
Pensiero Spirituale sulla risposta al male con il bene
«Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male»
(San Paolo, Lettera ai Romani 12, 21)
Cari amici, questa espressione di San Paolo è molto adatta ai tempi che stiamo vivendo. Bisogna vincere il male con il bene, quanto è vero! Istintivamente pensiamo che davanti al male ricevuto dobbiamo ripagare con la stessa moneta, come se il male fermasse il male. Ma non è così, il male si ferma con il bene.
La realtà è che c’è un solo modo per fermare male ed è il bene. Questa è la grande rivoluzione cristiana, se si risponde al male con il male non si fa altro che aumentare il male perché si crea una concatenazione per cui il male rischia di dilagare nel mondo e avere il sopravvento.
Rispondere al male con altro male significa vendicarsi. Il messaggio cristiano va controcorrente rispetto a questo modo di pensare: al male si risponde con il bene.
Dio, fin dall’inizio, dopo il peccato originale e dopo che Caino ha ucciso Abele, ha cercato di cambiare il cuore degli uomini in modo tale che anche il famoso detto “occhio per occhio, dente per dente” diventasse “rispondere al male con il bene”.
All’odio si risponde con l’amore; alla violenza si risponde con la mitezza; alla menzogna si risponde con la verità. È questa la via che ci ha insegnato Cristo, è la via che Lui ha vissuto e che ha incarnato in tutta la sua esistenza fino al momento in cui è morto sulla Croce, quando ha supplicato il Padre: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Lungo questa strada l’uomo ha creato una società più vivibile e soprattutto ne ha garantito un futuro. Oggi se rispondiamo al male con il male, o peggio con un male maggiore, significherebbe distruggere il mondo.
Oggi siamo molto interdipendenti e lo siamo al punto che ciascuno di noi, pur nel suo piccolo, è in grado di condizionare la totalità per cui se uno inizia a rispondere al male con il bene crea una barriera per quanto piccola, ma significativa. Il bene è diffusivo di se stesso e crea condizioni per cui il male non riesce a prevalere.
Il grande beneficio, personale e sociale, di rispondere al male con il bene è che migliora la vita di tutti.
Nella fattispecie oggi, in un momento in cui ci sono strumenti più che sufficienti per distruggere il mondo, si rischierebbe l’annientamento se non ci fosse questa diga esistenziale di cuori che chiudono le porte all’odio e le aprono all’amore, alla giustizia, alla verità.
Con la menzogna e con la violenza si viene a creare una interdipendenza. Non mancano poi quelli che accendono micce, appiccano il fuoco e aspettano che l’incendio si propaghi. Seguendo questa strada in pochi anni il mondo diventerà un enorme braciere.
In risposta al male dobbiamo praticare il bene, è l’unico modo per garantire al mondo un futuro rassicurante.
Se al male si risponde con il male, esso stesso sarà la causa della distruzione totale. La sete di vendetta a cosa porta? Il male ha un’identità ben precisa, è opera di satana che è menzognero e omicida fin dal principio, il suo scopo è sempre quello di distruggere, di annientare, di uccidere, di mentire, di seminare zizzania.
Noi stessi, nel nostro piccolo, iniziamo a fare una scelta esistenziale in direzione del bene, dell’amore, della verità, del perdono. Camminiamo sulla strada giusta, restiamo sulla via del Signore. Se non ci fosse una schiera di persone orientata a queste scelte, il mondo si autodistruggerebbe in un secondo.
Chi sceglie la verità, la giustizia, il bene, l’amore, il perdono garantisce la salvezza del mondo, assicura un futuro all’umanità!
Chi scegli l’odio, la menzogna, la vendetta, il male fa in modo che la vita sia un inferno anticipato. Basta aprire i giornali e leggere le notizie di ogni giorno: guerre, violenze, omicidi, torture, ingiustizie a discapito dei più deboli…sono tutte opere del maligno. La via giusta è quella del Signore, la via dell’amore, del perdono, del bene.
Pratichiamo il bene, scegliamo di vivere secondo la volontà di Dio, osserviamo i Suoi Comandamenti, guardiamo all’esempio di Cristo e vivremo un pezzetto di Paradiso qui sulla Terra.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”