di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 19 Luglio 2025
Il patriarca cattolico e quello greco-ortodosso ieri mattina hanno atteso con il segretario della nunziatura a Gerusalemme quattro ore per raggiungere la basilica della Sacra Famiglia, l’unica chiesa cattolica di Gaza
Prima la lunga attesa di fronte ai posti di blocco militari israeliani. Il patriarca cattolico, cardinale Pierbattista Pizzaballa, e quello greco-ortodosso, Teofilo III, ieri mattina presto sono rimasti seduti su seggiole di plastica assieme al segretario della nunziatura a Gerusalemme aspettando il permesso di passaggio dai soldati. Quasi quattro ore («tempi tecnici», dicono gli israeliani) per raggiungere la basilica della Sacra Famiglia, l’unica chiesa cattolica di Gaza.
Una visita difficile e pericolosa, dopo che due giorni fa il tetto della chiesa è stato colpito dal proiettile di un tank cha ha causato 3 morti e 10 feriti.
Uno di questi è stato evacuato subito verso l’ospedale israeliano di Ashqelon, gli altri sono ancora a Gaza.È la terza visita di Pizzaballa dall’inizio della guerra 21 mesi fa e ieri pomeriggio, come già in passato, lui ha deciso di restare a dormire «con la nostra comunità sofferente», spiega.
Dovrebbetornare a Gerusalemme entro domenica, ma per ora non si sa con precisione: i movimenti nella zona vanno rigorosamente coordinati con i militari, i soldati sparano a vista su tutto ciò che si muove senza il loro permesso. Soltanto nelle ultime 24 ore almeno una quarantina di palestinesi a Gaza è stata uccisa nei nuovi bombardamenti. Durante l’attesa arriva una telefonata di Papa Leone XIV da Castel Gandolfo, che il patriarca latino ha apprezzato come un incoraggiamento.
«Il Papa ha chiamato per esprimere la sua vicinanza, il suo affetto, la sua preghiera, il suo supporto. E anche la sua intenzione di fare tutto il possibile perché si arrivi non solo al cessate il fuoco, ma anche alla fine di questa tragedia», ha ripetuto più volte. I filmati girati dai giornalisti di Gaza (circa 200 di loro sono stati uccisi dalle bombe israeliane) riprendono la delegazione cristiana che viaggia tra le macerie, si vedono di sfuggita le rovine della città che viene mano a mano rasa a suolo sin dalla fine dell’ottobre 2023, dopo l’attacco di Hamas contro Israele il 7 dello stesso mese.
Dietro la loro auto ecco i camioncini che trasportano 500 tonnellate di aiuti. «Non sono solo per i cristiani, servono a tutti», spiegano i due patriarchi e ripetono dalla Delegazione Apostolica di Gerusalemme. Ci sono kit di pronto soccorso medico, attrezzature per gli ospedali, bottiglie d’acqua minerale. In ogni caso è soltanto una goccia nel mare della devastazione.
«Israele ci assicura che darà altri permessi», spiegano. Anche se colpita sul tetto, la Sacra Famiglia resta un’oasi di rifugio nella Gaza distrutta e terrorizzata. Quando padre Gabriel Romanelli, il parroco, li abbraccia sorridente si odono in lontananza spari e rombi. La guerra continua tutto attorno. Romanelli è ferito leggermente al polpaccio sinistro. Le foto e i video li riprendono mentre incontrano alcuni bambini, un piccolo gruppo di anziani, ci sono donne che li ringraziano. Poi si raggruppa altra gente. Ci sono quasi 600 sfollati nel comprensorio della chiesa, la messa inizia con pochi fedeli, ma poco a poco ne arrivano molti altri.
Non è un caso che con loro ci sia anche il segretario della nunziatura apostolica: era avvenuto anche durante la visita alla cittadina cristiana di Taybeh, in Cisgiordania, una settimana fa, dopo che i coloni estremisti ebrei avevano compiuto violenze e razzie intimidatorie contro la popolazione.
