Pensiero Spirituale sulla certezza della fede

Cari amici,

viviamo in un tempo in cui la certezza della fede sarà l’arma della battaglia e l’arma della vittoria. Rischieranno sicuramente un grande sbandamento coloro che sono incerti nella fede o l’hanno persa e quindi hanno perso l’orientamento, i punti di riferimento fondamentali nei momenti di grande incertezza come quelli che stiamo vivendo.

La fede per sua natura è certa perché è una luce soprannaturale, è un’illuminazione della grazia, è un dono di Dio. La fede non è mai un’acquisizione umana, non è mai il punto di arrivo di un ragionamento umano, benché la riflessione umana fatta con cuore aperto prepari il dono della fede. Quando si arriva al momento di credere, però, non bastano i motivi di credibilità che l’intelletto ci propone, anche se certamente sono preziosi ma lo sono per quelli che già credono più che per quelli che non hanno mai creduto. I motivi di credibilità che la ragione ci offre, come il fatto dell’esistenza di Dio, che noi ragionando otteniamo attraverso l’analisi della Creazione, nella quale risplendono le perfezioni divine; non avendo il mondo una causa in se stesso, facciamo un itinerario a ritroso fino ad arrivare alla causa prima. Tutto questo cammino della ragione ha un efficacia solo se è già sostenuto dalla fede.

Per credere ci vuole la grazia.

In un certo senso, allora, ci vogliono delle disposizioni interiori per ricevere questa grazia. Se una persona ha il cuore chiuso dalla superbia e dall’arroganza questo è certamente un terreno aspro dove la grazia rimane inefficace per la mancanza di corrispondenza.

Giustamente, allora, si dice a chi non ha la fede di pregare per ottenere da Dio la grazia della fede. Quando la fede arriva è più forte di qualsiasi ragionamento, è una motivazione interiore talmente profonda che può portare una persona anche al martirio per la certezza della fede. La motivazione di fondo è la fedeltà a Dio che è sommamente amato e creduto e per il quale si è pronti anche a donare la propria vita.

Andando incontro a tempi in cui la fede viene messa alla prova, certamente le motivazioni razionali sono importanti specialmente se supportano la fede stessa. Quello che conta più di tutto, però, è la purezza del cuore. Un cuore puro viene illuminato dalla grazia, viene fortificato.

A un cuore puro basta l’annuncio della Parola di Dio affinché ci sia la risposta che diventa un “sì”, una decisione esistenziale, uno slancio d’amore. La fede è l’adesione di tutto l’uomo con la sua mente, la sua intelligenza, il suo cuore, alla Verità rivelata. Ma questo “sì” avviene perché c’è la grazia. Di qui l’importanza di pregare per chi non ha la fede perché riceva la grazia della fede. Da qui l’importanza di pregare per noi stessi perché la fede cresca.

La fede cresce attraverso un processo di purificazione interiore nella misura in cui ci si apre al Signore, si parla con Lui, si cerca di imitarLo e seguirLo. In questo modo il legame con Cristo diventa così intimo e profondo che nessuna tempesta potrà farci naufragare.

Se vogliamo prepararci ai tempi difficili della seduzione, dobbiamo rafforzare la nostra fede.

Il mondo di oggi ha aderito all’ateismo e disprezza il Cristianesimo; in questo conteso la fede che non ha radici interiori si dissolve, la si perde facilmente. Invece, chi fa l’esperienza dell’amore di Dio, del suo perdono, della sua presenza, chi coltiva un’intimità quotidiana con Dio non perde la fede, anzi la rafforza andando controcorrente e diventando un testimone della fede, diventa un faro per gli altri.

La certezza della fede non deriva dalle motivazioni e dai ragionamenti, è una certezza esistenziale. È la certezza di aderire con tutto il proprio essere alla chiamata di Dio, al suo amore, al suo perdono, alla sua presenza, alla sua luce.

La vera fede è dono di Dio e risposta di tutto il nostro essere a Dio, è una certezza incrollabile che è quella dei martiri e dei Santi. Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia