
Quaresima: preghiera e penitenza
Cari amici di Radio Maria, buona giornata, pace e gioia a tutti. Che la luce di Dio guidi i nostri passi nel corso di questa giornata sulla via della verità, del bene e sulla via della pace.
Oggi siamo al Mercoledì della Quaresima, un periodo di preghiera e di penitenza. Penitenza vuol dire tante cose, ad esempio digiuno, rinunce, un itinerario penitenziale che ci deve portare alla conversione pasquale.
Questi quaranta giorni della Quaresima sono ripresi fin dalle origini dai quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto prima di iniziare la sua missione per affrontare il diavolo. In questo periodo Cristo ha pregato e digiunato. Gesù, nella sua Santa umanità ricolmo della sapienza, pienezza e forza di Dio, alla fine di questo tempo sconfisse satana.
Nel combattimento spirituale per la salvezza eterna della nostra anima dobbiamo affrontare i nemici che sono dentro di noi, le tracce del peccato originale che ci spingono al male e il mondo che ci seduce, ci condiziona e ci trascina. Questi nemici non sono altro che il demonio che vuole costruire il suo regno di morte traviando le anime. Questa è la nostra condizione qui sulla Terra. La vita è il tempo della prova nella quale dobbiamo dimostrare la nostra fedeltà e quindi entrare in lotta con la Sua grazia contro le potenze del male.
Anche noi come Gesù dobbiamo fortificarci con la grazia di Dio, perché senza di Essa non potremo mai essere vincitori. Come ha detto Gesù stesso «Senza di me non potete fare nulla».
Questo tempo di Quaresima ha lo scopo di fortificare le nostre anime per far sì che siano in grado di combattere la grande battaglia della vita che ha come scopo l’eternità. Dobbiamo prendere sul serio questo periodo di preghiera e penitenza. I musulmani fanno il Ramadan in modo stretto mentre noi cristiani dell’Occidente abbiamo quasi cancellato la Quaresima dalla nostra vita come se fosse un carnevale continuo.
La Quaresima è l’occasione per dare un’inversione di tendenza, noi cristiani dobbiamo viverla in modo interiore ma anche visibile esteriormente, facciamo questo cambiamento con passi concreti: la penitenza, la preghiera, il digiuno, la lotta al peccato e la conversione pasquale.
Erroneamente la gente dà maggiore importanza al digiuno, ma il quadro è molto più ampio. Prima di tutto ci vuole la preghiera che il tempo di Quaresima ci permette di rinverdire; non solo quella normale da recitare col cuore ma anche quella personale, soprattutto davanti alla Croce.
La preghiera si fortifica con la rinuncia. Sono rinunce alle bocche fameliche dei vizi capitali che sono dentro di noi e ci inducono al peccato. La forma del digiuno – che ha una tradizione enorme nella vita della Chiesa, degli ebrei e di quella di tante religioni – serve per mortificare la fame di mondo. La mortificazione della fame di cibo serve per fortificarci nel dire “no” a tutte quelle esche che il demonio ci presenta. Come ha detto la Madonna satana ci distrugge con quello che ci offre. Questa importante pratica del digiuno ha un valore pedagogico molto importante come ci confermano educatori, medici e tante persone che esercitano questo tipo di professioni che riguardano l’educazione di noi stessi. Si riconosce il valore del digiuno anche al di fuori del Cristianesimo. La Regina della pace ha rinverdito in modo molto forte dando significati anche più grandi al digiuno. La rinuncia al cibo diventa una palestra a rinunciare alle seduzioni del mondo e diventa un sacrificio da offrire a Dio per la pace nel mondo. La Madonna ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare le guerre per quanto violente esse siano.
Si apre la Quaresima e noi entriamo in questo periodo facendo dei propositi per quanto riguarda la preghiera, il digiuno, le nostre mortificazioni e la confessione pasquale, che è l’obiettivo finale dell’ascesi, che ha lo scopo di purificare il cuore per poi vivere la Pasqua come resurrezione.
Facciamo quindi dei propositi concreti. A questo proposito c’è il digiuno raccomandato dalla Chiesa che è un digiuno “mitigato” e un po’ attaccato alle esigenze del mondo moderno. Una volta era molto più severo: prima di fare la comunione c’era il digiuno dalla mezzanotte, un addestramento notevole. La società è cambiata e adesso è molto più difficile imporre una disciplina molto precisa.
Il digiuno della Chiesa comprende un’età dai 21 ai 60 anni, le altre sono dispensate. La Madonna, invece, non parla di età, dice che le persone malate possono fare qualche rinuncia ma che le altre persone possono fare digiuno, o almeno qualche rinuncia. Per quando riguarda la Chiesa vi riporto le disposizioni molto precise, semplici e pratiche: il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono due giorni di digiuno dal cibo, quindi un pasto al giorno, con astinenza dalla carne e da cibi ricercati o costosi. C’è una distinzione tra digiuno e astinenza: la legger del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attendendosi per la quantità e la qualità alle consuetudini locali approvate. I venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalle carni e dai cibi ricercati o costosi. Negli altri venerdì dell’anno i fedeli possono sostituire l’astinenza della carne con altre opere di carattere penitenziale, quindi supplire con qualche opera buona.
Mercoledì delle Ceneri, tutti i venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo ci sarà il digiuno con un pasto al giorno e astinenza; tutti gli altri venerdì dell’anno c’è astinenza dalla carne o si può supplire con opere di carità.
Al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta anni cominciati; all’astinenza dalla carne i fedeli devono adeguarsi anche i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni; in più, coloro che non sono tenuti all’osservanza del digiuno, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana con qualche fioretto.
La Regina della pace in un passaggio storico di grande emergenza ha chiesto, fin dall’inizio, un digiuno per tutto l’anno a pane e acqua, due giorni alla settimana – il mercoledì e il venerdì – tutto il giorno. Chi fa il digiuno è consapevole che è impegnativo.
Se il mercoledì o il venerdì cadono in giorni di festa particolari, in quel caso, si può saltare il digiuno. La Madonna è sempre stata meticolosa, ha invitato più volte la comunità e le parrocchie a fare digiuni di pane e acqua per ottenere delle grazie in tempi di particolari pericoli.
Chi conosce Medjugorje conosce i momenti cruciali anche per l’umanità intera, come i pericoli di guerre devastatrici. In ogni occasione la Madonna ci ha chiesto il digiuno anche per nove giorni di seguito. Dobbiamo capire l’importanza del digiuno e della preghiera nel messaggio di Medjugorje.
Vi riporto di seguito un mio testo a riguardo di questo tema e per quanto riguarda quello che la Madonna ha detto Medjugorje e che ha collocato in un contesto di grande fervore spirituale di grande partecipazione e non come una pratica da liquidare proforma:
«La Madonna dà una grande importanza al digiuno, sia per la vita spirituale come per la pace nel mondo. Lo ritiene uno strumento fondamentale nella lotta contro Satana. Maternamente fa notare che la pratica del digiuno è caduta in disuso nella Chiesa: “Digiunate. Il digiuno è di grande importanza nella vita spirituale.
Durante quest’ultimo quarto di secolo il digiuno è stato dimenticato in seno alla Chiesa cattolica” (31- 05 – 1984). I più anziani ricordano quanto fosse impegnativo il digiuno dalla mezzanotte per ricevere l’eucaristia. La Chiesa ha voluto facilitare l’accesso alla S. Comunione, ma non certo eliminare la pratica del digiuno. Nei messaggi per la Quaresima la Gospa fa spesso riferimento al vangelo, quando Gesù affronta Satana nel deserto, dopo quaranta giorni e quaranta notti di preghiera e di digiuno.
Non si comprende il digiuno se non lo si pone nella prospettiva della lotta contro il maligno, il quale ci distrugge con quello che ci offre e che lo si vince con la rinuncia. In questa luce il digiuno è un’arma fondamentale nel combattimento spirituale, perché spezza l’incantesimo col quale il seduttore ci attira nelle sue reti per renderci suoi schiavi. La Madonna non fa che ricordarci che dobbiamo affrontare e vincere il Principe di questo mondo con le armi stesse di Gesù: la preghiera e il digiuno.
La Madonna ha chiesto il digiuno a pane e acqua, da mezzanotte a mezzanotte, prima il venerdì, al quale poi ha aggiunto il mercoledì.»
Bisogna tenere presente che la comunità cristiana di Gerusalemme, alla quale apparteneva anche la Madonna, ha deciso di digiunare due giorni (il mercoledì e il venerdì) perché la comunità ebraica, legata al Vecchio Testamento, digiunava il martedì e il giovedì, di conseguenza i cristiani hanno cambiato i giorni.
«Il digiuno si estende a tutto l’anno, salvo nel caso che in quei due giorni cadano delle festività. Lo ha chiesto a tutti, con eccezione dei malati. La Gospa si è posta nel solco della tradizione più antica, risalendo fino alle prime comunità cristiane, che digiunavano il mercoledì e il venerdì, per distinguersi da quelle ebraiche che invece digiunavano il martedì e il giovedì. Nei secoli successivi il digiuno a pane ed acqua è stato praticato negli eremi, nei monasteri e nei conventi, soprattutto in Avvento e Quaresima. Non è mai accaduto nella Chiesa che venisse chiesta una pratica così impegnativa a tutti i fedeli e durante tutto l’anno.»
Mai la Chiesa nella sua storia ha predicato un digiuno così ferreo e prolungato, tutto l’anno come ha chiesto la Madonna. Ci ha dato quest’arma per vincere l’impero delle tenebre sciolto dalle catene.
«La Madonna ne ha dato le motivazioni fin dai primi messaggi, affermando che col digiuno si possono fermare le guerre, per quante violente esse siano. Gli abitanti di Medjugorje non potevano allora immaginare che dieci anni dopo la guerra avrebbe devastato la loro regione, col rischio di innescare un conflitto mondiale. Non vi è dubbio che dietro la guerra c’è Satana, che vuole approfittare dell’arsenale bellico dell’umanità per distruggere il pianeta sul quale viviamo (cfr 01-25-1991). Proprio perché “Satana è sciolto dalle catene” (cfr 01-01-2001) la Madonna chiama tutti a impugnare le armi della battaglia, la preghiera e il digiuno, per condurre l’umanità a un nuovo tempo, un tempo di primavera (25-01-2001).»
La Madonna viene incontro anche a quelli che non possono fare il digiuno in questo viene incontro a tante situazioni concrete, se non si può fare il digiuno, la Madonna infatti ha detto:
“Se siete in difficoltà o nel bisogno, venite a me. Se non avete la forza di digiunare a pane e acqua, potete rinunciare a altre cose. Oltre che al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi siete distratti e non riuscite a pregare. Potreste rinunciare anche all’alcool, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovreste fare” (08-12- 1981).
La finalità è chiara: addestrare la volontà nella lotta contro il maligno, contro i vizi, contro il peccato per rafforzarci nella gestione di noi stessi, senza farci trascinare come cani affamati.