Passo dopo passo, migliaia di giovani salgono il Monte delle Apparizioni con il cuore aperto. 🙏✨
Qui non si cerca solo un luogo, ma un incontro. 💙 Maria accoglie ogni preghiera, ogni lacrima, ogni speranza e conduce i suoi figli verso suo Figlio Gesù. 🌹✝️
di Roberto de Mattei – Chiesa cattolica | CR 1961, 29 Luglio 2026
Chi sono i distratti? Sono coloro che non mantengono o faticano a mantenere l’attenzione su ciò che stanno facendo. In sé stessa la distrazione non è una qualità, perché la perfezione consiste nel fare sempre bene ciò che si sta facendo. Nostro Signore ne è un esempio perfetto.
Ma la distrazione non è sempre e necessariamente un difetto. Dipende da ciò a cui si volge la mente, quando presta poca attenzione a ciò che sta facendo.
Il cardinale Giuseppe Siri, ad esempio, parla di “distrazione” per definire una mente che appunto si distrae dalle cose essenziali, per dirigersi verso quelle effimere, variabili e inconsistenti. La distrazione diventa un continuo rivolgersi a questo e a quello senza mai approfondire.
Ma esiste anche una distrazione che deriva non da cattiva volontà, ma da un’intelligenza creativa, o da un’immaginazione vivace per cui il cervello è continuamente attraversato da associazioni di idee, intuizioni. È questione di temperamento. Sono persone che fanno fatica a concentrarsi sugli aspetti pratici della vita quotidiana. Molti artisti, inventori, scienziati e scrittori erano considerati “distratti”. Erano così immersi nel loro mondo da dimenticare l’orologio, gli oggetti o perfino i pasti.
Anche tra i santi non mancano coloro che, per natura, distratti. Molti santi erano persone estremamente concrete e organizzate. Pensiamo a san Giovanni Bosco, capace di amministrare le sue opere con straordinaria precisione. Altri, invece, apparivano spesso “assenti”, perché completamente immersi nella riflessione su questioni alte e divine.
Bisogna distinguere la distrazione come fragilità umana dalla “distrazione” apparente dovuta al raccoglimento della mente, che si astrae dalle questioni concrete per immergersi in quelle più elevate. Una mente che ogni tanto si perde può avere un cuore profondamente unito a Dio. E un cuore unito a Dio, anche con qualche dimenticanza, può diventare davvero santo. È noto, ad esempio, che san Filippo Neri fosse talvolta così assorto nella preghiera da dimenticare il tempo.
Alcuni santi erano metodici (come sant’Ignazio di Loyola), altri impulsivi (come san Pietro), altri ancora sembravano distratti perché vivevano con una forte vita interiore. La santità non consiste nell’avere un determinato carattere, ma nel lasciare che ogni tratto della propria personalità venga trasformato dall’amore di Dio.
San Goar, ad esempio, è uno di quei santi poco conosciuti ma affascinanti, nella cui vita troviamo un sorprendente esempio di distrazione. Nacque in Aquitania, probabilmente tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, alle origini del Regno dei Franchi. Ordinato sacerdote, desiderava una vita più raccolta e più vicina a Dio. Per questo lasciò la sua terra e si si fece costruire un eremitaggio nella valle del Reno, allora ancora in parte pagana, nella diocesi di Treviri. Scelse di vivere come eremita, ma non da isolato. Costruì una piccola cappella e una cella, dedicando le giornate alla preghiera, e all’accoglienza dei viandanti.
La caratteristica che lo rese famoso fu l’ospitalità. Chiunque bussasse alla sua porta trovava un pasto, un letto, una parola di conforto e una guida spirituale. In un’epoca in cui i viaggi erano lunghi e pericolosi, la sua casa divenne un rifugio sicuro per pellegrini, mercanti e naviganti del Reno.
Per questo è venerato come patrono degli albergatori, degli osti, dei barcaioli, dei vignaioli e dei vasai.
La sua popolarità suscitò l’invidia di alcuni ecclesiastici, che lo accusarono falsamente davanti al vescovo di Treviri dicendo che faceva del suo eremitaggio un’osteria perché, contrariamente al costume degli eremiti, mangiava attorniato da una folla di viaggiatori, a cui offriva cibi eccellenti. Accadde però che i suoi due accusatori, nel viaggio di ritorno a Treviri, smarrirono le vettovaglie che portavano per il viaggio. Esausti e divorati dalla fame, attendevano sulla strada che qualcuno li soccorresse, Fu proprio Goar il loro salvatore.
