LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio

23. La Madonna chiede Vicka di rinunciare alla scuola: perché?”
L’estate del 1981 rimarrà indimenticabile nella storia delle apparizioni di Medjugorje. Sia i veggenti come gli abitanti del villaggio conservano nel cuore il ricordo di quei giorni sconvolgenti, che hanno aperto una fase straordinaria di grazia nella storia dell’umanità.
Ma chi allora poteva immaginare la portata futura di quello che stava accadendo? La gente al corrente delle apparizioni mariane precedenti, come Lourdes e Fatima, si rendeva conto che l’irruzione del soprannaturale aveva rotto tutti gli schemi precedenti. Quello che Dio preparava andava al di là di ogni possibile immaginazione.
Non rimaneva che confidare nella Madonna, mostrando assoluta disponibilità ai suoi progetti. Ormai erano trascorsi tre mesi, durante i quali era accaduto di tutto. Dobbiamo essere grati a fra Janko Bubalo che ci ha conservato molti ricordi nel suo libro-intervista alla veggente Vicka su quella prima fase del piano della Madonna.
“Nessuno sa tutto quello che abbiamo vissuto; soltanto Dio e la Madonna. Perché noi abbiamo dimenticato parecchie cose. Tanti giorni, tante esperienze…” (Vicka). Vorremo che di quei primi tempi fossero conservati tutti i particolari, come piccole perle da custodire in uno scrigno. Tuttavia la testimonianza viva dei veggenti e della gente ci conserva l’essenziale, in particolare le parole della Gospa, che fin dal principio ha incominciato a illuminare, a esortare e a nutrire le anime, scuotendole dal sonno stanco in cui giacevano.
“Esci dalla tua terra e va, dove io ti mostrerò”, aveva detto Dio ad Abramo. Per il nostro padre nella fede era incominciato un pellegrinaggio nell’ignoto, del quale solo Dio conosceva la meta. Così è stato per i veggenti e per la gente che aveva riposto alla chiamata, con una consapevolezza e un entusiasmo che nessuna repressione riusciva a spegnere.
Le apparizioni quotidiane infondevano ogni giorno una forza e un coraggio crescenti. Qualsiasi cosa potesse accadere, la Madonna era presente. La fedeltà con cui ogni giorno scendeva dal cielo sulla terra, portando la sua preghiera e il suo sorriso materno, sosteneva nella prova e apriva il cuore alla speranza.
Col sopravvenire dell’autunno incomincia una fase nuova, meno spettacolare agli occhi degli uomini, ma straordinariamente proficua per l’attuazione del piano di Dio. E’ la fase in cui, dopo l’abbondante seminagione, la neve col suo soffice manto copre il grano che sotto terra marcisce e prepara i germogli della primavera.
Chi poteva immaginare quanto durassero le apparizioni? Alla domanda per quanto tempo fosse ancora apparsa, la Madonna sorridendo avevo risposto: “Angeli miei, vi ho forse stancato?” Tuttavia, terminata l’estate, riaprono le scuole e i veggenti, come tutti i loro coetanei, le devono frequentare.
Il gruppo dei sei vive una fase di diaspora, anche se ognuno continua ad avere le apparizioni individualmente. Mirjana ritorna a Sarajevo con la famiglia, dove continuerà gli studi fino all’università. Gli altri frequentano le scuole superiori a Mostar. Solo il piccolo Jakov rimane nel villaggio per le elementari. La Madonna chiede a Vicka di rimanere con lui, rinunciando alla scuola.
I due rappresentano così il segno visibile di continuità della presenza della Madonna a Medjugorje . Saranno proprio Vicka e Jakov che nell’autunno del 1982 la Gospa porterà, col loro corpo, a vedere il paradiso l’inferno e il purgatorio.
“Jakov è il più piccolo. Io la più grande. Nell’autunno del primo anno, quando noi stavamo per andare chi di qua e chi di là, la Madonna mi disse chiaramente: “ Rimani qui con Jakov. E io sono rimasta…La Madonna sa bene quello che fa” (Vicka). Ogni grazia è preparata da una rinuncia. Quale grazia più grande di quella di visitare l’aldilà in carne ed ossa in compagnia della Madonna?
Con l’autunno incomincia quella fase del piano di Maria che si concentra sulla comunità parrocchiale. E’ una fase che dura tre anni e che prepara l’elezione della parrocchia, inaugurata con i messaggi del Giovedì all’inizio della Quaresima del 1984. Il centro focale non è più il Podbrdo , ma la chiesa dai due campanili, dove avvengono le apparizioni, prima in canonica e poi nello stesso edificio sacro.
