
Pensiero Spirituale sul fine della vita
Cari amici, il fine della vita è un interrogativo sempre all’ordine del giorno. Senza la luce della fede è molto difficile dare una risposta. Senza la luce della fede si cercano delle finalità relative, si vive per lavorare, per la famiglia, per affermarsi nella propria professione; sono senz’altro tutte cose nobili ma non è questo il fine della vita.
Nella società in cui viviamo, che ha perso la luce della fede e quindi la struttura stessa della vita e non sa rispondere alle domande fondamentali (chi sono? da dove vengo? dove vado?), si rischia di entrare in un groviglio di ipotesi che si frantumano strada facendo per cui si arriva al termine della propria vita con le tasche vuote. Se come stanti oggi professano Dio non c’è, allora la vita è una fatica inutile o un divertimento fine a se stesso. Ma sappiamo che la vita è ben altro.
Nella luce della fede possiamo rispondere a questo interrogativo con tre parole che la gente semplice e di fede prendeva dal Catechismo di San Pio X che offriva alle persone più umili la chiave di interpretazione della vita: conoscere Dio, amarlo e servirlo.
Conoscere Dio. Ovviamente, quando entriamo nel cammino della vita non conosciamo Dio perché in un certo senso si nasconde, ma ci lascia le sue tracce. Le tracce di Dio sono innanzitutto l’opera della Creazione per cui anche un bambino si chiede chi ha fatto questo mondo. Dio non si mostra, non si fa vedere ma si manifesta nelle sue creature. Con la ragione umana possiamo arrivare a conoscere Dio autore dell’universo, come creatore. Dall’opera della Creazione possiamo anche conoscere l’onnipotenza divina, che ha tratto dal nulla tutte le cose; la sapienza divina, con cui Dio ha fatto tutte le cose. La Creazione è una meraviglia insondabile. L’uomo stesso, creatura di Dio, ha una bellezza interiore incommensurabile. La Regina della pace ha proprio detto: «siate gioiosi cercatori di Dio» (25 settembre 2022). Il primo obiettivo della vita è quindi conoscere Dio, arrivare alla certezza della sua esistenza, mettersi alla sua presenza, parlare con Lui nella preghiera. La vita è una progressione continua nella conoscenza di Dio, delle sue perfezioni, del suo amore. La vita è un approfondimento, anche, della conoscenza di noi stessi che siamo stati creati unici e irripetibili, ciascuno con le sue caratteristiche e la sua missione. Chi non si pone l’obiettivo di conoscere Dio e di cercarlo, fallisce la vita. Chi non cerca Dio arriva alla fine della vita in un abisso oscuro. «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio, quanto sarà duro allorché si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno» (Messaggio del 3 febbraio 1984)
Amare Dio. Il cuore segue la conoscenza. Così come dopo aver conosciuto una persona decidiamo se rimuoverla dalla nostra vita o amarla; allo stesso modo la conoscenza di Dio ci deve portare all’amore di Dio. Anche il nostro itinerario verso di Lui è sotto la sua guida, è sotto la grazia che ci accompagna. È sempre Dio che bussa per primo alla porta del nostro cuore. Il secondo passo verso Dio, allora, è accogliere il suo amore e rispondere al suo amore; in questo modo poi la vita diventa un poema d’amore con Dio. Mentre cresce la conoscenza di Dio cresce l’amore per lui fino a stringere con lui un’amicizia così stretta che nessuna tempesta della vita potrebbe mai rompere. Nel tempo delle prove le tempeste saranno talmente violente che se la nostra fede non sarà salda e la nostra amicizia con Dio non sarà forte, rischieremo di perderci. Ecco perché, allora, dobbiamo alzarci in volo nella conoscenza di Dio e sperimentare il suo amore.
Servire Dio. Diffondendo il Suo nome, testimoniandolo, portando le anime a Lui, si serve Dio. Servire Dio vuol dire impostare la vita secondo la Sua Santa volontà, cercando di capire qual è la missione che Dio ci ha dato. Un conto è impostare la vita come affermazione di se stessi, altra cosa è impostare la vita come compimento della volontà di Dio, della missione che Lui ci ha dato. La Madonna ha detto: «Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità» (25 giugno 2022), ciascuno faccia ciò per cui è chiamato, ognuno di noi operi secondo i propri talenti per realizzare il piano di salvezza di Maria. Ogni giorno dobbiamo impostare la vita nella luce di Dio. Nella vita quotidiana, nel nostro lavoro, in famiglia, nella società, tutto sia orientato al servizio a Dio. Anche nella sofferenza, nei travagli, nelle lotte, nelle fatiche quotidiane dobbiamo servire Dio e tenere nel cuore la viva speranza che Lui non ci abbandona mai.
Impostata su questi tre punti cardine, la vita ha un senso. Conoscere Dio e percorrere l’itinerario che porta continuamente a Lui, perché la sua conoscenza è inesauribile; amarlo con tutto il cuore, perché il suo amore è felicità ed è forza; servirlo in modo infaticabile sull’esempio di tanti Santi.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”