di Gian Guido Vecchi

Corriere della Sera – 26-10-226

Il Papa andrà in Sudamerica come programmato, nonostante l’operazione al polmone che aveva portato alla rimozione di un tumore maligno

CITTÀ DEL VATICANO – «Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita». La «conferma» della Santa sede è arrivata nel pomeriggio: Leone XIV compirà come previsto il viaggio che dal 6 al 17 novembre lo porterà in Sudamerica: «Il Santo Padre attende con grande gioia ed entusiasmo questo viaggio, che offrirà l’opportunità di rafforzare i legami di comunione con le Chiese locali, incoraggiare i fedeli nella loro missione e portare un messaggio di fede, speranza e pace ai popoli di Uruguay, Argentina e Perù, di incontrare la loro fede e condividere la speranza e la pace che Cristo porta al nostro mondo».

La cosa notevole è che il viaggio, si dice, «si svolgerà secondo il programma precedentemente pubblicato», un calendario fitto di impegni, con una ventina di trasferimenti tra aerei ed elicotteri e tappe come quella nella città di Cuzco, sulle Ande peruviane, a 3.400 metri di altezza. Non era affatto scontato, per un uomo che il 13 ottobre ha subito un intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al polmone destro con l’asportazione del lobo inferiore. Del resto Prevost ci teneva, per vent’anni ha vissuto in Perù come missionario e poi vescovo, e i fedeli della piccola diocesi di Chiclayo attendono da mesi l’arrivo di «padre Roberto», com’erano abituati a chiamarlo. La nota vaticana riporta le parole del pontefice: «Possa questo viaggio essere un’occasione per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia».

Del resto, «a due settimane dall’intervento chirurgico al quale Papa Leone XIV è stato sottoposto, la Sala stampa della Santa Sede conferma che il recupero del Santo Padre procede, in linea con le valutazioni favorevoli comunicate dall’équipe medica che lo segue», si fa sapere. «Come già riferito, l’intervento chirurgico si è svolto con successo e senza complicazioni. I successivi accertamenti medici hanno confermato che la patologia era localizzata e che non sono necessari ulteriori trattamenti oncologici». 

Il pontefice sta completando la convalescenza in Vaticano. «Seguendo il consiglio dei medici», ha rinunciato ad andare ad Assisi, martedì, nel quarantesimo anniversario dell’incontro interreligioso per la pace che Giovanni Paolo II riunì il 27 ottobre 1986. Prevost ha preparato un intervento ampio e manderà un videomessaggio, la preghiera per «la pace disarmata e disarmante» è uno dei temi fondanti del suo pontificato, «considerato il breve tempo trascorso» dall’operazione, i medici curanti hanno ritenuto opportuno «sconsigliare, a scopo precauzionale, il previsto viaggio in elicottero».

Comunque si sta riprendendo: «Dal suo rientro in Vaticano, il Santo Padre ha ripreso gradualmente le proprie attività, adattando il programma quotidiano in accordo con i medici per dare priorità al recupero postoperatorio, continuando al tempo stesso ad assolvere le responsabilità del suo ministero», fa sapere la Santa Sede: «Ha mantenuto importanti appuntamenti e impegni pubblici, prestando attenzione alle esigenze di ogni giornata e riservando adeguati momenti di riposo». 

Il Papa, tra l’altro, «esprime profonda gratitudine per le preghiere e l’affetto ricevuti da ogni parte del mondo, nonché per le premurose cure dei professionisti sanitari che lo hanno accompagnato durante la convalescenza». Il dottor Luigi Carbone, suo medico curante, «conferma che il recupero postoperatorio del Santo Padre continua a progredire e gli ultimi esami medici confermano la buona salute e le condizioni cliniche favorevoli». Per questo «non si ravvisano controindicazioni, visto il quadro clinico attuale, gli esami strumentali e di laboratorio eseguiti, che impediscano di intraprendere il prossimo viaggio apostolico in America Latina come programmato». 

Lo stesso professor Stefano Margaritora, il chirurgo che lo ha operato, aveva detto dopo l’intervento che non c’erano «motivi clinici» a impedire il viaggio di 31 mila chilometri. Morale: «Il Papa segue le raccomandazioni mediche con scrupolo e attenzione, e profonda determinazione nel continuare a servire la Chiesa».