Il santo, che faceva lo stesso percorso per andare a giustificarsi dal vescovo, li guarì e li rifocillò, convincendoli della sua innocenza. Giunto a Treviri, entrato nell’anticamera del palazzo vescovile, appese il suo mantello ad un raggio di sole, scambiandolo per un bastone. Il mantello però rimase miracolosamente sospeso nell’aria, davanti agli occhi dei presenti Questo prodigio, dovuto alla sua distrazione, dimostrò la sua innocenza e mise in luce la malizia dei suoi accusatori.
L’episodio in cui san Goar appese il mantello a un raggio di sole fa riflettere. La sua fu una santa distrazione. Si può immaginare che, assorto nella serenità di chi vive costantemente alla presenza di Dio, abbia compiuto il gesto con la naturalezza con cui si appende un mantello a un bastone. Era una “santa distrazione” che non nasceva dalla superficialità, ma da un cuore così unito a Dio da non essere più prigioniero dei calcoli umani.
San Goar viene anche invocato contro le calunnie e le false accuse. Il re Sigeberto III desiderò nominarlo vescovo di Treviri, ma Goar rifiutò. Non perché disprezzasse l’episcopato, ma perché riteneva che Dio lo avesse chiamato a servire nel nascondimento. Preferì tornare alla sua povera cella e continuare ad accogliere i pellegrini.
Dopo la sua morte, avvenuta il 6 luglio (tradizionalmente nel 575 o, secondo altre cronologie, nel 649), la sua tomba divenne una meta di pellegrinaggio. Intorno al suo romitaggio nacque una cittadina che ancora oggi porta il suo nome: Sankt Goar, sulle rive del Reno. Le antiche Vitae lo descrivono come un uomo profondamente raccolto in Dio, ma la sua contemplazione non lo allontanava dal prossimo: chi arrivava alla sua porta era sempre accolto con delicatezza.
I santi più contemplativi sembrano talvolta assenti rispetto alle cose materiali, ma diventano sorprendentemente presenti quando si tratta di amare Dio e il prossimo. È questo che ci ricorda san Goar, che ci piacerebbe immaginare come un possibile patrono dei distratti.
«Cari figli, vengo a voi come madre, vengo col cuore aperto ripieno d’amore per voi. Purificate il vostro cuore da tutto ciò che vi impedisce di ricevermi così potrete conoscere l’amore mio e di mio Figlio. Il mio cuore vuole vincere attraverso di voi e trionfare. Io vi invito a questo». (Messaggio del 2 maggio 2006)
I Messaggi del 2 del mese a Mirjana hanno un carattere che potremmo definire interiore, non indicano delle cose esterne da fare ma un lavorio spirituale di purificazione continua del proprio cuore in modo tale da poter avere lo sguardo limpido degli occhi per vedere Dio e il suo amore e per corrispondere con generosità. Giustamente è stato detto che i Messaggi a Mirjana sono rivolti alla formazione degli Apostoli di Maria, cioè di tutti coloro che la Madonna ha scelto e che hanno risposto alla chiamata. A loro la Madonna propone un cammino spirituale di purificazione interiore che richiede prima di tutto umiltà perchè il vizio più grave che inquina la vita spirituale è certamente la superbia, la supponenza.
Quando si fa il cammino spirituale è chiaro che satana non riesce a catturarci con le tentazioni per le quali siamo soliti essere più attenti, ma ci inganna con i peccati più sofisticati spronandoci alla santità per la nostra gloria. Il rischio è quello di cadere nel tranello del fariseismo.
La Madonna ci chiedere di accoglierla come Madre, come colei che ci educa, ci corregge, ci sostiene. Dobbiamo accogliere la Madonna con un atteggiamento umile, da peccatori, da figli che hanno bisogno della Madre. Siamo fragili, abbiamo bisogno di Lei! Accogliamo la Madonna nella consapevolezza della nostra fragilità, della nostra piccolezza e dei nostri peccati. Questa è una costante che troviamo nei Messaggi della Regina della pace a Mirjana, è il presupposto della vita spirituale; non si può tornare a Dio senza abiti penitenziali, senza la consapevolezza di essere peccatori. Dobbiamo fare il cammino di santità sempre con atteggiamento umile e guardando gli altri con sguardo caritatevole.
La Madonna ci dice che se siamo peccatori ci ama ancora di più, proprio come una madre accudisce con più attenzione i figli ammalati. La Madonna ci vede al guinzaglio del demonio che ci maltratta e ci degrada; ci chiede di purificare i nostri cuori da tutto ciò che ci impedisce di riceverla e cioè la supponenza, la malattia del farisaismo, la superbia. Se siamo in questa situazione siamo in pericolo!
