Pensiero Spirituale sul senso della vita    


Cari amici,

alla luce della tragedia accaduta alla Marmolada non possiamo non metterci di fronte all’interrogativo di fondo che ci assale ogniqualvolta accade una disgrazia di questo genere: perché accadono queste cose?

Inevitabilmente queste tragedie ci richiamano alla nostra condizione esistenziale sulla Terra. L’illusione del mondo moderno è che il progresso, la scienza, la tecnica, le conquiste dell’umanità, riescano a rendere piacevole la vita qui sulla Terra. In realtà non è così perché gli interrogativi di fondo rimangono, primo fra tutti quello sul senso della vita.

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono domande di fronte alle quali ogni uomo si pone.

La condizione esistenziale non può essere cambiata. I sostenitori del transumanesimo, invece, vorrebbero cambiare due condizioni che invece sono ineliminabili: la morte e il peccato.

Queste due condizioni sono interconnesse perchè la morte è entrata nel mondo a causa del peccato. Siamo stati creati con il dono dell’immortalità, saremmo passati dall’esperienza terrena a quella del Paradiso senza passare dalla morte se non fosse stato per il peccato originale.

La morte allora, è ineliminabile, così come lo è il peccato. Nell’uomo è insita la cattiveria che prevale spesso sulla bontà. Questa è la realtà esistenziale in cui nasciamo ed è immodificabile. La morte del corpo e la morte nel peccato sono insite in noi.

Dal momento del concepimento la clessidra del tempo inizia a scorrere finché giunge il momento stabilito da Dio e contemporaneamente i semi del male iniziano a spuntare e a germogliare e se non vengono estirpati rischiano di prendere il sopravvento. Da queste due realtà nessuno ci può liberare se non Dio, è inutile ingannare la gente!

Bisogna fare i conti con queste due realtà, siamo condannati alla duplice morte. Dopo che l’umanità ha abbandonato Dio è in balìa di due mostri: il tempo che divora l’uomo e il male che lo distrugge. Dietro al male c’è ovviamente il principe di questo mondo che si accaparra le anime (di cui noi neghiamo l’esistenza!)

Questa è la realtà nella quale nasciamo e dalla quale non possiamo sfuggire.

Per chi non crede la morte è come un mostro appostato dietro l’angolo e che può divorarci in qualsiasi situazione. Come diceva il regista svedese Bergman, la vita è una partita a scacchi con la morte e la si può perdere in qualsiasi momento.

Nella nostra visione di fede le persone coinvolte nella tragedia della Marmolada sono state improvvisamente chiamate davanti a Dio. Per noi credenti la morte è proprio questo: l’anima compare davanti a Dio per ricevere la sua retribuzione secondo i meriti.

La comunicazione massmediatica ha abbondato di paroloni, titoloni, sentenze. Ma la vera domanda di fondo è mancata: che cosa avviene dopo la morte?

Nel mondo senza Dio viviamo immersi nella menzogna del pensiero unico che ci ha cloroformizzarti.

La falsa religione pseudoscientifica, materialista e atea, che è il catechismo del diavolo, ha preso il sopravvento anche questa volta. Dopo la morte finisce tutto, questo è il sunto del messaggio che pervade la mente e che abbonda nei mass-media.

La vera menzogna è l’identificazione dell’essere umano con il suo corpo. Questa è la modernità! Tutte le religioni, invece, concordano nel professare che l’uomo ha una dimensione materiale che viene dalla terra e una dimensione spirituale che è l’anima spirituale immortale che sopravvive al corpo.

Che cosa c’è dopo la morte? L’anima umana è spirituale, è immortale, è una scintilla divina infusa nell’uomo ed è in essa che deve identificarsi l’essere umano! Il corpo perisce, l’anima no. Il corpo marcisce, l’anima è immortale e tende a tornare a Dio.

Dopo la morte ci aspetta la vita eterna. Noi cristiani abbiamo il dovere di riportare l’attenzione sulla grandezza dell’uomo, immagine di Dio.   
Le parole, di fronte a questa tragedia, sono state tante, troppe. Preghiamo per le vittime. Preghiamo per i loro cari. Preghiamo per i feriti scossi da questo evento tremendo.     


Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”