La prima Persona della Santissima Trinità è il Padre. Per noi le parole “prima” e “dopo” sono necessarie perché siamo nel tempo e nello spazio; Dio, invece, è eterno e quindi Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo nell’istante presente da tutta l’eternità. Tuttavia, nell’ordine della processione interiore delle tre Persone della Santissima Trinità c’è un ordine che prevede il Padre al primo posto perché è colui che genera; il Figlio è generato dal Padre, lo Spirito Santo è la comunione d’amore tra il Padre e il Figlio. Nel medesimo istante eterno il Padre genera, il Figlio è generato e lo Spirito Santo ha ispirato. Non c’è una successione temporale né in ordine di primato. In un istante eterno di Dio il Padre genera, il Figlio è generato e lo Spirito Santo ha ispirato. È chiaro che siamo di fronte a un mistero che ci trascende, noi siamo creature con limitate capacità di comprensione; tuttavia, seguendo la Sacra Scrittura, attraverso la Rivelazione Divina e grazie ai Concili Ecumenici che si sono susseguiti, possiamo avere la definizione di Dio Santissima Trinità. Il Figlio è della stessa sostanza del Padre, così come lo Spirito Santo è eternamente ispirato dal Padre e dal Figlio, ma non ha una dipendenza. La Chiesa, nel suo approfondimento conciliare dei primi quattro secoli, ha voluto preservare il mistero della Santissima Trinità.
La prima Persona della Santissima Trinità è il Padre che genera il Figlio. È una generazione eterna, è una generazione contemporanea all’esistenza del Padre. In Dio non c’è un prima e un dopo, c’è l’istante presente. Bisogna entrare in questa dimensione che è la vita eterna in Dio, che non ha successione di tempo. La paternità di Dio ci è stata rivelata dal Figlio; è bensì vero che anche nell’Antico Testamento spesso Dio viene chiamato con il nome di Padre, ma si tratta di una paternità che riguarda gli uomini. Gesù rivelando se stesso ci ha detto di essere il Figlio eternamente generato dal Padre. Nei Vangeli, e specialmente in quello di Giovanni, vediamo indicata questa divinità del Figlio che è uguale al Padre benché da lui sia eternamente generato; non è sottoposto al Padre, non è subordinato o inferiore, è della stessa sostanza del Padre.
Quando Gesù manifesta la sua figliolanza eterna di colui che è stato generato dal Padre lo fa in termini assoluti, attribuendo a sé la divinità. Nessuno, prima di Gesù, si è mai messo alla pari con Dio, nemmeno uomini come Mosè o Abramo. Noi sappiamo che Dio è il Padre proprio perché il Figlio lo ha rivelato come colui dal quale è eternamente generato. La prima Persona della Santissima Trinità è il Padre che genera eternamente il Figlio. Gesù nella sua predicazione distingue sempre fra “il Padre mio” e “il Padre vostro”; Gesù, infatti, è eternamente generato dal Padre, noi siamo delle creature. È diversa, allora, la paternità di Dio nei nostri confronti e nei confronti di Gesù.
Non dobbiamo dimenticare che Gesù ci ha insegnato il Padre Nostro e lo ha pregato insieme ai suoi Apostoli. Quando Gesù, però, si rivolge al Padre nella preghiera, il suo rapporto è diverso dal nostro perché lui è eternamente generato, eternamente ascoltato dal Padre e quindi il suo rapporto è unico. Se noi vogliamo recitare il Padre Nostro così come Gesù ce lo ha insegnato, dobbiamo unirci al Figlio perché in questo modo abbiamo accesso al Padre. Se siamo staccati dal Figlio non abbiamo accesso al Padre, Dio ci appare nella sua lontananza. Con Gesù possiamo chiamare Dio con il nome di Padre perché noi siamo delle creature; è con il Figlio che noi ci rivolgiamo al Padre e lo preghiamo. Questa è l’esperienza cristiana: noi preghiamo Gesù in quanto eternamente generato dal Padre e che ce lo rende visibile e nel medesimo tempo con Gesù preghiamo il Padre, ci rivolgiamo al Padre e gli chiediamo le grazie di cui abbiamo bisogno.