La vita della parrocchia si modella sui messaggi della Madonna, il più insistente dei quali è l’appello alla preghiera. La Messa serale, preceduta da due rosari che preparano l’incontro con la Madonna, seguita da un terzo rosario, è il cuore della giornata. I parrocchiani, allora impegnati prevalentemente nei campi, nella coltivazione dell’uva e del tabacco, terminano per tempo i lavori per andare alla Messa.
La Regina della pace rinverdisce le antiche tradizioni, come quella dei sette Pater, Ave e Gloria. Il suo invito a confessarsi almeno una volta al mese e poi secondo le necessità di ognuno, dà una nuova vitalità al sacramento della penitenza, che diventerà uno dei segni distintivi delle apparizioni di Medjugorje.
Riprendono vigore pratiche di pietà che si andavano affievolendo, come l’adorazione del S. Sacramento, l’adorazione della croce e la via crucis sul Krizevac. Molti parrocchiani salgono ogni giorno sulla collina delle prime apparizioni recitando il S. Rosario.
La Madonna sembra incontentabile. Sollecita la preghiera in famiglia, dove chiede che venga letta ogni giorno una pagina della Sacra Scrittura, perché sia da stimolo alla vita cristiana. Da donna di casa, la Gospa precisa che la Bibbia deve essere posta in un luogo visibile , in modo tale che inviti alla lettura. “La preghiera deve essere una melodia continua” ( 10-11-1983), ma è una musica che i parrocchiani faticano ad ascoltare. E’ il tempo in cui la Madre dissoda il terreno dei cuori, perché si dispongano a divenire completamente suoi.
La “Gospa” in questo periodo è eccezionalmente attiva, anche se opera in modo discreto, cercando innanzi tutto di risvegliare la fede e di riaccendere il fervore. La sua presenza è come un fuoco che ha a che fare con del legno bagnato. Nessuno è più paziente della Madonna. Non è mai stanca di scuotere, di incoraggiare e, se necessario, di correggere.
Ha l’occhio su tutto e su tutti. Non solo conosce a fondo i suoi “angeli”, che chiama per nome come ogni mamma, ma posa il suo sguardo su ognuno, che sia presente all’apparizione o meno. Una regia umana, per quanto accorta, non potrebbe essere così perfetta e lungimirante. Non c’è mai una mossa o una parola fuori posto.
La conduzione degli eventi è celeste e lo si vede. Si dispiega in modo mirabile un piano divino che solo l’onnipotenza e la misericordia potrebbero realizzare. A tanti anni di distanza, guardando indietro, si coglie lo sviluppo di una sinfonia mirabile, senza mai una nota stonata. La Madonna fa mirabilmente la sua parte e, nonostante le nostre stanchezze e negligenze, raggiunge sempre gli obbiettivi.
Di fronte a Lei, a contrastarla, il drago sciolto dalle catene, che ha ingaggiato una battaglia decisiva per il dominio sul mondo e per conquistare le anime. “La Madonna ha detto che suo Figlio combatte per le nostre anime, ma che nello stesso tempo anche Satana cerca di afferrare qualcuno per sé…Sicuramente Dio vincerà, Ma anche Satana prenderà abbastanza. Vedi come si comporta la gente” (Vicka).
D’altra parte come vedere nella giovane donna apparsa sul Podbrdo, con una corona di dodici luminosissime stelle intorno al capo, la Donna vestita di sole dell’Apocalisse, contra la quale si abbatte la furia del dragone infernale?
La Vergine potente contro il male è scesa in campo per ordine dell’Onnipotente. Il primo obbiettivo da realizzare è stato quello di formare un drappello abbastanza numeroso di persone che la seguissero. Le folle accorrono, ondeggiano e si disperdono. Dopo la marea umana dell’estate, incomincia la fase faticosa del dissodamento del terreno. I cuori vanno aperti e purificati uno ad uno.
Nessuno è esonerato da questa fatica, neppure i veggenti. Il maligno fiuta il pericolo e passa al contrattacco. Con preoccupazione vede crescere la preghiera, moltiplicarsi le confessioni, fiorire le conversioni. “In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge Satana” ( 28 – 01 – 1987). Sappiamo come sia difficile, a causa della pesantezza della carne, perseverare sulla via del bene.
Non appena la fatica, la prova e la croce si affacciano all’orizzonte, l’uomo rimpiange le cipolle d’Egitto. Gesù, vedendo montare la sfiducia intorno a sé, non ha forse detto agli apostoli: “Volete andarvene anche voi?” ( Gv 6, 67). “Beato colui che persevererà” (Vicka).
La Madonna conosce a fondo la natura umana. Sa che gli uomini sono canne al vento, che Satana scuote e piega, quando non spezza e spazza via. Perciò incomincia a lavorare in profondità, perché quelli che rispondono alla chiamata abbiano radici profonde, capaci di resistere alle bufere più violente.