BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 27/08/2025

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Trump ora torna a minacciare sanzioni: «Ma lavora ad affari sull’energia russa». E Mosca avanza ancora

di Lorenzo Cremonesi, da DRUZKIVKA (Donbass)

Gli ucraini ammettono: «I russi sono entrati nella zona di Dnipro»

Gli Stati Uniti sarebbero disposti a fornire risorse di intelligence e coordinamento militare sui campi di battaglia se l’Europa s’impegna seriamente nelle garanzie di sicurezza all’Ucraina del dopoguerra. Secondo il Financial Times, Washington avrebbe anche offerto uno scudo di difesa aerea alla forza europea in modo da scongiurare qualsiasi possibile minaccia russa nel futuro. Se ne starebbe parlando nel quadro dello schieramento di truppe europee in Ucraina a garanzia di sicurezza, così come la «coalizione dei volenterosi» guidata da Francia e Inghilterra ha proposto negli ultimi tempi. 

Nel frattempo Trump starebbe, secondo la Reuters, mettendo a punto una serie di accordi energetici bilaterali per convincere Putin a maggiore flessibilità, se ne era anche accennato nel loro summit in Alaska il 15 agosto. E secondo il Wall Street Journal — in questo quadro — la Exxon sarebbe pronta a tornare in Russia. A fronte delle frenate di Mosca e dell’opposizione di Putin a un prossimo summit con Zelensky, come invece aveva sperato Trump, Washington continua a lavorare per favorire il dialogo, per quanto con il consueto stile del presidente Usa, che ieri ha detto: «Nemmeno Zelensky è totalmente innocente ma ora ci vado d’accordo». 

Poi ha aggiunto: «Riuscirò a farcela» ventilando l’ipotesi di una «guerra commerciale» che sarà «brutta» per la Russia. Nel campo ucraino prevale un diffuso scetticismo. 

Unico segnale indiretto di distensione è stata ieri la decisione del governo di Kiev di permettere agli uomini di età compresa tra i 18 e 22 anni di viaggiare all’estero. 

Dall’inizio dell’invasione russa la cosa non era permessa sino ai 60 anni, anche se la leva resta obbligatoria solo dai 25 anni d’età. Ma tra gli ufficiali sulle prime linee del Donbass resta ferma la convinzione che la guerra sia destinata a continuare. «Putin vuole prendere tutta l’Ucraina e l’unico sistema per fermarlo è con le armi, deve capire che non può batterci. Le risorse russe non sono affatto infinite. Colpire le raffinerie significa metterlo in ginocchio. Abbiamo calcolato che le limitate conquiste territoriali degli ultimi due o tre mesi gli sono costate in media la perdita di 140-150 tra soldati morti, feriti o prigionieri per chilometro quadrato. Sappiamo che non può andare avanti così: necessita di tanti soldi per alzare i salari dei soldati e motivarli, ma, se non vende gas e petrolio, dove trova i fondi?», ci dice Alexiey Jakovenco, 52enne ufficiale della Guardia Nazionale nella cittadina di Druzkivka. Non è il solo a guardare con speranza ai recenti successi riportati dai nuovi droni ucraini a lungo raggio. Anche la stampa americana segnala che gli incendi delle raffinerie nella Russia europea hanno già ridotto del 13 per cento la produzione di carburante e che i limiti imposti a Mosca dall’embargo occidentale dopo l’inizio della guerra nel febbraio 2022 rallentano le riparazioni. 

Nel frattempo i droni ucraini hanno preso di mira parecchi aeroporti, compresi quelli di Mosca, e il sistema ferroviario. Il Wall Street Journal nota che la Crimea occupata dal 2014 e la Siberia hanno iniziato a razionare la distribuzione del carburante. La benzina costa adesso il 45 per cento in più rispetto a gennaio. Per i soldati impegnati sui campi di battaglia la guerra dei droni a lungo raggio si declina nelle continue innovazioni. Una delle più importanti è il cosiddetto Chuika, che scannerizza le lunghezze d’onda impiegate per guidare i droni nemici. 

