Pensiero Spirituale sulla visione della vita nella luce dell’eternità

Cari amici, alla vigilia di due appuntamenti liturgici molto importanti, siamo chiamati a fissare lo sguardo degli occhi interiori sulla Chiesa che è già nella gloria (ed è in Paradiso) e su quella che è nella purificazione (in purgatorio). In vista della Festa di tutti i Santi e della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, siamo invitati ad alzare lo sguardo verso il Cielo.

Questo richiamo è pieno di significati affettivi ed esistenziali. Tutti noi abbiamo delle persone care che non sono più di questa vita; non sono finite nel nulla come oggi invece si afferma, ma sono nell’eternità. Sotto il profilo esistenziale una riflessione sull’Aldilà fa la differenza, ben diverso è pensare che la vita umana finisce in un pugno di polvere o credere che dopo la vita terrena ci sia l’eternità. Quando parliamo di eternità pensiamo sempre all’eternità felice, non al rifiuto di Dio e quindi alla perdizione eterna, bensì all’anima che gode eternamente della Sua luce e del suo amore.

Nella visione cristiana la vita è un cammino verso l’eternità, certamente è lungo, è tortuoso, è pieno di pericoli, è faticoso, ma porta a una vetta meravigliosa che è il Cielo. Cristo stesso è la Via che ci porta al Padre ed è Colui che ha espiato tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, affinché potessimo godere della vita eterna.

Attraverso la preghiera possiamo entrare in comunione con Cristo, con il Cielo cioè con Dio Santissima Trinità e tutte le creature che hanno aderito alla Sua proposta di amore, ovvero tutti gli angeli e i Santi. Le anime del purgatorio sono anch’esse nell’ambito della salvezza, ma stanno trascorrendo un tempo di purificazione. La Chiesa del Paradiso prega per noi e ci indica la strada; allo stesso tempo noi possiamo pregare per le anime del purgatorio per accorciarne la permanenza e affrettare l’ingresso in Paradiso. Questa è la realtà meravigliosa della comunione dei Santi, ovvero tutti coloro che sono nella grazia di Dio, siano essi ancora pellegrini sulla Terra o già appartenenti alle schiere del Paradiso, o siano in purgatorio.

Oggi si fronteggiano due visioni della vita fra loro profondamente diverse, quella che vede la vita come un fenomeno della materia e quindi che svuota di significato il senso della fatica degli uomini, i loro interrogativi, le loro esigenze, i loro sogni. In questo modo l’uomo viene ridotto a fenomeno della materia e la sua meravigliosa complessità viene semplificata al caso. Questa visione della vita è una banale corsa verso il nulla, verso il dissolvimento; la vita impostata così non ha significato, è vuota. A cosa serve, allora, faticare, soffrire, affannarsi, se poi tutto finisce con in un pugno di polvere?

La vita, invece, è un dono meraviglioso, pieno di significato e con una prospettiva stupenda. La vita è un dono di Dio. Veniamo da Dio, qui sulla Terra siamo chiamati al tempo della prova, la luce della fede ci illumina in questo cammino che porta alla contemplazione della Santissima Trinità. È chiaro che, impostata cristianamente, la vita chiama nettamente di significato, acquista un inestimabile valore.

Se la vita è un’esistenza per la morte e quindi in vista di un dissolvimento, è chiaro che diventa tragica da sopportare, è priva di speranza e di prospettive. Questa visione della vita ha conquistato il mondo d’oggi; ad essa si è accostata la visione della vita godereccia, quella del vivere alla giornata senza freni e senza un progetto di santità.

Il Cristianesimo, ultimamente, manca della proiezione verso l’eternità, ha abbassato lo sguardo che dapprima era rivolto verso il Cielo. Dobbiamo tornare alla visione della vita come cammino verso Dio. Siamo talmente poco sintonizzati sull’annuncio cristiano – che è l’annuncio di vita eterna – che poi rimaniamo senza appigli, senza risposte alla ragione del nostro esistere. Tutto passa, è inutile affannarsi ad accumulare cose terrene. Solo l’eternità resta, dovremmo passare la vita tendendo al Cielo.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. (Mt 5, 13-16)

Senza la prospettiva dell’eternità, nella misura in cui ci lasciamo conquistare dalla visione della vita orientata verso il nulla, come possiamo essere sale della Terra?

Dobbiamo purtroppo constatare che il Cristianesimo oggi manca della visione dell’eternità, è stato intaccato dal pensiero moderno. Gesù ci insegna, invece, che l’unica cosa necessaria è la salvezza eterna della nostra anima. Ciascuno di noi, personalmente, costruisca se stesso e la propria vita come un cammino verso l’eternità.

Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? (Mc 8,36)

Siamo chiamati a organizzare la nostra vita come un cammino verso Dio, come un servizio a Dio, per il Regno di Dio. Noi cristiani siamo chiamati a faticare, lottare, testimoniare, sudare sangue e morire anche martiri se necessario per arrivare al traguardo della vita che è l’abbraccio con Cristo. Questa visione della vita, che è quella autentica cristiana, nel corso del tempo è andata sbiadendo. Dobbiamo certamente occuparci delle cose di questo mondo, ma a partire dall’eterno. I cristiani tornino a vivere cristianamente interessandosi della pace, della lotta a tutto ciò che degrada l’uomo.

A questo proposito è bene rileggere e meditare sulla risposta che Pietro ha dato a Gesù quando gli ha chiesto se volesse andarsene da Lui.

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»
(Gv 6, 67-69)

E noi, da chi andremo se non dal Signore, unica e vera fonte della vita eterna?

Cristo è veramente Risorto, Cristo è veramente Via, Verità e Vita. Dobbiamo tornare ad alzare gli occhi al Cielo, la nostra testimonianza cristiana sia proprio un invito e un aiuto agli altri a elevare lo sguardo verso l’alto.

Il senso della vita è il Paradiso, è la vita eterna, è godere eternamente della presenza di Dio, del suo calore, del suo amore, della sua luce.

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà»
(Gv 11,25)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”