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Putin usa il gelo e il buio per far cedere gli ucraini. Loro rispondono: balli, resistenza, organizzazione

Kristina Berdynskykh – Il Foglio, 17 Gennaio 2026

Kyiv vive in stato di emergenza. Ma tra tende da campeggio in casa, musica e thermos gli ucraini resistono e aspettano la primavera: “Sarà un po’ più caldo e più facile”

Kyiv. La temperatura a Kyiv oscilla fra i -14 e i -16 gradi. Fuori il freddo è penetrante e, per giunta, è buio pesto. Da quando la Russia ha bombardato la capitale ucraina il 9 gennaio, la città vive in stato di emergenza. 100 condomini sono ancora senza riscaldamento, sebbene la corrente elettrica sia già stata ripristinata in 5.900. Sono in vigore interruzioni di corrente di emergenza. La durata media è di dieci ore senza corrente, seguite da tre ore con la corrente. Spesso le interruzioni si prolungano e molte case rimangono senza corrente per 20 ore al giorno.

Quest’inverno, Vladimir Putin ha deciso di rendere Kyiv invivibile, ma ancora una volta ha sottovalutato il popolo ucraino. Durante una di queste lunghe interruzioni, la sera del 15 gennaio, i residenti di un complesso residenziale sulla riva sinistra della città hanno organizzato una festa nel loro cortile, servito vin brulé e improvvisato un dj set.

Vestiti con calde giacche invernali, cappelli e sciarpe, hanno ballato e cantato a squarciagola: “All I need is a light tonight” (tutto quello di cui ho bisogno stanotte è una luce). “Stare sedute per ore senza corrente in un appartamento freddo è incredibilmente triste”, dice Irina Krikunenko, 36 anni, residente a Kyiv. Vive sulla riva destra del fiume, nel quartiere di Obolonskyi, e ogni sera fa lunghe passeggiate sul lungofiume. Il paesaggio pittoresco e gli alberi innevati le risollevano il morale anche nel freddo gelido. “Cerco di non stare seduta a casa per lunghi periodi durante un blackout. Vado al lavoro, a vedere il balletto e incontro gli amici”, racconta al Foglio. Krikunenko vive al 13° piano di un edificio di 19 piani. Senza corrente, gli ascensori non funzionano. Tornare a casa a piedi non è un problema per lei, ma per i residenti anziani che vivono ai piani alti è una vera sfida. Per questo, i vicini hanno posizionato degli sgabelli sui pianerottoli di ogni piano. “Così i pensionati possono sedersi e prendersi una pausa”, spiega. I residenti comunicano tra loro online. Ogni volta che arriva un elettricista, qualcuno pubblica subito un messaggio.

 Ma a volte la corrente dura solo un’ora o due, e poi la chat si riempie di altri messaggi. “Un vicino scrive: ‘Non ho finito di cucinare il borscht’. E un altro: ‘La mia lavatrice non ha finito il lavaggio’”, Irina cita alcuni esempi fra i messaggi che riceve in chat. Afferma che trovarsi in una situazione estremamente difficile ha reso le persone più compassionevoli, e molte si sono offerte di aiutare. 

Per esempio, gli amici nel suo palazzo hanno comprato contenitori di acqua potabile da usare in caso di interruzioni idriche e le hanno detto che erano lì anche per lei. Vladislav Faraponov, 28 anni, direttore del think tank American Studios, ha recentemente avuto un figlio di due mesi. Subito dopo la sua nascita, lui e sua moglie hanno iniziato a prepararsi per eventuali blackout. Hanno una centrale elettrica portatile nel loro appartamento, oltre a lampade che possono essere ricaricate da un power bank e da una lampada a batteria. Quando si svegliano la mattina, scaldano subito l’acqua per tre thermos: uno con il tè e due con acqua bollente. Crede che la cosa più importante ora sia il sostegno reciproco all’interno della famiglia e un chiaro accordo per cui chi rimane a casa quando torna la corrente, collega immediatamente tutto e lo carica. “Quando la situazione di riscaldamento e luce era completamente disperata, siamo andati a dormire da parenti”, racconta. E’ uno scenario comune a Kyiv. Chi è più accogliente invita amici e conoscenti che si trovano in situazioni peggiori.