I capi delle Chiese cristiane in Terra Santa hanno deciso di fare sentire la loro voce. Lo si evince dal comunicato che hanno diffuso ieri dalle segreterie a Gerusalemme. «Denunciamo fermamente questo crimine. I luoghi di culto sono spazi sacri, che dovrebbero essere protetti. Sono inoltre protetti dal diritto internazionale. Prendere di mira una chiesa che ospita circa 600rifugiati, tra cui bambini con bisogni speciali, è una violazione di queste leggi. Ed è anche un affronto alla dignità umana, un calpestamento della sacralità della vita umana e la profanazione di un luogo sacro», affermano con toni duri.
Negli ambienti diplomatici locali si spiega che Netanyahu è stato messo sotto pressione sia dagli europei, ma soprattutto da Donald Trump, che con una telefonata decisa lo ha spinto a porgere pubblicamente le scuse e facilitare l’esistenza delle comunità cristiane. La scelta di Pizzaballa, in coordinamento con le altre Chiese e con la segreteria della Santa Sede, è adesso quella di cogliere la palla al balzo per lavorare per la fine della guerra non solo in nome dei cristiani, ma anche dei musulmani e di tutta la comunità araba nella regione.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa è arrivato alla chiesa ortodossa di San Porfirio a Gaza, insieme al patriarca greco-ortodosso. Qui l’arrivo della delegazione alla chiesa ortodossa di San Porfirio (Gaza). Video toccante DA RADIO MARIA IN TERRA SANTA
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Già col primo Segreto Satana incomincerà a perdere terreno
Buongiorno Padre Livio, la seguo dagli inizi degli anni 90 e la ringrazio per quello che ha fatto e che fa tuttora, insieme alla mia famiglia è l’unica consolazione e speranza quotidiana.
Le chiedo se è peccato sperare che l’inizio dei segreti avvenga il prima possibile, penso che diminuirà la mia angoscia e almeno avrò da discutere con chi ci scherzerà sopra..
Forse sono un po’ frastornato ma se mi guardo intorno, guerra e morti che stanno aumentando adesso anche in Siria, corruzione dilagante, faccio il falegname e mi accorgo delle difficoltà economiche delle persone soprattutto dopo il covid che sono aumentate, mancanza e rifiuto di Dio nella società che in nome di non so che è meglio togliere il crocifisso dalle pareti dei luoghi pubblici o non dire buon Natale..
Mi viene tristezza nel ricordare un servizio della Rai del 1962 quanto parlava del traforo del Monte Bianco che all’inizio del cantiere fu realizzata un edicola con la statua della madonna (copia di quella di Piazza di Spagna – la ditta era di Roma..) dove a inizio e fine turno gli operai si fermavano a pregare o la tristezza della processione per far piovere che veniva fatta ogni anno di questo periodo in una chiesetta di Santa Maria vicino al fiume Arno.
Un caloroso abbraccio.
Leo di Arezzo
Caro Leo,
la Madonna ha rivelato i Segreti molto presto (Mirjana ha ricevuto il Rotolo con i dieci Segreti già nel Natale del 1982) proprio perché questa straordinaria prospettiva di liberazione ci sostenesse nel lungo cammino che stiamo compiendo.
La Bibbia è piena di invocazioni al Signore perché manifesti la sua potenza e la sua gloria per salvare il suo popolo nel momento dell’afflizione.
Non c’’è nulla di male, anzi è un bene che facciamo nostre queste invocazioni che salgono dal profondo del cuore, allargandolo anche a tutti quelli che sono “nelle tenebre e nell’ombra della morte”, perché si convertano e vivano.
In tutti questi anni la Madonna ci ha svelato l’orribile piano di Satana di distruggere il mondo e la Chiesa, per impadronirsi del maggior numero possibile di anime.
Lei è qui per sventarlo e lo farà, ma col nostro aiuto, credendo, pregando e testimoniando. Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare molto, persino salvare molte anime in unione con Gesù e Maria.
Non abbiamo bisogno di armi, ma di fede, di amore, di coraggio e di compassione. Ora dobbiamo perseverare perché, già col primo Segreto ha detto Mirjana, Satana incomincerà a perdere terreno.
