BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Così Putin è passato da paria a “pari”, l’analisi dell’inviata ad Anchorage

Il vertice ha premiato le velleità del leader russo più che Trump

Viviana Mazza, inviata in Alaska / CorriereTv-

Trump ha trattato Putin non più da paria internazionale ma da proprio pari. Questa è la lettura in sintesi del vertice in Alaska. L’isolamento di Putin si è di fatto concluso con questo incontro in cui sono stati srotolati tappeti rossi per il leader russo. Trump ne è uscito a mani vuote e non ha ricevuto nulla in cambio, se non il regalo che gli ha fatto Putin di confermare che «se fosse stato Trump presidente (anziché Biden) la guerra in Ucraina non sarebbe iniziata».

San Rocco


autore: Tommaso Pombioli anno: 1610/1636 titolo: San Rocco luogo: Museo Civico di Crema e del Cremasco

Nome: San Rocco

Titolo: Pellegrino e Taumaturgo

Nascita: XIV secolo, Montpellier, Francia

Morte: XIV secolo, Voghera, Lombardia

Ricorrenza: 16 agosto

Canonizzazione:
1414, Concilio di Costanza, papa Gregorio XI

Luogo reliquie: Chiesa di San Rocco

Di questo Santo, che fu uno dei più illustri del secolo XIV e uno dei più cari a tutta la cristianità, si hanno poche notizie. Oriundo di Montpellier (Francia), della sua giovinezza si narrano cose meravigliose. Ventenne, rimasto privo del padre e della madre, distribuì parte dei suoi beni ai poveri e parte li donò ad uno zio paterno. Quindi, vestitosi da pellegrino, si avviò elemosinando alla volta di Roma, per visitare il centro del Cristianesimo, sede della verità e della civiltà, e per vedere il Pastore Supremo dei popoli e delle nazioni, il Papa.

Nell’attraversare le contrade della nostra bella Italia, seppe che la peste faceva strage in parecchie parti della penisola. Ed ecco S. Rocco nel genovesato, in Toscana, a Cesena, a Rimini e specialmente ad Acquapendente farsi consolatore dei poveri ammalati ed operare prodigi di cristiana carità. Fu salutato ovunque quale salvatore, ed in Roma il suo nome risuonò in benedizione. Ma egli schivava la lode e per evitarla, poco dopo aver soddisfatta la sua pietà, lasciò la Città Eterna e si portò a Piacenza, dove infieriva allora il morbo fatale. Qui il suo apostolato ebbe del meraviglioso, dell’eroico, del sovrumano, e Dio lo benedisse talmente, che gli bastava alle volte un segno di croce per rendere la sanità anche, a molti.

Ma infine anch’egli fu attaccato dalla peste: per non essere di peso a nessuno si ritirò in un antro fuori della città, dove, consumato da febbre, soffrì dolori indicibili. La Divina Provvidenza però (come già un giorno al grande Anacoreta della Tebaide), quotidianamente gli inviava un pane per mezzo di un cane. Guarito per grazia di Dio e per l’aiuto datogli da un pio signore, che sulle orme del cane aveva rintracciato il povero sofferente, Rocco lasciò Piacenza e si ritirò in Francia. Quivi, creduto una spia, connivente lo stesso suo zio, a cui aveva lasciato parte dei suoi beni, fu messo in prigione. Passò quindi i suoi ultimi anni sconosciuto.


Alla sua morte, avvenuta come si ritiene il 16 agosto 1378, furono udite voci di fanciulli che gridavano: È morto il Santo! E le campane suonarono a festa da sole. S. Rocco era passato a ricevere il premio delle sue fatiche e delle sue opere buone.

Si seppe la storia della sua santa vita da uno scritto da lui lasciato all’edificazione dei posteri, ma più di tutto la sua santità ci fu resa nota dagli innumerevoli miracoli che la Provvidenza operò sulla sua tomba gloriosa. La devozione a S. Rocco è universale ed è invocato contro le malattie contagiose.

PRATICA. Visitiamo ed aiutiamo gli infermi, preghiamo per essi.

PREGHIERA. O Dio, che concedeste a S. Rocco la grazia di guarire col segno della croce quelli che erano infetti di peste, noi vi supplichiamo per i suoi meriti e per sua intercessione, di preservarci dal contagio e dalla morte subitanea ed improvvisa.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.

LE RELIQUIE

La città di Voghera, in Lombardia, fu il primo luogo di sepoltura del corpo di San Rocco. Qui, i suoi resti mortali furono deposti in una cassa di legno di noce sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Enrico. All’interno della cassa, un cartoncino riportava la scritta latina “Hic iacuit corpus sancti Rochi” (qui giace il corpo di San Rocco), a testimonianza della sacralità di quel luogo.

Secondo la tradizione, nel febbraio del 1485, i resti di San Rocco furono trafugati e trasferiti da Voghera a Venezia. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che questo spostamento non fu il risultato di un furto, ma piuttosto di una compravendita avvenuta nel 1483. In ogni caso, una parte delle ossa di un braccio del santo rimase a Voghera, mantenendo così un legame indissolubile tra la città lombarda e il santo.

Pensieri sui Vangeli Festivi: XX Domenica del Tempo Ordinario – Di Padre Livio

Vangelo

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,49-53
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
 
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore


BENEDETTO XVI

ANGELUS

Palazzo Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 19 agosto 2007

Cari fratelli e sorelle!

C’è un’espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, che attira ogni volta la nostra attenzione e richiede di essere ben compresa. Mentre è in cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo confida ai suoi discepoli: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione”. E aggiunge: “D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12,51-53). Chiunque conosca minimamente il Vangelo di Cristo, sa che è messaggio di pace per eccellenza; Gesù stesso, come scrive san Paolo, “è la nostra pace” (Ef 2,14), morto e risorto per abbattere il muro dell’inimicizia e inaugurare il Regno di Dio che è amore, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue parole? A che cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare – secondo la redazione di san Luca – la “divisione”, o – secondo quella di san Matteo – la “spada” (Mt 10,34)?

Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo, Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse famiglie. L’amore per i genitori infatti è un comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all’amore di Dio e di Cristo. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i cristiani diventano “strumenti della sua pace”, secondo la celebre espressione di san Francesco d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male con il bene (cfr Rm 12,21) e pagando di persona il prezzo che questo comporta.

La Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il Maligno, e continua a condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il male.

«Disgustoso, vergognoso e inutile»: l’ira degli ucraini per il vertice di Trump. «Per Putin il tappeto rosso, per Zelensky un agguato nello Studio ovale»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 16 Agosto 2025

Le reazioni dall’Ucraina al vertice Trump-Putin sono di sconcerto e rabbia: «Lo zar ne esce rafforzato, e questo lo renderà ancora più aggressivo. Prepariamoci»

KIEV -«E adesso prepariamoci a nuovi bombardamenti russi, che saranno più violenti di quelli di prima» dicono sconsolati gli ucraini. «Non è vero che è stato un summit inutile, per Putin è stato una vittoria, ha guadagnato un bel po’ spazio e questo lo renderà più aggressivo»: è il commento più diffuso, dominato dallo scetticismo più nero, mentre tutta l’attenzione è concentrata sulle conseguenze del «risultato nullo» dell’incontro tra Putin e Trump.

«Non ci aspettavamo nulla e non ci sarà alcun risultato buono per noi. Per fortuna negli ultimi mesi il nostro governo ha migliorato le relazioni con gli europei. Così i danni alla nostra causa creati dalle simpatie di Trump per Putin saranno limitati», mi dicevano ieri sera tardi, mentre ancora il summit era in corso, alcuni intellettuali e artisti riuniti in una galleria d’arte nel centro di Kiev. 

Attorno alle 19, ora locale, le sirene dell’allarme erano suonate a lungo nei cieli della capitale. Più tardi si era saputo che i missili e droni russi avevano colpito la zona di Sumy, nel nord, causando la morte di almeno tre civili. Danni gravi sono segnalati attorno alla linea ferroviaria, colpito anche un treno. Secondo il report diffuso in mattinata dalle forze armate, dalle 19.30 di ieri, i russi hanno attaccato l’Ucraina con un missile balistico Iskander-M e 85 droni d’attacco Shahed.

Sino a meno di due settimane fa la capitale era stata duramente bombardata con decine di morti e centinaia di feriti; ieri sera la gente si godeva il fresco con locali aperti e tanti a passeggiare nel centro. Un memento della guerra sono i posti di blocco improvvisi imposti dalle unità del reclutamento a caccia di reclute e soprattutto di renitenti alla leva da mandare al fronte. Ma su tutto domina la greve consapevolezza di un summit che non ha risolto assolutamente nullanon ci sarà alcun cessate il fuoco, neppure temporaneo, e invece l’aggressione russa continuerà più insistente di prima.

