Pensiero Spirituale sull’origine del male

Cari amici, il male ha origine nel cuore dell’uomo e di manifesta sia a livello personale che collettivo. Questo interrogativo non trova una risposta al di fuori della fede, ci si arrovella a cercare di capire perché dal cuore dell’uomo può uscire il bene e anche il male e quindi quali sono i rimedi per cui il bene si rafforzi e il male diminuisca. Solo la fede può rispondere a queste domande e può darci la motivazione al perché il male arrivi a esplodere sfociando nel pericolo dell’umanità di distruggere se stessa o, a livello individuale, porti le persone a commette atti atroci di cui sono pieni i giornali.

Il male è un mistero che sfugge all’intelligenza umana ma è rivelato dalla Parola di Dio fin dalle prime pagine della Sacra Scrittura. L’origine del male nell’uomo ha un suo dato di fondo con cui bisogna fare i conti ed è la stessa dignità con cui Dio ha creato l’uomo, cioè la capacità di decidere di se stesso. Questa libera volontà ha di fronte due strade: l’osservanza dei Comandamenti, che è la strada della volontà di Dio, è la strada del bene, è una strada di avvicinamento a Dio; l’altra strada è la possibilità di percorrere la via del male. La Sacra Scrittura ha sempre indicato l’origine del male come qualcosa di intimo nell’uomo e che l’uomo stesso in qualche modo produce con la sua libera volontà. Quanto questa volontà sia libera dipende dai casi, dalle situazioni, soltanto Dio può stabilire la responsabilità di ognuno ma noi stessi possiamo sperimentare fino a che punto siamo condizionati e così possiamo valutare quello che accade nella società.

Il male è nell’ordine creaturale, fa parte della Creazione, è proprio di quella parte della Creazione che all’inizio – attraverso la libera scelta – si è allontanata da Dio. Il male non è una realtà eterna o onnipotente; è una realtà creaturale quindi in sé e per sé è limitato, si svolge all’interno comunque di una dipendenza radicale da Dio. Il male è nato nel momento in cui, creando gli angeli e fra esso il più luminoso, Lucifero stesso quando è stato creato non ha rivolto gli occhi a Dio con gratitudine, amore e senso di dipendenza ma ha scelto di rivolgere gli occhi su se stesso, si è confrontato con Dio e lo ha ritenuto un suo rivale. Lucifero ha voluto essere padrone di se stesso e, sotto la spinta di quella superbia e di quell’invidia, è nato il seme del male negli angeli che hanno scelto di seguire lui anziché Dio.

Il male è nato nell’uomo nel momento in cui l’angelo ribelle, con sembianze di serpe, cercò di insinuare a Eva il medesimo suo spirito di rivalità nei confronti di Dio per cui spinse la prima coppia alla disobbedienza, nell’illusione di mettersi al posto di Dio e quindi di essere padroni di se stessi in contrapposizione, appunto, a Dio. Il peccato originale causò la catastrofe dell’umanità dalle origini. Sono realtà accadute realmente nell’ordine dello Spirito, sono realtà interiori veramente accadute con dei soggetti attivi, il primo uomo e la prima donna, Lucifero il tentatore.

La prima coppia dell’umanità ha originato questa catastrofe per cui i nostri progenitori hanno perso quello stato di grazia che avevano, l’amicizia con Dio, la radicazione nel bene. La Storia umana diventa, allora, una storia di sopraffazione, di violenza perché la rottura del rapporto con Dio porta gli uomini a odiarsi fra loro. Dopo aver perso l’amicizia con Dio, infatti, la Storia umana è iniziata con un fratricidio, Caino uccide Abele. Il male ha iniziato a dilagare prendendo la forma della menzogna, della superbia, della violenza, delle perversioni sessuali.

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
Questa è la discendenza di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra
(Gen 6)

Il male, allora, è qualcosa che l’uomo stesso ha creato staccandosi da Dio. Sono quei veleni dei vizi capitali che colpiscono l’anima delle persone. Questo è il veleno con il quale nascono i figli di Adamo ed Eva, tutta l’umanità fino ai nostri giorni discende da questi progenitori. Continuiamo a nascere con i semi del male dentro di noi.

Queste cose le sappiamo perché Dio ce le ha rivelate attraverso la Bibbia. Grazie alle rivelazioni bibliche abbiamo la risposta al perché dentro di noi c’è il male. Gesù stesso lo spiega alle folle che si interrogavano sui cibi impuri dicendo che non è ciò che viene da fuori che rende impuro l’uomo, ma ciò che viene dall’uomo stesso. Gesù svela la radice del male che è in noi:

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo»
(Mc 7)

Questa è la situazione dalla quale l’uomo non può uscire da solo, nemmeno con la sua libera volontà perché a sua volta è condizionata dal male che è in lui. È un’affermazione teologica di fede che l’uomo senza la grazia non può fare il bene, almeno in modo stabile, perché il suo libero arbitrio è indebolito. Per vincere il male che è in noi è necessaria la grazia, l’amore di Dio infuso nei nostri cuori. Attraverso la fede abbiamo il Battesimo, la grazia santificante in noi, la potenza di Dio, la forza di Dio rafforzata dai Sacramenti. Quando commettiamo il male abbiamo la possibilità di attingere alla grazia della Confessione e della Conversione.

La vita umana sulla Terra è un lungo combattimento spirituale contro i semi del male che sono in noi, ma ci è data la possibilità di combattere e di vincere come dimostrano le vite di tanti Santi e di tante persone comuni buone.

È possibile guarire il male che è in noi. Non sarà la scienza a guarirci dal male che è in noi, a renderci più umili, più caritatevoli, più puri di cuore. Questo è il risultato di un combattimento interiore per il quale c’è bisogno della preghiera e della grazia.

Senza la preghiera e senza la grazia di Dio non è possibile essere vittoriosi sul male che opera in noi. Più ci si allontana da Dio, più si aderisce a una visione atea e materialistica della vita, più si perde la percezione della necessità di un combattimento interiore di carattere spirituale e morale, più sarà difficile guarire il male che è in noi. Con la preghiera e la buona volontà, scegliendo ogni giorno la via del bene, diventiamo persone buone, affidabili, sulle quali le altre possono contare. Diversamente siamo come fuscelli sbattuti al vento delle tentazioni del male e del tentatore per antonomasia. La battaglia per la salvezza di se stessi contro questa potenza di distruzione e di morte che opera in noi è necessaria. Il combattimento spirituale è necessario.

Questo mondo è in una situazione spaventosa, la Regina della pace ha detto: «l’umanità ha deciso per la morte».

Siamo disarmati, di fronte all’ateismo pratico diffuso satana fa razzie. Il male ci domina e ci porta alla distruzione di noi stessi e dell’intera società. Più andremo avanti sulla strada del rifiuto di Dio, più andremo avanti sulla strada della perdizione. Non c’è salvezza dalla potenza del male senza l’amore di Dio, la fede in Dio, la grazia di Dio e l’impegno del combattimento spirituale.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”