Il premier israeliano ha telefonato questa mattina al Pontefice, all’indomani dell’attacco militare contro la chiesa della Sacra Famiglia di Gaza. Il Papa ha ribadito la preoccupazione per la “drammatica situazione umanitaria” nella Striscia e ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e tutte le persone in Palestina ed Israele
Vatican News
Il Papa ha ricevuto nella mattinata, nella residenza di Castel Gandolfo, una telefonata da parte del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, “in seguito all’attacco militare dell’esercito israeliano avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, causando la morte di tre persone e ferendone altre, tra cui alcuni gravemente”. Lo riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.
Durante il colloquio, Leone XIV “ha rinnovato il suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra”. Il Pontefice ha inoltre espresso ancora “preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate”
Infine, conclude il comunicato, il Papa “ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele”.
Cresce la violenza a Gaza e i Cisgiordania: l’intelligenza artificiale che guida missili e droni contempla le vittime civili
(di Lorenzo Cremonesi) – Corriere della Sera – 18 Luglio 2025
GERUSALEMME – Tra i palestinesi di Cisgiordania e Gaza dicono che bisogna essere cristiani o avere la doppia cittadinanza americana per godere di un poco di attenzione nel mondo. Come adesso, che, dopo l’attacco israeliano all’unica chiesa cattolica della Striscia ieri, la comunità internazionale alza la voce e in questo momento il cardinale Pizzaballa assieme al patriarca greco ortodosso Tefilo stanno portando 500 tonnellate di aiuti alla popolazione.
Oppure come a inizio settimana, quando l’uccisione vicino a Ramallah da parte dei coloni ebrei di un ventenne nato sulle colline della Cisgiordania e residente negli Usa (era tornato per una breve vacanza) ha scatenato l’inusuale condanna dell’ambasciata americana.
Ma la realtà quotidiana della repressione israeliana è sotto gli occhi di tutti coloro che appena vogliono vedere. A Gaza decine di persone hanno già perso la vita nelle ultime ore da dopo l’uccisione dei tre cristiani ieri. I bombardamenti continuano indiscriminati con l’evidente obbiettivo di convincere la gente a emigrare (dove non si sa dato che i confini sono chiusi e nessuno Stato è disposto ad accogliere i gazawi). Gli stessi siti israeliani confermano che l’intelligenza artificiale che dirige missili e droni contempla di accettare la morte di 25 civili innocenti per ogni militante di Hamas eliminato e sino a 100 in caso si tratti di un pezzo grosso dell’organizzazione islamica.
Un recente studio cui partecipa l’Istituto di Geografia dell’Università Ebraica di Gerusalemme rileva che ben oltre il 70 per cento degli edifici della Striscia è stato raso al suolo. Si parla di più di 160.000 edifici che sono stati distrutti con l’evidente programma di evitare il ritorno di un insediamento urbano. I contractor privati assunti dall’esercito con le loro ruspe ricevono sino a 1.500 dollari per edificio demolito. Lo stesso Netanyahu ribadiva in maggio che «stiamo distruggendo tutto, sempre più case, così non potranno mai più tornare».
E le cose stanno diventando sempre più gravi anche in Cisgiordania. «In West Bank è in atto la pulizia etnica», nota un commento scritto da Hanin Majadii su Ha’aretz. «Grandi centri urbani come Jenin, Tulkarem, la regione di Hebron stanno subendo un sistematico processo di rimozione della popolazione e distruzione», osserva. Le azioni violente dei coloni sono in crescita. Circa mille civili palestinesi sono stati uccisi da soldati e coloni dal 7 ottobre 2023. E nulla sembra fermarli, neppure la condanna internazionale per l’attacco alla chiesa di Gaza
Pensiero spirituale su “I Novissimi: le realtà ultime della vita”
Cari amici, i Novissimi sono le ultime realtà della vita, ovvero il traguardo finale nel cammino della vita che percorriamo incominciando con il momento della nascita. I Novissimi sono le cose nuove che ci sono dopo che il tempo ha finito di scorrere per noi e la clessidra si è svuotata.
