LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


10. “Io sono la  Beata  Vergine  Maria”

Mi piace, ogni volta che mi reco a Medjugorje, cercare il punto esatto dal quale Ivanka ha visto per prima la Madonna il primo e il secondo giorno delle apparizioni. Mi immedesimo nel luogo e nell’istante, nel tentativo vano di afferrare  un frammento di eternità. Il soprannaturale ci sovrasta e ci circonda da ogni parte, ma il velo del tempo e dell’ effimero lo copre e lo sottrae alla nostra presa.

 Quando arrivo alla Croce blu e mi soffermo un po’ più avanti guardando verso la collina, mi viene in mente la stupefacente testimonianza di Ivan quando ha visto il paradiso:

 “Nel 1984 la Madonna mi ha detto che sarei andato a vedere il Cielo. Venne da me per dirmi che mi avrebbe portato in Cielo. Era un giovedì. Il venerdì la Madonna parla con me qualche minuto. Sono in ginocchio, mi alzo, e la Madonna rimane al mio fianco sinistro. La Madonna prende la mia mano sinistra. Faccio tre passi, e il Cielo si apre. Faccio altri tre passi e sono in piedi su una piccola collina. La collina è simile a quella della Croce Blu di Medjugorje. In basso vedo il Cielo. Vedo gente che cammina sorridente, vestita con lunghe vesti di colore rosso, blu, oro. La gente mi chiede che aspetto ha la gente. Stanno cantando, una canzone in lontananza. La gente mi chiede che aspetto ha la gente. Stanno cantando, una canzone in lontananza. E’ molto difficile da descrivere. La gente mi chiede quanti anni mostrano, forse 30-35 anni; pregano, cantano, insieme a così tanti angeli. Ho udito i canti in lontananza, cantano gli angeli, molto difficile da descrivere.”

 Fa venire in mente il Vangelo dove dice: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì…” (1Cor 2,9). Mi chiedo se il paradiso non sia qui intorno, anche se non lo vedo. Chi potrebbe strappare il velo che ci separa dal mondo soprannaturale?

Il terzo giorno delle apparizioni, Venerdì 26 Giugno, è ricco di eventi e cose nuove. L’emozione, specie dei veggenti, è sempre più forte. La vicinanza alla Madonna nel giorno precedente li rende più sereni, ma nel medesimo tempo si sentono ansiosi perché non sanno che cosa in realtà stia accadendo.

Il giorno prima avevano chiesto alla Madonna se fosse venuta ancora e Lei con la testa aveva fatto cenno di sì. Come potevano immaginare di essere all’inizio della apparizione pubblica della Madre di Dio più estesa nel tempo e nello spazio?

I ragazzi poi non avevano conoscenza di apparizioni mariane precedenti, neppure delle più note come Lourdes e Fatima. Il timore e il desiderio si alternano nel loro cuore mentre si avviano verso il luogo dove la Madonna era apparsa. Il giorno prima, Giovedì 25 Giugno, si era avvicinata alla Madonna, insieme ai veggenti, una quindicina di persone. Ora sono migliaia.

Appena si sono incamminati sulla stradina oltre le case, guardano verso il monte , per vedere se la Madonna appare. Come il giorno prima brilla un lampo di luce, ma questa volta per tre volte. Lo  vedono in molti, nonostante che il sole estivo sia alto e splendente. Subito dopo appare la Madonna, ma in un posto completamente diverso, molto più in alto, dove ora è localizzato il posto delle prima apparizioni. “Siamo corsi su come se avessimo le ali. Là ci sono soltanto spine e pietre; la salita è difficile, ripida. Ma si correva, si volava come uccelli” (Vicka).

Ivan è il primo ad arrivare. Il fatto di essere un maschio lo favorisce. Per la verità i maschi sono sovrastati dalle ragazze nelle apparizioni mariane moderne. La Madonna ha le sue strategie. D’altra parte anche il Signore risorto ha affidato alle donne la diffusione del grandioso evento, centro della storia della salvezza.

 La Gospa è meravigliosamente sorridente, ancora più contenta del giorno prima. Vicka l’asperge abbondantemente  con l’acqua benedetta, preparata la sera prima dalla madre, dicendo ad alta voce: “ Se sei la Madonna rimani; se non lo sei vattene via da noi”. La Madonna, sorride, come se il gesto le fosse piaciuto. In seguito raccomanderà di usare l’acqua benedetta per allontanare il demonio.

 I veggenti pregano e cantano con la Madonna. La gente sente i veggenti, ma non la Gospa. Nei primi giorni delle apparizioni i veggenti hanno ancora un rapporto con la gente e lo spazio circostante, anche se la bellezza di Maria li rapisce nella contemplazione.