I pensionati che vivono soli stanno affrontando il momento più difficile. I loro problemi quotidiani sono quelli che si conoscono meno. Per questo motivo, la città ha aperto 1.200 “punti dell’invincibilità” al chiuso e all’aperto, dove le persone possono riscaldarsi e ricaricare i propri dispositivi. A questo scopo, sono state allestite grandi tende arancioni nelle zone residenziali. Dentro all’appartamento della famosa cantante ucraina Sasha Koltsova, la temperatura è di soli 6 gradi. Ha già installato la pellicola a bolle d’aria sulle finestre per ridurre la dispersione di calore, ma non basta. “La stanza è grande e non riesco a riscaldarla completamente”, racconta al Foglio. Così, in una delle stanze, ha montato una tenda da campeggio con un materasso, una coperta normale e una coperta termica. E ora dorme lì. All’interno della tenda, la temperatura va dai 12 ai 15 gradi. Il kit di base che consiglia a tutti è: biancheria intima termica, un sacco a pelo, una tenda, un thermos e un fornello a gas portatile (molte case di Kyiv hanno fornelli elettrici).

Irina Krikunenko ammette di dormire sotto quattro strati: due piumoni e due coperte. “Cammino per la stanza con calzamaglie calde, pantaloni di lana, due paia di calzini, due maglioni e un cardigan”, dice. Non ha una stazione di ricarica portatile, ma ha tantissime candele. “Le accendo tutte e creo una bellissima atmosfera romantica”, aggiunge Irina, con allegria. Il 16 gennaio, il ministro dell’Energia Denys Shmyhal ha invitato le aziende a spegnere la luce delle pubblicità esterne e la città a spegnere i lampioni. Questo significa che i viali di Kyiv saranno presto immersi in un’oscurità ancora maggiore. “Illuminazione stradale e dei parchi, insegne e lucine: niente di tutto ciò ha importanza se le persone non hanno abbastanza elettricità”, ha detto. Ma nonostante i blackout, la stanchezza intensa e le difficoltà quotidiane, gli ucraini non si disperano. “Aspettiamo la primavera; sarà un po’ più caldo e più facile”, spera Faraponov.

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Sant’Antonio


Nome: Sant’ Antonio

Titolo: Abate

Nascita: 12 gennaio 251, Eraclea (Egitto Superiore)

Morte: 17 gennaio 356, Tebaide (Alto Egitto)

Ricorrenza: 17 gennaio

Tipologia: Memoria liturgica

Protettore:
degli animali domestici, dell’ agricoltura, degli allevamenti, degli allevatori, dall’ herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), dei macellai, dai morbi contagiosi, dalla peste, dallo scorbuto

Luogo reliquie: Chiesa di San Trofimo

Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.

Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire, era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi ».

Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto.

Quivi si sforzava di praticare le virtù che vedeva praticate da altri santi penitenti, nelle cui cellette spesso si recava per imparare da essi la via della perfezione. Lavorava inoltre per procacciarsi il cibo, e tutto ciò che guadagnava in più lo donava ai poveri. Ma il demonio non poteva sopportare in un tal giovane tanto ardore di perfezione, e cercò tutte le maniere possibili per distoglierlo dal suo intento; ma Antonio si raccomandava caldamente notte e giorno a Gesù, e accompagnava le preghiere con rigorosissime penitenze. Mangiava pochissimo e poverissimamente una volta sola al giorno, dormiva sulla nuda terra, e macerava in ogni modo il suo corpo: ottenne così completa vittoria sul demonio.