Sul lato russo, nella zona di Pokrovsk, di recente è arrivato il temutissimo Rubicon, che è il battaglione che si era battuto nel Kursk e impiega il fiore all’occhiello degli ingegneri elettronici di Mosca. Sono stati loro a facilitare le avanzate verso Dobropillia e Pokrovsk. Ieri i russi hanno detto di aver occupato due villaggi nella regione di Dnipropetrovsk. I comandi ucraini hanno negato la conquista dei villaggi ma hanno ammesso l’ingresso nella regione e gli scontri in corso: «È il primo attacco su una scala così larga in questa area», ha detto il comandante Viktor Trehubov. 

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 27 Agosto 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


H. 9.00 – 9.30 PENSIERO SPIRITUALE

Le tre scelte di Maria nella sua presenza a Medjugorje

+ la prima scelta riguarda i sei Veggenti

+ La seconda scelta riguarda la Parrocchia

+ La terza scelta riguarda gli Apostoli del suo amore

+ Voi siete stati scelti perché avete  risposto”

+ L’essere stati scelti che cosa cambi nella vita?


h. 9.30: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

I segreti di Medjugorje riguardano l’intera umanità

+ Le apparizioni di Medjugorje sono universali come luogo e come Messaggio

+ Satana vuole distruggere  il pianeta  e l’intera umanità

+ Vuole distruggere il piano divino salvezza eliminando la Chiesa

+ I luoghi dei Segreti sono particolari, ma riguardano il mondo intero

+ L’effetto degli eventi dei Segreti sarà la conversione dell’umanità a  Dio

+ La Chiesa cattolica sarà la Luce delle genti: Un solo gregge e un solo Pastore


h. 10.00 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (24)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Il Discernimento Spirituale (libro a puntate)


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Santa Monica


autore: Girolamo Muziano anno: 1580-1590 titolo: Estasi di Ostia luogo: Museo Cerralbo

Nome: Santa Monica

Titolo: Madre di S. Agostino

Nascita: 331, Tagaste, Numidia

Morte: 27 agosto 387, Ostia

Ricorrenza: 27 agosto

Protettrice:
delle madri, delle donne sposate, delle vedove

Luogo reliquie: Basilica di Sant’Agostino

S. Monica, sempre grandemente venerata dalla Chiesa e posta a modello delle madri cristiane, nacque a Tagaste, in Africa nel 331, da famiglia cristiana, nella quale fin dall’infanzia imparò a conoscere e ad amare Iddio. Ebbe anch’essa, come tutti i fanciulli, certi difetti propri dell’età giovanile, come la golosità, che si manifestava in lei con una spiccata tendenza verso il vino, ma ammonita in tempo dai parenti e aiutata dalla grazia ben presto si corresse.

Fatta giovanetta, i suoi genitori la sposarono ad un legionario romano di nome Patrizio, galantuomo, ma pagano di religione. Non si smarrì la Santa, anzi, suo primo pensiero, unendosi al compagno della sua vita, fu di guadagnarlo a Gesù Cristo mediante una vita sottomessa, fatta di rispetto e di amore.

Per questo ella mantenne sempre una condotta irreprensibile, soffrendo pazientemente senza permettersi mai alcun rimprovero. Tanti sacrifici nascosti agli occhi degli uomini, ma manifesti a Dio, Padre di tutti gli uomini, non potevano non essere esauditi e ripagati.

Ed ecco che Monica ebbe la consolazione di vedere il marito, un anno prima della sua morte, abbracciare la fede cattolica, rinunziando ai suoi vizi e passando nella pratica delle virtù il rimanente della vita.

Intanto ella era divenuta madre di tre figli: Agostino, Novigio e una figlia, di cui ignoriamo il nome.

Le cure che la santa madre profuse per la buona educazione dei figli furono certamente grandi; pur tuttavia, Agostino, attirato più dagli amici che lo invitavano al male che dalle raccomandazioni materne, deviò, ponendo così a durissima prova la virtù della sua povera mamma. Ella infatti vedendo il figlio adescato dall’errore e dal vizio, non faceva che elevare al cielo fervorose preghiere, unite a calde lacrime, per impetrarne la conversione. Le sue abbondanti lacrime e fervorose preghiere ottennero la conversione del figlio.

Nel 375 Agostino si trasferì a Cartagine per insegnarvi eloquenza. Nel 383 si imbarcò nottetempo per Roma dove, dopo aver superato una lunga malattia, cominciò ad insegnare eloquenza e retorica. Finché ottenne un posto, tramite il prefetto di Roma Simmaco, a Milano.

A Milano, venne raggiunto dalla mamma, la quale, non considerando le fatiche del viaggio ma solo il bene del figlio, era partita, sola, alla ricerca di lui. Quivi finalmente sarebbero stati appagati i suoi desideri ed esaudite le sue suppliche. Infatti unitasi nel suo apostolato col grande arcivescovo S. Ambrogio che la incoraggiava dicendole: « Non puó andar perduto un figlio di tante lacrime », riuscì con la grazia di Dio a trarre alla fede cattolica Agostino alla fine del 386, che l’anno seguente, ricevette il Battesimo per mano di Ambrogio nella Pasqua del 387 e cominciò una vita santa e feconda di apostolato.

Ringraziato Iddio per tanto favore, Monica e Agostino decisero di prendere la via del ritorno; ma la pia madre, che ormai aveva compiuta la sua missione su questa terra, ad Ostia si ammalò gravemente ed in pochi giorni, felice per la conversione del figlio ottenuta, rese la bell’anima a Dio. Era il 27 agosto dello stesso anno 387.

La tomba di Santa Monica, madre di Sant’Agostino, si trova nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma, poco distante da Piazza Navona. Le sue reliquie furono traslate da Ostia alla fine del XV secolo e collocate in una cappella apposita alla sinistra del presbiterio, in un sarcofago artistico opera di Isaia da Pisa

PRATICA. Imparino i genitori a vigilare sull’educazione cristiana dei figli e a prodigare ad essi le loro maggiori cure.

PREGHIERA. Dio, consolatore degli afflitti e salvezza di quelli che sperano in te, che misericordioso riguardasti alle pie lacrime della beata Monica per la conversione del figliuolo suo Agostino, donaci per l’intervento d’ambedue di deplorare i nostri peccati e di ottenere il favore della tua grazia.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e, anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa.

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 6 – Solo in Dio l’uomo è sapiente

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🔴LIVE🔴DAL NOSTRO STUDIO STAND – MEETING RIMINI – Interviste a cura di Giuseppe Ferrari

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🔴LIVE🔴DAL NOSTRO STUDIO STAND DI #RIMINI#MEETING

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla fiducia in Dio e quella negli uomini

La fiducia in Dio è la chiave risolutiva del problema della vita. La vita è un’avventura meravigliosa e allo stesso tempo pericolosa. È meravigliosa specialmente per coloro che hanno ricevuto la grazia della fede fin da piccoli, educati da una famiglia cristiana, guidati nel vedere la presenza di Dio in mezzo a noi. Ci si trova su un’imbarcazione solida, che è quella della Chiesa, sulla quale c’è Cristo e – benché ci siano le tempeste – la barca resta sempre a galla. Chi ha avuto questa grazia di non trovarsi in mare aperto ad annaspare cercando di stare a galla, magari afferrando qualche tronco per non affogare, è certamente in una situazione diversa rispetto a chi non ha questo patrimonio spirituale, umano e morale che è la fede. La fede, l’amore di Dio, la presenza viva di Cristo e Maria nella propria vita rendono la vita meravigliosa. Chi crede, nella fede ha tutte le risposte sul senso della vita. La risposta è Cristo! Da questo punto di vista la vita è un’avventura meravigliosa, affascinante; è certamente difficile perché è in salita, ma la fede ci dà la certezza dell’aiuto di Dio, della sua consolazione, del suo amore, della sua presenza, oltre che la sicurezza di un traguardo luminoso.

Come ha detto la Regina della pace, con la fede la vita è già un pezzetto di Paradiso sulla Terra. La vita nella quale si ha fiducia in Dio è meravigliosa pur in mezzo alle tribolazioni. Per chi non ha la grazia della fede, non ha fiducia in Dio e deve confidare negli uomini, la vita mostra man mano tutta la fragilità delle salvezze umane, delle barchette umane che affondano alla prima tempesta che incontrano. Le sicurezze umane e terrene sono effimere, il denaro passa, le amicizie finiscono, il potere crolla. Nel mondo il maligno opera liberamente e quindi le certezze umane crollano proprio perché sono fragili per natura. Questa è la situazione del mondo contemporaneo che ha abbandonato la fiducia in Dio, che non crede più nella Chiesa e quindi si trova in balìa di potenze negative, di certezze dubbie, di salvezze false.

La vita, allora, da pericolosa diventa mortale, diventa un abisso nel quale si viene risucchiati e, troppo tardi, si capisce che nel mondo c’è la potenza del male e del peccato. Nel mondo c’è la potenza di satana. Quando si vive del mondo senza Dio, siamo in balìa della potenza del demonio che ci perseguita, ci segue, ci punta come prede appetibili finché ci afferra e ci inghiotte. Chi ci aiuterà? La maggior parte della gente di trova nella perdizione perché, senza Dio, abita nella casa sulla sabbia che crolla su se stessa sotto la pioggia. Chi costruisce la casa sulla roccia, resiste nonostante i venti, le tempeste, lo straripare dei fiumi.

Dio è la roccia su cui edificare la nostra casa. Per la grazia della fede dobbiamo far crescere la fiducia in questa grande opportunità che Dio ci dona offrendoci una sicurezza totale perché chi è come Dio? Chi è onnipotente come Dio? Chi è capace di amore prodigo come Dio? La Madonna è abitata da Dio come nessun’altra creatura e nel Messaggio del 25 agosto 2025 ci ha chiamati “amati miei”, si tratta di un amore sconfinato, certissimo, che non manca mai.

La vita è un’avventura pericolosa per chi non ha fiducia in Dio, fiducia in Cristo, fiducia nella Madonna, fiducia negli angeli e nei santi, fiducia nelle persone che sono partecipi della nostra avventura e della nostra fragilità. Nessuna persona è affidabile totalmente, ma attraverso chi è abitato da Dio, possiamo essere illuminati, protetti, aiutati da Dio.

Partendo dalla costatazione di che cos’è la vita, cioè un’avventura pericolosissima specialmente perché con la luce della fede possiamo capire che ci si può perdere eternamente, possiamo impostarla come un cammino verso Dio e allora la vita diventa bellissima, faticosa; è una battaglia, è una lotta, ma si cresce nella gioia come sono gioiosi tutti i santi. La gioia si sperimenta anche nella fatica, anche portando la croce. Questa bellezza e questa forza sono una conquista quotidiana attraverso il rinnovamento della fiducia in Dio. Quando siamo nella prova e iniziamo a dubitare, a prendercela con Dio e a perdere fiducia in Lui, dobbiamo tirare fuori tutta la nostra forza interiore per chiedere al Signore di salvarci, di trarci in salvo dal profondo in cui siamo precipitati.

Quando Pietro vide Gesù camminare sulle acque gli chiese di poterlo fare anche lui; Gesù lo accontentò e lo chiamò a sé. L’apostolo si mise a camminare verso il Maestro ma, quando distolse lo sguardo per guardarsi intorno distraendosi, iniziò a dubitare e quindi cadde in acqua. Se non alimentiamo la fiducia in Dio finiremo per affondare anche noi, entriamo in depressione, cadiamo giù, ci arrabbiamo con Dio, ci allontaniamo da Lui e cerchiamo rifugio nelle sicurezze umane.

Ogni giorno dobbiamo rinnovare la fiducia in Dio, pregare, rimanere aggrappati a Dio nelle prove, esercitarci nell’affidamento, credere che Dio può tutto e compie anche miracoli. Quella del male è una falsa verità, è una falsa gioia, è una falsa forza. Quante volte la Madonna ha detto che quella del male è una falsa forza. Siamo in tempi in cui il panorama del mondo è tale per cui a volte viene da chiedersi perché Dio permette il male, la sofferenza dei giusti, il prevalere dei prepotenti. Il diavolo prima crea il caos e poi, attraverso di esso, punta il dito contro Dio, insinua dubbi sulla sua capacità giusta di governo sul mondo.