«È adesso compito di Zelensky lavorare per un accordo con la Russia», titola il portale Ukrainiska Pravda, riprendendo una della dichiarazioni di Trump dopo la fine dell’incontro. Sono parole che rilanciano la profonda sfiducia degli ucraini nei confronti degli Strati Uniti dopo la fine del mandato di Joe Biden. «Ovviamente sono riemerse le vecchie simpatie di Trump per Putin», dicono i commentatori. 

L’ormai drammaticamente celebre incontro di Zelensky con Trump e Vance alla Casa Bianca a fine febbraio torna all’ordine del giorno, con tutte le sue conseguenze negative per l’Ucraina in termini di fine degli aiuti militari americani. E sembra dimenticato invece quello di sorrisi e strette di mano tra Trump e Zelensky in Vaticano durante i funerali di Papa Francesco. 

A Kiev resta la preoccupazione per le recenti offensive russe nel Donbass, che hanno causato centinaia di morti e feriti tra i soldati ucraini (e probabilmente molti di più tra quelli russi), anche se ieri lo Stato maggiore ripeteva che l’«offensiva nemica», ovviamente calibrata per impressionare gli americani e condizionare il summit, è stata sostanzialmente bloccata.

Il Kyiv Post pubblica un commento molto critico che enfatizza il successo politico e diplomatico di Putin a fronte di un «ovvio talento» di Trump nel «non produrre progressi concreti sulla via della pace». In buona sostanza: no al cessate il fuoco, nulla di chiaro sul ventilato possibile vertice Putin-Zelensky cui aveva accennato Trump, nessun chiarimento su eventuali piani precisi per lo scambio di territori e garanzie per la difesa dell’Ucraina. Gli ucraini dall’inizio dell’invasione tre anni e mezzo fa ribadiscono che Putin è «un bugiardo, un mentitore inaffidabile», e ricordano che sino a poche ore dall’avvio delle operazioni militari il 24 febbraio 2022 aveva promesso che non aveva alcuna intenzione di attaccare. 

Il Paese adesso attende la reazione dello stesso Zelensky, che sino al momento in cui stiamo scrivendo non ha ancora parlato. Come già in passato, farà del suo meglio per criticare Putin, evitando di prendersela con Trump. Ma a riassumere il sentimento prevalente in Ucraina è l’editoriale del Kyiv Independent, che titola: «Un incontro nauseabondo, e Putin lo ha amato». E nell’incipit osserva: «Disgustoso, vergognoso, e alla fine inutile: queste parole ci vengono subito alla mente guardando ai risultati del summit. Sui nostri teleschermi un dittatore assetato di sangue e criminale di guerra ha ricevuto un benvenuto da re nella terra degli uomini liberi, mentre le nostre città vengono attaccate dai suoi droni». 

Trump non ha ottenuto il cessate il fuoco che promette dall’inizio del suo mandato il 20 gennaio scorso, ma certamente ha «sdoganato» Putin e adesso la posizione ucraina è molto più difficile di prima.

Molto rumore per nulla? La palla passa agli europei e Zelensky

di Federico Rampini| 16 agosto 2025 – Corriere della Sera – 16 Agosto 2025

Un accordo preciso non c’è. Per Putin successo di legittimazione. Quale può essere adesso il ruolo di Kiev e Ue

Tanto rumore per nulla? A prima vista il vertice «storico» di Anchorage ha prodotto propaganda, effetti d’immagine, comunicazione, sorrisi complici e amichevoli, lusinghe. Ma a parte il successo di legittimazione per Putin un accordo preciso e dettagliato non c’è. Neppure la parola «tregua» o «cessate-il-fuoco» è stata pronunciata. Lo stesso Trump ha ammesso che un accordo ancora non è stato raggiunto ma si sono fatti «progressi». Se esiste una bozza, un embrione di intesa, non se ne conoscono i contenuti, dopo la brevissima conferenza stampa finale – senza domande dei giornalisti.

In questa totale assenza di dettagli, a voler essere ottimisti, c’è un aspetto positivo. Il più laconico dei due è stato proprio Trump, solitamente debordante. L’americano ha giustificato la propria brevità e discrezione (davvero insolite), dicendo di dover fare delle «chiamate internazionali»: agli europei e a Zelensky. Se davvero si tratta di questo, sembra un gesto di rispetto, peraltro coerente con ciò che lui stesso aveva promesso dopo la videoconferenza di mercoledì con alcuni leader Ue e l’ucraino. La palla passa nel loro campo?

Se di questo si tratta, saremmo di fronte a una novità positiva e quasi clamorosa: il ritorno ad un rituale diplomatico piuttosto tradizionale, la volontà di non scavalcare gli alleati, e di non mettere di fronte al fatto compiuto il paese che è stato vittima di un’aggressione.

Forse già nelle prossime ore ne sapremo di più, soprattutto via via che queste telefonate avvengono. Se di questo si tratta, la primissima impressione è di uno scampato pericolo. Una conferenza stampa con domande e risposte poteva trascinare Trump nella solita rissa coi giornalisti: si sa come comincia, non si sa dove può portare. Un eccesso di dettagli su quel che i due si erano detti avrebbe potuto mettere l’Ucraina e l’Europa di fronte alla sgradevole sensazione di dover «prendere o lasciare».

Per il resto abbiamo tutti visto un Putin gongolante (ha perfino chiuso l’incontro parlando in inglese: «Next time in Moscow»). Che per lui questa trasferta sul suolo americano sia stata un successo, era innegabile fin dall’inizio. Lo ha sottolineato ricordando di aver rinfacciato a Joe Biden il «grosso errore» di averlo voluto isolare.

Putin è partito da un ricordo storico, un omaggio vibrante all’alleanza Usa-Urss che vinse la seconda guerra mondiale. Ha presentato l’incontro in Alaska come l’inizio di una nuova fase di cooperazione tra le due superpotenze (affari, Artico, spazio).

Sull’Ucraina Putin ha sottolineato che la «situazione attuale» nasce da una minaccia alla sicurezza della Russia. Ha auspicato che gli europei «non silurino la soluzione con manovre dietro le quinte», ma neppure lui è mai entrato nel merito di cosa un accordo possa essere. Non ha annunciato né vagamente accennato a una cessazione dei combattimenti. Ha sottolineato che «bisogna eliminare le cause di fondo» – cioè la presunta minaccia alla sicurezza russa – perché si raggiunga una soluzione durevole. Ha riconosciuto che l’Ucraina «naturalmente» ha diritto anch’essa a delle garanzie sulla sua sicurezza, espressione piuttosto inedita per lui: ma prima di aggrapparsi a queste parole bisognerà conoscere che tipo di sicurezza è pronto ad accettare (un esercito ucraino forte e sorretto da continue forniture di armi occidentali? qualche presenza di truppe straniere? Adesione di Kiev all’UE? Nulla di tutto ciò?)

Tornando a Trump, l’unico vero scivolone nel suo succinto intervento è stato quando è tornato a regolare i conti con l’opposizione democratica e con i media per il Russiagate, lo scandalo su cui nel suo primo mandato fu imbastito un tentativo di impeachment. Poteva di sicuro risparmiarselo, ormai è acqua passata (è appurato che la teoria del complotto su manovre russe che avrebbero favorito la vittoria di Trump contro Hillary Clinton nel 2016 mancava di sostanza), fa parte delle sue frequenti cadute di stile questo usare platee internazionali per delle rivalse di politica interna.

Sulla questione davvero cruciale, l’Ucraina, si è limitato a dire che «restano un paio di questioni da risolvere». Forse, per una volta, se lui terrà la sua parola i governi europei e quello ucraino sapranno di cosa si tratta prima dei media. Sarebbe giusto così, bisogna augurarselo. Sempre che non cominci da Mosca qualche gioco di «indiscrezioni».

Il resto dell’apparizione è stato segnato da gestualità e riti fra i due leader che molti giudicano eccessivamente amichevoli. Che ci sia un’attrazione fra i due non è una novità. L’importante è che non si trasformi in un patto scellerato a danni di altri. Troppo presto per dirlo.     

 

Trump-Putin in Alaska, le notizie in diretta sul vertice | Trump: «Nessun accordo ma fatti grandi progressi». Putin: «Spero nella pace. L’Europa non sia un ostacolo»

di Redazione Online e Viviana Mazza, inviata ad Anchorage

 Corriere della Sera – 16 Agosto 2025

Le notizie sull’incontro di oggi tra Trump e Putin in Alaska, in diretta. Trump e Putin sono arrivati in Alaska intorno alle 9. Tra i due un saluto cordiale

  • Il presidente americano Trump e quello russo Putin sono arrivati in Alaska per un vertice considerato un passaggio decisivo per il conflitto in Ucraina. Il vertice è iniziato alle 21.30 ed è durato quasi tre ore
  • Il leader Usa ha dichiarato di puntare a un cessate il fuoco che ponga fine al più vasto conflitto in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Mosca ha messo in chiaro che i colloqui affronteranno «l’intero spettro delle relazioni con Washington, non solo l’Ucraina».
  • L’incontro è cominciato con un bilaterale tra i due – a cui erano presenti due consiglieri per parte e due interpreti -, seguito da un pranzo da un nuovo incontro con le rispettive squadre e delegazioni
  • Il presidente ucraino Zelensky ha accusato Mosca di «continuare a uccidere, anche nel giorno del vertice». La Russia ha replicato parlando di «provocazioni» per «far fallire» il summit.

1:16 | 16 Agosto

Putin, d’accordo con Trump su garantire sicurezza Ucraina

Vladimir Putin ha detto di concordare con Donald Trump sulla necessità di garantire la sicurezza dell’Ucraina.

1:15 | 16 Agosto

Trump, lasciati pochi punti non significativi, ci siamo quasi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sono stati lasciati fuori pochissimi punti e «non così significativi», ma senza spiegare su quali punti è stato trovato un accordo. «Ne rimangono davvero pochissimi – ha detto nel suo intervento al termine del summit Alcuni non sono così significativi. Uno è probabilmente il più importante, ma abbiamo buone possibilità di arrivarci; non ci siamo arrivati, ma abbiamo buone possibilità di farlo. Ci siamo quasi. Vorrei ringraziare il presidente Putin e tutta la sua squadra».

1:13 | 16 Agosto

Trump e Putin non rispondono alle domande della stampa

Donald Trump e Vladimir Putin non rispondono alle domande della stampa. Dopo aver rilasciato le loro dichiarazioni i due leader si congedano.

1:12 | 16 Agosto

Putin a Trump in inglese: «Il prossimo incontro a Mosca»

«Next time in Moscow»: la prossima volta a Mosca, ha detto in inglese Vladimir Putin rivolgendosi a Donald Trump al termini della loro conferenza stampa congiunta, dopo che Trump lo aveva ringraziato chiamandolo per nome.

1:09 | 16 Agosto

Trump: «Decisi diversi punti, molto importanti. Basi per raggiungere un buon accordo

Trump: «Con Putin da sempre ottimi rapporti. È stato un incontro
molto produttivo. Abbiamo discusso diversi punti, alcuni molto
importanti. Ci sono ottime possibilità di raggiungere un accordo. Abbiamo fatto grandi progressi con Putin. Ma non c’è accordo finché che non c’è accordo, chiamerò la NATO e Zelensky e gli dirò dell’incontro di oggi»

1:01 | 16 Agosto

Putin: spero che gli europei non cercheranno di far deragliare i progressi nei negoziati di pace

di Viviana Mazza

Putin ha detto che i negoziati sono stati «costruttivi» poi ha rivelato le parole che ha detto a Trump appena atterrato qui nella base americana questa mattina: «Buon pomeriggio, vicino. È bello vederti in buona salute e vivo». Putin ha spiegato che i rapporti bilaterali erano caduti al punto più basso dalla Guerra fredda e questo non è di beneficio per nessuno.
Ci sono «solo 4 km di distanza» tra noi ha detto il leader russo, spiegando che in Alaska in particolare esiste una storia comune. «La situazione in Ucraina ha a che fare con minacce alla nostra sicurezza» ha detto Putin. Ha spiegato che per «una soluzione di lungo periodo bisogna eliminare le radici primarie di quel conflitto». Putin ha poi affermato di sperare che gli europei non cercheranno di far deragliare i progressi nei negoziati di pace. Spero che l’intesa di oggi apra a pace con Kiev (…). Vorrei ricordarvi che in 2022 nell’ultimo contatto con l’amministrazione Usa ho provato a convincere a non portare le ostilità al punto di non ritorno. Ho detto chiaramente che è un grosso errore. Trump dice che se lui fosse stato presidente non ci sarebbe stata la guerra e posso dire di essere d’accordo con lui».

0:58 | 16 Agosto

«Trump ha sentito Zelensky e i leader europei»

Donald Trump, finito il vertice con Putin, è stato al telefono con il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky e i leader europei. Lo riporta Fox citando alcune fonti. Trump ha detto nei giorni scorsi che se l’incontro con Vladimir Putin fosse andati bene avrebbe chiamato Zelensky e gli europei.

0:56 | 16 Agosto

Putin: colloqui utili, rapporti cordiali

Putin: «Colloqui utili, grazie per l’invito. Rapporti cordiali». Le prime parole di Putin all’inizio della conferenza

0:52 | 16 Agosto

Witkoff e Rubio arrivati in sala stampa

Witkoff e Rubio arrivati in sala stampa, erano con Trump nell’incontro con Putin. Steve Witkoff poco dopo ha improvvisamente lasciato la stanza, accompagnato da uno dei consiglieri di Trump, James Blair.

0:45 | 16 Agosto

L’ambasciatore russo: pronti a ripristinare traffico aereo con Usa

La Russia ha preparato i documenti per ripristinare il traffico aereo con gli Stati Uniti. Lo rivela la Tass, riportando le parole dell’ambasciatore russo a Washington: «Sono in fase di discussione». Alexander Darchiev ha espresso la speranza che il vertice Russia-Usa accelererà la normalizzazione delle relazioni diplomatiche, compresa la questione della restituzione dei beni diplomatici confiscati e ha definito l’atmosfera «positiva nel complesso». Lo ha detto alla tv russa.

0:41 | 16 Agosto

Due ministri russi in prima fila in attesa di conferenza

Ci sono due ministri russi seduti in prima fila nella sala stampa in cui si terrà a breve la conferenza stampa congiunta tra Trump e Putin. La Cnn fa sapere che il ministro della Difesa russo Andrey Belousov è seduto in prima fila accanto al ministro delle Finanze Anton Siluanov

0:36 | 16 Agosto

Casa Bianca cancella l’applauso di Trump a Putin da suoi account

La Casa Bianca ha eliminato l’applauso di Donald Trump a Vladimir Putin nel video dell’arrivo del presidente russo in Alaska. Nelle immagini mostrate in diretta da tutte le tv americane si vedeva il tycoon applaudire mentre il leader del Cremlino avanzava verso di lui sul tappeto rosso e Mosca ha subito distribuito alle agenzie russe uno scatto della scena. Ma la clip pubblicata sugli account X, Instagram e altri social media ufficiali della Casa
Bianca, nonché il sito, inizia qualche secondo dopo, con la stretta di mani.

0:32 | 16 Agosto

I russi: «Colloqui andati benissimo, l’umore è eccellente»

«Sono andati benissimo, l’umore è eccellente». È il commento di Kirill Dmitriev, responsabile dei negoziati con gli Stati Uniti, dopo il vertice

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Perché non si crede a Medjugorje?

Gent.mo Padre Livio,

non riesco a dare una risposta alla domanda in oggetto.

In questi giorni vacanzieri, ho avuto modo d’incontrare diversi amici e parenti, per i soliti momenti di reunion estiva.

Le vicissitudini attuali del mondo, l’incontro Putin-Trump, le guerre diffuse, le persecuzioni di ogni tipo, hanno stimolato tante discussioni, con le più fantasiose conclusioni per la risoluzione dei terribili problemi che offuscano l’orizzonte.

Eppure, con simili ansie e preoccupazioni, nessuno prende in esame l’intervento della Madonna.

Nessuno crede ai Segreti di Medjugorje. Nessuno ipotizza che la storia del mondo è, saldamente, nelle mani di Dio. Nessuno attribuisce a Medjugorje il ruolo di faro dell’umanità.

Le parlo di gente “tecnicamente” colta, di persone che attingono alla Messa domenicale, di uomini e donne che riflettono sulle parole del Vangelo.

La mia domanda è: perché?

Perché Medjugorje è così osteggiata dal punto di vista intellettuale?

La Madonna nel messaggio del 19 luglio 1981 ha detto:

 “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, s’inginocchieranno, ma non crederanno”.

La Madonna, oltre 40 anni fa, ha predetto cosa succederà, ma non, perché, succederà.

L’aggettivo “molti” è terribile. Traduce un’attività satanica, silente, che sfugge alle più attente forme di difesa spirituale, compromettendo, forse irreversibilmente, proprio la salvezza di “molti”.

Radio Maria, ed il Suo Direttore, sono l’unico baluardo di fronte all’assalto dell’agnosticismo nei confronti di Medjugorje.