Che cosa c’è dopo la morte è una domanda che tutti gli uomini di ogni tempo si sono posti. Le risposte sono state tantissime e molte non sono state date perché ci si ferma alle cose tangibili, cioè un corpo che diventa polvere. Per questo motivo l’uomo ha pensato che il momento in cui il corpo cessa le sue funzioni vitali fosse l’atto terminale e conclusivo della vita. Dopo di esso diventa un pugno di polvere, il nulla.
Questa è la risposta che sta dando il mondo di oggi, il quale ha rimosso la Salvezza Cristiana dalla sua prospettiva e si è illuso di creare una propria immortalità. Infatti, quando una persona muore, lo fa senza preghiera, senza la luce della fede che illumina e quindi – come il Curato di campagna del romanza di Bernanos, si sente dire dal suo sacrestano che assisteva alla Messa – con la morte finisce tutto. Questa mentalità vi era nel momento della diffusione del Cristianesimo, un evento straordinario come la vittoria sulla morte. Ciò che caratterizza la morte di Cristo è proprio la sua Resurrezione, quindi il sepolcro vuoto e senza un cadavere o uno scheletro. Egli é Risorto glorioso in una dimensione totalmente diversa ma reale, tanto che gli Apostoli hanno potuto mettere il dito nel suo costato.
La speranza cristiana è il grande evento nella storia dell’umanità che si è realizzato in Cristo risorto, al quale tutti possiamo unirci mediante la fede. Le varie religioni al riguardo sono a volte pervenute ad affermare l’immortalità dell’anima, ma spesso in un contesto ambiguo, come quello della reincarnazione.
Ad esempio il popolo minoritario della Siria, i Drusi, credono fermamente nella reincarnazione. Tale credenza si diffuse nell’Europa nell’antichità come forma spuria dell’immortalità dell’anima. Infatti, la reincarnazione – come la vive l’induismo – può essere anche una forma infernale di prigionia. Sono varie le forme attraverso le quali gli uomini hanno cercato di rispondere alla domanda: qual è l’esito della vita umana? Cosa c’è dopo l’ultimo respiro?
Questo interrogativo ce lo poniamo anche noi man mano che il tempo passa. Quando si è piccoli si pensa di essere eterni e la vita è solo un panorama infinito da percorrere. Più cresciamo più ci rendiamo conto che la falce inesorabile della morte può toccare tutti indiscriminatamente. In qualsiasi momento la vita può esserci tolta e non solo nella veneranda età.
Quello della sopravvivenza dell’anima è un traguardo a cui l’umanità è arrivata a tastoni in modo imperfetto, come le civiltà dei greci, dei romani, degli indù stessi. Ma l’evento eclatante e straordinario cristiano della Resurrezione dei morti, riguarda la Resurrezione dell’uomo intero. La morte fa entrare l’anima in una vita nuova che al termine del mondo verrà riunita al suo corpo glorioso. Colui che ha potuto vivere totalmente questo momento è Gesù Cristo Risorto. Lui è la risposta al nostro interrogativo.
Dopo la morte vi è una prospettiva di vita eterna, di immortalità felice, in un corpo nella Gloria, partecipe dell’Immortalità divina che ha investito la Santa umanità di Cristo.
Questo è il grande evento divino, non è una risposta della ricerca umana che ha sorpreso, prima di tutto, gli Apostoli. Sappiamo che gli Apostoli hanno fatto fatica a credere anche dopo averLo visto. Dubitavano e si chiedevano come fosse possibile, finché la realtà della Resurrezione di Cristo si è imposta come il cuore stesso della fede cristiana. È una prospettiva non facile da assimilare, per accoglierla bisogna uscire dalla caverna di platonica memoria, uscire da una visione intramondana della vita. È difficile credere che oltre alla vita nel tempo che passa inesorabile ci sia altro, specialmente per l’uomo moderno che è rinchiuso in un orizzonte intramondano di finitezza materiale.
