BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

L’Erasmus della Fede mondiale. La Medjugorje dei giovani raccontata da Ciccotti

di Eusebio Ciccotti – Formiche.net

Dal 1° al 6 agosto si è tenuto a Medjugorje (Bosnia Herzegovina) il 37° Mladifest (“Festival dei Giovani”) cui hanno aderito 73 Paesi. Dal Paraguay alla Corea del Sud, dalla Ucraina alla Russia, dal Libano alla Terra Santa. Medjugorje si conferma il “confessionale del mondo”. Sono state distribuite 250.000 comunioni. Preghiere, canti, spettacoli teatrali. Si sono ascoltate forti storie di conversioni, dall’Asia all’Europa. Il saluto di Papa Leone ai giovani del Mladifest: “Non fatevi prendere da facili illusioni”. Il reportage di Eusebio Ciccotti

08/08/2026

Medjugorje – Se le Giornate della Gioventù ideate da Papa Giovanni Paolo II, occasione di preghiera per i giovani, si tengono ogni due anni, in diverse città del mondo, raggiungendo oltre il milione di presenze, un altro appuntamento, più “piccolo”, ma della medesima intensità spirituale, cui prendere parte almeno una volta nella vita, è il Mladifest (“Festival dei Giovani”), con cadenza annuale, a Medjugorje. Fondato dal frate Slavko Barbaric, scomparso prematuramente all’età di 54 anni, e a cura della Parrocchia di san Giacomo, è appuntamento conosciuto da tutti i cattolici del mondo. La cittadina di Medjugorje, nei cinque giorni del Festival (1° agosto – 6 agosto), riesce ad ospitare fino a 60.000 partecipanti: giovani, in stragrande maggioranza, ma anche donne e uomini della terza età, nonché giovani famiglie, molte “nate” da incontri avvenuti durante il Festival.

Chi canta prega due volte

Il “cuore” del Festival dei Giovani, richiamato nelle omelie tenute da presbiteri e vescovi, è la ri-scoperta della fede in Cristo.  Anche attraverso la “presenza” dalla Madonna che i fedeli pregano con devozione nei tre luoghi di Medjugorje, ormai famosi in tutto il mondo: la chiesa di san Giacomo, la Collina della Apparizioni (Podbrdo) e il Križevac (Monte della Croce).  Il programma del Festival è così strutturato: dalle 9.00 alle 12.30, nel grande piazzale dietro la chiesa si susseguono: catechesi, testimonianze di conversioni o chiamate alla fede, canti, e balli. A partire dalle 16.00, riprendono le catechesi, le testimonianze. Alle 17.00, i circa 50.000 presenti recitano due rosari, segue la santa Messa, e, infine, il programma termina con un’ora di Adorazione, dalle 20.00 alle 21.00.

Quello che affascina tutti, giovani, adulti, e bambini di ogni età, in uno spirito di gioia francescana, sono i canti e le danze guidati dal palco da giovani, suore, e sacerdoti. Non riesci a non esserne coinvolto. Sperimenti veramente che cantare e danzare “è pregare due volte”.

Un momento dell’omelia
Suor Micaela, da carabiniere a suora
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Mladifest
Medjugorje, il confessionale del mondo
La messa alle 5 del 6 agosto, sul Križevac, che chiude il Mladifest 2026
Medjugorje: l’Erasmus della Fede Mondiale

Ma, terminato il Programma ufficiale, i giovani non vanno a dormire! Chi vola sul Podbrdo, chi si arrampica sul Križevac, chi rimane a cantare intorno alla chiesa di San Giacomo, sventolando le proprie bandiere. Fino all’una di notte. Parlando in inglese. Qui, a Medjugorje, tutti i giovani del mondo sono una unica famiglia.

Si canta, si balla, ci si conosce. Ci si mette in posa, imbracciando gli smartphone: et voilà, ecco centinaia di scatti e video a mitraglia!

Bastano pochi secondi e nascono nuove amicizie. Alcune rimarranno per tutta la vita. Ci si si invita reciprocamente, da un continente all’altro. Medjugorje è l’Erasmus della Fede Mondiale.

