Pensiero Spirituale sui Sacramenti

Oggi molti si professano credenti e pregano, pensando che con la fede e la preghiera sia ben impostata. A questa impostazione mancano alcuni elementi fondamentali, senza i quali non si può parlare di vita cristiana.
La fede e la preghiera sono sicuramente fondamentali, ma senza i Comandamenti e i Sacramenti la vita cristiana non può dirsi vissuta appieno. Senza attingere alle fonti della grazia, ovvero i Sacramenti, la preghiera e la fede non hanno fondamento. I Sacramenti sono la preghiera della Chiesa, sono indispensabili per la vita cristiana.
I Sacramenti sono quelle fonti della grazia senza le quali non ci sarebbe la vita cristiana.
Il primo Sacramento è il Battesimo, grazie al quale si diventa cristiani, figli di Dio, membro del corpo mistico di Cristo e della Chiesa. Diventando figli di Dio si diventa anche eredi della vita eterna. Il Battesimo è il Sacramento di ingresso nella Chiesa.
C’è una certa tendenza da parte di certi cristiani di posticipare il Battesimo fino all’età adulta, per poter scegliere liberamente. Bisogna prendere le grazie come vengono date, d’altra parte, se vogliamo mettere l’accento sul decidere, chi decide di venire al mondo? Se la nascita (che non decidiamo noi) è un evento fondamentale nella nostra vita, così la rinascita in Cristo è un dono di grazia che riceviamo dalla fede dei genitori e senza il quale non diventiamo cristiani e non otteniamo la grazia della Redenzione.
Gli altri Sacramenti dell’iniziazione cristiana – la Confessione, l’Eucarestia e la Confermazione – si ricevono nei primi anni di vita.
C’è poi il Sacramento dell’Ordine, grazia al quale si diventa pastori delle anime prolungando la presenza di Cristo Buon Pastore nella Chiesa. Grazie a Dio la figura del sacerdote, nonostante la dilagante crisi delle vocazioni, è rimasta una figura fondamentale senza la quale la Chiesa non sarebbe riconoscibile visibilmente.
Gli altri due Sacramenti sono caduti un po’ nell’oblio, ovvero il Matrimonio e l’Unzione degli infermi. Ormai è abitudine sposarsi civilmente. Il Matrimonio non è più considerato un Sacramento. Questa abitudine deve essere corretta! Il Sacramento del Matrimonio è stato istituito da Gesù Cristo, oltre ad essere l’unione tra un uomo e una donna che si scelgono in maniera indissolubile con la volontà di costruire una famiglia insieme, è un segno divino. È il segno dell’unione di Cristo con la Chiesa. Il rapporto d’amore fra lo sposo e la sposa diventa un segno del rapporto d’amore tra Cristo e la Chiesa. C’è una grazia speciale che viene data agli sposi, affinché possano vivere la realtà della Chiesa domestica. È grazia al Sacramento del Matrimonio che i genitori sono come sacerdoti all’interno della loro casa, diventano educatori dei figli, diventano le pietre vive della Chiesa.
Cari giovani, bisogna andare controcorrente! Bisogna essere coerenti con la nostra fede! In questi tempi di crisi della fede, tocca a noi cristiani restaurare la pienezza della vita cristiana che il mondo tenta in tutti i modi di oscurare o sgretolare sotto i nostri occhi.
Gesù Cristo ha fondato la Chiesa che è una comunità ben organizzata con i pastori, con le fonti della grazia che sono i Sacramenti, con gli indicatori di strada che sono i Comandamenti, con la fonte della sapienza che è la Sacra Scrittura.
Il Sacramento dell’unzione degli infermi è anch’esso importantissimo. Il passaggio dal tempo all’eternità è un momento critico fondamentale della vita: come per entrare nella vita soprannaturale è necessario il Battesimo, così anche per il passaggio alla vita eterna è importante ricevere un Sacramento speciale, ovvero la Sacra Unzione. Grazie a questo Sacramento si riceve la grazia della forza nella sofferenza (che a volte diventa guarigione) e l’affidamento alla Divina Misericordia. È importante che le famiglie assistano gli anziani e i malati, tutti coloro che sono vicini al termine della vita terrena. Chiamate il sacerdote affinché amministri loro questo Sacramento insieme alla Confessione e all’Eucarestia, come viatico. Sono aiuti fondamentali per avere la vita eterna.
Dobbiamo vivere cristianamente, morire cristianamente.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”