TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”
NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA” {Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta IL LIBRO è DISPONIBILE su TUTTI gli STORE ONLINE con messaggio WhatsApp: 031 610610 e-mail [email protected] segreteria: 031 610600 e nelle LIBRERIE!
autore: Pieter Paul Rubens anno: 1622 titolo: Sant’Ignazio di Loyola luogo: Museo Norton Simon, Sati Uniti
Nome: Sant’ Ignazio di Loyola
Titolo: Fondatore della Compagnia di Gesù
Nome di battesimo: Íñigo López de Loyola
Nascita: 1491, Lojola, Spagna
Morte: 31 luglio 1556, Roma
Nacque nel castello di Loyola, nei Paesi Baschi spagnoli, da una nobile famiglia, l’anno 1491.
Dopo aver trascorso qualche tempo alla corte dei re cattolici, si arruolò nell’esercito, dove si distinse per valore e coraggio. Prescelto alla difesa di Pamplona, sostenne eroicamente l’assedio con un pugno di uomini, ma nel pieno della battaglia fu colpito da un colpo di cannone che gli fratturò una gamba.
Durante la lunga convalescenza, Ignazio chiese libri di cavalleria, ma gli furono offerti solo la Vita di Gesù Cristo e la Vita dei Santi. Iniziò a leggerli più per necessità che per devozione, ma quei racconti di santi, con i loro digiuni, penitenze e fervore, lo toccarono profondamente. Fu l’inizio della sua conversione. Dopo una dura lotta interiore, la grazia di Dio prevalse.
Appena riprese le forze, decise di cambiare vita. Si recò al santuario di Montserrat, dove depose la spada ai piedi della Vergine e donò i suoi abiti da cavaliere a un povero. Poi si ritirò nella grotta di Manresa per circa un anno, conducendo una vita di estrema austerità, preghiera e mortificazione. Fu in quel periodo che Dio lo colmò di luci interiori e grazie mistiche. In questo ritiro compose il celebre libro degli Esercizi Spirituali, che divenne una guida fondamentale per la vita cristiana.
Desideroso di servire Dio, Ignazio si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. Tornato in Europa, si stabilì a Barcellona e iniziò lo studio del latino, poi proseguì gli studi a Parigi, dove conobbe Francesco Saverio, Diego Laínez, Alfonso Salmerón, Nicolás Bobadilla e Pierre Favre. Con loro fondò una nuova milizia di Cristo: la Compagnia di Gesù. Il 15 agosto 1534, nella cappella di Montmartre, i compagni emisero i voti religiosi.
Recatisi a Roma, sottoposero il progetto al Papa Paolo III, che lo approvò ufficialmente nel 1540 con la bolla Regimini militantis Ecclesiae. La Compagnia di Gesù nacque così, destinata a un’enorme influenza nella storia della Chiesa e segnata da persecuzioni, martiri e frutti spirituali in tutto il mondo.
Ignazio inviava missionari nelle terre dei pagani, difendeva la fede cattolica contro l’eresia protestante e promuoveva il rinnovamento spirituale tra i fedeli. Fondò il Collegio Germanico e molte altre istituzioni educative e religiose.
Spesso ripeteva: «Se potessi scegliere, preferirei vivere incerto della salvezza e lavorare per Dio, piuttosto che morire subito sicuro della gloria eterna».
Consumato dalla carità e dal lavoro apostolico, si spense il 31 luglio 1556 a Roma. Fu canonizzato da Gregorio XV nel 1622. Il suo corpo è venerato nella chiesa del Gesù a Roma.
Le sofferenze mandate e permesse da Dio
Nel contesto delle dottrine cristiane, il tema della sofferenza e del male ha sempre suscitato profonde riflessioni teologiche e filosofiche. Sant’Ignazio di Loyola ha offerto un’interpretazione particolare e illuminante su come Dio invia e permette la sofferenza.
Sant’Ignazio chiarisce che Dio non solo manda la sofferenza, ma la permette anche. Queste due affermazioni non sono contraddittorie, ma complementari. La sofferenza è inviata da Dio nel senso che egli la permette, e la permette nel senso che la invia. Questa distinzione può sembrare sottile, ma è fondamentale per comprendere il ruolo di Dio nel contesto del dolore umano.
La sofferenza non è inviata come un nemico che lancia un attacco per distruggere l’avversario. Invece, Sant’Ignazio spiega che le sofferenze derivano dalle regole ontologiche e morali stabilite dal Creatore. Quando l’uomo decide di sovvertire queste regole, ne subisce inevitabilmente le conseguenze. Questo è il senso corretto del “Dio manda la sofferenza”. Le regole divine sono intessute nella struttura stessa della realtà, e violarle porta inevitabilmente al dolore e alla sofferenza.
Oltre a inviare, Dio permette la sofferenza. Questa permessione non è un atto di sadismo divino, ma piuttosto un mezzo di correzione e crescita spirituale. La sofferenza, seppur dolorosa e spesso incomprensibile, ha un ruolo edificante per la persona. È un mezzo attraverso cui Dio guida l’anima verso la salvezza. Questo principio si applica in particolare al male di colpa, dove la sofferenza è la conseguenza naturale di un atto errato, come una malattia derivata dall’abuso di alcolici.
Quando si tratta del male di pena, come la sofferenza degli innocenti, entra in gioco il concetto di mistero. Un bambino nato con gravi deformità che muore subito dopo la nascita rappresenta un male che non può essere compreso pienamente attraverso la sola ragione. Sant’Ignazio sottolinea che senza accettare il mistero, il dolore e la sofferenza rimarranno incomprensibili e insopportabili. Il mistero divino richiede fede e accettazione che vi è un disegno più grande, spesso oltre la comprensione umana.
