
83. L’Anticristo di Soloviev: una figura inquietante
Ecco le parole con cui l’Anticristo di Soloviev presenta se stesso.
“Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, Io invece sono chiamato ad essere il riformatore di questa umanità, in parte emendata, in parte incorreggibile.
Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi.
Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il sole e per i buoni e per i cattivi e distribuisce le piogge sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace.
Egli ha minacciato alla terra il terribile giudizio. Però l’ultimo giudice sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia, ma anche di clemenza.”
Egli ragionava così: “Cristo è venuto prima di me; io mi manifesto per secondo; ma ciò che viene dopo in ordine di tempo, in natura è primo.
Io giungo ultimo alla fine della storia, precisamente perché sono il salvatore perfetto, definitivo. Quel Cristo è il mio precursore. La sua missione era quella di precedere e preparare la mia apparizione”.
E in base a quest’idea, il grande uomo del secolo XXI applicava a se stesso tutto ciò che è detto nel Vangelo circa il secondo avvento, non come il ritorno di Cristo stesso, ma come la sostituzione del Cristo precursore col Cristo definitivo, cioè se stesso.
(Padre Livio – Le profezie sull’Anticristo -Ed. Sugarco – pag. 154 – 155)