Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano, martedì 21 aprile 2026, 18:43 (ACI Stampa).
“La morte non è un muro, ma una porta che si spalanca sulla Misericordia che Papa Francesco ha instancabilmente annunciato”.
Papa Leone XIV dall’Africa manda un messaggio a tutti coloro che pregano per Papa Francesco a Santa Maria Maggiore questo pomeriggio ad un anno dalla sua morte. Il Cardinale Decano Re ha letto il testo. “Ha concluso il suo pellegrinaggio terreno nell’abbraccio di Cristo Risorto,- scrive Leone XIV- in quella “gioia del Vangelo” che ha ispirato una tra le più incisive sue Esortazioni Apostoliche.
È stato successore di Pietro e pastore della Chiesa universale in un tempo che ha segnato e ancora sta segnando un cambiamento d’epoca, quel cambiamento di cui Egli è stato pienamente consapevole, offrendo a tutti noi una testimonianza coraggiosa, che rappresenta un significativo patrimonio per la Chiesa. Il suo magistero è stato vissuto da discepolo-missionario, come amava dire. È rimasto discepolo del Signore, fedele al suo Battesimo e alla consacrazione nel ministero episcopale, fino alla fine. È stato anche missionario, annunciando il Vangelo della misericordia “a tutti, a tutti, a tutti”, come ebbe a dire più volte. I benefici suscitati dalla sua testimonianza di Pastore sollecito ha contagiato il cuore di tanta gente, sino agli estremi confini della terra, grazie anche ai pellegrinaggi apostolici e specialmente a quell’ultimo “viaggio” che è stata la sua malattia e la sua morte.
In sintonia con i suoi predecessori, ha raccolto l’eredità del Concilio Vaticano II e ha spronato la Chiesa ad essere aperta alla missione, custode della speranza del mondo, appassionata per l’annuncio di quel Vangelo che è capace di dare a ogni vita pienezza e felicità.
Ancora sentiamo risuonare le sue esortazioni, espresse con parole eloquenti, per rendere più comprensibile la lieta notizia: misericordia, pace, fratellanza, odore delle pecore, ospedale da campo e tante altre. Ognuna di queste espressioni ci riporta al Vangelo da Lui vissuto con un linguaggio nuovo che annuncia lo stesso Vangelo di sempre.