 E’ Mirjana che rivolge la domanda cruciale, chiedendo all’apparizione chi è e come si chiama. La risposta, data con voce forte e chiara, è solenne come l’enunciazione di un dogma di fede: “Io sono la Beata Vergine Maria”

! Successivamente dirà che Lei è venuta a Medjugorje come Regina della pace. La prima definizione indica l’identità, la seconda la missione che è venuta a compiere in nome dell’Onnipotente. Già nel terzo giorno la Madonna rivela chi è e perché è venuta. Il mondo, a rischio di autodistruzione, è sull’orlo dell’abisso. Satana, sciolto dalle catene, prepara la soluzione finale. La Madre di Dio ha fretta di realizzare il suo piano di salvezza.

La bellezza della “Piena di grazia” è indescrivibile. Ogni parola è inadeguata. I protagonisti delle diverse apparizioni mariane concordano nell’affermarlo. Noi possiamo scorgerne il riflesso nel volto dei veggenti durante l’apparizione. Nel momento in cui la Madonna appare il loro viso si illumina.

 Nelle relazioni umane, anche in quelle più intime, non accade mai di vedere volti così sereni e concentrati. Il veggente durante le apparizioni di Medjugorje è un segno vivo della presenza di Maria. Lo si vede in modo particolare nel caso di Vicka e di Mirjana, che lo manifestano con più intensità.  Come possibile descrivere la bellezza della “Tota Pulchra”? Le parole del linguaggio umano sono assolutamente inadeguate a descrivere il mondo soprannaturale.

 “La Madonna si presenta come una meravigliosa ragazza di circa vent’anni, col vestito lungo, sempre con un velo sul capo. Occhi celesti, cappelli leggermente ondulati di color nero; le labbra e gli zigomi sono leggermente arrossati; il viso è allungato.  (Vicka). Il vestito è color grigio, tendente all’azzurro, e arriva fino a terra, coprendo i piedi, come il velo, che è di colore bianco. La Madonna non mostra mai i piedi e si muove senza camminare, cambiando semplicemente posto. Intorno al capo ha una corona di dodici stelle, che sono staccate fra loro e risplendono di una luce vivissima. In alcune occasioni, specialmente nelle grandi festività ( Annunciazione, Immacolata, Natale, Pasqua, Anniversario…), il vestito è dorato, anche se sempre del medesimo modello.

Tuttavia i veggenti specificano che non sono colori come i nostri, ma molto più vivi, di cui non è possibile trovare un esemplare sulla terra. Vicka confida che in occasione di una ricorrenza dell’Annunciazione la Madonna era così felice che “Quasi ballava dalla gioia”. Tuttavia ribadisce ogni volta che ogni descrizione è inadeguata:

  Che cosa vuoi che sia il nostro racconto? Noi diciamo che è bella, ma questa parola ti dice niente. Bisogna vederla per capirlo. Si tratta di una bellezza che non è di quaggiù. E’ qualcosa…qualcosa…non saprei come esprimerlo!”

Infatti la bellezza della “Tota Pulchra” è di natura spirituale e riflette la sua ineguagliabile  partecipazione alla gloria del Figlio. Nella sua persona, mai toccata da nessuna macchia di peccato o di imperfezione, risplende la santità dell’Altissimo. Possiamo pensare che anche i veggenti non vedono la Madonna come la contemplano i beati in Cielo, ma si adatta alla debolezza della loro carne perché non la potrebbero sopportare.

 Il fatto di vedere la Madonna è un dono di grazia, di cui i veggenti sono consapevoli. La vedono anche se chiudono gli occhi, come una volta ha confessato Vicka che ha voluto fare una prova. La Gospa però ha tenuto a sottolineare che tutti possiamo vederla con gli occhi del cuore. Più un cuore è puro e più è irradiato dalla luce di Maria.

Non sono poche le persone che, senza vedere la Madonna con gli occhi della carne, riflettono sul loro viso la sua luce e la sua bontà. La bellezza della Madre è un motivo di speranza per tutti i suoi figli. Infatti quello è il destino che attende tutti coloro che si fanno accompagnare da Lei nel cammino verso l’eternità.

Anche in quel terzo giorno la Madonna si è accomiatata come nel secondo, dicendo ai veggenti:  “Addio angeli miei”. Le mamme croate, e non solo loro, chiamano i loro bambini “angeli” e così faceva la Gospa in quei primi tempi, quando i veggenti erano ancora dei ragazzi.

 Partita la Madonna si affolla alla mente la ressa degli interrogativi:” Come mai viene proprio qui la Madonna? che cosa desidera da noi? Che cosa ne uscirà da tutto questo? “ La folla scende dal monte e si raduna nelle strade e nelle case fino a tarda notte.

 Tutti vogliono sapere che cosa è successo. Si scambiano le opinioni. I ragazzi sono sei, ben conosciuti dalla gente, e tutti dicono le medesime cose. I discorsi si fanno più seri e preoccupati quando Marija, che tutti conoscono come una ragazza timida e riservata, racconta la drammatica esperienza vissuta sulla via del ritorno a casa.