Medjugorje, “confessionale del mondo”

Se non sei mai stato a Medjugorje, appena giungi davanti alla chiesa di San Giacomo, sei attratto da una immagine rara: nel piccolo piazzale, alla sinistra dell’edificio, scorgi una lunga fila di sacerdoti seduti sulle loro sedioline, con di fronte un pellegrino in confessione. A terra le “latte” con le bandierine dei Paesi e il relativo nome del Paese nella rispettiva lingua: rimani senza parole. Capisci che quando i francescani lanciarono, anni fa, l’espressione “Medjugorje confessionale del mondo”, non era una iperbole. Non è difficile incontrare qualcuno che ti “confesserà” di essersi “confessato” dopo 25, 30, 43 anni! E aggiungerà, nella lingua con cui stai interagendo, “Ora mi sento veramente leggero, mi sento bene! Questo è un luogo santo!”.

Ecco le lacrime

Un’altra forte scena, filmata involontariamente dai tuoi occhi e che rimarrà nella tua cineteca mentale per tutta la vita, è il momento dell’Eucarestia. Tra gli oltre 50.000 fedeli che ogni sera riempiono il grande piazzale di fronte all’altare esterno, sin sotto il boschetto e, ancora, giù nel grande prato, ecco avanzare, con passo sicuro, centinaia di sacerdoti vestiti di bianco, con in mano il calice. Molti fedeli, quelli vicino ai percorsi, avendo spazio, si inginocchiano per ricevere Cristo.

Rivedi la scena degli Apostoli mentre distribuiscono i pani e i pesci ai 5.000 (MatteoMarcoLucaGiovanni). Davanti a tanta fede, a tanta fame di Cristo, il cuore inizia a battere all’unisono seguendo i canti eucaristici. Gli sei grato poiché Egli si fa piccolo e cammina tra le folle, nelle sacre pissidi, per entrare nel tuo cuore e trasformarlo da pietra in carne: ti commuovi. È il momento in cui ti può capitare di ricevere “il dono delle lacrime”: esso ti arriva quando abbracci l’umiltà (ben raccontato, per esempio, dal bellissimo film Le défroqué, 1954, di Léo Joannon). Ora puoi scorgere lacrime benedette su qualche volto.

Le omelie

Un altro momento intenso della messa a Medjugorje, soprattutto durante il Festival, è quello delle omelie. Presbiteri e vescovi legano felicemente insieme riflessione teologica, pastorale e “meeting”. Quest’anno il tema è stato “Ad Fontem”, ossia ritornare alla fonte dell’annunzio di Cristo. Cui si è aggiunto, più volte, il commento al saluto di Papa Leone rivolto ai giovani del Mladifest, “Non fatevi prendere dalle facili illusioni passeggere”.

La comunicazione dei presbiteri, va detto, ha goduto di una costante chiarezza espositiva; quando la riflessione sfiorava concetti teologici “impegnativi” questi erano resi comprensibili a tutti. E, infine, il rimando al ruolo della Regina della Pace, presente in ogni omelia, mai è apparso posticcio: sempre motivato attraverso un pacato approccio mariologico.

Se le omelie (ma anche tutto il servizio liturgico nel suo insieme), hanno catturato l’interesse da ogni partecipante, di diverse culture, tutti armati di auricolari alle orecchie, è merito anche di un collaudato staff di interpreti simultanei da anni impegnato in un lavoro da autentici professionisti. Traduzione in ben venti lingue di arrivo! Dall’inglese all’ungherese, dall’ ucraino al russo, dall’arabo al norvegese, dal mandarino al coreano…