Attraverso le false sicurezze molti si sono allontanati dalla Chiesa, dall’unica roccia che salva che è Cristo. Si sono aggrappati all’effimero, agli inganni con cui satana li ha abbindolati e catturati. Nel panorama del mondo in cui ci troviamo abbiamo bisogno della sicurezza che Dio c’è, che la Madonna c’è e l’amore di Dio trionferà nonostante quello che accade, nonostante quello che accadrà. Mai dubitare. Mai scoraggiarsi. Mai distogliere lo sguardo da Dio, da Cristo, dalla Chiesa, dalla Vergine Maria, dalla Gerusalemme celeste.

Nel Messaggio del 25 agosto 2025 la Madonna ha voluto mostrare il suo Cuore e quello di Suo Figlio Gesù che sono quelli che salveranno il mondo. Ci ha esortato a rinnovare la fiducia in Lei e in Suo Figlio. Dio ha inviato Maria per guidarci e a Lei ci dobbiamo affidare se vogliamo salvarci. La Madonna ci invita ad affrontare la grande battaglia spirituale con la totale fiducia nell’amore di Dio, in modo da essere a nostra volta le sue mani tese verso quelli che vacillano, verso quelli che saranno travolti dalle onde della tempesta.

La Madonna ci chiede di avere fiducia in lei e di rinnovare ogni giorno questo affidamento.

Teniamo sempre presenti le parole del Messaggio del 1° gennaio 2001: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei».

Affidandoci ogni giorno nella preghiera, consacrandoci ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria e a quello di suo Figlio Gesù, la nostra casa sarà edificata sulla roccia, su di essa troverà stabilità e sarà solida, non verrà abbattuta dalla tempesta del male. La Madonna è qui per accompagnarci a Suo Figlio, ci guida con i suoi Messaggi ci conforta con la sua presenza.

🔴LIVE🔴DAL NOSTRO STUDIO-STAND – #MEETING #RIMINI – Interviste a cura dell’inviato Giuseppe Ferrari – 26/08/2025

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In Donbass, nei bunker della prima linea: «La guerra ormai è una gara a chi innova i droni prima degli altri. E tutti compriamo i componenti dalla Cina»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 26 Agosto 2025

A Dobropillia, città devastata dall’artiglieria di Mosca. La sfida dei soldati ucraini: noi e i russi usiamo gli stessi pezzi, venduti dai cinesi

DOBROPILLIA (DONBASS) – «Vedi tutti questi droni? Alla fine, quelli che ci guadagnano di più da questa guerra sono i cinesi, vendono sia a noi che ai russi i componenti fondamentali. Tutti compriamo da Pechino». Le frasi del maggiore Sergei — ingegnere e ufficiale 48enne del battaglione di forze speciali «Taifun» incaricato di coordinare le unità dei droni nel Donbass — ci accompagnano nella visita ai loro bunker comando e poi sulla linea del fronte nella cittadina sconvolta dai raid russi di Dobropillia.

Ci arriviamo in circa un’ora e mezza di auto da Kramatorsk su strade dove i genieri ucraini stanno stendendo ragnatele di reti sospese per contrastare i droni nemici. I comandi di Mosca avevano iniziato l’attacco per prendere Dobropillia l’11 agosto e da allora la linea delle trincee sta rapidamente cambiando in tutto il Donbass settentrionale.

Ma, prima di arrivare nel cuore della cittadina che in tre settimane è stata distrutta dai bombardamenti russi per il 40 per cento e dalla quale gran parte dei suoi 28 mila abitanti hanno scelto di sfollare, facciamo tappa nel bunker comando della «Taifun». È stato adattato negli scantinati di alcune palazzine di epoca sovietica e scendendo pochi gradini sottoterra si entra nel laboratorio della guerra del futuro. «Noi disponiamo di droni commerciali manufatti in carbonio dalle ditte ucraine. Qui poi li modifichiamo per le esigenze dei combattimenti: aggiungiamo i dispositivi per agganciare le bombe e mettiamo le batterie al litio potenziate», racconta Sergei.