La Chiesa, con il suo Papa, al momento opportuno, certificherà e proclamerà la verità su Medjugorje.

Ma fra le Apparizioni e la confermazione c’è un lasso di tempo fondato su quella guerra sporca, costituita da incredulità, ignoranza, presunzione, scetticismo, superficialità ed anche mala fede, di un ‘umanità ferita ed avvolta dalla nebbia diabolica.

Confesso di essere rimasto ferito e mortificato di fronte ad una resistenza davvero ostinata da parte di “fedeli” che mostrano una diffidenza nei confronti degli eventi di Medjugorje veramente inspiegabile ed ingiustificata.

Non so cosa pensare, tuttavia le parole della Madonna, in tempi non sospetti, lasciano intuire che niente sarà lasciato al caso, tutto è stato previsto, ed ogni evento porterà i frutti che deve portare.

Gentile Padre Livio, continui la Sua, lunga, invincibile, battaglia. Siamo comunque in tanti che La seguiamo ed al momento opportuno, la semina non rimarrà invano.

Grazie infinite…

Il Signore La benedica!!!!!

Claudio


Caro Claudio,

purtroppo hai ragione e la tua descrizione di sostanziale rifiuto della presenza di Maria, inviata da Dio per impedire a satana di distruggere il mondo e la Chiesa, corrisponde alla realtà.

Infatti, ogni volta che la Madonna ha fatto le sue valutazioni sulla risposta alla chiamata, ha manifestato il suo dispiacere perché solo un piccolo numero l’ha accolta e capita veramente, mentre un numero enorme non la prende neppure in considerazione.

Credo che questo rifiuto generalizzato della presenza di Maria con così  tante apparizioni e messaggi, come mai era avvenuto nella bimillenaria storia della Chiesa, sia dovuto essenzialmente alla ideologia modernista, che ha creato e crea devastazioni anche nella Chiesa, negando il Soprannaturale.

La Madonna in questi ultimi anni ha messo in guardia, Medjugorje in particolare,  dalla peste modernista in due inequivocabili messaggi: quello del 25 Settembre 2023 e quello del 25 Febbraio 2024.

Non credo che la Madonna abbia ottenuto i risultati che si aspettava, se ancora  in un suo  recente messaggio ha messo in guardia dalle “ideologie che distruggono voi e la vostra vita spirituale” (25 Giugno 2025 – Il Modernismo riassume tutte le ideologie moderne).

Da questa mentalità deriva l’incredulità e la freddezza nei confronti di una presenza quotidiana di Maria che si avvicina  al mezzo secolo e che tocca una percentuale modesta dei cattolici.

Questo significa che si arriverà al tempo dei Segreti impreparati e “regnerà il peccato” ha ammonito la Madonna. Però ha anche soggiunto: “Se siete miei vincerete”. “Purtroppo anche il diavolo avrà la sua parte”.

Ave Maria

Padre Livio

MEDJUGORJE E L’ASSUNTA

“Mi chiedete della mia assunzione.
Sappiate che io sono salita al Cielo prima della morte”
Regina della Pace (15-8-1981)

Questa risposta della Regina della pace ai veggenti conferma la posizione di chi afferma che la Madonna non è morta, ma la sua è stata solo una “dormizione”.

Inoltre sembra suggerire che la Madonna non sia stata portata in Cielo dagli angeli, ma sia salita Lei stessa, nel momento stabilito da Dio, sia pure accompagnata dagli angeli.

In ogni caso le parole riferite dai veggenti sono conformi al Dogma della fede stabilito da Papa Pio XII, che non si è pronunciato sulla morte o meno di Maria.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Le parole di Papa Leone all’Angelus: “Ho fatto un sobbalzo mentre ero in macchina

Carissimo Padre Livio.

mi scusi se la disturbo, immaginandolo pieno di lavoro in giornate come questa, ma ho bisogno di un suo parere.

Oggi a mezzogiorno ero in macchina e mi sono sintonizzato su Radio Maria per ascoltare l’Angelus di Papa Leone da Castel Gandolfo. E’ un appuntamento che non perderei per nessun motivo.

Ad un dato momento ho sentito il nostro caro Papa che parlava della Madonna, della sua intercessione per la pace, dei suoi Messaggi e delle sue Apparizioni…

Non sono riuscito a seguire tutte le sue parole perché ho incrociato un trattore che assordava col suo baccano. Però ho avuto la sensazione che, sia pure indirettamente, faceva riferimento alla Regina della pace…

Non vorrei sbagliarmi e chiedo a Lei una conferma. Per me è molto importante ogni parola che il Papa pronuncia quando parla della Madonna.

