Pensiero Spirituale sulla purezza e l’apertura del cuore

Cari amici,
il 18 marzo 2023, in occasione dell’apparizione annuale a Mirjana, la Madonna ha dato un messaggio di straordinaria bellezza. La Regina della pace ha usato un’espressione particolare che nei messaggi a Mirjana spesso ritorna: “i cuori puri e aperti”.
Se i cuori sono puri e aperti le parole di Gesù vengono accolte in un terreno fertile e producono frutti. Quando, invece, i cuori sono sudici e chiusi, le parole di Gesù non attecchiscono.
Nel cammino di conversione che stiamo facendo, con queste parole la Madonna ci esorta a guardare i nostri cuori per capire se sono puri e aperti oppure sudici e chiusi. Dio guarda il cuore delle persone perché è dalla condizione del cuore che dipende l’autenticità delle opere esteriori. Se i cuori sono chiusi e inquinati dal male, le opere esteriori sono come fiori di carta; se invece sono puri e aperti sono come fiori freschi e profumati.
La conversione è prima di tutto un evento del cuore, è un cambiamento del cuore.
Il cuore, nella concezione biblica, molte volte sostituisce la parola “anima”. Viene considerato come il centro spirituale, morale dell’uomo. Il cuore è quello spazio in cui l’uomo può ascoltare la voce di Dio, è il luogo del combattimento spirituale, dove c’è quella lotta fra la concupiscenza (la spinta al male insita in ogni uomo e che permane anche dopo il Battesimo) e il desiderio di fare il bene.
Il cuore ha bisogno di una pulizia continua, bisogna tenere a bada le erbacce del male che, se non vengono estirpate quando sono dei piccoli germogli, si irrobustiscono, mettono radici, occupano il cuore e satana vi istaura il suo dominio.
Se vogliamo fare un esame di coscienza, dobbiamo considerare la situazione esistenziale del nostro cuore e vedere innanzitutto da chi è abitato. Se siamo in una condizione di peccato mortale (commesso con piena avvertenza, materia grave, deliberato consenso) il cuore è abitato dal maligno. Se dovessimo vivere e morire in questo stato, saremmo come un ramo secco che non produce frutti di vita eterna e più dura questa situazione di chiusura, più si rischia di cadere nell’abisso dell’impenitenza finale e quindi di morire impenitenti, nella perdizione eterna. Queste sono Verità di fede inoppugnabili, sono il cuore stesso della morale e della fede cristiana.
Se il nostro cuore è in stato di peccato mortale allora, nella luce della grazia e della Misericordia di Dio, dobbiamo fare un atto di umiltà, aprire il cuore e purificarlo.
Se il cuore è inquinato, chiuso, accecato e quindi in una situazione di morte spirituale, deve fare un atto di umiltà, aprire gli occhi e vedere il marciume che ha dentro e intraprendere il cammino di conversione.
La conversione è un dono di grazia assoluto al quale dobbiamo corrispondere aprendo gli occhi sulla nostra situazione esistenziale di peccatori, inginocchiandoci davanti alla Croce e vestendo gli abiti penitenziali. Bisogna prendere consapevolezza del male compiuto, chiedere perdono:
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce
(Salmo 129)
Dobbiamo pregare per la conversione dei peccatori, perché i non credenti si ravvedano e aprano il cuore a Dio. Se si perde la propria anima, s’è perso tutto. L’inferno è eterno. Satana ci uccide e ci distrugge con quello che ci offre.
Apriamo il cuore a Dio, lasciamo che Lui lo abiti e purifichiamolo con la preghiera e le buone opere, nell’osservanza dei Comandamenti e nella partecipazione ai Sacramenti.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”