Pensiero Spirituale sul Venerdì Santo

Cari amici,

per i cristiani il Venerdì Santo è forse il giorno più importante dell’anno perché è il giorno in cui si è realizzata la nostra Redenzione che poi ha raggiunto la sua pienezza con la Resurrezione nel giorno di Pasqua.

Questi tre giorni della Settimana Santa sono i giorni in cui vivere questo mistero della nostra salvezza, di grazia, di amore, di sofferenza e di umiltà da parte di Dio che ci ha sottratto al potere del male e della morte e, risorgendo glorioso, ci ha aperto le porte del Paradiso.

L’impegno di oggi sia quello di unire le mani in preghiera e guardare verso la Croce.
Solo nella Croce c’è la salvezza. Questo invito è stato dato dalla Regina della pace nel messaggio del 2 febbraio 2020, facciamolo nostro con molta semplicità. Prendiamo tra le mani una Croce e fissiamo il Crocifisso con gli occhi della fede.

Nel guardarlo teniamo nella mente le parole del Salmo 22: «Elì Elì lammà sabactàni» (Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato). Sono le ultime parole di Gesù prima di morire.

Apriamo il cuore alla fede come fece il centurione, che guardando il Crocifisso riconobbe il Gesù Cristo il Figlio di Dio. Fissiamo la Croce con gli occhi della fede, riconosciamo in Gesù il Figlio di Dio, il Verbo che si è fatto carne, che ha preso sulle sue spalle i nostri peccati, li ha espiati per nostro amore sulla Croce.

Gesù sulla Croce ha manifestato un’obbedienza, un amore, un’umiltà, una dedizione, che ha distrutto tutto il disamore, la superbia, la malizia, la cattiveria che c’è nei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi.

La Redenzione non è un fatto meccanico, è un fatto esistenziale. Gesù, nel suo cuore, sul suo corpo, nella sua psiche e soprattutto nella sua anima, ha patito il peso dell’odio, della superbia, della malizia, della cattiveria che c’è in tutti i peccati, più o meno gravi. Tutto questo male è entrato in Lui, lo ha oppresso, gli ha fatto sudare sangue. Gesù ha accolto questo calice amaro ricolmo di tutti i nostri peccati e li ha espiati nella sua umiltà, nella sua obbedienza, nel suo amore sconfinato per il Padre e per noi.

Siccome l’umanità ha rifiutato la fede e la Croce, noi per primi dobbiamo prendere in mano il Crocifisso e guardarlo proprio con gli occhi della fede.

Nella contemplazione della Croce possono aiutarci queste semplici parole:

Gesù io credo in te
che sei il Figlio di Dio
che ti sei fatto uomo
che sei l’Agnello di Dio che ha espiato i peccati sulla Croce
che ha preso sulle sue spalle i miei peccati e quelli di tutti gli uomini
e li ha distrutti con il Suo amore

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”