
Pensiero Spirituale sui tre passi del cammino di Conversione
Cari amici, il cammino di Conversione è certamente lungo e travagliato, ma ha dei passaggi ben precisi che viviamo e sperimentiamo.
Il primo passo del cammino di Conversione è il tocco della grazia. Chi è nel peccato mortale non potrebbe mai uscire fuori da solo perché nel peccato mortale l’anima è morta, non è quindi in grado di compiere atti soprannaturali come la Conversione. C’è quindi la grazia preveniente; Dio stesso chiama alla Conversione dando una grazia che potremmo chiamare anche risveglio della coscienza. Questo passo dipende molto anche dalla nostra preghiera per coloro che non conoscono l’amore di Dio, per coloro che vivono in uno stato di assenza di Dio, di separazione da Dio. Per loro bisogna pregare e invocare la grazia della Conversione. Il Padre dona questa grazia per i meriti di Cristo, della Chiesa, delle preghiere degli angeli e dei Santi ma sollecita anche la nostra preghiera. La Madonna sollecitava anche i fanciulli di Fatima a pregare per la Conversione dei peccatori. La Regina della pace ha invitato a pregare per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio, affinché si risveglino perché sono anime che si ammalano e vanno verso la morte spirituale. Questo tipo di preghiera è una grande opera di carità. Il risveglio della coscienza non è sufficiente, serve un secondo passo. La coscienza rode quando ci si rende conto di essere lontani da Dio, di essere cattivi, di essere sulla via della perdizione. Il risveglio della coscienza porta alla consapevolezza di aver peccato. Nel primo passo della Conversione, allora, c’è anche la consapevolezza del peccato. Senza la grazia non si può identificare il peccato per quello che veramente è, cioè un veleno che distrugge. Il peccato è un’offesa fatta a Dio, è una disobbedienza alla Legge di Dio, è una mancanza di amore. Bisogna, allora, ammettere umilmente di essere peccatori. Cristo si è incarnato nel seno della Vergine Maria per espiare sulla Croce i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi; lo ha fatto al nostro posto e per nostro amore.
Il secondo passo dipende dalla grazia e anche da noi ed è la decisione di cambiare vita. Per questo secondo passo abbiamo bisogno che il nostro libero arbitrio sia sostenuto dalla grazia di Dio ed è comunque un atto che noi dobbiamo fare e senza il quale Dio non può decidere al nostro posto. La Regina della pace ha detto: «Dio ha dato a tutti la libertà, che io rispetto con tutto l’amore; e io mi sottometto, nella mia umiltà, alla vostra libertà» (25 novembre 1987). Dio non può decidere al nostro posto. Bisogna man mano mettere a fuoco la consapevolezza del peccato e, guardandolo nella sua malizia, cresciamo nella consapevolezza si arringa il libero arbitrio finché non si arriva alla decisione. Chi si è convertito sa benissimo di che cosa sto parlando. La conversione dell’Innominato è un esempio bellissimo di decisione di cambiare vita, Manzoni ha saputo rendere molto bene questo aspetto della conversione preceduto dal travaglio del risveglio della coscienza. C’è un lavorio del cuore per cui bisogna decidere di cambiare vita e nutrire, fortificare questa decisione con la preghiera, con l’abbraccio della Croce, dell’amore di Dio. Anche la considerazione degli effetti del peccato sono un lavorio del cuore che porta a cambiare vita. La decisione deve maturare e deve essere radicata, è una cambiamento di vita irrevocabile.
Il terzo passo è la Confessione dei peccati. Qualsiasi sacerdote che compie il suo ministero è deputato ad accogliere il peccatore pentito, ascoltare la Confessione, il pentimento, il dolore, il proposito di non peccare più e dà l’assoluzione in nome di Cristo. In quel momento vengono spezzate le catene del peccato e l’anima torna a vivere, si ridiventa figli di Dio, si diventa nuove creature, si può ricevere l’Eucarestia.
Senza questi tre passaggi non c’è la vita cristiana. Da quando è iniziato l’allontanamento da Dio, con il peccato originale, il ritorno è fatto da queste tre tappe.
La Madonna ci sollecita a entrare nel tempo della prova già pronti, perché se saremo incatenati dal peccato rischieremo di venire travolti a causa della nostra debolezza.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”