
27. «Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nei cuori» (25 agosto 2024)
La Madonna ci richiama alla vita cristiana come a un grande combattimento spirituale che avviene all’interno del cuore di ogni persona umana: una battaglia fra il bene e il male.
Come possiamo cogliere il bene e il male? La Chiesa risponde dicendo che c’è una voce interiore che indica il bene da fare e il male da evitare. La voce della coscienza che dice di non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, è impressa nell’anima umana come la legge di Dio impressa nel cuore dell’uomo. Questa voce può essere offuscata, deviata o soffocata, ma se viene ascoltata diventa sempre più forte e sempre più parte di noi stessi. Le persone che ascoltano la coscienza hanno dei valori universali, nonostante nasciamo nel peccato originale. Chi non è stato battezzato non ha la grazia che rafforza la voce della coscienza e la capacità di ascoltarla per metterla in pratica, ma lo Spirito Santo opera in tutti i cuori. Dio agisce anche al di là della Chiesa per vie a Lui note, che sono quelle del cuore.
In questo modo si possono trovare persone buone – con valori cristiani e umanamente rilevanti – anche fuori dalla Chiesa e in altre religioni. Nell’Islam, ad esempio, anche se a volte diventa una dottrina politica più che di salvezza, c’è un forte senso di Dio. L’Induismo, invece, coltiva la pratica dell’ascetica, ovvero il distacco dalle cose materiali e il senso dell’assoluto nel quale, tuttavia, non c’è quella distinzione tra la creatura e il Creatore; pertanto, l’uomo stesso sarebbe l’espressione divina. Il Buddismo, infine, è nato come terapia al dolore umano e dobbiamo vedere i limiti di questa religione che non va al di là della psicologia umana. Oltre all’uomo c’è il nulla, che non è un’espressione mistica come la intendeva San Giovanni della Croce.
La lotta fra il bene e il male si compie nel cuore di ogni uomo. Newman ci ha insegnato che l’anima è il sigillo di Dio, è capace di Dio e quindi è il riverbero della Santità di Dio che il peccato originale non ha offuscato del tutto. Per tale motivo chi è fuori dalla Chiesa – con l’aiuto della grazia e la preghiera può arrivare alla salvezza – per mezzo della grazia di Cristo. La salvezza avviene anche al di fuori della Chiesa attraverso lo Spirito Santo per le vie del cuore. La Bibbia è piena di figure che si sono salvate pur non essendo nella Chiesa, come i Magi, ma le storie di conversione e di illuminazione non si limitano alla Sacra Scrittura; infatti, anche nella cultura storica abbiamo personaggi importanti come Platone, Seneca, Virgilio che hanno avuto la grazia.
La battaglia fra il bene e il male avviene nella coscienza. Essa viene formata dall’esterno attraverso l’insegnamento della Chiesa con la Divina Rivelazione. La Parola di Dio ci accompagna nel corso della storia fino all’Incarnazione e fino al Nuovo Testamento. La Chiesa è basata sulla Parola di Dio, sull’analisi della legge morale naturale che è impressa nel cuore di ogni uomo, è esperta in umanità – come diceva Paolo VI – e sviluppa quel magistero attraverso il quale la coscienza viene custodita, formata, indirizzata, illuminata.
Newman ha affermato che la coscienza è il vicario di Cristo in noi e quando è ben formata – quindi non offuscata dalle nostre passioni e dalle nostre presunzioni – è in perfetta sintonia con l’insegnamento della Chiesa. La coscienza non deve avere la presunzione di formarsi da sola perché il compito della Chiesa è quello di custodire la Parola di Dio e di insegnarla. La Chiesa purifica la coscienza dai soggettivismi e dalle deviazioni; perciò, non ci può essere una contraddizione tra una coscienza retta e l’insegnamento della Chiesa.
È molto interessante questa posizione di Newman perché in passato i cattolici venivano attaccati in quanto, obbedendo al Papa, si sottraevano ai comandi del potere politico che ai tempi di Newman era il re. Affermavano che i cattolici per seguire la propria coscienza rischiavano di sottomettersi a una potenza straniera. Newman rispose che un vero sovrano deve muoversi nell’ambito della legge naturale. Per questo motivo non può essere favorevole, ad esempio, all’aborto, che è l’uccisione di un neonato.
La Madonna portando il vero campo di battaglia nel cuore, ci riporta all’ascolto della voce di Dio che è la coscienza. La Parola di Dio può essere deviata da una coscienza manipolata, inquinata dalle nostre passioni, fino ad arrivare ad essere sepolta sotto una coltre di peccati mortali che la zittiscono. Quando la coscienza viene silenziata è un pericolo gravissimo perché ci porta alla morte impenitente e alla perdizione dell’anima.
