BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 11 Giugno 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9.oo PENSIERO SPIRITUALE

La vita umana come “cammino di santità verso l’eternità” (Messaggio 25 Maggio 2025)

Solo la fede ci svela il senso della vita

L’uomo è stato creato da Dio per conoscerlo amarlo e servirlo

Le seduzioni del mondo e le tentazione del demonio ci deviano dalla retta via

La vita senza Dio, senza eternità, senza legge morale, senza cura dell’anima è un cammino di perdizione.

Viviamo il tempo della chiamata alla conversione: quanti rispondono?

Non esitare dinanzi al bivio della vita e della morte

Perseverare fino alla fine sulla via di Dio


h. 9.30: PENSIERO MARIANO

“Il silenzio di Dio” (18)

Dal libro di padre Livio: “Magnificat – il poema di Maria”


h. 10: I DONI DELLO SPIRITO SANTO (19)


BLOG – blogdipadrelivio.it

Lettera di Anna


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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 363 – LA VITA CONSACRATA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I dieci Segreti di Medjugorje

Carissimo padre Livio, buon giorno, pace e bene. Riflettevo sui dieci segreti, faccio una premessa: prego che lei padre Livio goda sempre di ottima salute e rimanga tra noi sulla terra per lunghi anni ancora, lei per me è insostituibile, è unico, lei ci sosterrà nella prova dei 10 segreti di Medjugorje.

Ho riflettuto molto sui segreti grazie a lei, anche se necessari per il nostro bene le confido che non sono molto contenta, mi dispiace che il Signore deve arrivare a tanto per salvare le anime. Siamo duri di cervice, incapaci di convertirci per amore del Signore e della Madonna.

Io personalmente sto lavorando su me stessa per una continua conversione personale, attraverso il combattimento quotidiano non solo con la preghiera, ma con l’osservanza dei 10 comandamenti come 10 sono i segreti di Medjugorje.

Non è sempre facile ma sono serena, ieri sera pensando a tutte queste cose ho pianto, sono molto sensibile pur avendo una fede forte faccio fatica ad accettare la drammatica situazione mondiale, mai i tempi sono stati così duri nonostante io personalmente ho avuto una infanzia segnata da sofferenze, ho conosciuto la miseria umana, ho sempre lavorato nei campi da ragazza, lavoro duro con l’aggiunta di continue mortificazioni ma il Signore lo sentito sempre vicino, andavo avanti con la divina speranza di un domani migliore, andavamo comunque a scuola per studiare e non sono mancate le soddisfazioni.

Il signore Gesù mi ha donato tante grazie e questo mi incoraggia a chiedere sempre con fiducia. Per la mia debolezza dovuta a stanchezza fisica e mentale chiedo sempre a Gesù di darmi la forza di andare sempre avanti, non solo per i miei quattro figli ma anche per essere esempio e testimonianza nel mio piccolo.

Tutto ciò che possiamo supporre sui segreti ciò non toglie la realtà che ci saranno sette flagelli sparsi nel mondo, ed è triste e drammatico che si è dovuto arrivare a questo, ma mi abbandono alla volontà di Dio. Se come spero sarà il Santo Padre papa Leone ad annunciare i segreti allora tutto il mondo saprà la verità su Medjugorje, i media non potranno ignorare e perfino i più increduli saranno scossi. 

Un filiale abbraccio da una assidua ascoltatrice di radio Maria, Anna dalla prov. Di Avellino.


Cara Anna

pubblico volentieri il tuo scritto, umile e pieno di fede. Hai detto bene: Invece di fare della terra un piccolo Paradiso, abbiamo voltato le spalle a Dio facendone una valle di lacrime.

Adesso dovremo faticare per uscire dalla situazione nella quale ci troviamo. La Madonna però è qui con noi, per aiutarci, per proteggerci e per guidarci.

Seguiamola, come tu stai già facendo, con la fede, con la preghiera e l’osservanza dei comandamenti.

Lei ci assicura che anche questo nostro tempo così tribolato può essere un dono per noi, un’occasione unica per raddrizzare la nostra vita e metterla sulla via che porta alla gioia del Paradiso.

