BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Il video di Papa Leone XIV per Lampedusa: «Spero di salutarvi presto di persona, voi siete un baluardo contro provvedimenti ingiusti»

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 3 Settembre 2025

Sono passati dodici anni da quando il predecessore di Prevost, Papa Francesco, pochi mesi dopo l’elezione, scelse di compiere il suo primo viaggio proprio a Lampedusa per denunciare la «globalizzazione dell’indifferenza»

Un saluto «oggi a distanza, ma spero presto in presenza, di persona». Sono passati dodici anni da quando Francesco, pochi mesi dopo l’elezione, scelse di compiere il suo primo viaggio a Lampedusa per denunciare la «globalizzazione dell’indifferenza» ed ora Leone XIV sembra promettere, in forma di auspicio, un viaggio futuro nell’isola, o almeno un’udienza ai suoi interlocutori. Papa Prevost ha registrato un video per la candidatura del progetto «Gesti dell’accoglienza» alla lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco: «Il mio “grazie”, che è il “grazie” di tutta la Chiesa per la vostra testimonianza, prolunga e rinnova quello di Papa Francesco. “Grazie” alle associazioni, ai volontari, ai sindaci e alle amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; “grazie” ai sacerdoti, ai medici, alle forze di sicurezza e a tutti coloro che, spesso invisibilmente, hanno mostrato e mostrano il sorriso e l’attenzione di un volto umano a persone sopravvissute nel loro viaggio disperato di speranza», dice Leone XIV.

L’essenziale del messaggio, comunque, è il fatto che Leone XIV accolga e rilanci le ragioni che avevano portato il predecessore nel cuore del Mediterraneo: «Voi siete un baluardo di quell’umanità che le ragioni gridate, le paure ataviche e i provvedimenti ingiusti tendono a incrinare. Non c’è giustizia senza compassione, non c’è legittimità senza ascolto del dolore altrui. Tante vittime – e fra loro quante madri, e quanti bambini! – dalle profondità del Mare nostrum gridano non solo al cielo, ma ai nostri cuori. Parecchi fratelli e sorelle migranti sono stati sepolti a Lampedusa, e riposano nella terra come semi da cui vuole germogliare un mondo nuovo».
La «globalizzazione dell’indifferenza» denunciata da Papa Francesco «sembra oggi essersi mutata in una globalizzazione dell’impotenza», aggiunge il Papa: «Davanti all’ingiustizia e al dolore innocente siamo più consapevoli, ma rischiamo di stare fermi, silenziosi e tristi, vinti dalla sensazione che non ci sia niente da fare. Cosa posso fare io, davanti a mali così grandi? La globalizzazione dell’impotenza è figlia di una menzogna: che la storia sia sempre andata così, che la storia sia scritta dai vincitori. Allora sembra che noi non possiamo nulla. Invece no: la storia è devastata dai prepotenti, ma è salvata dagli umili, dai giusti, dai martiri, nei quali il bene risplende e l’autentica umanità resiste e si rinnova». Così, «come alla globalizzazione dell’indifferenza Papa Francesco oppose la cultura dell’incontro, così vorrei che oggi, insieme, iniziassimo a opporre alla globalizzazione dell’impotenza una cultura della riconciliazione».

