Al Regina Coeli di oggi
Di Antonio Tarallo
Città del Vaticano, domenica 10 maggio 2026, 12:05 (ACI Stampa).
Non c’è sole a Roma, pur essendo maggio. Un clima particolare accoglie il papa alla finestra del suo studio del palazzo apostolico: caldo, vento, ma il cielo offuscato dalle nubi. I fedeli, lì, in piazza, festanti, alle parole della riflessione del pontefice prima della preghiera mariana del Regina Coeli.
Oggi, VI domenica di Pasqua, il Vangelo con Gesù che parla ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Ed è da questa frase che papa Leone XIV inizia la sua meditazione: “Quest’affermazione ci libera da un equivoco, cioè dall’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti: la nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio. Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia. Osserviamo davvero i comandamenti, secondo la volontà di Dio, se riconosciamo il suo amore per noi, così come Cristo lo rivela al mondo. Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubbiosa”.
Per questo motivo – incalza il pontefice – “il Signore ci comanda di amarci gli uni gli altri” come lui stesso ci ha amato: “è l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore”. Cristo è colui “che non conosce né “ma” né “forse”, quello che si dona senza voler possedere, quello che dà vita senza prendere nulla in cambio” per il pontefice.
E continua sempre sul tema dell’amore, che potrebbe considerarsi il tema portante delle sue parole prima del Regina Coeli: “Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi. Accade come per la vita: solo chi l’ha ricevuta può vivere, e così solo chi è stato amato può amare”. I comandamenti del Signore sono perciò “un ordine di vita che ci risana da falsi amori; sono uno stile spirituale, che è via alla salvezza” ribadisce il pontefice.
Ed è questo immenso amore a dar vita allo Spirito Santo che è nostro difensore, nelle prove della vita. Chi “corrisponde all’amore che Gesù ha verso tutti, trova “nello Spirito Santo un alleato che mai viene meno”. Perciò è possibile “testimoniare Dio, che è amore: questa parola non significa un’idea della mente umana, ma la realtà della vita divina, per la quale tutte le cose sono state create dal nulla e redente dalla morte”.
Infine, papa Leone XIV si concentra su una frase, sempre del Vangelo di oggi: «Io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». Mentre lo Spirito Santo “è forza di verità”, il male “l’Accusatore è padre della menzogna” che vuole contrapporre “l’uomo a Dio e gli uomini tra loro: proprio l’opposto di quel che fa Gesù, salvandoci dal male e unendoci come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa”.
E dopo la preghiera mariana, alcuni importanti appelli: il pontefice è assai preoccupato per “le notizie sull’aumento delle violenze nella regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici, assicuro la mia preghiera per le vittime e la vicinanza a quanti malati. Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggiamento ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra”.
E ricorda la data del 10 maggio prossimo, giorno in cui ogni anno, si celebra la giornata dell’amicizia copto-cattolica: ” Rivolgo un saluto fraterno – dice il pontefice – a Sua Santità Papa Tawadros II e assicuro la mia preghiera a tutta l’amata Chiesa copta, nella speranza che il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo che ci ha chiamato amici”.
E poi, in spagnolo un pensiero al recente “incidente” sanitario (Hantavirus) della nave turistica che è stata accolta in questi giorni alle Isole Canarie : ” Voglio ringraziare l’accoglienza che caratterizza il popolo delle Isole Canarie per aver permesso l’arrivata della nave Hondius con i malati di Hantavirus” E aggiunge: ” Sono contento di potermi incontrare con voi il prossimo mese nella mia visita alle Isole.
Il ricordo, infine, della festa della mamma che si celebra oggi: “Un pensiero speciale va oggi a tutte le mamme. Per intercessione di Maria, la madre di Gesù, e nostra. Preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili. Grazie, che Dio vi benedica”.