La Resurrezione dei morti si è imposta nel mondo attraverso la predicazione degli Apostoli in un modo straordinario nei primi tempi. Basti pensare ai popoli germanici che erano i più sensibili a questo richiamo della Resurrezione. Le tante testimonianze della predicazione degli apostoli hanno rivelato la verità che la vita non finisce con la morte, ma con la Gloria dell’anima immortale , che sarà partecipe della vita eterna e della Resurrezione della carne alla fine dei tempi.
Questa Rivelazione divina che riguarda Cristo è il cuore stesso del Cristianesimo che ha avuto un polo di attrazione straordinario nella predicazione e che deve essere anche oggi il cuore stesso della fede che viene predicata e annunciata. Lo vediamo nelle Lettere di San Paolo negli Atti degli Apostoli. Loro hanno iniziato predicando Cristo Risorto mentre Pilato e i suoi seguaci cercavano le tracce del corpo.
C’è sempre stata una certa resistenza, difatti in Italia (nel 1952 un tempo in cui la secolarizzazione non si era ancora fermata) uno dei primi sondaggi che si fecero dopo la Guerra sulla fede, fece risultare che il 50% delle persone che uscivano dalla Messa avevano dei dubbi sull’immortalità dell’anima e sulla Resurrezione dei corpi. Ma questo è il cuore del Cristianesimo che viene prima di qualsiasi altra affermazione che riguardi la moralità, i comandamenti e tutto quello che è il bagaglio cristiano. Il cuore del Cristianesimo è quello dell’Annuncio, ovvero Cristo Risorto che ha vinto la morte ed è lo sbocco divino della vita e della Gloria.
Questo è ciò di cui dobbiamo riappropriarci nella formulazione della nostra fede, che è una grazia incommensurabile e inestimabile con la quale entriamo in contatto con Cristo risorto. Mediante la fede, Gesù entra in noi e noi entriamo in Lui, diventando una cosa sola. Con la Resurrezione, incomincia il momento in cui una persona crede e viene unita a Lui. Questa partecipazione avviene mediante il Battesimo ed è l’incipit del Cristianesimo, che comporta tutta la vita cristiana sulle orme di Cristo secondo la grazia dello Spirito Santo.
Questa prospettiva si è molto annebbiata anche nei cristiani che sono rimasti fedeli. Dobbiamo partire dall’interrogativo esistenziale che è la propedeutica alla fede: qual è il traguardo nel cammino della propria vita? La vita è un viaggio nel tempo, dove il futuro diventa presente che diventa passato, l’uomo deve sapere il futuro verso il quale è diretto, come un pellegrinaggio. Dobbiamo riappropriarci di questa sapienza della Chiesa, nel nostro cammino cristiano dobbiamo tenere sempre ben presente qual è la meta di questo pellegrinaggio. Incominciamo la vita credendo in Cristo, camminiamo con Lui e andiamo verso il compimento della vita che è l’abbraccio con il Risorto.
Siamo richiamati alla luce con la potenza di Dio mediante la grazia del Battesimo, il cammino della nostra vita è in Gesù, nella Sua grazia, nella Sua forza e nella Sua luce. Avanziamo verso la meta con la Grazia dello Spirito Santo che ci dà la forza di camminare nel faticoso viaggio della vita: per arrivare dove? Questo è un interrogativo che dovremmo porci tutti ed è fondamentale dare la risposta della fede. Nel cammino della vita dobbiamo tenere gli occhi fissi verso l’eternità, dove Cristo ci aspetta perché il Paradiso è Dio che irradia la Sua luce su tutti quelli che l’hanno accolto, seguito e che sono diventati membra del suo Corpo glorioso.
Non possiamo vivere vagando qua e là, imbevuti dalla mentalità del tempo attuale dove il Cristianesimo è stato rimosso. Non dobbiamo cadere nella trappola dell’inganno satanico dove dopo la morte finisce tutto. Arrivare alla fine della vita con questa mentalità significa morire senza pentimento e senza riferimento a Dio. Così facendo si accetta di precipitare nell’abisso senza speranza, arrendendosi al nulla, al male, alle credulità, all’inganno del tentatore. La morte seguendo satana è un precipitare nell’abisso, nell’inferno perché significa aver rifiutato la grazia che Dio ha donato mediante suo Figlio morto in Croce. Grazie al Risorto abbiamo avuto la remissione dei peccati e la vita eterna, solo mediante la fede e la grazia partecipiamo già in questo tempo alla Resurrezione di Cristo.