A Lampedusa, del resto, Bergoglio ricordò al mondo la la domanda di Dio a Caino: «Dov’è tuo fratello?» Lo stesso brano della Genesi che Leone XIV, nel salutare i partecipanti al terzo World Meeting on Human Fraternity, ha richiamato venerdì mattina come «principio di riconciliazione» per il mondo diviso da guerre e ingiustizia: «Quel primo omicidio non deve indurre a concludere: “è sempre andata così”. Per quanto antica, per quanto diffusa, la violenza di Caino non si può tollerare come “normale”. Al contrario, la norma risuona nella domanda divina rivolta al colpevole: «Dov’è tuo fratello?». Una domanda che «va fatta nostra», ha scandito, parlando in inglese: «Interiorizzata, risuonerà così: “Fratello, sorella, dove sei?”. Dove sei nel business delle guerre che spezzano le vite dei giovani costretti alle armi, colpiscono i civili, bambini, donne e anziani indifesi, devastano città, campagne e interi ecosistemi, lasciando dietro di sé solo macerie e dolore? Fratello, sorella, dove sei tra i migranti disprezzati, imprigionati e respinti, tra quelli che cercano salvezza e speranza e trovano muri e indifferenza? Dove sei, fratello, quando i poveri vengono incolpati della loro povertà, dimenticati e scartati, in un mondo che stima più il profitto delle persone? Fratello, sorella, dove sei in una vita iperconnessa ma in cui la solitudine corrode i legami sociali e ci rende estranei anche a noi stessi?».

Il riferimento al conflitto israelo-palestinese

La risposta «non può essere il silenzio» ma «la scelta di un’altra direzione di vita, di crescita, di sviluppo», ha spiegato: «Riconoscere che l’altro è un fratello, una sorella, significa liberarci dalla finzione di crederci figli unici e anche dalla logica dei soci, che stanno insieme solo per interesse. Non è soltanto l’interesse a farci vivere insieme». A questo punto, Leone XIV ha aggiunto una considerazione esegetica che sembra rivolta in particolare al conflitto Israelo-palestinese, alla pretesa dei fanatici di possedere la terra per volontà divina: «Le grandi tradizioni spirituali e anche la maturazione del pensiero critico ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi è simile e negano chi è diverso. È interessante che nella Bibbia, come ci ha fatto scoprire l’esegesi scientifica, sono i testi più recenti e più maturi a narrare una fraternità che supera i confini etnici del popolo di Dio e che si fonda nella comune umanità. Lo testimoniano i racconti di creazione e le genealogie: una sola è l’origine dei diversi popoli – anche dei nemici – e la Terra, coi suoi beni, è per tutti, non per alcuni».

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Puntata 2🙏

Loading the player...

L’APOCALISSE E’ INCOMINCIATA MA POCHI SE NE SONO ACCORTI

CLASSIFICA AMAZON


IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE

PRESSO RADIO MARIA
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADE LIVIO”

IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 23 – La rivelazione di Gesù Cristo è completa e definitiva

Loading the player...

AIUTIAMO RADIO MARIA A COMPIERE LA SUA MISSIONE IN ITALIA E NEL MONDO

Cari amici, il 13 settembre si celebra la Giornata Internazionale del Lascito Solidale.
Questa giornata è dedicata a promuovere e diffondere la cultura del lascito solidale, ovvero la possibilità di destinare una parte dei propri beni a una causa no-profit dopo la morte, attraverso un testamento.
Cos’è il lascito testamentario solidale?
È un atto di forte generosità che permette di lasciare un segno duraturo a favore di chi ne ha più bisogno: puoi sostenere il progetto e l’attività evangelica di Radio Maria attraverso il Lascito Testamentario! Ogni lascito a Radio Maria verrà valorizzato e il suo contributo finalizzato interamente al sostegno della missione di Evangelizzazione nel mondo.

Il testamento è un atto modificabile e aggiornabile durante la vita del testatore, garantendo la flessibilità nel cambiare le proprie volontà.
Tutela i diritti degli eredi: un lascito solidale non lede i diritti dei familiari più prossimi e non compromette la loro quota ereditaria.
Funge da strumento di comunicazione: la giornata promuove un dialogo aperto su un argomento spesso considerato “tabù”, incentivando le persone a considerare l’importanza di fare testamento.
Crescente altruismo: la Giornata Internazionale del Lascito Solidale evidenzia come sempre più persone in Italia scelgano di inserire un lascito nei propri desideri post mortem, mostrando un aumento nella propensione a fare del bene agli altri sia materiale che spirituale.

Per informazioni sulle modalità di inserimento nel proprio testamento di un lascito testamentario da destinare a Radio Maria potrai scrivere un’e-mail [email protected], chiamare l’ufficio informazioni 031-610600 oppure mandare messaggio WhatsApp 031 610610

«Sono stato l’ultimo a parlare con Kirk». La testimonianza dell’attivista democratico che ha fatto la domanda sulle sparatorie di massa prima dell’assassinio

di Redazione Esteri – Corriere della Sera – 12 Settembre 2025

Il 29enne Hunter Kozak stava discutendo con l’influencer proprio di sparatorie di massa: «All’inizio ho pensato a un petardo. Quello che è successo è intollerabile»

Kirk lancia cappelli prima dell’inizio del suo evento alla Utah Valley University (Ap)

Aveva già partecipato ad eventi di Charlie Kirk, l’ultimo poche settimane fa a Tampa, in Florida. Quando ha saputo che l’attivista conservatore avrebbe parlato alla sua università, ha deciso subito che sarebbe stato presente.

Hunter Kozak, 29enne a sua volta attivista – democratico, studente di matematica e filosofia – sui social, si è messo in coda con la moglie sul prato della Utah Valley University di Orem un’ora e mezza prima che il dibattito con Kirk iniziasse. La sicurezza lo ha fatto arrivare fino alle transenne dopo avergli chiesto quale domanda volesse rivolgere all’ospite dell’ateneo. 

«E non sarebbe potuta essere una domanda peggiore», ha detto Kozak al New York Times: perché quando Kirk è stato colpito fatalmente, i due stavano dibattendo proprio di sparatorie di massa. Kozak aveva valutato di parlare di Epstein, o di gender, ma poi ha deciso per le stragi con armi da fuoco, anche perché suo fratello è stato coinvolto in passato in uno shooting. 

Quando il colpo è stato esploso «pensavo fosse un petardo», spiega Kozak. Ma ha impiegato qualche frazione di secondo a rendersi conto di cosa fosse davvero successo: «Ho visto il sangue, mi sono buttato a terra e ho cercato di allontanarmi dal palco», racconta al Washington Post. «Ho pensato: è un assassinio, Charlie era il bersaglio ed è morto»

Kozak è tornato a casa dai suoi due bimbi, la seconda nata la scorsa domenica. Non ha risposto ai molti messaggi che gli sono arrivati da familiari, amici e follower (ne ha 34 mila su TikTok), per timore di esporsi.

Ma, passate 24 ore, si è fatto avanti proprio sui social: «Per quanto fossi in disaccordo su tutto con Kirk, una cosa mi accomunava a lui: la voglia di confrontarsi con chi non la pensa come me, il dibattito libero». Ha poi riflettuto sul fatto che lui, come Kirk, ha una famiglia, sul fatto che sono coetanei: «Era un padre, come me. Un essere umano. Quello che è accaduto è intollerabile»

La moglie di Kozak stava riprendendo il botta e risposta con Kirk, e ha consegnato i video alla polizia. Nel frattempo, sui social molti hanno puntato il dito contro Kozak, alcuni account di destra dopo l’attacco hanno indicato in lui il possibile colpevole. Quello vero, il 22enne Tyler Robinson, è stato arrestato dalla polizia. 

Non ha molto altro da dire, Kozak: «Sono devastato. I miei pensieri vanno alla famiglia di Charlie». 

Chi è Tyler Robinson, il killer di Charlie Kirk: 22 anni, ha confessato a un amico di famiglia. «Su un proiettile le parole “Bella ciao” e “Prendi questa, fascista”»

di Redazione Online – Correre della sera – 12 Settembre 2025

Secondo il governatore dello Utah, Robinson ha confessato a un amico di famiglia, poi è stato consegnato alle autorità dai familiari. Sui proiettili aveva inciso scritte come «Bella ciao» e «Hey fascista, beccati questa»

Tyler Robinson, 22 anni, è stato arrestato con l’accusa di essere il killer di Charlie Kirk, attivista e influencer conservatore ucciso mercoledì in una università dello Utah. A rivelare che un sospettato era stato fermato è stato il presidente degli Stati Uniti – e amico personale di Kirk – Donald Trump.