Ave Maria

Padre Livio

Leone XIV ai nunzi: “Siate sempre lo sguardo di Pietro”

Il Papa incontra i nunzi apostolici giunti a Roma per il Giubileo dei rappresentanti pontifici. Il loro ruolo nel mondo. Il loro compito di essere volto della Chiesa

Di Andrea Gagliarducci

Città del Vaticano , martedì, 10. giugno, 2025 11:50 (ACI Stampa).

Quella che Leone XIV pronuncia ai nunzi apostolici arrivati da ogni parte del mondo è una riflessione molto personale, che parte da un passo degli Atti degli Apostoli, guarda al ruolo della Chiesa, e chiede a tutti di avere lo sguardo di Pietro, che di fronte ad uno storpio chiede gli chiede di guardare a loro.

“Siate sempre lo sguardo di Pietro”, chiede il Papa ai rappresentanti pontifici, sottolineando la loro missione di essere volto della Chiesa, e di essere in grado di costruire ponti, rimarcando che “la diplomazia della Santa Sede costituisce nel suo stesso personale un modello – non certo perfetto, ma molto significativo – del messaggio che propone, quello cioè della fraternità umana e della pace tra i popoli”.

“Il ministero di Pietro – dice Leone XIV – è creare relazioni, ponti; e un Rappresentante del Papa è anzitutto a servizio di questo invito, di questo guardare negli occhi. Siate sempre lo sguardo di Pietro! Siate uomini capaci di costruire relazioni lì dove si fa più fatica. Ma nel fare questo conservate la stessa umiltà e lo stesso realismo di Pietro, che sa benissimo di non avere la soluzione a tutto: «Non ho né oro né argento», dice; ma sa anche di avere ciò che conta, cioè Cristo, il senso più profondo di ogni esistenza”.

Prima di tutto, il Papa fa un ringraziamento speciale e spontaneo ai nunzi. “Il vostro ruolo – dice – il vostro ministero è insostituibile. Tante cose non potrebbero darsi nella Chiesa se non fosse per il sacrificio, il lavoro e tutto quello che fate, così da permettere che una dimensione tanto importante della grande missione della Chiesa vada avanti, e precisamente in quel caso di cui parlavo, cioè della selezione di candidati per l’episcopato. Grazie di cuore per quello che fate! Adesso abbiate un po’ di pazienza.

Ad ogni nunzio, Leone XIV regala un anello con su inciso “sub umbra Petri”, a sottolineare il loro servizio e la vicinanza del Papa, e a testimoniare la loro vocazione di missionari. Il Papa inizia il discorso rendendo presente la sua profonda gratitudine per il ministero dei nunzi, notando come la stessa gratitudine la ha attribuita alla Segreteria di Stato.

 I nunzi arrivano da un grande incontro il 9 giugno, nell’Aula Nuova del Sinodo, dove tutti insieme hanno potuto scambiare opinioni con il Segretario di Stato della Santa Sede. Un modo di fare un punto della situazione diplomatica nel mondo, dove le sfide sono tante.

Dice loro Leone XIV: “Voi siete, già con le vostre persone, un’immagine della Chiesa cattolica, perché non esiste in nessun Paese del mondo un Corpo diplomatico così universale come il nostro! Però, nello stesso tempo, credo si possa dire altrettanto che nessun Paese del mondo ha un Corpo diplomatico così unito come voi siete uniti: perché la vostra, la nostra comunione non è solo funzionale, né solo ideale, ma siamo uniti in Cristo e nella Chiesa”.

Leone XIV si dice grato alla rete delle rappresentanze pontificie, sempre attiva ed operativa, e lo dice “pensando certamente alla dedizione e all’organizzazione, ma ancora di più alle motivazioni che vi guidano, allo stile pastorale che vi caratterizza, allo spirito di fede che vi anima”.

