BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 30 – LA DOMENICA CRISTIANA

Loading the player...

Le conseguenze dell’azzardo di Trump

di Federico Rampini| 3 gennaio 2026 – Corriere della Sera – 4 Gennaio 2025

Il timore che il nuovo ordine internazionale vada verso «tre imperi e tre autocrati» non è scontato. Sono ancora gli Stati Uniti a dare le carte

La cattura di Maduro è stata un successo sul piano militare che può trasformarsi in un disastro internazionale. Tanto più se Trump vuole davvero assumersi l’onere di un protettorato sul Venezuela, governandolo provvisoriamente da Washington. La tesi è suggestiva. È molto diffusa in Europa. Ucraina, Taiwan, sarebbero le prossime vittime di questo atto di prepotenza.

Affermando in modo brutale che il Venezuela fa parte della sfera d’influenza degli Stati Uniti, che lì possono agire a loro piacimento, Trump ha dato un implicito via libera a Putin e Xi Jinping per fare altrettanto nei rispettivi «cortili di casa». E quindi: io mi prendo il Venezuela, voi fate quel che vi pare con i vostri vicini, Kiev e Taipei non rappresentano interessi vitali per gli Stati Uniti. È una tesi fondata. Ma non è certo che Putin e Xi condividano questa interpretazione.

L’idea che Trump avalli un nuovo ordine internazionale fondato su «tre imperi e tre autocrati», liberi di spadroneggiare calpestando il diritto internazionale e imponendo la logica bruta della forza, piace in Europa perché è così che Trump viene descritto fin dall’inizio. Ci sono però dei fatti che contraddicono questo teorema. Putin e Xi hanno vissuto ieri una sconfitta, simile a quella che avevano subito il 21 giugno 2025 di fronte ai bombardamenti Usa sui siti nucleari dell’Iran.

 Russia e Cina hanno costruito delle coalizioni internazionali, in funzione antiamericana e antioccidentale, e per la seconda volta in sette mesi si rivelano incapaci di difendere i loro alleati. Teheran non venne protetta né dai russi né dai cinesi nonostante tutte le armi che vende a Mosca e tutto il petrolio che vende a Pechino. Maduro non è stato difeso né dai russi né dai cinesi nonostante l’antico sodalizio con Putin e gli intrecci economici con la Repubblica Popolare.

Queste sono prove d’impotenza, che altre nazioni e altre classi dirigenti osservano per trarne delle conseguenze. L’impero cinese, così avanzato nella sua penetrazione in tutto il mondo, è però un impero di serie B se non contrasta questi atti di forza degli Stati Uniti. Tutti i leader del mondo misurano i rapporti di forze, e al momento l’America non appare in declino.

L’operazione «chirurgica» che è stata la cattura di Maduro, Putin sognava di farla con Zelensky nel febbraio 2022. Non ci è riuscito e da quattro anni l’armata russa è impantanata al fronte, perché la resistenza eroica degli ucraini glielo ha impedito, mentre nulla di simile si è visto ieri in Venezuela. Ma gli ucraini possono combattere perché ricevono armi americane e finanziamenti europei. Il sostegno continua sotto Trump. E di recente, grazie alla preziosa intercessione degli europei, Trump sembra essersi convertito a un piano di pace che accoglie molte richieste di Zelensky. In questa conversione un ruolo lo ha svolto il segretario di Stato Marco Rubio, figlio di esuli cubani, che su Maduro è un «falco».

In quanto a Xi Jinping, respingerebbe con sdegno i paragoni tra Venezuela e Taiwan. Giudicherebbe inaccettabile parlare di «sfere d’influenza». Per lui Taiwan è una provincia ribelle, non ha nulla a che vedere con la relazione tra Stati sovrani come Usa e Venezuela. Da anni Xi annuncia che si prenderà l’isola perché è un suo sacrosanto diritto. I cinesi sono attenti alle questioni di principio. Quando organizzano le periodiche simulazioni di attacco all’isola respingono ogni critica come un’interferenza nei loro affari interni. Se l’America di Trump vorrà davvero difendere Taiwan è tutt’altro che certo, come non era sicuro ai tempi di Biden, Obama, Bush. L’unica certezza è che Trump ha appena venduto a Taipei le più importanti forniture militari della storia. E Pechino non l’ha presa bene.

Per valutare i riflessi dell’operazione Maduro sull’ordine internazionale bisogna guardare anche in altre direzioni. In America latina anzitutto. Dove i candidati di destra hanno vinto elezioni recenti in Argentina, Cile, Ecuador: non tanto per un «effetto emulazione» verso Trump, ma perché le stesse cause strutturali che hanno fatto vincere Trump agiscono anche altrove. Emigrazione illegale (tanta dal Venezuela ridotto alla fame da Maduro), narcotraffico, violenza criminale, sono le cause di questo spostamento a destra.

Poi bisognerà valutare come il blitz in Venezuela viene recepito dall’elettorato statunitense. Che certo non è rimasto sorpreso da un’operazione lungamente annunciata, e con tanti precedenti storici, ma dalla sua brevità e mancanza di costi. Bush padre, un repubblicano moderato e multilateralista, ci mise molto più tempo e subì gravi perdite umane per catturare il narco-dittatore Noriega a Panama.