Dobbiamo prendere consapevolezza che la battaglia fra il bene e il male è nel cuore che pensa, non c’è una separazione totale tra la mente e il cuore perché sono due organi collaboranti. Dobbiamo illuminare, rafforzare, fortificare la voce della coscienza con l’insegnamento della Chiesa. Se l’insegnamento della Chiesa è assistito dallo Spirito Santo dobbiamo arrivare al grande obiettivo di essere coscienze rette, conformi alla Volontà e alla Verità di Dio. Questo è un lungo cammino che dobbiamo fare anche con l’istruzione, la meditazione, l’ascolto della Parola di Dio e l’insegnamento della Chiesa, in particolare gli insegnamenti magisteriali del Papa.
Dobbiamo puntare ad essere uomini di coscienza, cioè uomini che ascoltano la coscienza e la formano. Per fare questo è necessario fare un lungo combattimento spirituale, perché anche dopo il Battesimo rimangono in noi le radici del male, la ferita del peccato originale. Ma non è quello che porta all’inferno, perché sotto l’influsso della grazia di Dio si può reagire. Se non si lotta contro il diavolo, si viene trascinati fino ad essere soffocati dal male ed essere impenitenti.
La Regina della pace ci invita a combattere ogni giorno pregando Dio che ci guidi nel comprendere qual è il bene che dobbiamo fare e il male da evitare. Chiediamo la grazia di Dio per essere forti e decisi nella fede, essere coraggiosi nella testimonianza. Come dice Santa Caterina da Siena, dobbiamo “speronare” la coscienza e l’anima ogni giorno. Dobbiamo essere in questa prospettiva decisa, forte e coraggiosa.
Questo è il cammino di santità che dobbiamo fare ogni giorno. Quando la coscienza dice che abbiamo fatto male, dobbiamo pentirci, confessarci e riprendere il cammino facendo prevalere il bene. Il male ci lascia sempre qualcosa perché satana, con i suoi raggiri, provoca molte ferite. Dobbiamo guarirle con la preghiera, la grazia di Dio, con la pratica dei Sacramenti – Confessione e Comunione – in modo tale da essere uomini di coscienza, buoni, affidabili. Se siamo questo tipo di persone, la Madonna ci chiamerà per vincere la battaglia per il trionfo del suo Cuore Immacolato.
«Cari figli! Oggi la mia preghiera con voi è per la pace. Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini. Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile. Figlioli, la pace prevalga in voi ed attorno a voi. Vi benedico con la mia benedizione materna affinché, figlioli, siate gioia per tutti coloro che incontrate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 agosto 2024 (Con approvazione ecclesiastica)
Esteri | CR 1924 12 Novembre 2025
di Roberto de Mattei
L’elezione di Zohran Mamdani, a sindaco di New York è un evento di rilevanza internazionale, che merita alcune considerazioni.
L’elezione di un candidato di estrema sinistra nella più influente città americana conferma prima di tutto l’esistenza di una forte polarizzazione all’interno degli Stati Uniti. L’uccisione di Charlie Kirk, lo scorso 10 settembre, l’aveva già messa in luce. Tyler Robinson, assassino del giovane leader conservatore, rappresenta infatti una radicale espressione di quel mondo ultra-progressista americano che odia visceralmente l’ordine sociale tradizionale e che è pronto ad usare anche la violenza per distruggerlo. Donald Trump, anch’egli scampato ad un attentato il 13 luglio dello scorso anno, è considerato il nemico per eccellenza di questo mondo.
New York, pur non rappresentando l’America profonda, è una vetrina dell’America sul mondo e chi oggi la guida è un social-comunista, nemico giurato del presidente degli Stati Uniti. Mamdani ha presentato la propria vittoria come una sfida diretta a Donald Trump, insistendo sul fatto che la sua battaglia politica non si esaurisce entro i confini municipali. «New York sarà l’avanguardia della resistenza», ha affermato nel suo discorso da nuovo sindaco di New York al Brooklyn Paramount, poco dopo la sua vittoria elettorale.
La città di New York si trova a fronteggiare gravi problemi, come l’aumento della criminalità, la crisi del mercato immobiliare, la precarietà delle infrastrutture, la bassa qualità dell’istruzione e il degrado urbano. Le ricette proposte da Mamdani, «più attivista che amministratore», come sottolinea il New York Post del 24 ottobre, sono utopiche e rischiano di aggravarla. Le sue priorità sembrano riguardare la mobilitazione ideologica più che la gestione pragmatica. New York diviene così la piattaforma di una battaglia planetaria. Non a caso, in un’intervista del 16 giugno 2025, Mamdani ha usato l’espressione «Globalize the Intifada», per indicare l’orizzonte globale di una lotta che ha le sue fondamenta nel teatro medio-orientale.
