Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
(Messaggio della Regina della pace a Vicka per un gruppo di pellegrini di Radio Maria – 1 Gennaio 1987)
Cari Presidenti, Direttori di Radio Maria e Assistenti Editoriali di Radio Maria il 7 Luglio 2025 nella Newsletter che vi ho inviato col Messaggio della Regina della pace, ho invitato tutte le nostre radio a leggere il Messaggio agli ascoltatori e a pubblicarlo su tutti i social, conservando i Messaggi sul sito della Radio per la consultazione. Questo ora è possibile a tutti perché i Messaggi hanno la approvazione ecclesiastica del Delegato papale a Medjugorje. Radio Maria Italia lo ha fatto per ogni messaggio a partire dalle sue origini e per questo è stata benedetta dalla Madonna nella sua diffusione nel mondo. Se vogliamo conservare questa benedizione tutte le radio Maria del mondo siano zelanti nel diffondere i Messaggi della Regina della pace. Non siate pigri e non abbiate paura. Leggete e spiegate i Messaggi agli ascoltatori, pubblicateli sui nostri social e diamo buon esempio cercando di viverli. Dio ci benedica e la Regina della pace ci protegga col suo amore. Padre Livio
Migliaia di automobilisti possono leggere il Messaggio passando lentamente in macchina davanti alla Sede di Radio Maria.
In tanti anni che vado a Medjugorje non ho mai visto il Messaggio della Madonna esposto visibilmente in qualche parte. O mi sbaglio? Fatemi sapere.
Per Putin perdere in Ucraina sarebbe un fiasco intollerabile: e mentre l’Occidente parla di «negoziati», sul campo i russi accelerano
Perché la situazione sul fronte ucraino è così drammatica? Dietro l’urgenza di Putin, giunto al quarto inverno di un’offensiva che doveva durare… quindici giorni, c’è un imperativo geopolitico: bloccare i preparativi per l’adesione di Kiev all’Unione europea.
Benché quell’adesione non sia comparabile ad un eventuale ingresso nella Nato (che non è in agenda), tuttavia per Putin rappresenterebbe una perdita incancellabile, un fiasco totale. Se riesce a fermare quel processo, l’autocrate russo ha poi in mente un piano in più fasi per soggiogare gradualmente Kiev, infine reintegrare l’Ucraina nella sfera d’influenza russa.
Nel frattempo deve convincere tutti – la popolazione ucraina, gli europei, in America sia Trump che il Congresso e il Pentagono, infine il suo stesso entourage moscovita – che il tempo è dalla sua parte. Cosa tutt’altro che certa.
Prendo questo scenario da un’acuta analisi di un esperto militare britannico, Jack Watling, ricercatore al Royal United Services Institute di Londra. L’ha pubblicata sulla rivista americana Foreign Affairs con il titolo “L’inverno più difficile per l’Ucraina”. Eccovi la mia sintesi.
Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo quarto inverno, paradossalmente il tema dominante nelle capitali occidentali è il «dopo»: scenari di cessate il fuoco, piani di ricostruzione, garanzie di sicurezza, promesse di ingresso nell’Unione Europea e nella Nato. S
Sul campo, la realtà si muove in direzione opposta. La Russia non sta rallentando, sta accelerando. Mentre i governi discutono di negoziati, Putin cerca di imporre con le armi una soluzione che renda quei negoziati inutili: la ratifica di una sconfitta ucraina.
Per capire dove stiamo andando, vale la pena di partire da un luogo che quasi nessuno in Europa saprebbe collocare su una mappa: Pokrovsk, nodo logistico nel Donbass.
Mosca progettava di occuparla entro novembre 2024. È in ritardo di un anno, ma ora è sul punto di farcela. I russi avanzano tra edifici sventrati, macerie ghiacciate, palazzi vuoti che diventano postazioni di tiro. I droni di Mosca tagliano le vie di rifornimento, le truppe ucraine difendono casa per casa, avendo inflitto nei mesi scorsi perdite enormi: oltre 20 mila soldati russi uccisi al mese, secondo le stime più accreditate. Eppure la marea, lentamente, sale.
Pokrovsk non è un’eccezione, è un simbolo. A nord e a sud, le linee ucraine vengono «stirate», piegate, trasformate in sacche. I russi sono alle porte di Kostyantynivka. Usano droni guidati a filo e bombe plananti non solo contro obiettivi militari ma per spopolare i centri abitati man mano che entrano nel raggio d’azione: lo hanno fatto a Kherson, ora replicano la stessa strategia su Kramatorsk e possono minacciare il cuore industriale di Zaporizhzhia. Se il Donbass cade, il prossimo obiettivo logico è Kharkiv, la seconda città del Paese.
Mentre tutto questo accade, la conversazione globale si concentra sulla parola magica: «negoziato». È una parola rassicurante, che parla alla nostra stanchezza, alla nostra inquietudine di europei spettatori di una guerra lunga, costosa, incomprensibile per chi non conosce la storia di questa regione. Ma a Mosca la parola «negoziato» significa qualcos’altro: guadagnare tempo, cambiare i fatti sul terreno, logorare la resistenza ucraina, spaccare l’unità occidentale.
In questi mesi Kiev non ha chiuso la porta al dialogo. Al contrario, la leadership ucraina ha mandato più volte segnali di disponibilità. È Mosca che non si è mossa di un millimetro dalle sue pretese massimaliste. Nella versione russa, qualsiasi sospensione dei combattimenti dovrebbe avvenire a spese della sovranità ucraina, sancendo come irreversibile la perdita di territori e il diritto di Mosca di intervenire di nuovo. Finché l’aggressore è determinato a proseguire, il Paese aggredito non ha scelta: può soltanto continuare a combattere.
C’è poi un elemento che spesso in Occidente non vogliamo guardare in faccia: il comportamento della comunità internazionale, in particolare degli alleati, ha incoraggiato Putin a proseguire. Il calo dell’assistenza militare e tecnica statunitense – segnali di stanchezza del Congresso, polemiche sulla durata del sostegno – hanno alimentato nel Cremlino la speranza di poter esaurire le riserve ucraine di munizioni e di energia.
L’Europa, dal canto suo, ha parlato sempre più di quale architettura di sicurezza offrirà all’Ucraina «dopo la guerra», con una «coalizione dei volenterosi» pronta a mettere truppe sul terreno una volta firmato un cessate il fuoco. Il risultato, dal punto di vista di Mosca, è semplice: prolungare la guerra diventa il modo migliore per impedire proprio quell’integrazione euro-atlantica che l’Ucraina cerca dal 2013.
Qui tocchiamo il punto centrale. La Russia non combatte solo per un corridoio di terra verso la Crimea, per il controllo del Mar Nero, per qualche oblast in più o in meno. Combatte per impedire che l’Ucraina diventi definitivamente parte dell’Occidente, della sua economia, dei suoi sistemi di sicurezza. L’obiettivo strategico di Putin non è solo territoriale, è geopolitico: riportare Kiev nella propria orbita, svuotarne la sovranità dall’interno.
Ecco perché il Cremlino guarda con ostilità non solo alla Nato ma anche all’Unione Europea. La Russia non vuole che l’Ucraina si integri con l’Europa e con le sue strutture di sicurezza: dopotutto, l’invasione del 2022 ha le sue origini nel 2013, quando Mosca fece pressioni sul presidente ucraino di allora, Viktor Yanukovych, affinché non firmasse l’accordo di associazione con l’Unione Europea. Se un cessate il fuoco rende imminente questa integrazione, come suggeriscono i leader europei della coalizione dei volenterosi, allora la Russia ha un fortissimo incentivo a evitare un cessate il fuoco.
Se accettiamo questo punto di partenza, diventa più chiaro anche il piano di lungo periodo che Putin insegue.
Il suo obiettivo strategico è di soggiogare l’Ucraina in tre fasi. Eccolo nei dettagli, secondo Watling: «Primo, Mosca mira a occupare o distruggere abbastanza territorio ucraino da garantire che ciò che resta del Paese sia economicamente sostenibile solo con l’acquiescenza della Russia. I pianificatori russi ritengono che ciò potrebbe essere ottenuto se la Russia mantenesse i quattro oblast che ha già annesso e aggiungesse Kharkiv, Mykolaiv e Odessa, il che taglierebbe di fatto l’Ucraina fuori dal Mar Nero.
In queste condizioni, il Cremlino cercherebbe un cessate il fuoco, nella convinzione di poter poi condurre una seconda fase, in cui sfruttare leva economica e guerra politica, sostenute dalla minaccia di una nuova invasione, per esercitare controllo su Kiev. Nella fase finale, la Russia assorbirebbe l’Ucraina nella propria orbita in modo analogo alla Bielorussia».
È un programma che ricorda altri capitoli della storia europea: la riduzione territoriale e l’asfissia economica come preludio per soggiogare una nazione e ridurla in uno stato di vassallaggio, fino all’assorbimento finale. C’è una logica fredda, quasi amministrativa, dietro la ferocia delle battaglie di Pokrovsk o di Kherson. Mosca sa di essere ancora lontana dal completare la prima fase, ma conta sul logoramento progressivo delle forze ucraine: meno fanteria addestrata, meno capacità di tenere una linea difensiva continua, più vulnerabilità di fronte a un nemico che, per ora, resta all’offensiva.
Questa strategia ha però anche i suoi limiti. La Russia ha finora sostenuto la guerra con un massiccio ricorso ai volontari, comprati con bonus e indennizzi promessi alle famiglie. Nel 2024 sarebbero stati reclutati circa 420 mila uomini, più di 300 mila nel 2025. Ma il bacino di chi è disposto a rischiare la vita per un premio in denaro non è infinito. Le cifre del reclutamento sono già in calo, e le autorità hanno iniziato a usare metodi più coercitivi. A un certo punto il Cremlino dovrà cambiare modo di combattere – riducendo l’uso di ondate di fanteria sacrificate – oppure inventare un altro modello di mobilitazione.
C’è poi il limite economico. Finché la Russia riesce a vendere petrolio, gas e materie prime, ha la liquidità necessaria per comprare armamenti e pagare gli stipendi dei soldati. Ma il calo dei prezzi del petrolio nel 2025 ha cominciato a pesare sulle riserve. Gli attacchi ucraini a lungo raggio contro le raffinerie hanno già colpito la capacità di raffinazione interna e la disponibilità di carburante. Se a questo si aggiungesse una vera stretta occidentale sulla cosiddetta «flotta ombra» – la rete di petroliere vetuste che trasportano il greggio russo verso India e Cina eludendo le sanzioni – la Russia potrebbe trovarsi nel 2026 davanti a un problema di cassa molto serio.
Fino ad oggi le misure europee e americane contro questa flotta sono state timide, più simboliche che sostanziali. Eppure è qui che l’Occidente avrebbe un’arma potentissima, forse più efficace di tante dichiarazioni altisonanti sulla «fermezza» a lungo termine. Bloccare davvero, in modo coordinato, il passaggio delle petroliere della flotta ombra attraverso lo Stretto di Danimarca significherebbe colpire il cuore del sistema di finanziamento della guerra, senza necessariamente provocare un’esplosione dei prezzi, perché altri produttori OPEC sarebbero pronti a raccogliere la domanda. (E qui può risultare prezioso l’asse Usa-Arabia, il rapporto stretto fra Donald Trump e Mohammed Bin Salman).
In parallelo, l’Ucraina sta cercando di migliorare l’efficacia della propria campagna di attacchi profondi. Finora la difesa aerea russa ha abbattuto fino al 95 per cento dei droni, e non tutti quelli che arrivano a destinazione producono danni significativi. Ma Kiev sta accumulando missili da crociera di progettazione nazionale, capaci di colpire una gamma più ampia di obiettivi. Se questi sistemi verranno utilizzati contro infrastrutture di esportazione di petrolio e gas, la pressione su Mosca crescerà.
Sul fronte ucraino, il tallone d’Achille non è tanto la mancanza di uomini in età militare, quanto la capacità di trasformarli in unità combattenti efficaci. L’addestramento effettuato finora fuori dal Paese ha dato risultati deludenti, perché le unità non hanno potuto saldarsi davvero con i loro comandi e con l’equipaggiamento che poi avrebbero usato al fronte. Una delle proposte che circolano nelle capitali europee è il passaggio a un addestramento «in teatro»: istruttori europei che operano dentro l’Ucraina, coordinati dai comandi ucraini, su equipaggiamenti che poi verranno effettivamente impiegati.
È una soluzione che comporta rischi – gli istruttori diventerebbero bersagli perfetti per Mosca – ma finora i russi hanno avuto scarso successo nel colpire questo tipo di obiettivi, e il guadagno in termini di qualità delle forze ucraine potrebbe essere decisivo.
Infine c’è la questione dell’inverno che arriva. La Russia sta producendo più missili che mai, la rete elettrica ucraina è già oggi incapace di alimentare in modo continuo il Paese: anche nel centro di Kiev la corrente manca per ore ogni giorno. Il riscaldamento funziona, ma le temperature scendono. Mosca punta, oltre che sul logoramento militare, su uno stress estremo della popolazione civile: blackout prolungati, città di prima linea svuotate, fuga di famiglie dalle aree più esposte.
Se questa strategia riuscisse, la Russia potrebbe trovarsi in posizione di costringere l’Ucraina a una resa di fatto nel 2026.
Non è inevitabile.
L’analisi più realistica suggerisce un’altra via: se l’Ucraina riuscirà a tenere le linee difensive ancora un anno, e se in quello stesso arco di tempo l’Occidente saprà trasformare le sanzioni da rito simbolico in vera pressione economica – sulla flotta ombra, sulle esportazioni energetiche, sulle capacità industriali – allora il Cremlino comincerà a intravedere il rischio di una crisi di lungo periodo in cui i costi superano i benefici attesi.
Il cessate il fuoco arriverà quando la Russia sarà convinta di essere su una traiettoria insostenibile. Fino ad allora, il compito degli alleati è duplice: dare all’Ucraina i mezzi per resistere, e convincere Putin che il tempo non è più dalla sua parte.
28. «Siate uomini di speranza, di preghiera, di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile» (25 agosto 2024)
Questo Messaggio dà molta forza e molta speranza. Il tempo che stiamo vivendo è indubbiamente incorniciato in una situazione angosciante, drammatica; l’umanità ha veramente rifiutato la fede e la Croce e quindi ha abbandonato Dio. Siamo in una fase della Storia in cui l’uomo si è messo al posto di Dio e questo atteggiamento è diffuso in tutto il mondo. Ciò non toglie che, grazie a Dio, resistano delle minoranze cristiane nei diversi livelli della società, anche tra i leader politici.
Nell’insieme, la cultura mondiale e i suoi rappresentanti a tutti i livelli sono dominanti e vogliono gestire la Creazione a modo loro. La Madonna stessa ha detto che questo ha permesso a satana di regnare, di essere lui il vero padrone del mondo; si è realizzato il sogno di Lucifero di prendere il posto di Cristo. L’obiettivo di satana è quello di sconfiggere Cristo, non ci è riuscito quando lo ha tentato nel deserto e ora cerca di farlo con la Chiesa.
Il diavolo vuole mettersi al posto di Cristo e ci sta riuscendo benché la Madonna ci inviti a dare il meglio di noi in modo tale che satana non prevalga. Ciò non toglie che satana possa avere spazi in cui prevalere in questa battaglia e questo è sicuramente uno di quei momenti: gran parte dell’Occidente ha abbandonato la fede e parallelamente si sviluppano potentati (politici, tecnologici, finanziari, massmediatici) che agiscono come se Dio non ci fosse. È proprio quello che ha detto la Madonna nel Messaggio del 30 ottobre 1981: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore»; accade che questo sia avvenuto a livello mondiale perché l’umanità si è illusa di salvarsi da sola, come se Dio non fosse il Creatore. IL mondo di oggi è il regno dell’uomo, invece che il Regno di Dio. In realtà si tratta di un inganno satanico in cui l’umanità è caduta, anzi precipitata: le testate giornalistiche sono piene di notizie di omicidi, violenze e tutte le perversità che si consumano quotidianamente. Satana è il padrone dei cuori.
Negli ultimi decenni l’ateismo è diventato una religione e possiamo ben dire che senza Dio la vita non è migliorata, anzi è peggiorata, la società è degradata. La vita senza Dio è squallida. Senza Dio il male è più forte, satana si impossessa dei cuori e la vita diventa un inferno. Con Dio la vita è un Paradiso anticipato. Questa è un’esperienza esistenziale che tutti quelli che hanno sensibilità spirituale possono sperimentare e captare guardandosi intorno. Quando ci si sente in questa condizione spirituale di tenebra e, guardandosi dentro, ci si sente schiavi del demonio e imprigionati al peccato, viene voglia di suicidarsi, si pensa che la vita non abbia senso e si sperimenta il male che prevale dentro.
Satana ha una tattica ben precisa per portare l’umanità al suicidio collettivo: un conflitto mondiale, coronata dal fungo atomico su tutta la Terra. Questo è il suo programma diabolico: fa allontanare la gente da Dio e trasforma la vita in un inferno. Senza Dio non c’è pace, non c’è amore, non c’è bellezza, non c’è gioia. La vita senza Dio è un inferno anticipato. La vita con Dio è un Paradiso anticipato. La vita sulla Terra sta diventando un inferno anticipato e gli uomini che vivono senza Dio schifano la vita, la disprezzano, la svalutano. Il risveglio di chi ha satana nel cuore non è certamente caratterizzato da gratitudine, anzi. Chi vive senza Dio maledice la vita appena apre gli occhi al mattino!
Quando si ha satana nel cuore si ha l’impulso di distruggere, di attaccare. Chi ha satana nel cuore diventa un vero e proprio diavolo. La strategia di satana è portarci al suicidio collettivo: man mano che si cresce nella possessione diabolica spirituale cresce la voglia di distruggere se stessi. L’umanità va verso una fase in cui ci sarà una schiera di persone impossessate da satana che opterà per le armi atomiche, per il suicidio collettivo. È questo il pericolo che corriamo: il suicidio collettivo come soluzione per distruggere la Creazione, come vendetta contro Dio per averci creati. Tutto questo nasce dal disprezzo per la vita.
Satana brama di realizzare questo piano e la Regina della pace ce lo ha rivelato in diverse occasioni nei suoi Messaggi. La Madonna ci ha messo in guardia da questo pericolo e ha invitato l’umanità alla conversione: «Voisiate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile». Gli abissi del male sono insondabili, sono talmente vasti che non possiamo comprenderli.
Per uscire da questo abisso in cui satana vuole trascinare le nostre anime. Di fronte al dilagare del male, di fronte al fatto che i veri credenti sono pochi, come reagire? La Madonna indica la strada: la conversione. Iniziamo noi a dire no a satana, alle sue seduzioni, alle sue vanità, ai suoi progetti distruttivi. La Madonna dice “voi”; noi per primi dobbiamo lavorare per essere persone di pace, di speranza, di preghiera, di fiducia, di generosità, di verità, di compassione. Questo è necessario perché si formino le schiere degli Apostoli di Maria che contrastino le milizie diaboliche e violente di satana.
La Madonna ci chiedere di aiutarla ad aiutarci, di darle la nostra adesione. Sembra impossibile fermare i malvagi, arginare l’odio e contrastare la violenza ma Dio è l’Onnipotente e a lui tutto è possibile.
Nel tempo dei Segreti il mondo senza Dio crollerà. La Madonna lo ha detto tantissime volte perché noi avessimo fiducia nell’Onnipotenza di Dio e nello sgretolamento del male. La Madonna ha bisogno di persone di fede, di preghiera e di speranza perché con loro Dio vincerà. La Corona del Rosario sarà quella fionda con la quale le schiere di Maria stenderanno quello che aspira a diventare il padrone del mondo. È la lotta di Davide contro il gigante Golia e anche questa volta il bene trionferà e il male sarà messo a perdere. La vittoria sarà della fede!
Nel tempo dei Segreti vedremo come a Dio tutto è possibile. Difatti, questo mondo che sembra inconvertibile e che pare abitato da demoni, nel tempo dei Segreti in gran parte si convertirà. La Madonna ha detto che alla fine il Suo Cuore Immacolato trionferà e perfino la Russia – che oggi è il peggior attore sulla scena del mondo, è quello che minaccia la distruzione totale del mondo con l’uso di bombe atomiche ed è convinta di sedere sul trono del potere temporale e spirituale – si convertirà. Tanto più si convertiranno gli altri popoli davanti alle meraviglie che Dio compirà nel tempo dei Segreti proprio rivelando gli eventi tre giorni prima che accadono. Con quegli eventi satana vuole ottenere la vittoria, in realtà gli si ritorceranno contro perché la profezia divina li userà per distruggerlo.
La Madonna rivelerà gli eventi dei Segreti tre giorni prima che accadono e questo farà cadere le squame dagli occhi di molti uomini che finalmente si convertiranno perché riconosceranno che la Madonna li ha salvati. Quelli che si salvano perché hanno creduto daranno inizio a un movimento di conversioni che diventerà irrefrenabile e questo si ripeterà per ogni Segreto. Tutto quello che la Madonna ha preannunciato si realizzerà e Dio compirà meraviglie che scaturiranno conversioni di popoli interi. Gli eventi dei Segreti Medjugorje cambieranno il mondo.
La Madonna ha bisogno di persone di fede, di preghiera, di speranza, di coraggio. Il tempo che ci separa dal primo Segreto non è molto. Oggi la gente pratica un ateismo di massa e di indifferenza nei confronti di Dio e della Regina della pace. Con il primo Segreto le cose inizieranno a diventare serie e non si potrà evitare l’argomento, sarà necessario parlarne. Lavoriamo su noi stessi, speroniamo l’anima, fortifichiamoci nella fede, ripassiamo i Messaggi della Regina della pace, edifichiamoci con la preghiera continua. La Madonna ha bisogno di tutto questo per vincere la sua battaglia.
Quando ci sentiamo scoraggiati pensiamo a quello che ci ha detto la Madonna: siate uomini di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile. In tutti i Segreti di Medjugorje vedremo compiersi tutte le meraviglie di Dio e che in lui tutto è possibile, anche la conversione del mondo!
«Cari figli! Oggi la mia preghiera con voi è per la pace. Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini. Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile. Figlioli, la pace prevalga in voi ed attorno a voi. Vi benedico con la mia benedizione materna affinché, figlioli, siate gioia per tutti coloro che incontrate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 agosto 2024)