Trump però imbocca una strada pericolosa, ed estranea all’isolazionismo dei Maga, se davvero si prende il compito «provvisorio» di governare il Venezuela. Questo assomiglia al «nation building» che lui stesso rimproverava a Bush figlio e Obama.

MEDJUGORJE SEDE DI RADIO MARIA

Venezuela, Trump ordina l’attacco: «Abbiamo catturato Maduro e la moglie e li abbiamo portati fuori dal Paese». Il regime di Caracas: «Gravissima aggressione, ci difenderemo»

di Irene Soave e Redazione Online – Corriere della sera – 3 Gennaio 2025

Clamoroso attacco statunitense sul Venezuela, l’annuncio di Trump: «Maduro e la moglie portati fuori dal Paese». Colpiti diversi siti, comprese basi militari. Il regime venezuelano: «Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle nostre risorse». Tajani: «Seguo gli sviluppi, attenzione alla comunità italiana»

Gli Stati Uniti hanno lanciato un clamoroso attacco contro diversi siti in Venezuela, comprese basi militari nel Paese. 

Il presidente americano Donald Trump ha detto che l’esercito americano ha «catturato il presidente del Venezuela Maduro e la moglie Cilia Flores, e li ha portati fuori dal Paese», in una azione svolta «in coordinamento con l’amministrazione della giustizia americana». Una conferenza stampa per spiegare i dettagli dell’azione è prevista per le 17, ora italiana, dalla residenza di Trump a Mar-a-Lago, in Florida.

Maduro è stato accusato da parte degli Stati Uniti di essere alla guida di un «narco-stato», e di aver truccato le elezioni che lo avevano portato al potere. Il leader venezuelano, che aveva preso il potere dopo Hugo Chavez, aveva replicato accusando gli Usa di voler mettere le mani sulle riserve petrolifere del Venezuela, le più imponenti al mondo.

Trump, che ha ordinato l’attacco, aveva evocato nelle scorse settimane la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela in nome di una «guerra ai cartelli della droga» e aveva affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano «contati».

L’attacco, che Trump ha definito «su larga scala», ha causato forti esplosioni a partire dalle 2 di notte, ora locale (le 7 del mattino in Italia), nella capitale del Venezuela, Caracas, e in altre località negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira, dove il governo ha fatto a tempo a confermare che sono state colpite diverse basi militari. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha condiviso, poco dopo l’attacco, un elenco dei siti colpiti: tra questi ci sono a Caracas la sede del Parlamento e il Cuartel de la Montaña, dove si trova il mausoleo di Hugo Chávez, luogo altamente simbolico. Secondo Petro, e secondo diverse testimonianze sui social, a Caracas sarebbe stato colpito anche il Fuerte Tiuna, il principale complesso militare del Paese, e la base aerea di La Carlota nel centro della capitale. Prima dell’annuncio di Trump sulla cattura di Maduro, Petro aveva anche annunciato l’avvio di un piano di difesa militare al palazzo presidenziale di Miraflores. Fuori dalla capitale, tra gli altri obiettivi menzionati: la base dei caccia F-16 a Barquisimeto, la base militare di elicotteri di Higuerote, l’aeroporto di El Hatillo e l’aeroporto privato di Charallave, a sud di Caracas

PENSIERO QUOTIDIANO

A satana basta un piccolo vuoto

Non posso dimenticare quella sera, quando la Madonna, sul colle delle prime apparizioni, ha dato al Veggente Ivan un messaggio che mi ha colpito per la sua profondità nel cammino spirituale: “A Satana basta un piccolo vuoto”.

Che cosa significa esattamente? Il pensiero va al vuoto di preghiera, di applicazione e di vigilanza nel cammino quotidiano di santità, che permette all’infida serpe di infilarsi negli anfratti del nostro cuore, in cerca di un nascondiglio da quale preparare il morso mortale.

Così è infatti ed è per questo che i maestri di spirito esortano alla vigilanza continua, perché il tentatore sta appostato e studia ogni nostro pensiero ogni nostra mossa.

C’è però una situazione particolare in cui può essere interpretato il messaggio della Madonna. È quella di cui parla Gesù quando fa riferimento al momento benedetto in cui, con il pentimento dei peccati e la confessione, abbiamo ripulito il nostro cuore.

La stanza è adorna ma, invece di far entrare il Signore perché vi prenda dimora, lasciamo che vi entri di nuovo la mondanità con le sue preoccupazioni e le sue seduzioni.

È questo il momento che il demonio aspetta per sferrare il suo attacco e riprendersi il posto che aveva occupato in precedenza. Questa volta si preoccupa di cercare i rinforzi e prende con sé sette spiriti peggiori di lui e per quell’anima non vi è scampo.

Non basta mettere ordine nella nostra vita per resistere al male. È necessario che Dio prenda dimora in noi, illuminando la nostra mente e colmando di amore il nostro cuore. Allora diveniamo fortezze inespugnabili a qualsiasi attacco del nemico.

(3 gennaio 2025)

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Pensieri sui Vangeli Festivi: Seconda domenica dopo Natale – di Padre Livio

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,1-5.9-14

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Parola del Signore.

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 23

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: LE TROMBE DELL’APOCALISSE – Puntata 8🙏

Loading the player...

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 29 – IL SABATO EBRAICO

Loading the player...

Pagina 284 di 1285

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy