BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Giovedì 12 giugno 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 9.oo: MEDJUGORJE: PERCHÈ NON HO DUBBI

1. Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione

*Dopo 44 anni sono relativamente pochi,  ha detto la Gospa, quelli che credono alle apparizioni e pochissimi quelli che la capiscono.

*Credere  a Medjugorje è un grazia alla quale bisogna rispondere.

*Rispondere o non rispondere può essere decisivo per la propria vita

*Non basta rispondere, bisogna perseverare

*Ho sentito parlare di Medjugorje nel 1982: ed ho subito creduto

*“Se la Madonna appare, allora il Cattolicesimo è l’unica religione vera”


 h. 9.30: PENSIERO MARIANO

“Vittoria” (17)

Dal libro di padre Livio: “Magnificat – il poema di Maria”


h. 10: I DONI DELLO SPIRITO SANTO (20)


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Santa Giovanna d’Arco, l’Islam e la rinascita cristiana

Santa Giovanna d’Arco, l’Islam e la rinascita cristiana

11 Giugno 2025 ore 10:14

di Roberto de Mattei – CR 1902

Il 1° giugno 2025, durante la guerriglia urbana che ha insanguinato la capitale francese, in occasione della finale di Champions League, alcuni giovani islamisti hanno issato una bandiera jahdista sulla statua di santa Giovanna d’Arco, in Place des Pyramides. Santa Giovanna d’Arco è la patrona della Francia, una nazione che è costruita sulle fondamenta della civiltà cristiana. La missione della Pulzella di Orléans fu di riconquistare, prima che un territorio, quella concezione sacrale della sovranità che è alla radice della storia di Francia e di Europa. La profanazione della statua di Giovanna d’Arco è dunque un oltraggio all’identità nazionale del nostro continente e conferma la gravità della minaccia islamista.

Il ministro dell’Interno francese Bruno Retaillaus ha minimizzato la portata dei disordini, ma l’ex ministro Gérard Darmanin ha ammesso che le violenze sono state causate da bande di immigrati, e non da una rivolta calcistica. Le sommosse hanno coinvolto varie città, con violenze, saccheggi e scontri con la polizia: 192 feriti (soprattutto agenti), tre morti, 642 arresti. La strategia del governo francese di utilizzare il calcio come uno strumento politico per favorire l’inclusione e l’integrazione degli immigrati si è rivelata fallimentare perché, invece di unire, sta generando divisioni e violenze. 

Un rapporto governativo di 73 pagine, dal titolo Les Frères musulmans et islamisme politique en France, reso noto da Le Figaro il 20 maggio 2025, ha portato alla luce il progetto di “entrisme”, dei Fratelli Musulmani per infiltrare profondamente le istituzioni e la società francese, con l’obiettivo ultimo di imporre la sharia, utilizzando un linguaggio apparentemente democratico. Il rapporto individua 139 luoghi di culto dipendenti dai Fratelli Musulmani oltre ad altri 68 considerati “prossimi”, distribuiti in 55 dipartimenti. A questi si aggiungono 280 associazioni attive in settori chiave: educazione, carità, gioventù, imprenditoria e finanza.  

A preoccupare è anche la predicazione 2.0”,ovvero la diffusione dei principi islamisti attraverso social network come TikTok, Instagram e YouTube. Alcuni influencer religiosi, con centinaia di migliaia di seguaci, riescono a influenzare ampi segmenti di giovani, contribuendo alla trasformazione lenta e pervasiva del tessuto sociale e culturale francese.

Il rapporto non si limita alla Francia, ma evidenzia come diverse organizzazioni islamiche europee – tra cui la Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europae il Consiglio Europeo per la Fatwa – sono ispirate ai principi dei Fratelli Musulmani. A queste si aggiungono altri gruppi come Hizb ut-Tahrir, che mira a creare un califfato globale pur rifiutando la violenza, e i movimenti salafiti, spesso conservatori e religiosamente attivisti. Il documento segnala infine il pericolo delle reti jihadiste come Al-Qaeda e ISIS, che hanno sfruttato malcontento e marginalizzazione per reclutare giovani europei nelle loro file. Dal 2014 si contano oltre 30 attentati mortali nel continente.