Con cuore contrito dobbiamo riconoscerci peccatori, bisognosi di Misericordia. Se questo non parte da noi, provvede Dio a farci vedere l’abisso della miseria nel quale siamo immersi proprio come ha fatto con il figliol prodigo che si è ritrovato a contendere le carrube ai porci.
Soltanto rompendo la durezza di cuore che abbiamo dentro riusciamo a capire quanto è grande l’amore della Madonna e di Suo Figlio Gesù. Se restiamo nella supponenza si produce una falsa religione che è più pericolosa dell’ateismo. Nel farisaismo ci si crede già santi, si crede di non aver bisogno dell’umiltà. In tutti Messaggi a Mirjana la Madonna ci invita a purificare il cuore proprio perché è un lavorio che dura tutta la vita.
La Madonna ci invita ad affidare a Lei i nostri peccati perché ci renda più candidi della neve. È un lavoro impegnativo, quotidiano, continuo ma con la grazia dello Spirito Santo e con la perseveranza lo si può fare. Allora verremo ricolmati dell’amore di Dio e della Madonna e saremo dei testimoni.
In chiusura di Messaggio la Madonna ci dà la corretta interpretazione della promessa che ha fatto a Fatima, cioè che alla fine il Suo Cuore Immacolato trionferà attraverso di noi. Quando la Madonna parla del trionfo del Suo Cuore Immacolato dobbiamo capire che vincerà nella misura in cui la sua umiltà, il suo amore, la sua sapienza, la sua purezza si sono fatti spazio nei nostri cuori occupandoli completamente. Dobbiamo cacciare dal nostro cuore il nostro io con tutti i suoi vizi, riempirlo di Dio con tutte le sue grazie. È così che avviene il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Realizziamo dentro di noi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, in questo modo trionferà nel mondo.
La seguo da quasi 35 anni, ero quasi un ragazzo, adesso sono un anziano.
Radio Maria mi ha cresciuto, mi ha fatto leggere i suoi libri, mi ha salvato, mi ha istruito e da ultimo, mi ha dato uno scopo.
Caro Padre Livio, le riconosco innumerevoli meriti in termini di intelligenza, preparazione, saggezza, buon senso e carisma.
Ma un merito si erge su tutti. Ed è l’intuito, la perspicacia, il sesto senso.
Al riguardo, vorrei davvero chiederLe se 45 anni fa, di fronte alle prime apparizioni di Medjugorje aveva intuito che stava per iniziare un evento, con lo scopo di cambiare il mondo.
45 anni sono proprio tanti.
La Madonna conosce il futuro e tutto è, saldamente, nelle Sue mani.
Al momento, tuttavia, non lo capisco. Perché così tanti anni? Probabilmente, i Veggenti, al di là dei messaggi, ne avranno parlato e ne conosceranno i motivi.
Ma Lei cosa ne pensa?
Quale può essere la Pedagogia Divina di fronte ad un così lungo tempo?
La ringrazio di vero cuore, e, per quanto possibile, ci renda partecipi delle Sue sensazioni.
Il Signore La benedica in ogni istante
Claudio
Caro Claudio,
credo che per il 2033, bimillenario della Redenzione, si celebrerà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
I primi tre segreti prenderanno alcuni anni, ma quelli dal quarto al decimo saranno rapidissimi.
Sono tuttavia solo supposizioni e la conoscenza degli eventi futuri non è alla nostra portata.
Preghiamo, perseveriamo e testimoniano come veri Apostoli di Maria e stiamo attenti ai troppi cembali squillanti in circolazione, soprattutto nel web.
Confermo che, fin dal mio incontro con Medjugorje, ho avuto la sensazione che ci troviamo dinanzi a una svolta nella storia della salvezza, che mi ha portato a unire Fatima a Medjugorje, come un unico piano di Maria per la salvezza del mondo.
D’altra parte la corona di 12 stelle, intorno al capo di Maria, è un chiaro segno apocalittico che il Cielo continua a rivolgerci con il protrarsi delle apparizioni.
Come hai compreso anche tu, per ora solo pochi hanno colto la natura di questa venuta della Madonna sulla terra ma, con l’inizio dei Segreti, il piano di Maria diventerà più manifesto.
Per quanto riguarda la durata che ormai si avvicina a mezzo secolo, dobbiamo tenere presente che la Madonna ha dato ai Veggenti delle date precise riguardo ad ogni Segreto.
Quindi le scadenzesono conosciute e non modificabili. Questo tranquillizza anche la nostra attesae placa la nostra impazienza.
Il perché di un tempo così lungo di preparazione dei Segreti che, eccetto il terzo, sono eventi catastrofici, è dovuto alle circostanze della storia, dove le potenze del male operano per prevalere, mentre l’azione misteriosa della Divina Provvidenza prepara il trionfo della Donna sul drago.