Mamdani è il primo sindaco musulmano di New York, di origine sud-asiatica, nato in Africa e da pochi anni cittadino americano, ma il padre Mahmood Mamdani, è professore di antropologia alla Columbia University e la madre, Mira Nair, è una famosa regista cinematografica. Nella biografia, e nel programma di Mamdani, confluiscono dunque due identità apparentemente antitetiche: da una parte la cultura woke – figlia delle università progressiste americane – dall’altra il filo-islamismo sempre più diffuso, come in Europa, tra gli immigrati musulmani di seconda e terza generazione. Di questi due mondi, uno celebra il relativismo e la fluidità identitaria, l’altro si richiama alla legge della Shari’a.
Il paradigma woke interpreta l’Occidente come una struttura di potere da decostruire metodicamente. In essa vede l’origine di ogni “oppressione”: il colonialismo, il patriarcato, il capitalismo, l’etero-normatività. L’obiettivo finale non è riformare, ma dissolvere identità, confini, tradizioni.
L’islamismo politico legge l’Occidente in una chiave opposta ma speculare: non come una costruzione culturale ingiusta, bensì come una civiltà in declino, segnata dalla corruzione dei costumi, dalla secolarizzazione forzata e da un’espansione geopolitica percepita come aggressiva o ostile verso il mondo musulmano.
Il lessico politico di Mamdani attinge dunque al serbatoio retorico di movimenti islamisti e di ultra-sinistra, che dividono il mondo in oppressori e oppressi e considerano l’Occidente un blocco moralmente delegittimato. Come ha titolato il New York Post: «Non è islamofobia notare che Mamdani odia l’Occidente». L’articolo non giudica le sue idee: constata la sua ostilità verso i pilastri della cultura occidentale.
La convergenza tra islamismo radicale e attivismo woke non è costruita su di un progetto, ma su una coalizione essenzialmente negativa, caratterizzata più dal rifiuto che da una proposta costruttiva. In questo senso, la strategia che unisce elementi dell’ideologia islamista con pratiche tipiche dei movimenti di ultra-sinistra può essere definita “anarco-islamismo”.
L’idea di fondo non è di creare reti internazionali con le istituzioni e la società, ma di sostenere esperienze di protesta radicale e di opposizione permanente, per creare un clima di conflittualità sociale e culturale, soprattutto nelle grandi città, facendo percepire la società occidentale come in “crisi”.
Lo spazio urbano, dove le tensioni emergono più facilmente, diventa il teatro privilegiato dell’azione: manifestazioni che spesso sfociano nella violenza, occupazioni, contro-narrazioni sui social media. E’ la logica rivoluzionaria: quando la Verità cessa di essere il principio ordinatore di riferimento, il vuoto viene riempito dai suoi negatori, anche se in maniera caotica e frammentata.
New York ha rappresentato per decenni la tribuna della cultura liberaldemocratica mondiale. Era la città in cui le Nazioni Unite hanno trovato sede, dove si sperimentavano le forme più avanzate di pluralismo culturale, dove la libertà individuale – economica, politica, artistica – veniva innalzata a paradigma universale.
La città incarnava ciò che Francis Fukuyama, nel 1992, definì «la fine della storia»: il trionfo della democrazia liberale come modello definitivo dell’organizzazione politica mondiale. Questo progetto è fallito e dobbiamo prenderne atto.
L’elezione di Zohran Mamdani non è solo un cambio di amministrazione, ma attesta l’autodissoluzione di una cultura liberale, che non solo si è dimostrata incapace di fronteggiare i nemici dell’Occidente, ma che spiana loro la strada.
L’Occidente, non può più identificarsi con la civiltà moderna, figlia delle Rivoluzione francese, ma con la civiltà cristiana, che ha le sue radici nel Medioevo e nella cultura greco-romana. Lottiamo per difendere questa civiltà e Zohran Mamdani, che vuole distruggerla, è un nostro nemico culturale.

Programma di Padre Livio – Giovedì 13 novembre 2025
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA
+L’anarco Islamismo di Zohran Mamdani
+Convegno sulla mistica in Vaticano
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede (36)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
“Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nei cuori” (25 Agosto 2024)
+Dio e il Demonio – l’odio e l’amore – la menzogna e la verità, l’odio e la vendetta
+La vita è una battaglia che ha come campo il cuore dell’uomo
+Da chi vince dipende il nostro destino eterno
+Il vincitore è determinato dalle nostre scelte
+La battaglia dura tutta la vita
+Puntare fare abitare sempre Dio nel nostro cuore
+Domanda: in questo momento a chi appartiene il nostro cuore?
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Maia Madre di infinita tenerezza
h. 10.05: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (2)
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150
TROVI LE PRECEDENTI PUNTATE NELLA SEZIONE CATECHESI DI PADRE LIVIO
disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 031 610610
-segreteria 031 610600
[email protected]
