BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

IL MISTERO DEL NATALE

La nascita di Gesù in una grotta

Il tempo di Avvento è un cammino interiore che ci prepara ad accogliere degnamente il Re del mondo e della Storia. Con la preghiera, con i Sacramenti e con le riflessioni sulla Parola di Dio il nostro cuore diventa un degno trono per Gesù Bambino.

Il Figlio di Dio è nato ed è morto fuori dalla città; è venuto alla luce in una grotta utilizzata come stalla per gli animali ed è stato crocifisso sul Calvario, fuori da Gerusalemme. Nei Vangeli che raccontano la nascita e la morte di Gesù si pone l’accento sul fatto che questi due avvenimenti siano accaduti lontano dalla città proprio perché il Figlio di Dio è stato rifiutato. Questo particolare non deve essere sottovalutato perché ci fa capire il mistero del male nel mondo e nei nostri cuori. Il rifiuto nei confronti di Gesù si è ripetuto nel corso della Storia e anche oggi l’umanità rifiuta la fede e la Croce.

Per Maria e Giuseppe non c’era posto negli alloggi di Betlemme e il Bambino Gesù è nato in una grotta fuori dalla città; allo stesso modo è stato crocifisso sul Golgota in mezzo a due ladroni. Alla nascita e alla morte non ha trovato certamente l’accoglienza degna del Figlio di Dio, che con umiltà e pazienza ha sempre saputo aspettare.

I Vangeli apocrifi narrano della presenza di un bue e di un asinello che, con la loro mite e umile presenza, hanno riscaldato il Bambinello con il loro fiato. L’iconografia della nascita di Gesù è ben delineata: il luogo è una grotta, il momento è la notte, il clima è freddo; si tratta di un’immagine anche allegorica: Gesù è nato in una grotta lontana dalla città e cioè nel rifiuto degli uomini, di notte perché è nato nel buio del peccato in cui è immerso il mondo e al freddo, ovvero nei cuori gelidi che non l’hanno accolto. Come dice il bellissimo canto composto dal santo vescovo napoletano Alfonso Maria de’ Liguori Tu scendi dalle stelle, Gesù Bambino è nato veramente al freddo e al gelo di un’umanità che non lo ha accolto e che lo rifiuta anche oggi.

Maria e Giuseppe continuano la meditazione che hanno iniziato durante il viaggio comprendendo che quel Bambino, che era il Figlio di Dio, è venuto alla luce da una coppia emarginata dalla società e in un luogo ai margini della città, nel rifiuto, nell’umiltà e nell’allontanamento. Maria e Giuseppe comprendono il mistero di Dio, che realizza i suoi progetti in modalità del tutto diverse dalle nostre. La Madonna e San Giuseppe accettano questa disposizione della Provvidenza e danno alla luce Gesù al freddo e al gelo di una grotta, riscaldato dal fiato di due umili animali. Le vie di Dio non sono quelle dell’ostentazione della regalità. Il Verbo si è fatto carne nel seno di una donna semplice e umile e viene alla luce in una povera mangiatoia. Il Figlio di Dio nasce fuori dal mondo che non lo vuole, questo evidenzia il male che c’è nel mondo e allo stesso tempo l’infinito amore di Dio per noi.

La Madonna ha concepito verginalmente Gesù per opera dello Spirito Santo ed è Maria stessa a rivelare questa Verità di fede; quando l’angelo le annuncia che sarebbe diventata la Madre del Verbo si chiede come può realizzarsi questo senza concorso di uomo. Il primo grande segno che Dio ha fato alla Madonna è proprio il fatto che il Bambino che aveva nel grembo era il Figlio di Dio che si era incarnato per opera dello Spirito Santo. Il secondo segno è il parto verginale; il Bambino Gesù è nato senza violare l’integrità verginale di Maria. Nel momento della nascita di Gesù anche San Giuseppe vede che quel Bambino nasce in un modo miracoloso, lasciando intatta la verginità di Maria fisica e spirituale.

Queste Verità devono rimanere salde nella nostra professione di fede, non devono essere intaccate da ideologie moderne che negano il soprannaturale. Ammiriamo, allora, il prodigio della nascita di Gesù, venuto alla luce da parto verginale perché la Madonna era esente dal peccato originale. Quando Maria e Giuseppe si trovano davanti il Bambino Gesù appena nato comprendono che è veramente il Figlio di Dio anche grazie a due segni inequivocabili della straordinarietà di questo evento: il concepimento e il parto verginale, oltre al fatto che la Madonna è rimasta vergine per tutta la vita.

I pastori chiamati dagli angeli si inginocchiano davanti al Bambino, lo adorano e manifestano la loro fede proprio perché Maria e Giuseppe li hanno condotti a farlo. La fede di Giuseppe e di Maria, che riconoscono nel Bambino Gesù il Figlio di Dio, si riflette sugli altri che hanno lo stesso atteggiamento di devozione per il Re dei re. La Madonna conduce il mondo a credere che Suo Figlio, concepito e dato alla luce verginalmente, è il Dio vivente fatto uomo per la salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi.

🔴LIVE🔴FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 21

🔴LIVE🔴 LA TRILOGIA DEL VERBO INCARNATO: La Chiesa del Verbo incarnato – Editoriale di P. Livio – Terza parte – 24/12/2025

Castel Gandolfo, Papa Leone XIV: “Che ci siano 24 ore, almeno un giorno di pace a Natale, in tutto il mondo”

“Rispettare, almeno nella festa della nascita del Salvatore, un giorno di pace” 

Di Veronica Giacometti

Città del Vaticano , martedì 23 dicembre 2025, 21:26 (ACI Stampa).

“Rispettare, almeno nella festa della nascita del Salvatore, un giorno di pace”. Questa è la richiesta, la preghiera, l’appello di Papa Leone XIV. Il Pontefice ha risposto alle domande di alcuni giornalisti presenti all’uscita di Villa Barberini a Castel Gandolfo. Neanche la pioggia battente ha fermato il consueto domanda-risposta tra il Papa e i giornalisti, prima di tornare in Vaticano.

“Veramente, tra le cose che mi causano molta tristezza in questi giorni è il fatto che apparentemente la Russia ha rifiutato la richiesta di una tregua di Natale. Io faccio ancora una volta questa richiesta a tutte le persone di buona volontà rispettare, almeno nella festa della nascita del Salvatore, un giorno di pace.

 Magari ci ascoltino, che ci siano 24 ore, un giorno di pace in tutto il mondo”, chiede chiaramente Papa Leone XIV a pochi giorni dal Natale.

Un’ora fa il Papa confessa ai giornalisti di aver sentito telefonicamente padre Gabriel Romanelli, il parroco di Gaza. “Hanno avuto una bellissima visita del patriarca Pizzaballa in questi giorni, hanno potuto celebrare, “Stanno cercando di celebrare questa festa in una situazione ancora molto precaria. Speriamo che vada avanti l’accordo per la pace”, confessa il Pontefice.

Domenica scorsa il Patriarca infatti, prima di lasciare Gaza, ha presieduto “una messa di Natale in anticipo”, nella quale nove bambini hanno ricevuto la prima Comunione. Un giorno di festa in una situazione davvero tragica he dura ormai da anni.

Il Papa ha risposto anche a una domanda posta da EWTN News riguardante la recente approvazione, nel suo Stato d’origine, l’Illinois, di una legge che autorizza il suicidio assistito per adulti affetti da malattie terminali con una prognosi di sei mesi o inferiore, in vigore da settembre 2026. Il Pontefice ha rivelato di aver già affrontato l’argomento in modo “molto esplicito” con il governatore JB Pritzker durante l’udienza in Vaticano dello scorso novembre.

Eravamo molto chiari sulla necessità di rispettare la sacralità della vita, dall’inizio alla fine. E purtroppo, per diverse ragioni, ha deciso di firmare quel disegno di legge. Sono molto deluso da questo. 

Invito tutti, soprattutto in questa festa di Natale, a riflettere sulla natura della vita umana, sul valore della vita umana. Dio si è fatto uomo come noi per mostrarci cosa significhi davvero amare la vita umana. Concludendo da Castel Gandolfo, il Pontefice ha auspicato che “il rispetto per la vita torni a crescere in ogni fase dell’esistenza umana, dal concepimento alla morte naturale”.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 24 Dicembre 2025

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: EDITORIALE

LA TRILOGIA DEL VERBO INCARNATO

La preparazione all’incarnazione del Verbo (1) – (Lunedi 22 Dicembre 2025)

L’ evento dell’incarnazione del Verbo (2) – (Martedì 23 Dicembre 2025)

La Chiesa del Verbo incarnato (3) – (Mercoledì 24 Dicembre)


h. 10.00: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (21)

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 13

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 19 – PORTA DIO A CHI NON LO CONOSCE

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🔴LIVE🔴 LA CONFESSIONE – Puntata 4 – PECCATO E’ TORMENTO

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Guerra in Ucraina, la Carta ecumenica di Helsinki contro “l’ideologia del mondo russo”

Guerra in Ucraina, la Carta ecumenica di Helsinki contro “l’ideologia del mondo russo”

Dall’1 al 3 dicembre, si è tenuta ad Helsinki una conferenza del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Al centro, la questione dell’ideologia del mondo russo|

Di Andrea Gagliarducci

Helsinki , martedì 23 dicembre 2025, 10:00 (ACI Stampa).

Non è la prima volta che i teologi si pronunciano contro l’ideologia del mondo russo. Emanata dal Patriarcato di Mosca, l’ideologia del russkyi mir è anche alla base della legittimazione para-religiosa della guerra in Ucraina, in nome di un’appartenenza alla cultura russa in senso molto largo. Ma se già i teologi ortodossi si erano pronunciati, ora è stata la volta di una serie di chiese sorelle, raccolte sotto l’egida del Consiglio Ecumenico delle Chiese, che hanno ribadito la condanna in una dichiarazione al termine di una conferenza internazionale che si è tenuta ad Helsinki dall’1 al 3 dicembre.

La conferenza si intitolava “Resistere all’impero, promuovere la pace: le chiese affrontano l’ideologia del mondo russo”. Al termine di questa conferenza, i leader delle Chiese cristiane di Europa hanno adottato una dichiarazione congiunta in cui criticavano aspramente l’ideologia del mondo russo, invitando i cristiani a resistere alla sua diffusione.

I partecipanti alla Conferenza hanno delineato nella dichiarazione una serie di cosiddette distorsioni teologiche su cui si fonda l’ideologia del mondo russo.

In particolare, la dichiarazione definisce “eresia” l’affermazione che la morte di un soldato lo purifichi automaticamente dai peccati, ma anche il fatto che l’invasione russa dell’Ucraina sia descritta come “una guerra santa”.

Secondo i partecipanti alla conferenza di Helsinki, l’ideologia del mondo russo “sacralizza la violenza, nega il diritto dei popoli all’autodeterminazione, cerca di fornire una giustificazione spirituale all’aggressione contro l’Ucraina, formula narrazioni, formula narrazioni ideologiche incompatibili con la tradizione storica e biblica del cristianesimo”.

Gli organizzatori hanno sottolineato che “la sacralizzazione della guerra, la deificazione dello Stato e l’attribuzione alle decisioni politiche dello status di “mandato divino” contraddicono l’essenza della fede cristiana”.

Secondo i partecipanti, le Chiese di Europa sono chiamate prima di tutto a “proteggere le vittime della guerra, sostenere i rifugiati, i feriti e tutti coloro che sono stati colpiti da aggressioni”. Quindi a dire la verità sull’ideologia del “mondo russo”, denunciare l’abuso della religione e mettere in guardia dai pericoli della manipolazione teologica”. Infine, a pregare per la pace, per l’Ucraina, per la liberazione dei bambini ucraini, per coloro che soffrono e anche per coloro che sostengono l’aggressione, invitandoli al pentimento”.

Tra le misure pratiche proposte, quella di “sostenere iniziative teologiche che smascherino la sacralizzazione del potere”, e “sviluppare un’educazione cristiana incentrata sulla verità e sulla pace”, contrastando “la disinformazione e la manipolazione ideologica”, documentando i crimini e presentando le voci dei testimoni.

Tra le priorità, invece, ci sono “l’assistenza ai rifugiati e agli sfollati interni”, il “sostegno alle chiese nelle zone di guerra”, la “assistenza ai bambini ucraini rapiti dalla Russia”, e il rafforzamento del dialogo tra Europa occidentale e orientale”, sviluppando anche “pratiche di risoluzione non violenta e di guarigione dei traumi”.|

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