
Programma di Padre Livio – Lunedì 17 Novembre – 2025
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA
+Mattarella al Parlamento tedesco
+L’inutile strage di Pokrovsk (Ucraina)
+L’identità dei russi tra patriottismo e religione
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede (38)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
29. “Siate gioia per tutti coloro che incontrate” (25 agosto 2024)
+La gioia viene dall’incontro con Dio
+La gioia di essere perdonati
+La gioia di essere amati
+La gioia di essere aiutati e protetti
+Questa è la fonte eterna della gioia per tutti
+È una gioia che deve essere conquistata mediante la fede e l’affidamento
+Essere per gli altri quello che Dio è per noi
+Se noi siamo tristi e infelici lo siamo anche per gli altri
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Pensiero quotidiano: La purificazione del mondo sarà salvifica, ma dolorosa.
h. 10.05: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (4)
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
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Sogni d’oro specialmente a certi “devoti critici” che dovrebbero imparare da Gesù Bambino come ci si comporta con la Madre di Dio

Il prossimo anno potrebbero iniziare i Segreti?
Carissimo Padre Livio, “araldo della Chiesa di Cristo”, come le ha scritto qualche giorno fa il Cardinal Ernst Simoni, martire della fede nelle prigioni comuniste in Albania, le chiedo la grazia di rispondermi a un interrogativo che mi frulla nella testa.
Secondo Lei il primo dei Segreti di Medjugorje, potrebbe accadere il prossimo anno, dopo cioè questo anno di preparazione del Giubileo?
Che ne dice?
Le voglio bene e prego per Lei
Anna da Cremona
Cara Anna,
fare previsioni in questo campo è sempre pericoloso perché il soprannaturale sorprende le nostre aspettative.
Credo che prima della rivelazione del primo Segreto la Madonna rivelerà il decimo ai tre Veggenti (Vicka, Marija, Ivan) che ora hanno le apparizioni quotidiane.
Dopo questa rivelazione solo uno di loro continuerà ad avere apparizioni e messaggi anche durante il tempo dei Segreti.
Questa affermazione l’ha fatte Vicka in una trasmissione a Radio Maria la prima volte nel 2002 e la seconda nel 2006 e poi l’ha ripetuta in una intervista video che le ho fatto io il 25 settembre 2025.
Quindi aspettiamo la rivelazione del decimo Segreto ai tre Veggenti e vediamo chi è chi continuerà con le apparizioni quotidiane.
Credo che questo evento non sia molto lontano e sarà un passaggio molto importante che inaugura una fase nuova
Ave Maria
Padre Livio
Intervista a Vicka 25 settembre 2025

6. MARIA MADRE DI OGNI UOMO
Come farà Dio a pensare proprio a me, dal momento che ci sono così tanti uomini sulla terra? È una domanda che molti si pongono e poi concludono chiudendosi in uno sconsolato scetticismo. Da una parte sentono Dio lontano, nascosto oltre le immensità celesti e disinteressato per ciò che accade sotto il sole. Dall’altra non riescono a immaginare che qualcuno possa occuparsi personalmente di loro in un mondo dove l’indifferenza regna sovrana. Tuttavia è impossibile che Dio non conosca e non si interessi per ognuna delle sue creature, in particolare dell’uomo creato a sua immagine. Infatti, se noi esistiamo ciò è dovuto al fatto che, istante dopo istante, l’Onnipotente ci fa vivere, traendoci dall’abisso del nulla alla luce dell’essere. Se Dio non ci pensasse e non ci volesse anche per un solo momento, noi cesseremmo immediatamente di esistere. Egli ci tiene costantemente nel palmo della sua mano, dalla quale nessuno può divincolarsi. O siamo nella mano della sua misericordia o in quella della sua giustizia, osservava S. Caterina da Siena.
