Pensiero Spirituale sul perché Dio permette il male nel mondo

Cari amici,

nell’ “Evangelo come mi è stato rivelato” Maria Valtorta descrive un episodio in cui gli Apostoli chiedono a Gesù perché Dio permette eventi della natura come la tempesta che stava rovesciando la loro barca e che Gesù ha placato. Gesù ha dato una spiegazione molto profonda di questa Provvidenza divina che permette il male che viene dalla natura, ma anche dagli uomini stessi: se Dio avesse deciso di estirpare completamente il male nel mondo e quindi ci fosse solamente il bene, gli uomini si dimenticherebbero di Dio e attribuirebbero a se stessi il bene che c’è.

Questa risposta è molto profonda perché descrive esattamente quello che hanno fatto Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre: avevano tutto, compresa l’amicizia divina ma poiché non avevano la divinità, satana si è inserito in questo pertugio sibilando loro di non obbedire a Dio ma di decidere loro per se stessi e per la propria vita. Hanno voluto essere Dio al posto di Dio. Ecco cosa vuol dire stare “troppo bene”.

Negli ultimi vent’anni c’è stata una tangibile accelerazione della scristianizzazione, abbiamo assistito a un abbandono di massa della fede cristiana il cui segno inequivocabile sono le chiese vuote, soprattutto in occidente. Questo è successo parallelamente all’aumento del benessere, che ha illuso l’uomo di essere il padrone del mondo, di poter decidere del suo destino. Ha illuso l’uomo di poter fare a meno di Dio.

A mio avviso è il benessere materiale che ha illuso l’uomo di essere autosufficiente e ha spostato la sua attenzione dai beni eterni per l’anima sui beni materiali e sui bisogni del corpo, che a sua volta è diventato un piccolo idolo da servire, finché non diventa un cadavere.

Il male nel mondo è una permissione divina perché ci ricordiamo di Dio. È un male legato innanzitutto alla stessa natura che Dio ha creato, che è peritura. Infatti, alla fine del mondo ci saranno “Cieli nuovi e Terra nuova”. La Creazione verrà inondata e trasfigurata dalla gloria di Cristo Risorto. La natura in cui viviamo è passeggera, c’è il pericolo, la minaccia, gli uni mangiano gli altri. La natura non è solamente quella descritta da San Francesco, ma ha un lato selvaggio, tremendo, basta vedere le lotte che fanno gli animali per mangiarsi a vicenda o i passaggi della natura, le stesse variazioni climatiche. La lotta tra uomo e natura è impari, nemmeno con la scienza e la tecnica può reggere il confronto. L’uomo non può far piovere se c’è siccità.

Poi c’è anche il male morale, che si declina nel peccato e nella cattiveria che l’uomo ha dentro di sé, che si concretizza nella società e rende gli uomini lupi agli uomini stessi.

C’è l’impero delle tenebre, il male che è un personaggio che ha un’identità precisa: l’angelo ribelle con le sue schiere di angeli decaduti e le anime perdute.

Di fronte all’impero del male siamo perdenti. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. La preghiera è una condizione esistenziale dell’uomo. L’uomo non può vivere senza preghiera. L’uomo non può vivere senza ricorrere a Dio.

Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti, torniamo a Dio. Siamo sue creature e abbiamo bisogno di Lui. Cerchiamo umilmente e apriamogli il nostro cuore. Come possiamo ben vedere con avvenimenti che ci circondano, la nostra è una presunta onnipotenza. Non possiamo vivere senza ricorrere a Dio, da soli non siamo nulla.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”