Dopo un po’ di tempo, pregato un amico che ogni settimana gli portasse qualcosa per cibarsi, si volle appartare maggiormente; si inoltrò nel deserto, si pose in una grotta. Quivi il demonio ricominciò a tendergli le sue insidie, ed una volta venne e lo percosse tanto, che egli fu vicino a morirne; ma benché giacesse per terra sfinito, continuò a pregare e a cantare il versetto del salmo: « Ancorché eserciti interi siano schierati contro di me, il mio cuore non temerà ». Al demonio poi ripeteva le parole di S. Paolo: « Nulla mai potrà separarmi dalla carità di Cristo ».

titolo Tentazioni di Sant’Antonio abate
autore Enea Salmeggia anno 1605

Volle poi egli segregarsi ancor più dagli uomini, e si inoltrò nel deserto giungendo ad una grande grotta; ma furono tante le istanze che alcuni gli fecero per essere suoi discepoli, che egli li accettò, ed essi incominciarono ad abitare vicino a lui.

Ai suoi discepoli il Santo raccomandava continuamente la perseveranza, la custodia del cuore, l’esortazione vicendevole, la pratica delle virtù, e il ricordo quotidiano dei Novissimi. Morì esortando i suoi monaci l’anno 356 al 17 gennaio, in età di 105 anni.

titolo I santi Antonio Abate e Paolo Eremita
autore Diego Velázquez anno 1634-1660

Un testo greco, probabilmente scritto a integrazione della Vita di Atanasio e tradotto in latino da S. Girolamo (30 set.), racconta di una visita di un S. Antonio novantenne a Paolo l’Eremita (15 gen.). Secondo il testo Antonio, che era tentato dalla vanità di credersi colui che aveva servito Dio nel deserto più a lungo e più duramente, aveva ricevuto in sogno la notizia che qualcuno lo aveva invece preceduto nel condurre questo tipo di vita. Guidato quindi da un centauro, da un satiro e da una luce celeste, dopo due giorni e mezzo di marcia giunse alla cella di Paolo. I due si abbracciarono e si salutarono per nome; poi un corvo portò loro del pane, un fatto che Paolo disse avvenire da sessant’anni. Infine disse ad Antonio che Dio lo aveva mandato per seppellirlo e che desiderava essere avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto da Atanasio. Antonio fece ritorno al monastero per prenderlo, e quando ritornò alla cella di Paolo lo trovò morto in ginocchio; apparvero allora due leoni che scavarono una fossa. Questo incontro è stato raffigurato ancora prima delle tentazioni; appare infatti sulla croce di Ruthwell in Northumbria (VIII sec.) e sulle otto croci irlandesi che risalgono a prima dell’anno 1000.

FRASI DI SANT’ANTONIO ABATE

« Non appesantirti del tuo peccato, neanche con il pretesto di fare penitenza. Perché se ti fissi sul peccato, non fai altro che mettere sempre al centro te stesso » 

« Vivete come se doveste morire ogni giorno » 

« È dal prossimo che ci vengono la vita e la morte. Perché se guadagniamo il fratello, è Dio che guadagniamo; e se scandalizziamo il fratello è contro Cristo che pecchiamo. » 

« Il pessimo male dell’anima sono i desideri insaziabili di ricchezze e piaceri, uniti all’ignoranza della verità. » 

« La Pace è a prezzo della moderazione dei desideri, il nostro desiderare continuo ci riempie di agitazione. » 

« Siamo grati al medico anche per il medicamento doloroso; di fronte al patire dobbiamo esser grati a Dio; qualunque cosa ci accada è per il nostro bene. » 

« Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! a motivo della sua dissomiglianza da loro. » 

« Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l’umiltà. » 

Un fratello disse al padre Antonio:  « prega per me! »  
L’anziano gli disse: « Non posso io avere pietà di te, e neppure Dio, se non sei tu stesso ad impegnarti nel pregare Dio. » 

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 43 – LE SCELTE DEI FIGLI

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Momento di preghiera nella salita sul Podbrdo

🔴LIVE🔴 LA CONFESSIONE – Puntata 14 – CHIEDI L’UMILTÀ DEL CUORE

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CREDO IN GESÙ CRISTO – Catechesi di P. Livio – Puntata 3

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