 Le testimonianze

Altro momento clou sono le testimonianze relative alla ri-scoperta della fede. Ecco suor Micaela di Roma. Da bambina e poi da adolescente “ho sempre voluto battermi per la giustizia, per contribuire a cambiare la società in meglio. Questo desiderio l’ho visto realizzato nell’arma dei Carabinieri. Era il mio sogno divenire un carabiniere. Ci sono riuscita. Felicissima. Da giovane militare ho mantenuto anche i miei interessi di studentessa, ossia la musica e le diverse attività sportive. Dopo qualche anno sentivo che dentro di me che ciò non bastava. Rimaneva un senso di insoddisfazione, nonostante l’amore per l’Arma fosse, ed è tutt’ora, un gran servizio per migliorare la vita dei cittadini. Pian piano ho capito che ero chiamata a contribuire al cambiamento degli uomini dall’interno. Con la preghiera. In special modo con la vita religiosa. E la Madonna della Rivelazione delle Tre Fontane, di Roma, mi chiamava. Oggi sono suora e mi sento felice di lavorare per il Signore con le mie amate consorelle, qui presenti”. Grande applauso.

“Vengo da Seul. Una città che offre molti divertimenti. Ero un giovane amante delle nottate con gli amici in discoteca. Non trovavo la fidanzata giusta e così avevo molte ragazze. La mattina, dopo le notti di sesso e alcol, ero triste, svuotato dentro, insoddisfatto per questa vita da ‘giovane libero’. Finché qualcuno non mi parla di un viaggio a Medjugorje, dove è apparsa e appare ancora la Madonna a dei veggenti. Parto per curiosità. La mia vita cambia. A Seul, quando torno, scopro il gruppo Ubi Caritas, fondato nel 1997, attivo in diverse città della Corea del Sud. Ogni sera, alle 21.00, il gruppo si riunisce per pregare. Preghiamo sia per le intenzioni personali, che per la fine di ogni guerra nel mondo, per la riunione delle due Coree.  Oggi non vivo più con il senso di colpa ma con quello della gratitudine, verso Maria Vergine e Gesù. Quando conosco qualche nuovo amico immerso nel disagio gli propongo di unirsi a noi e, se lo desidera, di venire a Medjugorje”.

Il saluto con le bandiere e la messa finale sul Križevac

L’ultimo giorno del Festival, dopo la messa serale, ascoltiamo l’invito del parroco, a nome di tutti i celebranti, rivolto ai giovani: portare il messaggio di Cristo nel mondo: la “Missio ad gentes”. Cui segue l’appuntamento per il 2027 ( 27- 31 luglio; poiché dal 1° agosto vi saranno le Giornate della Gioventù, presiedute da Papa Leone, a Seul).

Poi, prende avvio il saluto delle delegazioni dei giovani, armate di bandiere e cartelli con su il nome del loro Paese, mentre sfilano tra i settori dei fedeli, assiepati sino all’inverosimile, nel grande piazzale. Musica, saluti, grida di gioia, sventolamento di vessilli. Ultimo appuntamento alle cinque del mattino seguente, ossia 6 agosto, per la messa finale sul Križevac. Se non tutti i 50.000 vi andranno, chi lo fa sale sin dalle 2.00 di notte. Si assiepa sui sassi. Prega, canta, e ogni tanto si appisola un pochino durante la notte. Molti non rinunciano all’ultimo saluto alla Croce.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Pensieri sui Vangeli Festivi: XIX Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

🟢 PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 20

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MARIA DOLCE MADRE

39. MARIA MADRE DEI FIDANZATI

            L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria” ( Lc 1,26-27). Nel momento dell’annuncio celeste, che avrebbe cambiato la sua vita personale e la storia del mondo, la Madonna era “promessa sposa”, cioè era fidanzata e si preparava al matrimonio. Maria e Giuseppe erano due giovani che una regia nascosta aveva guidato all’appuntamento della loro vita.  Apparentemente il loro incontro era stata casuale, come accade in tante vicende del pellegrinaggio terreno, dove l’occhio carnale non vede la mano nascosta che tira le fila degli avvenimenti. In realtà tutto era stato preparato fin dai secoli eterni e Dio attuava i suoi disegni attraverso la trama della vita quotidiana. Maria e Giuseppe erano veri fidanzati e i loro cuori si erano aperti l’uno all’altro in un amore casto e fedele.