Sant’Ignazio di Loyola, con la sua profonda spiritualità, offre una visione che invita alla riflessione e alla crescita personale. I suoi Esercizi Spirituali sono un percorso che ogni credente dovrebbe intraprendere almeno una volta nella vita per comprendere meglio il ruolo della sofferenza nella propria esistenza e la sua relazione con Dio.
Sant’Ignazio e la Salus Populi Romani
Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, nutriva una particolare devozione verso la Madonna, simbolo di protezione e guida spirituale. In particolare, l’icona della Salus Populi Romani («salvezza del popolo romano»), custodita nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, rappresentava per lui un punto di riferimento spirituale. Ignazio stesso celebrò la sua prima Messa in questa basilica, sottolineando il legame tra la sua missione e la protezione della Vergine Maria.
TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”
NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA” {Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta IL LIBRO è DISPONIBILE su TUTTI gli STORE ONLINE con messaggio WhatsApp: 031 610610 e-mail [email protected] segreteria: 031 610600 e nelle LIBRERIE!
di Redazione Esteri online – Corriere della Sera – 30 Luglio 2025
Durante la cerimonia del Ventaglio il presidente della Repubblica ha condannato quanto accade a Gaza e la posizione della Russia in Ucraina. Ma prima il suo nome è apparso sul sito del ministero degli Esteri russo tra i «russofobi»
«Da tanti secoli, da Seneca a S. Agostino, ci viene ricordato che “errare humanun est, perseverare diabolicum”. Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione». Queste le parole su quanto accade a Gaza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella,espresse durante la cerimonia del Ventaglio tenuta oggi al Quirinale. «Difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere. Disumano anche ridurre un popolo alla fame», ha precisato.
Poi il suo discorso è passato sul fronte ucraino, spiegando che «angosciosa la postura aggressiva della Russia in Ucraina: un macigno sulle prospettive del continente europeo e dei suoi giovani. Questi mutamenti, così profondi e inattesi hanno provocato, tra le altre conseguenze, un comprensibile disorientamento nelle pubbliche opinioni. Disorientamento aggravato da una abile e perversa opera di diffusione di false notizie e false raffigurazioni. Sul piano della realtà delle relazioni internazionali la scelta e la postura della Russia hanno, più che stravolto, cancellato l’equilibrio; equilibrio che garantisce la pace e dissuade da avventure di guerra».
Tutte situazioni, quelle citate dal presidente della Repubblica, che necessitano una «adeguate capacità difensive dei Paesi raccolti nell’Unione Europea, perché questa possa realmente svolgere il ruolo cui è chiamata: essere attrice di sicurezza e promotrice di pace. A questo corrisponde l’urgente necessità della costruzione della politica estera e di difesa comune. Comune politica estera e di difesa anche allo scopo di rendere effettiva e non illusoria la sovranità dei suoi Paesi membri, condividendone aspetti di dimensione sovranazionale».
E infine: «Diffuso il tentativo di screditare e demolire il ruolo dell’Onu, dei suoi Organismi, delle sue Agenzie, facendo perno su lacune e scarsa efficacia della sua azione, condizioni che, in larga misura, derivano da limiti e privilegi prodotti da egoismi di potere di singoli stati, a partire dall’antistorico diritto di veto. Ottanta anni fa, nel 1945, a San Francisco, veniva adottata la Carta delle Nazioni Unite. Chiediamoci: il mondo sarebbe stato migliore senza l’Onu?».
Prima dell’incontro in Quirinale, è stata pubblicata una sezione sul sito del ministero degli Esteri russo dal titolo «Esempi di manifestazioni di russofobia» che è, a tutti gli effetti, una vera e propria lista di proscrizione dei «nemici» della Federazione. Tra questi compare anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto. La Farnesina ha diramato una nota affermando che convocherà l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov.
In una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha bollato la lista come «l’ennesima operazione di propaganda, finalizzata a distogliere l’attenzione dalle gravi responsabilità di Mosca, ben note alla comunità internazionale e che la comunità internazionale ha condannato fin dall’inizio». La premier rivolge la sua «solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e a tutti coloro che sono stati destinatari di questa inaccettabile provocazione». E ricorda che «l’Italia ha scelto con fermezza di stare al fianco dell’Ucraina di fronte alla brutale guerra di aggressione scatenata dalla Russia ormai tre anni fa, e continua a garantire il proprio sostegno al popolo ucraino nella sua eroica resistenza».
Sotto accusa sono le frasi ufficiali, pronunciate in sedi istituzionali, in cui viene denunciata l’aggressione russa all’Ucraina. Per quanto riguarda il presidente della Repubblica si trovano due citazioni: uno stralcio della lectio magistralis tenuta quest’anno all’Università di Marsiglia, in cui il presidente aveva definito l’invasione dell’Ucraina un’aggressione paragonabile al progetto del Terzo Reich, e il discorso pronunciato l’anno scorso per l’ottantesimo anniversario della battaglia di Montecassino, dove Mattarella ha ricordato «la tragedia inumana del popolo ucraino» e l’impegno per difendere pace, libertà e Stato di diritto.
Sul sito compaiono anche due dichiarazioni rilasciate al Messaggero nel 2024 da Tajani e Crosetto. Il primo aveva espresso l’auspicio di vedere le bandiere ucraine alla manifestazione del 25 aprile, il secondo aveva spiegato che Putin vuole prendersi tutta l’Ucraina. Si tratta di dichiarazioni politiche, di sicuro non violente, che non dovrebbero essere scambiate per prove di aperta ostilità.