Ma quale è lo stile del rappresentante pontificio? Leone XIV ricorre ad un brano degli Atti degli Apostoli, la guarigione dello storpio che “descrive bene il ministero di Pietro”, il quale vede uno storpio chiedere l’elemosina alla porta del tempio.

Quest’immagine – commenta il Papa – “sembra l’immagine di un’umanità che ha perso la speranza ed è rassegnata”, e che si vive ancora oggi, quando la Chiesa incontra “spesso uomini e donne che non hanno più gioie, che la società ha messo ai margini, o che la vita ha costretto in un certo senso ad elemosinare l’esistenza”.

Pietro chiede allo storpio di guardare verso di loro, dice di non possedere ne oro e ne argento, lo solleva, e di colpo questo guarisce. Leone XIV si sofferma sulla richiesta di Pietro all’uomo di guardare, perché “guardarsi negli occhi significa costruire una relazione”, ed è questo il ministero di Pietro, quello di “creare relazioni e ponti”.

“Un Rappresentante del Papa – chiosa Leone XIV – è anzitutto a servizio di questo invito, di questo guardare negli occhi. Siate sempre lo sguardo di Pietro! Siate uomini capaci di costruire relazioni lì dove si fa più fatica. Ma nel fare questo conservate la stessa umiltà e lo stesso realismo di Pietro, che sa benissimo di non avere la soluzione a tutto”, ma che ha quello che conta, cioè “Cristo, il senso più profondo di ogni esistenza”.

Sottolinea il pontefice “Dare Cristo significa dare amore, dare testimonianza di quella carità che è pronta a tutto”. E allora il Papa dice di contare sui nunzi “affinché nei Paesi dove vivete tutti sappiano che la Chiesa è sempre pronta a tutto per amore, che è sempre dalla parte degli ultimi, dei poveri, e che sempre difenderà il sacrosanto diritto a credere in Dio, a credere che questa vita non è in balia dei poteri di questo mondo, ma è attraversata da un senso misterioso.

 Solo l’amore è degno di fede, di fronte al dolore degli innocenti, dei crocifissi di oggi, che molti di voi conoscono personalmente perché servite popoli vittime di guerre, di violenze, di ingiustizie, o anche di quel falso benessere che illude e delude”.

Il Papa sottolinea ai nunzi che “il vostro servizio è sub umbra Petri, come troverete inciso sull’anello che riceverete quale mio dono. Sentitevi sempre legati a Pietro, custoditi da Pietro, inviati da Pietro. Solo nell’obbedienza e nella comunione effettiva con il Papa il vostro ministero potrà essere efficace per l’edificazione della Chiesa, in comunione con i Vescovi locali”.

Leone XIV chiede ai nunzi di avere “sempre uno sguardo benedicente, perché il ministero di Pietro è benedire, cioè saper vedere sempre il bene, anche quello nascosto, quello che è in minoranza”.

Li invita a sentirsi “missionari, inviati dal Papa per essere strumenti di comunione, di unità, al servizio della dignità della persona umana, promuovendo ovunque relazioni sincere e costruttive con le autorità con le quali sarete chiamati a cooperare”.

Chiede loro che la loro competenza “sia sempre illuminata dalla ferma decisione per la santità”, alla scuola dei santi diplomatici come San Giovanni XXIII e San Paolo VI.

Papa Leone XIV: “Il modo migliore di servire la Santa Sede è cercare di essere santi”

Nella memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa si celebra oggi il Giubileo della Santa Sede, che culmina con la celebrazione della Messa presieduta da Papa Leone XIV 

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, lunedì 9 giugno, 2025, 12:12 (ACI Stampa).

Nella memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa si celebra oggi il Giubileo della Santa Sede, che culmina con la celebrazione della Messa presieduta nella Basilica Vaticana da Papa Leone XIV.

Commentando il Vangelo, Papa Leone ricorda che “la maternità di Maria attraverso il mistero della Croce ha fatto un salto impensabile: la madre di Gesù è diventata la nuova Eva, perché il Figlio l’ha associata alla sua morte redentrice, fonte di vita nuova ed eterna per ogni uomo che viene a questo mondo”.