Tuttavia  lo Spirito, che guidava la giovinetta di Nazareth, le aveva interiormente dischiuso la grazia  della verginità nel dono totale di sé a Dio. “Come è possibile? Non conosco uomo” è l’interrogativo che Maria rivolge all’angelo, mentre le rivela la chiamata  ad essere la Madre del Figlio di Dio. I due giovani si erano promessi amore reciproco, ma accogliendo nel medesimo tempo il dono della verginità e della consacrazione della loro vita alla volontà del Signore. Quella di Maria e Giuseppe è una chiamata speciale, ma insegna ai fidanzati che il loro incontro non è un progetto umano, ma una vocazione  a cooperare al progetto divino della creazione e della redenzione. E’ infatti attraverso l’amore umano, che l’Onnipotente realizza la sua opera di infinita misericordia, con la quale chiama delle creature, tratte dal nulla, a partecipare al mistero della sua gloria.

Maria e Giuseppe insegnano ai fidanzati a vivere il loro tempo di preparazione al matrimonio nella luce di una divina chiamata, alla quale corrispondere nella fede e nella preghiera. Se è vero che, secondo una logica umana, l’uomo e la donna si scelgono e si uniscono per loro libera decisione, è anche vero che, nella prospettiva soprannaturale, è Gesù che li unisce in matrimonio dopo averli fatti incontrare nel cammino della vita. Il tempo di fidanzamento è un tempo di grazia e di discernimento, durante il quale scoprire il disegno di Dio a proprio riguardo e prendere coscienza delle responsabilità che si assumono con la vocazione alla maternità e alla paternità, in un patto di amore fedele e indissolubile. L’Onnipotente, che ha creato l’uomo e la donna, perché fossero “una sola carne”, guida, nel tempo di grazia del fidanzamento, alla comprensione della bellezza della persona umana, nel suo duplice aspetto di “maschio e femmina”, nei  quali si riflette lo splendore della divina immagine e somiglianza ( Gn 1,27).

Il tempo di fidanzamento è un tempo in cui imparare “l’arte di amare” ( E. Fromm). E’ un arte difficile e per questo trascurata. E’ l’arte con la quale lo scultore trae una statua di grande perfezione da un blocco di   marmo grezzo. E’ l’arte con la quale  i fidanzati si aiutano nella crescita intellettuale e morale di se stessi, imparando il rispetto vicendevole e la reciproca sottomissione. Il cuore umano, inquinato dall’egoismo, è il terreno sul quale facilmente prolificano i vizi che distruggono l’amore. Esercitandosi nella sincerità e nella fiducia, nel sacrificio e nella pazienza, nella castità e nel dominio di sé, nella semplicità e nella sobrietà, nella misericordia e nel perdono, i futuri sposi preparano la roccia sulla quale costruire la loro casa: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti  e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia”( Mt 7, 25). Così è stato il cammino di Maria e Giuseppe che la bontà dell’Onnipotente ha voluto donare come modello ai giovani di tutti i tempi che si preparano al momento decisivo della loro vita.

San Gaetano Thiene


Nome: San Gaetano Thiene

Titolo: Sacerdote

Nome di battesimo: Gaetano Thiene

Nascita: 1 ottobre 1480, Vicenza

Morte: 7 agosto 1547, Napoli

Ricorrenza: 7 agosto

Beatificazione:
8 ottobre 1629, Roma , papa Urbano VIII

Canonizzazione:
12 aprile 1671, Roma , papa Clemente X

Luogo reliquie: Santuario di San Gaetano

Fa parte di: Santi del Veneto

Gaetano nacque a Vicenza nell’anno 1480 da pii genitori. La madre sua, Maria Porta, fin dai primi istanti della sua vita lo consacrò alla Beata Vergine e, fattolo più grandicello, gli impartì una sana istruzione religiosa.

Ad esempio di Gesù adolescente, Gaetano, mentre cresceva nello spirito, faceva pure gran profitto nello studio. Mandato a studiare a Padova, si distinse specie nella teologia ed ottenne la laurea dottorale. Il suo desiderio, però, era di vivere nell’umiltà e nel nascondimento; desiderando entrare in religione, si recò a Roma, ove si diede a una vita ritirata e devota. Anche nella sua elezione a protonotario apostolico, accettata unicamente per ubbidienza al Papa, risplendette la sua umiltà, di modo che, appena ne fu libero, volle tornare nuovamente nella sua patria e quivi darsi al servizio dei poveri e degli ammalati.

In seguito, ispirato dal Signore a riformare i costumi sia del popolo che del clero, si recò nuovamente a Roma e lì iniziò la sua opera. Unitisi ad alcuni suoi ferventi compagni, compose alcune regole per presentarle al Papa.

Nel 1524 ne ottenne l’approvazione, e Pietro Caraffa, che salì poscia al trono pontificio col nome di Paolo III, fu il primo superiore della Congregazione testé fondata. Le basi della riforma erano poste: molti sacerdoti entrarono a far parte dei Chierici Regolari Teatini ed operarono un gran bene in tutta la città. Poco tempo dopo, costretto a fuggire da Roma a cagione di una guerra, passò a Venezia dove fondò un suo convento. Napoli fu il campo delle sue ultime fatiche apostoliche.

Già vicino a ricevere il premio, ai medici che lo consigliavano di lasciar le penitenze, almeno nell’ultima ora, egli rispondeva: «Il mio Signore e Salvatore è morto sulla croce: lasciatemi almeno morire sulla cenere», e dalla cenere passò alla gloria dei Beati il 7 agosto 1547.

Subito dopo la sua morte, fu sepolto nella chiesa di San Paolo Maggiore, all’interno di un giardino antistante l’ingresso, che in seguito divenne un cimitero per i membri dell’Ordine dei Teatini. La sua sepoltura avvenne senza particolari onori: il corpo fu avvolto in un lenzuolo e deposto direttamente sulla terra, senza l’uso di una bara, in piena umiltà, come era consuetudine per i confratelli dell’ordine. Nel 1589, a seguito di lavori di ampliamento della chiesa, le sepolture furono trasferite in una cripta sotterranea. Le ossa di San Gaetano furono collocate insieme a quelle degli altri primi Teatini in una fossa comune. Solo nel 1624, con la trasformazione della cripta in cappella chiamata Santuario di San Gaetano, le sue reliquie furono sistemate in un apposito sepolcro, rendendo il luogo meta di pellegrinaggi e di una crescente devozione popolare.

Nel 1671, San Gaetano fu canonizzato da papa Clemente X, e la sua tomba divenne un simbolo di fede e speranza per la città di Napoli.

PRATICA. L’esempio di questo Santo ci ricorda l’insegnamento di Gesù Cristo: «Beati i poveri di spirito, perchè di essi è il regno dei cieli ».

PATRONO DEI DISOCCUPATI

San Gaetano da Thiene è venerato come patrono dei disoccupati perché, pur appartenendo a nobili origini e avendo studiato legge, dedicò la sua vita ai poveri, agli ammalati e ai disoccupati: fondò ospedali, il primo Monte di Pietà (precursore del Banco di Napoli) e promosse la giustizia sociale con totale fiducia nella Provvidenza divina.

Il suo amore concreto verso chi era privo di lavoro e mezzi, insieme alla creazione di opere di carità e assistenza, lo resero simbolo per chi cerca un impiego o vive senza occupazione.

A Napoli, dove operò instancabilmente e donò aiuto a chi soffriva, il popolo ha diffuso la sua devozione come il Santo della Provvidenza, affidando a lui le proprie speranze di sostentamento e dignità.

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 34

🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: LA CHIESA E I SEGRETI DI MEDJUGORJE – 07/08/2026

CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO

LA CHIESA E I SEGRETI DI MEDJUGORJE

1. LA SITUAZIONE A DUE ANNI DAL NULLA OSTA (19 settembre 2026)

Questo pronunciamento autorizza i pellegrinaggi e il culto pubblico, riconoscendo i grandi frutti spirituali del luogo, ma non dichiara l’origine soprannaturale delle apparizioni. La Chiesa dà anche un giudizio positivo sull’insieme dei Messaggi.

2. PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SOPRANNATURALITÀ DELLE APPARIZIONI LA MADONNA HA DATO L’APPUNTAMENTO AL TERZO SEGRETO

Nel frattempo la Chiesa lascia libera la riflessione sui Messaggi e sui Segreti. I fedeli sono liberi di credere alle Apparizioni e alle rivelazioni della Madonna sui Segreti.

3. IL PIANO DI MARIA VA DA FATIMA A MEDJUGORJE FINO AL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO

Il piano di Maria è in pieno svolgimento

Il piano di Maria riguarda il mondo e la Chiesa e il loro futuro

Il piano di Maria va collocato negli Ultimi Tempi della Storia della Salvezza

Il piano di Maria si realizza necessariamente

4. I DIECI SEGRETI SONO PARTE ESSENZIALE DEL PIANO DI SALVEZZA DI MARIA

I dieci Segreti sono stati dati a Mirjana su un rotolo già il Natale del 1982

I dieci Segreti saranno rivelati il mondo col permesso della Chiesa

Il tempo dei Segreti sarà tempo di guerra e di persecuzione alla Chiesa

Attraverso la rivelazione dei Segreti verrà provata la fede delle persone

La Madonna esorta alla preparazione per il tempo dei Segreti

5. LA PRESENZA DELLA MADONNA NEL TEMPO DEI SEGRETI

La Madonna sarà presente nel tempo dei Segreti con apparizioni quotidiane

Questa rivelazione è stata fatta dalla veggente Vicka in diretta su Radio Maria

La Madonna manifesterà il suo intervento nella rivelazione “tre giorni prima” degli eventi di ogni Segreto

La Madonna manifesterà la sua gloria in modo particolare attraverso il segno sulla collina delle apparizioni in occasione del terzo Segreto.

6. PERCHÈ I SEGRETI SONO SERI E CREDIBILI

I Segreti non sono una novità nelle rivelazioni mariane

Gli archivi vaticani della Congregazione per la Dottrina della fede conservano il testo dei due Segreti di La Salette sul futuro del mondo

In Vaticano sono conservate le lettere di Lucia relative al Segreto di Fatima

La Madonna a Fatima ha rivelato il futuro del mondo fino al trionfo del suo Cuore Immacolato

I Segreti di Medjugorje sono il prolungamento di quelli di Fatima

Riguardo ai Segreti di Fatima è illuminante l’affermazione di Benedetto XVI nel 2007: “In parte si sono realizzati e in parte si devono ancora realizzare”

È fuori discussione l’importanza che la Regina della pace dà ai Segreti fin dai primi mesi delle apparizioni.

Si tratta di una tematica che da oltre un secolo ha impegnato la riflessione della Chiesa e che, con i Segreti di Medjugorje, dischiude una prospettiva di speranza e di pace a un mondo a rischio di autodistruzione

7. I SEGRETI DI MEDJUGORJE NELLA STORIA DELLA SALVEZZA

La collocazione teologica del piano di Maria da Fatima a Medjugorje fino al trionfo del Cuore Immacolato è quella degli “Ultimi tempi” dell’ escatologia cristiana.

Si tratta della fase conclusiva della Storia dell’umanità sulla quale si esprime autorevolmente il Catechismo della Chiesa Cattolica (675-677)

I riferimenti biblici sono solidi e riguardano non solo l’Apocalisse, ma anche le profezie escatologiche di Gesù e numerosi passaggi degli Scritti del Nuovo Testamento

Il tema dei Segreti nelle rivelazioni della Regina della pace è solido nei suoi fondamenti dottrinali ed è di estrema serietà in rapporto alla situazione della Chiesa e del mondo nell’attuale momento storico

Di qui l’importanza di un accompagnamento ecclesiale alla luce della fede e in presenza di una mariofania che è ancora in atto e che si propone come ancora estrema di salvezza a un mondo sull’orlo della catastrofe

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