Nei primi anni di apparizioni a Medjugorje la Regina della pace ha dettato alla veggente Vicka la sua storia. Subito dopo queste apparizioni Vicka ha trascritto su dei quaderni tutto quello che la Madonna le aveva raccontato; questi testi non sono stati pubblicati. In una di queste apparizioni la Gospa ha detto a Vicka di essere nata proprio il 5 agosto e ha reso noto questo fatto della sua vita in un Messaggio che ha dato il 1° agosto 1984: «Il 5 agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli io mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me?» (1° agosto 1984).
Da queste parole possiamo evincere che veramente la Madonna ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo quando era ancora una fanciulla, aveva circa sedici anni. Nel contesto storico in cui la Madonna ha vissuto, però, era l’età giusta in cui le ragazze iniziavano a pensare al matrimonio. Quello che commuove di più in questo Messaggio è la frase finale; dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel suo grembo la Madonna si è messa totalmente al servizio di Dio. Da quell’istante Maria è stata tutta orientata a Cristo e tuttora è completamente dedita a Suo Figlio e alla Chiesa. La Madonna è instancabilmente dedita a essere Madre di Cristo e della Chiesa.
Anche il mandato che Gesù ha dato a Maria ai piedi della Croce quando ha indicato che la sua maternità era estesa a tutta l’umanità. La Madonna esercita questa maternità universale in maniera infaticabile e continua, anche con numerosissime apparizioni, prendendosi cura di tutto e di tutti. La Madonna è Madre di tutti gli uomini di tutti i tempi. La Madonna ha esercitato subito la sua maternità universale partecipando al sacrificio di Cristo, attraverso la preghiera. Da quando è ascesa al Cielo la Madonna concretamente si fa carico di tutti gli uomini di tutti i tempi, siamo tutti figli suoi. I “cari figli” a cui si rivolge in apertura dei Messaggi di Medjugorje sono tutti coloro che la accolgono come Madre, questa è una scelta che dipende da ciascuno di noi.
Nel Messaggio del 1° agosto 1984 la Madonna ha chiesto tre giorni di sacrificio, preghiera e digiuno. Ovviamente ognuno può scegliere quale regalo fare alla Madonna, possiamo certamente pregare un Rosario ma possiamo anche fare molto di più, possiamo offrirle il nostro cuore e accoglierla come Madre. Chi è lontano ed è nel peccato si ricordi di quelle parole addolorate che la Madonna ha detto a Medjugorje: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (24 maggio 1984). In questi giorni, allora, prepariamo una bella Confessione per asciugare le lacrime della Madonna. Ritorniamo a Dio nella pratica dei Comandamenti, nella frequenza ai Sacramenti. Preghiamo ogni giorno, alimentiamo la nostra fede, eleviamo la nostra vita spirituale e morale. La fede è una luce che illumina il cammino quotidiano, teniamo accesa questa fiaccola con la preghiera continua e quotidiana. Questo è il più grande regalo che possiamo fare alla Madonna.
Quelli che invece sono già sul cammino della fede e sono perseveranti nella chiamata possono fare un passo avanti e mettersi a disposizione di Maria, diventare suoi Apostoli a suo servizio nella grande opera della salvezza del mondo che oggi è veramente sull’orlo dell’abisso. L’umanità sta mettendo a rischio la sua sopravvivenza sulla Terra e rischia la perdizione eterna dell’anima. Le ideologie atee e materialistiche che disprezzano Dio e lo bestemmiano purtroppo hanno conquistato molte anime. Siamo in una fase della Storia particolare in cui la Madonna è qui da così tanto tempo proprio per cercare anime che si mettano al suo fianco.
Mettiamoci al servizio di Maria, accogliamola come Madre, aiutiamola con la preghiera, il digiuno, la testimonianza. La Madonna ha bisogno di queste anime! Il giorno del compleanno della Madonna può essere un’occasione per fare un passo avanti ed essere quegli Apostoli degli ultimi tempi di cui parlava il Monfort, quelle anime totalmente dedicate a Maria. Mettiamo la nostra vita al servizio della Madonna; riempiamo le nostre giornate di fede, di preghiera, di testimonianza, di amore, di apostolato. La Madonna ha assolutamente bisogno di questo tipo di aiuti per salvare quante più anime possibili. Il Cuore Immacolato di Maria trionferà attraverso il nostro aiuto. Le schiere degli Apostoli del suo amore sono coloro con cui la Madonna vincerà; ciascuno di noi può dare un grande valore alla propria vita mettendosi al servizio di Maria. Offriamo la nostra vita e il nostro cuore completamente alla Madonna, non c’è regalo più bello che possiamo farle!