Anche la Madonna, pur essendo una creatura, ci conosce tutti, uno per uno, e si prende cura come se ognuno di noi fosse il suo figlio unico. Tutti sono presenti nella loro irrepetibile identità al suo cuore materno e non può assolutamente accadere che Lei si dimentichi di un solo uomo che il Figlio le ha affidato. Infatti, nel momento del suo concepimento, ogni essere umano è dato in consegna a Maria, secondo il desiderio di Gesù sulla croce: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26). Maria ha un cuore grande quanto l’amore sconfinato di cui l’Onnipotente l’ha ricolmata e può raccogliere in esso tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tempi. Se le madri umane, per quanti figli possano generare, li conoscono tutti uno ad uno senza confonderli, tanto più Maria, che genera ognuno dei suoi figli alla luce della grazia, li conosce nei loro tratti inconfondibili e si occupa di loro, senza perderli mai di vista.
La Madre non solo ha presente ogni uomo con i suoi bisogni, le sue debolezze e le sue risorse, ma di ognuno conosce il progetto di Dio e l’aiuta ad attuarlo. Come ha fatto con il suo Figlio Gesù, Lei ci accompagna dall’inizio al termine della nostra avventura sulla terra. Può certo accadere che una madre terrena si dimentichi dei suoi figli o li abbandoni, ma questo non avverrà mai con la Madonna. Fino all’ultimo istante Lei vigila sulla vita di ciascuno, perché possa essere con Lei in paradiso. Nella luce di Dio la Madonna vede il progetto divino su ogni essere umano. Lei ci prende per mano e con infinita pazienza ci guida per realizzarlo. Se cadiamo, ci rialza; se ci perdiamo viene a cercarci; se siamo stanchi ci prende fra le braccia. Il suo amore materno non lascia nulla di intentato per strappare dalle spire del serpente infernale quei suoi figli che si sono fatti sedurre e imporre le catene della schiavitù.
La consapevolezza che abbiamo una madre celeste che ci conosce, che si preoccupa per noi e che interviene ad aiutarci con l’onnipotenza del suo amore, è una sorgente di forza e di consolazione che imprime uno slancio straordinario alla vita. La scoperta della presenza della Madonna nella nostra esistenza personale non è infatti una suggestione o un’illusione come i non credenti possono pensare. Si tratta infatti di un’esperienza reale, che produce frutti straordinari, come dimostrano tutti coloro che si affidano alla Madonna. Come non vedere questa l’effetto di questa maternità nella vita eccezionale di Giovanni Paolo II? Scoprire la presenza di Maria nella propria vita come madre amorosa che ci stringe al cuore con un amore unico e fedele è una delle grazie più grandi della vita. Abbiamo infatti trovato il mezzo più facile per incontrare Gesù e divenire suoi amici. È una grazia che la Madonna ci concede volentieri se abbiamo l’umiltà di chiederla.
Giulio Meotti – 16 novembre 2025 – il foglio
Gli ostaggi israeliani hanno tenuta viva la memoria che nessuna catena può piegare. Anche quando la violenza lacerava il corpo e la fame scavava le ossa e la volontà, loro pregavano. In silenzio. In segreto. Custodivano la loro identità ebraica
Ogni giorno, nei tunnel di Gaza a quaranta metri nel sottosuolo, dove la luce è un ricordo e che per due anni hanno avvolto il passo degli uomini e delle donne israeliani ridotti a ostaggi da Hamas, Omer Shem Tov recitava i versetti del Salmo venti: “Il Signore ti risponda nel giorno dell’angoscia”. Shem Tov aveva vent’anni quando i terroristi palestinesi lo hanno preso durante l’attacco del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele. Era cresciuto in una famiglia laica. Dopo pochi giorni di prigionia, Shem Tov ha iniziato a benedire qualsiasi cibo gli venisse dato dai terroristi e in quel momento il tunnel diventò un tempio. “La fede mi ha spinto ad andare avanti”, ha raccontato al New York Times. E’ stato rilasciato a fine febbraio nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco temporaneo dopo 505 giorni a Gaza.
Dentro i tunnel di Gaza, dove il respiro stesso poteva tradire, tra pareti umide di prigionie senza tempo, si è consumata una battaglia spirituale fra i terroristi di Hamas e gli ostaggi, uomini e donne diventati custodi di qualcosa che nessuna catena poteva piegare. Li hanno portati via con la forza, li hanno relegati in ambienti senza orizzonte, domati con la violenza, la tortura e la fame. Ma anche quando la violenza lacerava il corpo e la fame scavava le ossa e la volontà, loro pregavano. In silenzio. In segreto. Custodivano l’identità ebraica che Hamas vuole distruggere in una profondità che pareva isolare il corpo dal mondo. Uno di loro recitava lo Shemà Yisrael, la dichiarazione dell’unico Dio: “Ascolta, Israele: il Signore è nostro Dio, il Signore è Uno”. Quel suono diventava un’eco nei muri del tunnel. Ogni festa che la tradizione ebraica stabiliva – Pesach, Shavuot, Kippur – diventava una sfida all’oblio del terrorismo. E nei tunnel montavano altari d’ombra.
Una stanza angusta diventa Bet HaKnesset, un fazzoletto su una cassa diventa un talith. Con briciole di pane, raccolte nella fame condivisa, ricordavano l’uscita dall’Egitto. E per Kippur, il digiuno non era una scelta ma una condizione, eppure lo abbracciavano. E così, mentre l’occidente scivola nella secolarizzazione fluida, dove la fede è abito da festa, loro resistevano. In un appartamento fatiscente nel cuore di Gaza, un giovane ebreo è seduto sul pavimento polveroso. Si mette un pezzo di carta igienica sulla testa come una kippah improvvisata e sussurra la benedizione che recita al tavolo dello Shabbat in famiglia fin dall’infanzia. Molti ostaggi rilasciati hanno raccontato esperienze simili a quella di Shem Tov, trovando conforto e la forza di sopravvivere nel contatto o nel riconnettersi con rituali ebraici spesso dimenticati. Tra questi ostaggi c’è Eli Sharabi, che è emerso emaciato dopo 491 giorni di prigionia per scoprire che sua moglie e le sue due figlie adolescenti erano state uccise nell’attacco del 7 ottobre 2023. Racconta di aver recitato lo Shemà, la preghiera ebraica più importante, ogni giorno nel buio del tunnel che condivideva con altri ostaggi e di aver provato ogni vigilia di Shabbat a recitare il Kiddush, la benedizione sul vino, sebbene avessero solo acqua.

La Santa Messa in occasione del Giubileo dei Poveri
Di Veronica Giacometti
Città del Vaticano, domenica, 16 novembre, (ACI Stampa).
In occasione del Giubileo dei Poveri, Papa Leone XIV presiede la Santa Messa nella Basilica Vaticana. Il Giubileo dedicato ai poveri si è unito alla IX Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco nel 2017 al termine del Giubileo della Misericordia. “Nelle persecuzioni, nelle sofferenze, nelle fatiche e nelle oppressioni della vita e della società, Dio non ci lascia soli. Egli si manifesta come Colui che prende posizione per noi”, dice il Pontefice nell’omelia.
Questa mattina Papa Leone è andato in Piazza San Pietro a salutare la folla già radunata all’esterno per seguire la celebrazione (circa 12.000 fedeli), fa sapere un telegram della Sala Stampa della Santa Sede.
“Quando leggiamo il Vangelo, una delle frasi che tutti conosciamo è «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3). Noi tutti vogliamo essere fra i poveri del Signore, perché la nostra vita è un dono di Dio e lo riceviamo con tanta gratitudine. Io vi ringrazio per la vostra presenza. La Basilica diventa un po’ piccola… Voi fate parte della Chiesa e potete seguire la Santa Messa anche dagli schermi. Partecipate con molto amore, con molta fede e sappiate che siamo tutti uniti in Cristo. Allora, celebriamo l’Eucaristia e dopo ci vediamo per l’Angelus, qui in Piazza”, ha detto questa mattina il Papa in piazza.
“Tutta la Scrittura è attraversata da questo filo rosso che narra un Dio che è sempre dalla parte del più piccolo, dalla parte dell’orfano, dello straniero e della vedova. E in Gesù, suo Figlio, la vicinanza di Dio raggiunge il vertice dell’amore: per questo la presenza e la parola di Cristo diventa giubilo e giubileo per i più poveri, essendo Egli venuto per annunciare ai poveri il lieto annuncio e predicare l’anno di grazia del Signore. Di tale anno di grazia partecipiamo in modo speciale ancora noi, proprio oggi, mentre celebriamo, con questa Giornata mondiale, il Giubileo dei poveri.”, continua il Papa.
Al Giubileo dei poveri, secondo il Dicastero per l’Evangelizzazione, stanno partecipando 10 mila pellegrini da tutto il mondo da venerdì 14 novembre, soprattutto persone in condizioni di fragilità e povertà, assistiti dalle associazioni caritative delle diocesi, volontari e operatori.
“Quante povertà opprimono il nostro mondo! Sono anzitutto povertà materiali, ma vi sono anche tante situazioni morali e spirituali, che spesso riguardano soprattutto i più giovani. E il dramma che in modo trasversale le attraversa tutte è la solitudine. Essa ci sfida a guardare alla povertà in modo integrale, perché certamente occorre a volte rispondere ai bisogni urgenti, ma più in generale è una cultura dell’attenzione quella che dobbiamo sviluppare, proprio per rompere il muro della solitudine. Perciò vogliamo essere attenti all’altro, a ciascuno, lì dove siamo, lì dove viviamo, trasmettendo questo atteggiamento già in famiglia, per viverlo concretamente nei luoghi di lavoro e di studio, nelle diverse comunità, nel mondo digitale, dovunque, spingendoci fino ai margini e diventando testimoni della tenerezza di Dio”, sottolinea Papa Leone XIV.
“Oggi, soprattutto gli scenari di guerra, presenti purtroppo in diverse regioni nel mondo, sembrano confermarci in uno stato di impotenza. Ma la globalizzazione dell’impotenza nasce da una menzogna, dal credere che questa storia è sempre andata così e non potrà cambiare. Il Vangelo, invece, ci dice che proprio negli sconvolgimenti della storia il Signore viene a salvarci. E noi, comunità cristiana, dobbiamo essere oggi, in mezzo ai poveri, segno vivo di questa salvezza”, continua il Pontefice.
“La povertà interpella i cristiani, ma interpella anche tutti coloro che nella società hanno ruoli di responsabilità. Esorto perciò i Capi degli Stati e i Responsabili delle Nazioni ad ascoltare il grido dei più poveri. Non ci potrà essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, con il loro migrare come pure con il loro grido tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso che non tiene conto di tutti, e anzi dimentica molte creature lasciandole al loro destino”, commenta Papa Leone XIV.
Poi un pensiero “agli operatori della carità, ai tanti volontari, a quanti si occupano di alleviare le condizioni dei più poveri esprimo la mia gratitudine, e nel contempo il mio incoraggiamento ad essere sempre più coscienza critica nella società”, dice il Papa.
“Cercare il Regno Dio implica il desiderio di trasformare la convivenza umana in uno spazio di fraternità e di dignità per tutti, nessuno escluso. È sempre dietro l’angolo il pericolo di vivere come dei viaggiatori distratti, noncuranti della meta finale e disinteressati verso quanti condividono con noi il cammino. In questo Giubileo dei poveri lasciamoci ispirare dalla testimonianza dei Santi e delle Sante che hanno servito Cristo nei più bisognosi e lo hanno seguito nella via della piccolezza e della spogliazione. In particolare, vorrei riproporre la figura di San Benedetto Giuseppe Labre, che con la sua vita di “vagabondo di Dio” ha le caratteristiche per essere patrono di tutti i poveri senzatetto”, conclude infine Papa Leone XIV.