La fecondità della Chiesa – aggiunge il Papa – è la stessa fecondità di Maria; e si realizza nell’esistenza dei suoi membri nella misura in cui essi rivivono, in piccolo, ciò che ha vissuto la Madre, cioè amano secondo l’amore di Gesù. Tutta la fecondità della Chiesa e della Santa Sede dipende dalla Croce di Cristo. Altrimenti è apparenza, se non peggio”.

Leone XIV rileva poi che la “fecondità di Maria e della Chiesa è inseparabilmente legata alla sua santità, cioè alla sua conformazione a Cristo. La Santa Sede è santa come lo è la Chiesa, nel suo nucleo originario, nella fibra di cui è intessuta. Così la Sede Apostolica custodisce la santità delle sue radici mentre ne è custodita. Ma non è meno vero che essa vive anche nella santità di ciascuno dei suoi membri. Perciò il modo migliore di servire la Santa Sede è cercare di essere santi, ciascuno di noi secondo il suo stato di vita e il compito che gli è stato affidato”.

“Maria, nel Cenacolo, grazie alla missione materna ricevuta ai piedi della croce – spiega ancora il Pontefice – è al servizio della comunità nascente: è la memoria vivente di Gesù, e in quanto tale è il polo d’attrazione che armonizza le differenze e fa sì che la preghiera dei discepoli sia con-corde. Pietro per primo è sostenuto da Maria nel suo ministero. Analogamente la Madre Chiesa sostiene il ministero dei successori di Pietro con il carisma mariano”.

“La Santa Sede – conclude Leone XIV – vive in maniera del tutto peculiare la compresenza dei due poli, quello mariano e quello petrino. Ed è quello mariano che assicura la fecondità e la santità di quello petrino, con la sua maternità, dono di Cristo e dello Spirito”.

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Messaggio della Regina della pace del 25 maggio 2025

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ha detto: «Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna». Con questa affermazione la Madonna ci invita a rivedere il nostro atteggiamento interiore nei confronti del mondo di oggi; molti, infatti, hanno rifiutato la fede e la Croce. Nel medesimo tempo, la Regina della pace ci invita a guardare alla sua presenza qui in mezzo a noi e a considerare il piano di salvezza che lei stessa ci offre, che poi è il ritorno a Cristo.

La Madonna ci dice che, per quanto il presente e il futuro siano minacciosi, lei è qui per aiutarci e che la Chiesa è indistruttibile perché in essa c’è l’Eucarestia. Il presente fa indubbiamente paura, c’è una corsa generalizzata all’autodistruzione e satana scardina continuamente i cuori con l’odio. Tutto questo crea le premesse per una catastrofe, oltretutto le premesse sono quelle di una condizione esistenziale di lontananza da Dio. Siamo manovrati dal principe dell’odio.

Tutto questo ci induce al pessimismo e alla paura. Quello che la Madonna vuole dirci è che la sua presenza in mezzo a noi, con il Cielo che viene sulla Terra, con i Messaggi, la sua guida e la sua protezione, rispondendo alla sua chiamata noi possiamo già vivere un pezzetto di Paradiso qui sulla Terra. Anche nel Messaggio del mese precedente la Madonna ha detto che possiamo vivere gioiosamente su questa Terra, anche in questo contesto di incertezza e paura generalizzate.

Per guardare al presente e al futuro con speranza dobbiamo entrare nella prospettiva che ci suggerisce la Madonna, senza farci condizionare dal male che cerca di prevalere ma considerare la Misericordia di Dio che ci ha inviato Maria per guidarci, illuminarci, per fortificare la Chiesa e scuotere le anime quando è necessario.

La Madonna ci dice che l’umanità è malata, ma ci indica la medicina per guarire, cioè l’amore di Dio, la fede, la grazia. Cristo Risorto è la medicina del genere umano! Fin da ora, in questo contesto, in questo passaggio che certamente sarà molto travagliato perché dovremo passare attraverso i Segreti, possiamo guardare al tempo che stiamo vivendo come a un tempo di grazia, nonostante ci aspettino le prove e la lotta spirituale.

