Satan II, la nuova arma hi-tech che i russi intendono produrre a breve

di Floriana Bulfon-La Repubblica –  14 Luglio 2022

Il missile potrebbe sganciare fino a quindici testate autonome, che si separano nella parte finale del volo dirigendo contro altrettanti obiettivi. Bombe nucleari  trasportate da una navetta che compie manovre per sopravvivere alle difese antimissile.

Nonostante l’embargo internazionale il Cremlino intende avviare la produzione di nuove armi hi-tech: ordigni di potenza apocalittica che hanno un valore politico, perché riaffermano davanti al mondo la forza dell’arsenale nucleare russo. Lo ha ribadito martedì Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri: “Dopo aver provocato un aggravamento della crisi ucraina e scatenato un feroce confronto ibrido con Mosca, Washington e i suoi alleati si stanno pericolosamente dirigendo sull’orlo di un confronto militare aperto con la Russia, il che significa un conflitto armato diretto tra potenze nucleari”.? 

L’ultimo allarme riguarda un missile intercontinentale chiamato Satan II ma più noto come Sarmat. I media russi nei giorni scorsi hanno mostrato Dmitry Rogozin, responsabile dei programmi spaziali, illustrare le capacità dell’ordigno, trasferito in un bosco della Siberia per una serie di prove: “Il più potente missili intercontinentale esistente viene preparato per nuovi test e per la costruzione in serie”. 

L’RS-28 Sarmat è stato presentato quattro anni fa da Vladimir Putin come una delle sei “super-armi” destinate a permettere la superiorità strategica. Il progetto risale al 2008 ed è andato avanti con lunghi ritardi, tanto che l’entrata in servizio è stata rinviata più volte. Si tratta di un missile lungo oltre 35 metri e pesante più di duecento tonnellate, con un raggio d’azione ipotizzato di 18mila chilometri: può quindi colpire qualsiasi continente. La velocità è pari a venti volte quella del suono. 

Si ipotizza che possa sganciare fino a quindici testate autonome, che si separano nella parte finale del volo dirigendo contro altrettanti obiettivi. Una tecnologia già disponibile dalla fine degli anni Settanta, ma la particolarità di Sarmat è che alcune di queste bombe nucleari sono trasportate da una navetta che compie manovre per sopravvivere alle difese antimissile. Si tratta dell’Avangard, a cui viene attribuita la capacità di operare a bassa quota e a velocità ipersoniche, che di fatto renderebbero impossibile ogni tentativo di intercettarlo.

I test sono cominciati nel 2015 e lo scorso dicembre è stato annunciato che sei Avangard erano operativi per l’impiego con i vecchi missili intercontinentali, che saranno sostituiti dal Sarmat. Ma gli analisti occidentali sono scettici sulle reali prestazioni dell’ordigno, che dovrebbe comportarsi come un aereo a velocità enorme ponendo significativi problemi tecnologici e progettuali. 

C’è pero un dato di fatto. La Russia ha investito somme ingenti per mettere in campo nuove “armi dell’Apocalisse”, continuando a credere nello scenario di un conflitto nucleare mentre gli Stati Uniti hanno interrotto ricerche e programmi per quasi venti anni. Ogni progetto del Cremlino è stato pensato per superare le reti di protezione della Nato: Sarmat ha una fase iniziale di lancio, quella in cui i razzi emettono maggiore calore, molto ridotta per diminuire la possibilità di venire scoperto dai satelliti spia ad infrarossi. Sono iniziative che testimoniano come Vladimir Putin consideri ancora oggi l’eventualità di fare ricorso agli ordigni più terribili. Tre settimane fa lo Zar ha dichiarato: “Sarmat può penetrare ogni sistema di difesa missilistica presente e futura, farà riflettere chi ci sta minacciando.

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IL NUOVO MISSILE CRUISE IPERSONICO

Entro l’anno la Russia schiererà «Zircon»

FRANCESCO  PALMAS – Avvenire 14 Luglio 2022

A una Nato che avanza verso est, cingendo la Russia dall’Artico al Mar Nero, Mosca risponde con un’arma dirompente, “cercata” fin dal 2011 e ora pronta ad equipaggiare i lanciatori terrestri e navali. Ribattezzata «Zircon», la nuova spada del Cremlino è una reazione asimmetrica all’eccessivo dinamismo dell’Alleanza atlantica. Può volare 9 volte più rapidamente del suono e coprire 1.000 chilometri in un batter d’occhio.

L’esperto russo Anatolij Wasserman non ha dubbi: «Con quest’arma, in linea entro fine anno, Mosca potrà infrangere ogni sistema difensivo nemico. E il raggio d’azione di mille chilometri supererà di gran lunga la portata degli scudi delle portaerei americane. Gli Stati Uniti possono scordarsi l’avvicinamento a zone di interesse russo».

 L’abbinata missilistica Kalibr-Zircon proietterà la Russia verso un primato inedito, anticipando nella corsa all’ipersonico Washington e Pechino. Una forza di fuoco che potrebbe ribaltare con facilità gli attuali equilibri. I due soli incrociatori Kirov potrebbero lanciare 160 di questi cruise: rapidi, praticamente non intercettabili e devastanti. Gli obiettivi non mancano, con gli avversari che affollano il Mar Baltico, il Mare del Nord e l’Artico. La televisione di Stato Rossiya 1 ha avanzato nei mesi scorsi persino una lista di potenziali bersagli terrestri, inclusivi dei principali centri decisionali in una guerra contro Mosca. Con tanto di tabelle, diagrammi e cerchi a tracciare il range di azione del nuovo terribile ordigno bellico.

L’elenco, smentito dal portavoce del Cremlino Dimitrij Peskov, menziona il Pentagono, la residenza presidenziale di Camp David e la Jim Creek Naval Radio Station, fulcro delle comunicazioni statunitensi con i sottomarini in immersione costante e armati dei missili nucleari.

 Pur non essendo un’arma rivoluzionaria, lo Zircon sarà un vero incubo per le navi da guerra occidentali sostengono gli esperti: più tecnologico e molto più letale di quanto già lo sia l’armamentario dello stesso conflitto ucraino in corso.