Attorno a lui ci sono tecnici e ingegneri in maglietta e pantaloncini. Lavorano come fossero in un qualsiasi centro di ricerche, sugli schermi dei computer appaiono paginate di formule matematiche. Ricevete anche droni dagli alleati della Nato? «Sì, ma non servono, si rivelano obsoleti. Ormai siamo noi ucraini a insegnare agli alleati in Europa o negli Stati Uniti le tecnologie della nuova guerra nei cieli. A noi più che altro servono aiuti economici per comprare sul mercato il meglio dell’elettronica», risponde mostrando le batterie superleggere e la componentistica cinesi. Da una serie di scaffali recupera le fibre ottiche e le matasse di cavi che servono per controllare i droni a filo. «Questi funzionano per evitare le interferenze elettroniche russe. I nostri cavi però sono lunghi 15 chilometri, quelli russi arrivano a oltre 25 e loro sono molto bravi nel costruire i meccanismi che paralizzano i nostri telecomandi. La sfida è tutta qui: sapere essere sempre un passo avanti del nemico. Ed è un processo velocissimo. Il meccanismo, l’arma che oggi sembra decisiva, già tra un mese potrebbe rivelarsi superata. Siamo in rincorsa continua».

In questo laboratorio modificano soprattutto droni che valgono tra i 500 e 1.000 dollari. Sono armi usa e getta con un raggio di 10-15 chilometri. Quelle dei russi sono costruite in alluminio, meno sofisticate, ma molto efficaci quando lanciate in grande numero. «Per ogni nostro drone i russi ne sparano dieci; dispongono anche di più uomini da mandare in pattuglia», dice l’ufficiale. Da pochi giorni entrambi gli eserciti stanno lanciando i matka, i droni «madre» che possono volare sino a 50 chilometri di distanza e hanno attaccati alle ali due piccoli «figli» kamikaze. Oggetti costosi: oltre 200 mila euro per un singolo matka: sino ad ora vengono usati con parsimonia.

Verso mezzogiorno percorriamo in jeep gli ultimi 20 chilometri di strada deserta per Dobropillia. «Il nostro mezzo è dotato di jammer per interferire nelle lunghezze d’onda dei droni russi. Ma la tecnica migliore è viaggiare a oltre 150 all’ora, visto che in genere loro non superano i 70», dice l’autista, un trentenne di Dnipro.

Gli ultimi 2-3 chilometri sono assolutamente spettrali. Già dai primi palazzi appare evidente la solita tecnica russa della terra bruciata. Le loro bombe plananti e le artiglierie stanno distruggendo la zona urbana con sistematica ferocia. Le loro pattuglie avanzate sono a quattro o cinque chilometri dal centro. Dobropillia inizia a ricordare gli scenari visti a Bakhmut, Avdiivka, Pokrovsk o Chasiv Yar, le città che hanno già occupato o stanno prendendo.

«C’è da chiedersi dove troverà i soldi Putin per ricostruire. Avrà bisogno di miliardi», osserva il soldato che ci scorta con il mitra puntato verso il cielo, nel caso dell’arrivo di droni.

Ogni tanto passa un civile carico di sacchi di cibo. Acqua e luce sono interrotte, i negozi hanno chiuso e la gente viene aiutata dai soldati. «Noi abbiamo invitato tutti a evacuare, ma tanti anziani preferiscono restare, vivono come topi rintanati nelle cantine», spiega Sergei.

Anche la zona del mercato è stata colpita: sacchi di patate, carote, conserve sono riversi nei vicoli. Si vedono piccioni e cani morti. A un certo punto un ronzio spettrale ci fa correre in un negozio abbandonato. Un anziano passa con la sua bici carica di pacchi. «Non voglio parlare con i giornalisti», sibila ostile. Un’ora dopo il nostro arrivo decidiamo di ripartire.

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