Il tempo che stiamo vivendo è un tempo di grazia e, anziché essere un castigo, può essere un dono come ha detto proprio la Regina della pace. Per vivere questo tempo come un dono dobbiamo avere fede, pregare e convertirci. Se siamo rivolti a Dio, se siamo uniti a Cristo, se siamo saldi nella fede e perseveranti nella preghiera e procediamo nel cammino di conversione, in noi si crea la pace, la serenità. L’unione intima con Cristo dissipa le paure, colma il cuore di pace e di speranza.

Questo atteggiamento permette al cristiano di percorrere il tempo della vita – che certamente è un tempo di prova e di sofferenze – con gioia nel cuore e con uno sguardo di speranza sul presente e sul futuro. La Madonna ci assicura che se saremo suoi vinceremo e la prospettiva di questa vittoria è, oltre che la vita eterna, il tempo di pace su questa Terra. Siamo di fronte a un bivio, da una parte la strada della vita e dall’altra quella della morte. Tocca noi decidere, la decisione dipende da ciascuno di noi. È importante decidere fin da ora di percorrere la strada della vita che è la via della fede, della conversione, della preghiera, dell’osservanza dei Comandamenti, dell’amore per Dio sopra ogni cosa. Questa strada ci porta nella santità e verso la vita eterna.

La soluzione al problema esistenziale in cui male sovrabbonda e cerca di prevalere è la fede, la preghiera, la testimonianza, la conversione, la lotta spirituale continua per rimanere uniti a Cristo e protetti sotto al manto di Maria. Il tempo dei Segreti è un tempo di grazia perché il mondo senza Dio che satana cerca di imporre sulla Terra, crollerà perché è una falsa forza. Il mondo senza Dio è l’inferno anticipato già su questa Terra, è il regno dell’odio, della prepotenza, della superbia, della prevaricazione, dell’iniquità, della sporcizia. È una realtà che conosciamo bene, basta guardarsi intorno a volte senza andare nemmeno tanto lontani.

Nel tempo dei Segreti questo mondo crollerà, si sgretolerà davanti agli occhi degli increduli, satana sarà messo a perdere dalla Regina della pace e dai suoi apostoli. La Madonna ci dice che il mondo senza Dio può crollare fin da ora, dobbiamo convertirci, pregare e testimoniare la fede proprio per arginare il potere di satana e vivere un pezzetto di Paradiso già su questa Terra. Già ora possiamo vivere il regno di Dio nel nostro cuore, costruire il regno di Dio nelle nostre famiglie e ampliarlo intorno a noi.

Con questo presupposto interiore di unione intima con Cristo, quando entreremo nel vivo della lotta, se saremo della Madonna vinceremo. È la fede attiva che cambia la vita delle persone. Quando viviamo questa fede ci rendiamo conto che in questa prospettiva, anche in mezzo alle tribolazioni, nel nostro cuore c’è la pace e la serenità. Se decidiamo di percorrere la strada della salvezza che la Madonna stessa ci indica nessuno potrà separarci dall’amore di Cristo.

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Madonna ci indica la strada, ci dà gli strumenti per vivere già su questa Terra un pezzetto di Paradiso che è l’amore indissolubile di Dio nel nostro cuore. Se saremo uomini di speranza, di pace e di gioia, se otterremo dallo Spirito Santo la forza del coraggio e dell’abbandono, questo tempo sarà un dono per noi e un cammino nella santità verso la vita eterna. Saldamente impegnati nel cammino di santità vivremo un tempo di pace qui su questa Terra e poi godremo nella vita eterna della gioia senza fine.

La Madonna ci infonde speranza. Anche se fossimo malati, in carcere, in qualsiasi parte del mondo dove c’è la tribolazione, uniti a Gesù e Maria siamo sempre nella pace e nella gioia e siamo protetti dal male, dall’odio, dalla rabbia, dalla violenza. La grazia di Cristo vince sul male.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴I DONI DELLO SPIRITO SANTO” Catechesi di Padre Livio puntata 18

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