglia è molto insidiosa perché i nemici sono dentro e fuori di noi: la carne è debole e il mondo è un covo di vipere.
Ogni giorno, allora, dobbiamo elevare lo sguardo al Cielo e guardare la meta alla quale dobbiamo tendere. Il Paradiso sia il nostro traguardo, solamente in Dio c’è salvezza.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”