La Madonna ha definito in un modo straordinario la realtà della vita sotto il profilo esistenziale: «A tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine» (Messaggio del 2 novembre 2011). Ma essere in balia delle onde, delle passioni, degli eventi, delle tentazioni, dell’intemperie significa essere come relitti nel mare. È una vita nell’insignificanza, nella noia, nel dolore, che giustifica tutte quelle brutte espressioni che diciamo quando siamo infelici.
Navigando nella vita, nella luce di Cristo Risorto, in compagnia della Vergine Maria possiamo vedere il suo Corpo glorioso che sarà anche il nostro. Gesù, nella sua Santa umanità unito alla divinità, è il primogenito della Creazione nuova, ma la Vergine Maria nella sua grandezza infinita, è una creatura come noi che già ora ha il suo Corpo glorioso. Con Lei possiamo vedere quello che saremo alla Resurrezione dei corpi. Percorrendo il cammino della vita in Loro compagnia, andiamo verso quella meta affrontando le difficoltà con la forza della speranza, perché abbiamo la consapevolezza che la fatica del momento presente avrà come premio la gloria futura. Lottiamo, fatichiamo, ci rialziamo, chiediamo perdono umilmente dei nostri peccati e della nostra miseria, cosicché il Paradiso diventi l’orizzonte al quale guardiamo e verso il quale andiamo.
Vivere la vita come un pellegrinaggio, una scalata della Santa montagna del Cielo, ci condurrà alla cima dove verremo accolti dalla gioia, dalla grazia, dall’amore, da Dio Santissima Trinità, Cristo Risorto, gli angeli e i santi del Cielo.
Viviamo nel Mistero della fede che deve essere una realtà più vera di quello che tocchiamo con le mani. Le convinzioni che si fanno attraverso la preghiera e l’apertura del cuore verso la grazia dello Spirito Santo, sono convinzioni di Dio, di Cristo e del Loro amore e non un’illusione.
Appropriamoci della grazia della fede, viviamola, facciamo di essa il nostro modo di pensare, di vedere, di agire, di impostare la vita. In questo modo diventiamo, per chi affoga nelle tenebre del male e della morte, un salvagente di speranza.
Una storia molto interessante su questo argomento è quella di François Mitterrand, un Presidente francese, che nella sua vita è sempre stato ateo, ma che ha sempre cercato cessendo un’anima inquieta. Giunto al termine della sua presidenza chiamò un intellettuale cattolico francese per farsi spiegare cosa dice il Cristianesimo sull’aldilà, ascoltando volentieri. È impressionante vedere come una persona politicamente potente con onori e gloria intramondani, non fosse contento. Ma sappiamo che il cuore umano è inquieto e non trova pace finché non trova Cristo.
Il maligno fa credere a tanti non credenti che noi cristiani ci illudiamo e che la vita è una proiezione della nostra psiche malata, ma non si rendono conto che sono loro stessi ad essere stati inghiottiti nella palude. Il maligno è riuscito ad attirare dalla parte dell’incredulità, dell’intramondanità, del rifiuto di Cristo la grande maggioranza di un mondo cristiano.
Quello che avverrà nel Tempo dei Segreti ci metterà davanti a una scelta. Incominciando con il segno sulla montagna e tutto ciò che avverrà dopo, Dio ci farà vedere le conseguenze dell’incredulità.
Finché siamo in tempo cerchiamo di essere luce per noi stessi, per i nostri cari, per le persone che ci incontrano. Testimoniamo la gioia dell’eternità, del Paradiso, di una vita con Cristo e di avere fin da ora la gioia di Dio nel nostro cuore. Che ci siano sempre i Novissimi davanti ai nostri occhi, al mattino quando ci alziamo dobbiamo pensare che siamo un passo avanti per raggiungere la felicità eterna. Con questa prospettiva il cammino diventerà molto più facile e molto più felice.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”