Fin dagli anni Novanta il cardinale Silvio Oddi (1910-2001), che era stato nunzio in Egitto, affermava che il vero grande pericolo che vedeva per il futuro dell’Europa era l’avanzata dell’Islam. E fin dal 1993, il Centro Culturale Lepanto organizzò una grande protesta pubblica contro la costruzione della moschea di Roma, la più grande d’Europa, denunciando il ruolo politico e culturale svolto dalle moschee islamiche. Con il titolo Mosquées, les casernes de l’islamisation è stato pubblicato in questi giorni in Francia dall’associazione Avenir de la Culture un illuminante studio, sotto la direzione di Atilio Faoro. Il libro è un’accurata inchiesta dedicata alle “caserme” dell’Islam, di cui mette in luce il ruolo sovversivo. Le conclusioni sono inconfutabili. Le moschee, stimate in circa 2.600 in Francia, non sono semplicemente luoghi destinati alla preghiera, ma possono essere considerate centri militanti in cui si vive e si diffonde la cultura e lo stile di vita islamico. 

I Fratelli Musulmani sono una delle tre correnti fondamentaliste che controllano oggi centinaia di moschee francesi. Una galassia fortemente concorrente è quella del salafismo sunnita, un movimento poco strutturato ma che ha una grande influenza tra i giovani musulmani e, come i Fratelli Musulmani, non nasconde il suo odio per l’Occidente. Diverse moschee collegate a questa scuola di pensiero hanno fatto da trampolino verso il jihadismo. Infine, c’è l’Islam turco, sostenuto dal presidente Erdogan, anch’esso in piena espansione sul territorio francese. Sotto la sua egida sono state costruite numerose moschee, come quella di Strasburgo che, una volta terminata, dovrebbe essere la più grande d’Europa. 

Sotto questo aspetto, il vessillo dell’Islam che il 1° giugno è stato innalzato sulla statua di Giovanna d’Arco appare come in gesto chiaramente simbolico, non privo di collegamento con l’approvazione, il 28 maggio, del suicidio assistito da parte dell’Assemblea Nazionale: un provvedimento che, se venisse adottato in via definitiva, segnerebbe una nuova tappa nel processo di auto-dissoluzione dell’identità cristiana della Francia. Approvando la proposta di legge Falorni sul “diritto all’aiuto a morire”, l’Assemblea nazionale ha infatti proclamato ancora una volta il diritto all’omicidio legale, come già aveva fatto il presidente Emmanuel Macron, lo scorso 19 gennaio, chiedendo l’inclusione dell’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Europa.

La forza espansiva dell’Islam sta nella debolezza della società secolarizzata che ha di fronte. Gli immigrati della terza e quarta generazione di origine musulmana hanno perso l’identità originaria dei padri e dei nonni e, di fronte allo sfacelo della società occidentale, divengono adepti di un anarchismo distruttore. Per loro, l’alternativa al nichilismo è l’adesione, non necessariamente religiosa, all’islamismo radicale, una religione politica che colma il loro vuoto morale. Alla caricatura ideologica dell’islamismo la Chiesa cattolica dovrebbe rispondere proponendo una visione del mondo integrale, fondata sul Vangelo, nel quale si trova la soluzione di tutti i problemi del mondo contemporaneo. E’ infatti la mancanza di fede, ha detto il 9 maggio Leone XIV nella sua prima omelia, «che porta spesso con se’ drammi quali la perdita del senso della vita».

Le parole conclusive dell’opera di Atilio Faoro sono però incoraggianti: «Il 15 aprile 2019, il mondo intero fu testimone, inorridito, delle fiamme che devastavano la più celebre delle nostre cattedrali. Questa terribile prova ci ricorda che, come per Notre-Dame, la vita dei popoli e delle nazioni cristiane passa attraverso la croce. Questo dramma ci invita anche a non perdere mai la fede. Di fronte alla devastazione lasciata dall’incendio, molti dubitavano che l’edificio potesse un giorno ritrovare il suo splendore. L’8 dicembre 2024, Notre-Dame ha tuttavia riaperto le sue porte alla presenza dei capi di Stato di tutto il mondo e di una folla immensa, più bella che mai. Questo restauro è una lezione per tutti noi. Quante volte crediamo che tutto sia perduto, che le rovine siano definitive? »

La spettacolare manifestazione che quest’anno, a Pentecoste ha visto 19.000 pellegrini, percorrere a piedi circa 100 km, da Parigi fino alla cattedrale di Chartres è una delle tante luci di speranza che si accendono, come la restaurazione di Notre-Dame e l’aumento in Francia di conversioni dall’Islam. Molti secoli fa, il Signore manifestò il suo amore particolare per la Francia inviandole una piccola pastorella di Lorena che prese le armi e la salvò.  «Gli uomini combatteranno e Dio darà loro la vittoria», diceva Giovanna d’Arco, con parole che costituiscono un programma. All’inizio del XXI secolo, l’esempio della santa guerriera costituisce un modello non solo per i francesi, ma per tutti coloro che, con il pensiero, la preghiera e l’azione, difendono la Civiltà cristiana dai suoi nemici. 

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 364 – LA VITA CONSACRATA

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MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

Cari amici, cogliendo l’occasione del 44.mo anniversario delle apparizioni, desidero raccontarvi perché non ho mai avuto nessun dubbio sulla presenza della Gospa.

Vorrei soprattutto prepararmi con voi ad essere apostoli attivi al servizio della Madonna per la realizzazione del suo piano di salvezza.

Dobbiamo preparaci senza indugi al tempo delle prove, in modo tale da essere pronti alla testimonianza.

Non so quando finirò, ma vi invito a seguirmi, senza stancarvi, su blogdipadrelivio.it – Non sarà un perdita di tempo.

Ogni giorno vi preparerò un piccolo schema scritto sull’argomento, in modo tale da essere semplici e chiari per tutti.

Avvisate i vostri amici riguardo a questa iniziativa e diffondete la notizia.

Qui sotto il titolo generale e quello della prima trasmissione

Inizio  Giovedì 12 Giugno 2025

h. 9.oo: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

 1. Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione

*Dopo 44 anni sono relativamente pochi,  ha detto la Gospa, quelli che credono alle apparizioni e pochissimi quelli che la capiscono.

*Credere  a Medjugorje è un grazia alla quale bisogna rispondere.

*Rispondere o non rispondere può essere decisivo per la propria vita

*Non basta rispondere, bisogna perseverare

*Ho sentito parlare di Medjugorje nel 1982: ed ho subito creduto

*Se la Madonna appare, allora il Cattolicesimo è l’unica religione vera

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🔴LIVE🔴I DONI DELLO SPIRITO SANTO” Catechesi di Padre Livio puntata 19

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla vita umana come “cammino di santità verso l’eternità” (Messaggio 25 maggio 2025)

Il Messaggio del 25 maggio 2025 è molto ricco e denso di significato. Quasi ogni parola è meritevole di una meditazione. La Madonna ci ha dato due indicazioni bellissime; la prima è che anche questo tempo, così difficile soprattutto per la fede, può essere un dono, dipende da come ciascuno di noi lo affronta e lo valorizza. Soprattutto la Regina della pace ci ha dato una sintesi di quello che è il senso della vita, la cui ricerca è il rompicapo dell’umanità da sempre tant’è che tutte le culture e tutte le religioni ne hanno cercato la chiave, il senso del mistero della vita. L’umanità ha sempre cercato di rispondere alle domande fondamentali (chi sono, dove vado, da dove vengo, perché il dolore, perché il male, perchè la morte); il tempo della vita dalla nascita alla morte è sempre stato oggetto di riflessione proprio per capirne il mistero, visto che si tratta di qualcosa di unico, sorprendente, al di là della nostra portata di comprensione razionale. La nascita e la morte sono due misteri, due interrogativi che fanno scaturire tante domande come, ad esempio, il motivo per cui esistiamo, chi ci ha messo al mondo e le risposte che cerchiamo vanno ben al di là della volontà dei nostri genitori.

La ricerca umana è certamente riuscita a raggiungere frammenti di verità disseminati nelle varie culture e religioni; in realtà, con la sola ragione non si è mai riusciti a dare una risposta soddisfacente agli interrogativi più profondi dell’uomo che tutti si pongono, anche i ragazzi di oggi che purtroppo senza riferimenti soprannaturali, non riescono a darsi risposte e finiscono per vivere in balìa di se stessi e della società.

La risposta agli interrogativi che riguardano il senso della vita la ritroviamo con pienezza nella fede cristiana. È una risposta semplice ma molto profonda, è una risposta rivelata che Dio stesso ci ha dato perché da soli, con la mente oscurata dal peccato originale, non saremmo arrivati a trovare pienamente le risposte. Difatti, con la sola razionalità, siamo riusciti a raggiungere solamente qualche frammento di luce. La Madonna, attraverso i suoi Messaggi ci evangelizza e ci forma, risponde alle nostre domande, fa di noi delle persone sapienti. Anche in questo Messaggio è riuscita a condensare in poche parole la risposta alla domanda sul senso della vita: “un cammino nella santità verso la vita eterna”. Questa risposta viene dal Cielo e tutti i credenti in Cristo di tutti i tempi hanno cercato di impostare la loro vita in questo senso, cioè come cammino verso l’eternità.

Per i cristiani la vita è un cammino nella santità che conduce alla vita eterna con Cristo. Al di fuori di questo non ci sono altri sensi della vita. Tutte le altre risposte sono approssimative, sono intramondane, effimere. Man mano che ci avviciniamo alla morte, tutti gli obiettivi della vita che riguardano il benessere materiale, la posizione sociale e tutto ciò che è intramondano, si sgretolano, si dissolvono e ci si rende conto di essere arrivati al termine della vita senza aver realmente raggiunto una meta. Il vero senso della vita è racchiuso in qualcosa che va al di là del tempo che passa, se non si vive in quest’ottica si è vissuto invano.

Il vero senso della vita è il soprannaturale, è l’Aldilà. Le varie culture umane sono riuscite a sfondare il tetto della mera esistenza materiale e hanno passato il confine della morte posando lo sguardo sulla vita che c’è dopo. Solamente il Cristianesimo, però, ha risolto gli enigmi di fondo. I ragazzi di oggi hanno bisogno del Catechismo per trovare queste risposte, altrimenti si troveranno con delle domande irrisolte e saranno costretti a rimuoverle se non incontrano la Verità cristiana e la loro vita sarà penosamente vuota.

Il Catechismo è indubbiamente una fonte di sapienza vera, profonda, soddisfacente. Le risposte ai quesiti fondamentali dell’uomo sono proprio nel Catechismo che ci dice qual è il fine della vita con parole molto chiare e semplici. Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ribadisce con parole altrettanto semplici e profonde, quello che insegna il Catechismo: la vita è un cammino nella santità verso l’eternità.

Il Catechismo dice che Dio ci ha creato. Non veniamo dal nulla e la materia – che comunque viene da Dio, è sotto il suo governo – è finalizzata dalla Provvidenza divina e, infatti, Dio l’ha utilizzata per plasmare l’uomo e la donna ai quali infonde l’anima spirituale immortale. L’anima spirituale spirituale immortale è stata creata da Dio dal nulla e non ha nulla di materiale, è di origine divina. L’anima spirituale immortale, il Ruah, è il soffio divino che Dio stesso immette nella materia, ha origini divine, è il soffio dello Spirito, è come una scintilla della divinità che fa sì che l’uomo sia immagine di Dio. L’anima spirituale immortale rende l’uomo soprattutto capace di Dio, di guardare a Lui, di ascoltarlo, di parlarci e purtroppo anche di voltargli le spalle.

Il Catechismo insegna che l’uomo è stato creato da Dio e risponde anche al quesito sul fine della creazione. Da questa risposta possiamo arrivare anche a comprendere qual è il senso della vita e come impostarla. Il Catechismo, sintetizzando la Rivelazione divina, dice che siamo stati creati da Dio per conoscerlo, amarlo e servirlo. Conoscere Dio è indubbiamente la forma di conoscenza più bella, più interessante, più appagante, più piacevole. Nessuno è come Dio, nessuno a Lui si può paragonare, è Lui la vera luce!

La vita serve per conoscere Dio. Ciascuno guardi a se stesso e si chieda quanto tempo della propria vita ha dedicato per cercare e conoscere Dio. Allo stesso tempo chiediamoci quanto tempo abbiamo dedicato a cercare le risposte su quelle cose che sono come scritte sull’acqua, effimere, caduche, vuote. Purtroppo, perdiamo tempo a raccogliere sabbia e non raccogliamo le pagliuzze d’oro della sapienza divina. Il compito primario della vita è conoscere Dio.

Il secondo compito della vita è amare Dio. Avendo conosciuto Dio, capiamo che è sommamente amabile, che ci ama immensamente. Dio è l’unico amore che non tradisce, che salva, non si esaurisce, abbraccia completamente, purifica nel profondo, fortifica, rende gioiosi, riempie di luce. Perché non abbeverarsi alla fonte di questo amore? La gente è smarrita e non cerca più in Dio le risposte; anziché dissetarsi alla fonte dell’acqua viva, sceglie di abbeverarsi nelle pozzanghere putride e stagnanti. Gesù stesso alla Samaritana dice: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». L’amore di Dio vale più di tutto! L’amore di Dio è gratuito, basta aprire il cuore e pregare per riceverlo in abbondanza. L’amore di Dio riempie i cuori della vera gioia, della vera pace, della vera forza, delle vera motivazione e della vera bellezza.

Quante persone, nonostante le tenebre che avvolgono il mondo, sono rimaste salde in Dio e sono per tutti come delle lampade luminose che irradiano calore, amore e luce. Siamo al mondo per conoscere Dio e per amarlo.

Il terzo compito della vita è metterci al servizio di Dio attraverso la nostra vocazione personale, facendo fruttare i talenti che Dio ci ha dato, anche la nostra professione può diventare un servizio al Regno di Dio. Ogni giorno possiamo mettere al servizio di Dio anche le cose più semplici e più umili, la testimonianza dell’amore, del perdono, della pace, della generosità, della compassione. Così possiamo passare la vita a costruire il Regno di Dio che a sua volta cresce in noi. In questo modo al termine della vita entreremo direttamente in Paradiso e godremo della vita eterna con Cristo.

Per ottenere la gioia eterna del Paradiso dobbiamo comprendere che Dio ci ha creato con immenso amore e spendere il tempo della vita per conoscerlo, amarlo e servirlo. È questo il vero senso della vita!

🔴LIVE🔴 PADRE LIVIO: La vita umana come “cammino di santità verso l’eternità” (Messaggio del 25 Maggio 2025)

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San Barnaba

autore: Anonimo lombardo anno: XVIII sec titolo: San Barnaba, evangelizzatore di Milano luogo: Museo Diocesano “Carlo Maria Martini”, Milano

Nome: San Barnaba

Titolo: Apostolo

Nascita: I secolo d. C., Cipro

Morte: 11 giugno 61, Salamina, Cipro

Ricorrenza: 11 giugno

S. Barnaba nacque da Giudei della tribù di Levi, rifugiatisi a Cipro allorché Pompeo il Grande invase la Palestina. A 12 anni fu mandato a Gerusalemme ove frequentò la scuola di Gamaliele e strinse cordiale amicizia con due condiscepoli: Stefano e Saulo. Erano tutti e tre della stessa età e dovevano un giorno tutti e tre versare il loro sangue per Gesù Cristo e per la sua Chiesa nascente.

Il Salvatore intanto incominciava a riempire la Giudea dei suoi prodigi, ed una folla grandissima lo seguiva entusiasta. In una delle tante volte che Gesù si recò a Gerusalemme, andò alla piscina probatica, e qui trovò un uomo da trentotto anni ammalato, e gli domandò: « Vuoi essere guarito? ». Quello rispose: « Signore, non ho nessuno che mi metta nell’acqua quando essa è agitata ». Allora il Signore, mosso a compassione, gli comandò: « Alzati, prendi il tuo letto e cammina ». E quegli si alzò e fu sano sull’istante. Barnaba presente a questo prodigio, credette in Gesù e ne divenne fedele discepolo. Egli non entrò a far parte del gruppo dei Dodici scelti da Gesù Cristo ma venne comunque considerato uno di loro.

Dopo la Pentecoste, quando gli Apostoli iniziarono la loro predicazione fra i pagani, Barnaba fu mandato ad Antiochia. Avendo ottenuto in questa città un numero considerevole di conversioni, e volendo ampliare il campo del suo apostolato, Barnaba pensò a Saulo, che dopo la sua conversione si era ritirato a Tarso. Vi andò, e trovatolo lo condusse ad Antiochia.

Dopo avere dimorato più di un anno in questa città, avvenne che lo Spirito Santo fece segregare i due apostoli Barnaba e Saulo per la missione alla quale li aveva assunti. Ricevettero allora la pienezza del sacerdozio, l’episcopato, dopodiché abbandonarono Antiochia e conducendo seco Giovanni Marco si recarono a Cipro, poi a Salamina e a Pafo ove il proconsole Sergio Paolo si convertì. Qui Saulo mutò il suo nome in Paolo.

Partiti poi da Pafo andarono a Perge in Panfilia mentre Giovanni Marco ritornava a Gerusalemme. Cacciati di là, raggiunsero Iconio; qui il Signore diede loro una grande consolazione: la conversione della vergine Tecla. In seguito si recarono a Listri ed in molte altre città nelle quali operarono numerose conversioni. 

Dopo il Concilio di Gerusalemme, essendosi Giovanni Marco riunito a Barnaba, Paolo si separò da essi, e preso Sila con sé, partì per l’Asia Minore, mentre Barnaba e Giovanni Marco fecero vela per Cipro. La tradizione ci dice che Barnaba percorse anche l’Egitto e l’Italia.

Ritornato a Cipro si stabilì a Salamina e convertì moltissimi isolani. Ma i Giudei, adirati per il bene che faceva, s’impadronirono dell’Apostolo, e dopo averlo fatto molto soffrire Io lapidarono (11 giugno del 60 ca.). Giovanni Marco ne seppellì le preziose reliquie in una caverna.

titolo Martirio di San Barnaba
autore Bartolomeo Gennari anno sec. XVII

Nel 485 il santo Martire apparve ad Antemio vescovo di Salamina rivelandogli il luogo della sua sepoltura. Sul suo petto fu trovato un esemplare del Vangelo di S. Matteo, scritto in ebraico di sua propria mano.

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