Silvio di Bergamo


Caro Silvio,

anch’io ho sentito e, appena possibile, sono andato a controllare sui Media vaticani. Le parole di Papa Leone sono di una chiarezza adamantina per tutti coloro che vogliono ascoltare. Eccole:

Dopo aver recitato l’Angelus, il Papa ha nuovamente pregato per la pace. “Oggi – ha detto – vogliamo affidare all’intercessione della Vergine Maria Assunta in cielo la nostra preghiera per la pace. Ella come madre soffre per i mali che affliggono i suoi figli, specialmente i piccoli e i deboli e tante volte nei secoli lo ha confermato con messaggi e apparizioni.

Caro Silvio per me questa parole valgono oro. Ma sono troppi quelli che nella Chiesa non sopportano la presenza di Maria in mezzo a noi con Messaggi e Apparizioni.

Non vorrei essere nei loro panni, come mi diceva spesso la mia cara nonna.

Dio ti benedica e la Madonna ti protegga col suo amore

Ave Maria

Padre Livio

Papa Leone XIV: “Non dobbiamo smettere di sperare: Dio è più grande del peccato degli uomini”

All’Angelus il Papa cita Pio XII: tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana

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Di Marco Mancini

Castel Gandolfo , venerdì, 15. agosto, 2025 12:15 (ACI Stampa).

Dopo aver celebrato la Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, il Papa ha recitato l’Angelus davanti al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Dopo aver citato un passaggio della Lumen Gentium sulla Vergine, Leone XIV ha ricordato che “Maria, che Cristo risorto ha portato con sé nella gloria in corpo e anima, risplende come icona di speranza per i suoi figli pellegrini nella storia”.

Citando poi Dante ha sottolineato che Maria è “sorgente viva, zampillante di speranza. Questa verità della nostra fede è perfettamente intonata al tema del Giubileo che stiamo vivendo: pellegrini di speranza. Il pellegrino ha bisogno della meta che orienti il suo viaggio. Nel cammino dell’esistenza questa meta è Dio, Amore infinito ed eterno, pienezza di vita, di pace, di gioia, di ogni bene. Il cuore umano è attratto da tale bellezza e non è felice finché non la trova; e in effetti rischia di non trovarla se si perde in mezzo alla selva oscura del male e del peccato”.

“Ma – ha aggiunto – ecco la grazia: Dio ci è venuto incontro, ha assunto la nostra carne, fatta di terra, e l’ha portata con Sé, simbolicamente diciamo in cielo, cioè in Dio. È il mistero di Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza; e, inseparabile da Lui, è anche il mistero di Maria, la donna da cui il Figlio di Dio ha preso carne, e della Chiesa, corpo mistico di Cristo. Si tratta di un unico mistero d’amore, e dunque di libertà. Come Gesù ha detto sì, così Maria ha detto sì, ha creduto alla parola del Signore. E tutta la sua vita è stata un pellegrinaggio di speranza insieme al Figlio di Dio e suo, un pellegrinaggio che, attraverso la Croce e la Risurrezione, l’ha fatta giungere in patria, nell’abbraccio di Dio”.

Dopo aver recitato l’Angelus, il Papa ha nuovamente pregato per la pace. “Oggi – ha detto – vogliamo affidare all’intercessione della Vergine Maria Assunta in cielo la nostra preghiera per la pace. Ella come madre soffre per i mali che affliggono i suoi figli, specialmente i piccoli e i deboli e tante volte nei secoli lo ha confermato con messaggi e apparizioni. Nel proclamare il dogma della Assunzione, mentre ancora era bruciante la tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale, Pio XII scriveva: tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, e auspicava che mai più si facesse scempio di vite umane suscitando guerre. Quanto sono attuali queste parole, ancora oggi purtroppo ci sentiamo impotenti di fronte al dilagare del mondo di una violenza sempre più sorda e insensibile a ogni moto di umanità. Eppure non dobbiamo smettere di sperare: Dio è più grande del peccato degli uomini, non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi. Con Maria crediamo che il Signore continua a soccorrere i suoi figli ricordandosi della sua misericordia ,solo in essa è possibile ritrovare la via della pace”.

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