Robinson, 22 anni, vive nello Utah, ed era in fuga dal giorno dell’assassinio. Secondo le autorità, avrebbe agito da solo. «Non prevediamo altri arresti. Ha agito da solo. Ma le indagini continuano». 

Secondo il governatore dello Stato, Spencer Cox, Robinson ha confessato a un amico di famiglia, un pastore, con cui il padre sarebbe entrato in contatto dopo aver visto le immagini diffuse dall’Fbi. Cox ha detto che i familiari del ragazzo lo hanno poi consegnato alle autorità. Robinson ha poi confessato anche all’Fbi.

Sulle pallottole, Tyler Robinson aveva scritto alcune frasi: tra queste, «Bella ciao», «Hey fascista, beccati questa» e «Se leggi questo, sei gay, LMAO». (LMAO è l’acronimo di «Laughing my ass off» – «Me la faccio sotto dal ridere»).

Cox ha riferito che gli investigatori hanno interrogato anche il coinquilino di Robinson, il quale ha mostrato loro dei messaggi tra lui e un account con il nome «Tyler» sull’app di messaggistica Discord. 

Nei messaggi, «Tyler» dichiarava la necessità di recuperare un fucile da un punto di consegna, lasciarlo in un cespuglio, sorvegliare l’area in cui il fucile era stato lasciato e di tenerlo avvolto in un asciugamano. Nei messaggi, ha aggiunto, si parlava anche di incidere proiettili, di un mirino e del fatto che il fucile fosse «unico».

Robinson- secondo quanto dichiarato da Cox – aveva cambiato gli abiti, indossando quelli neri con i quali è stato ripreso dalle telecamere, sul tetto da cui ha sparato. Quando è stato arrestato, aveva invece gli stessi abiti con cui era stato visto dalle telecamere prima di sparare.

La madre di Robinson, sul suo profilo Facebook, parlava del figlio come di  uno studente brillante, e aveva pubblicato un video di Tyler mentre leggeva la lettera in cui gli veniva comunicata l’assegnazione di una borsa di studio nazionale di 32.000 dollari per la Utah State University. Robinson avrebbe studiato per un semestre nell’università; non era però attualmente tra gli iscritti.

«Ringrazio le forze dell’ordine che in poco tempo hanno arrestato il sospettato e ringrazio i familiari di Tyler Robinson che hanno fatto la cosa giusta, portandolo alle forze dell’ordine», ha detto Cox. «È stato un giorno terribile per il nostro Paese e per lo Stato dello Utah, ma abbiamo messo un punto a questa pagina triste», ha aggiunto.

Non è al momento chiaro quale sia la motivazione dietro all’assassinio di Kirk, ma un membro della famiglia Robinson, parlando con le autorità, ha detto che Tyler era «diventato più interessato alla politica, ultimamente», e parlava in modo negativo di Kirk. Secondo il killer, «Kirk era pieno di odio, e diffondeva odio».


PS. Come può un giovane di 22 anni, con una brillante carriera universitaria davanti,  arrivare una decisione folle, con la quale ha distrutto una famiglia, oltre che se stesso e la sua di famiglia?

L’odio a tutti i livelli si sta impadronendo dei cuori ed è questa la bomba atomica che distruggerà l’umanità se non ritorniamo al Dio dell’amore, del perdono  e della pace.

Padre Livio

🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Mirjana di Medjugorje – Agosto 2001 – 3 parte

Loading the player...

Medjugorje: perché non ho dubbi – di P. Livio – 39. I Segreti di Medjugorje e la fine del mondo – 12/09/2025

Pagina 408 di 1287

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy