BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

I PRODROMI DELLA TERZA GUERRA MONDIALE

Editoriale di padre Livio – 9 marzo 2026

LE APPARIZIONI MARIANE CHIAVE DEL FUTURO

LA MADONNA NON FA GEOPOLITICA MA TEOLOGIA DELLA STORIA

LA NOVITA’ DELL’ERA TRUMP: IL DECLINO DELL’ALLEANZA OCCIDENTALE

L’EUROPA PUNTATA DAL DRAGONE ROSSO

SONO TRE GLI ASPIRANTI AL DOMINIO DEL MONDO

L’EUROPA È RELEGATA IN UNA POSIZIONE MARGINALE

LA GUERRA FRA USA E CINA FA GIA’ I PRIMI PASSI

NELL’OTTICA SOPRANNATURALE NON È QUESTO L’EVENTO CENTRALE DEL FUTURO

NEL PIANO DI MARIA DA FATIMA A MEDJUGORJE L’OCCHIO È SULLA RUSSIA

LA RUSSIA POST-COMUNISTA HA ELABORATO L’DEA DI UN IMPERO RUSSO –ORTOSSO

Il RUOLO SUPPONENTE E MINACCIOSO DELL’ORTODOSSIA RUSSA

LA SACRALIZZAZIONE DELLA GUERRA E L’USO DEL VANGELO A SUPPORTO DELL’IMPERO

L’ATTACCO DELLA RUSSIA ALL’EUROPA È GIA’ INCOMINCIATO QUATTRO ANNI FA

UN ARTICOLO DELL’ISTITUO FRANCESE DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI (Prof Dimitri Minic)

“MOSCA È GIA’ IN GUERRA CONTRO IL NOSTRO CONTINENTE”

L’OBBIETTIVO INIZIALE DELLA RUSSIA È LA DISSOLUZIONE DELL’ EUROPA DALL’INTERNO

L’OBBIETTIVO SUCCESSIVO È L’INVASIONE MILITARE

 L’OBBIETTIVO FINALE È DI IMPORE L’IDEOLOGIA RUSSO-ORTODOSSA

SOLO IL PORTOGALLO CONSERVERA’ IL DOGMA DELLA FEDE?

L’UCCISIONE DEL PAPA NEL TERZO SEGRETO DI FATIMA

LO SCENARIO DEI DIECI SEGRETI DI MEDJUGORJE NEL TEMPO DELL’OCCUPAZIONE RUSSA

LA REGINA DELLA PACE IN SOCCOSO DEL PAPA E DELLA CHIESA

Il CROLLO DELL’IMPERO RUSSO ORTODOSSO 

 LA CONVERSIONE DELLA RUSSIA AL CATTOLICESIMO

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – lunedì 9 marzo 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE:

I cinque minuti dello Spirito Santo


h. 9.00: EDITORIALE:

I prodromi della terza guerra mondiale


h. 10.00: Tutti i Segreti si realizzeranno (20)


blogdipadrelivio.it


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

Chi sta vincendo la guerra in Iran? Tattiche, obiettivi e forze in campo: il punto militare

di Andrea Nicastro – 9 Marzo 2026 – Corriere della Sera

Usa e Israele hanno aumentato i raid concentrandosi su infrastrutture produttive. Gli iraniani bersagliano i Paesi del Golfo. Meno missili, più droni

DAL NOSTRO INVIATO GERUSALEMME – Già nove giorni sono passati dalle prime bombe di Israele e Stati Uniti sull’Iran. Attacco preventivo per impedire agli ayatollah molte cose. Il presidente americano Donald Trump ha dato una motivazione diversa quasi ogni giorno. Promuovere la democrazia e il cambio di regime. Impedire alla Repubblica islamica di attaccare Israele, riprendere la via atomica o costruire missili capaci di colpire l’America. Un attacco, quello americano, senza alcuna dichiarazione di guerra e senza un obiettivo chiaro. Per questo, capire se gli Usa stiano vincendo, è complicato. In compenso è più facile dire chi stia perdendo, l’Iran, e chi vincendo, Israele.

Le vittorie di Netanyahu 

Almeno dal 1992, il premier israeliano Netanyahu lancia allarmi contro l’Iran «maledizione della regione», il «pericolo nucleare», il «vertice dell’asse del male». Ogni leader sciita ucciso, ogni base militare e ogni infrastruttura capace di alimentare le ambizioni della Repubblica Islamica distrutte sono altrettante vittorie per lui.

I colpi per gli ayatollah

La teocrazia sta invece incassando colpi su colpi. Fosse un incontro di pugilato, starebbe perdendo ai punti. Ma è una guerra. All’Iran basta restare in piedi per considerarsi vincitore. Basta che non ci siano rivolte interne o secessioni di minoranze. Le distruzioni materiali porteranno il Paese indietro di anni, ma se la nomenclatura del regime terrà il comando, sarà un problema dei cittadini e non dei vertici. 

La tattica

È leggermente cambiata dal 28 febbraio, giorno 1 dell’aggressione. In principio l’aviazione israelo-americana con il supporto di missili e droni ha dato priorità a omicidi mirati e alla distruzione di difese aeree e lanciamissili. Una volta conquistato il dominio dei cieli, sta passando in questo fine settimana a colpire infrastrutture economiche. Sbaglia chi parla di «bombardamenti a tappeto». 

Gli obbiettivi, anche per non sprecare munizioni, sono mirati. Ci sono errori (come le 165 bambine uccise a scuola), ma, cinicamente, manca la convenienza a colpire quei civili da cui si aspetta l’insurrezione. Cominciano ad arrivare indizi di incursioni di forze speciali in territorio iraniano e di missioni per recuperare piloti abbattuti. Trump ha sempre amato le forze speciali.

Quattro direzioni

L’Iran ha reagito in quattro direzioni: colpendo Israele, le basi Usa nella regione, il flusso energetico globale e, infine, mobilitando la milizia alleata del Libano. Ieri pareva che lo Stretto di Hormuz potesse essere riaperto. Da verificare.

I cieli del Libano

In Libano Israele è all’attacco da solo senza gli Usa. Ha il controllo della quarta dimensione (il cielo) e pianifica 300 incursioni al giorno. Gli omicidi mirati con droni israeliani proseguono anche negli hotel di Beirut pieni di profughi. Hezbollah reagisce con pochi lanci sempre intercettati, ma rende difficile l’invasione via terra. Qualche incursione di paracadutisti o con tank è stata sventata. I numeri

I numeri

Il fronte sotto attacco sta subendo le perdite maggiori. Basti pensare alla Guida suprema Ali Khamenei e ad almeno 200 tra generali, politici e chierici uccisi o alle 42 navi affondate a fronte di 7 soldati americani uccisi. I numeri dei rispettivi governi parlano di circa 1.400 morti in Iran (di cui 400 bambini), 400 in Libano (di cui 150 bambini e, secondo Israele, 200 miliziani), 11 civili israeliani (3 bambini) in Israele, 2 soldati israeliani in Libano, 7 militari Usa nel Golfo, 21 nei Paesi petroliferi, 4 in Siria, uno in Giordania. Si tratta però di dati viziati dalle censure nazionali.

Gli attacchi nel Golfo

Trecentomila gli sfollati da Teheran, 800mila dalle aree libanesi sotto attacco. La media dei raid israelo-americani è salita a quasi 800 al giorno, quella iraniana è scesa dai 7 sciami di droni e missili verso Israele dell’inizio ad appena 3. Tendenza opposta nel Golfo: da 4 ondate di ordigni volanti a 10 ogni 24 ore. Secondo le Guardie della Rivoluzione il 40% dei loro lanci è contro Israele, il resto verso le basi americane. I dati arabi indicano però una scelta politica precisa. Gli Emirati hanno subito quasi 1.300 attacchi, più del doppio di quelli destinati a Israele (600) e al Kuwait (500). Le altre monarchie assieme (Qatar, Arabia Saudita e Bahrein) appena 430. Sta gradualmente cambiando anche l’armamento. L’Iran ora usa più droni, anche 2.000 al giorno. Israele e Usa più bombe e droni. Tutti sparano meno missili.

Allargamento

I media israeliani hanno più volte annunciato l’ingresso nel conflitto di Paesi che ospitano le basi americane bersagliate dall’Iran. Per il momento è solo un desiderio. Le goffe scuse fatte ai vicini arabi dal presidente iraniano testimoniano la sensibilità del tema. I servizi segreti israelo-americani stanno cercando di convincere le milizie curde ad intervenire. Dopo Hezbollah, Teheran vorrebbe coinvolgere anche gli Houthi dello Yemen, ma questi hanno la flotta americana ormeggiata davanti a casa.

L’Europa

Sull’altro fronte, Israele conta sull’aiuto del governo libanese per disarmare Hezbollah, ma ancora Beirut non si muove. L’Europa va in ordine sparso. Francia, Italia e Spagna mandano navi per difendere Cipro. La Turchia spera di mediare. Il Pakistan nucleare osserva. La Russia ha ammesso di sostenere l’Iran, ma non si sa come. Probabile solo con informazioni satellitari.

🔴LIVE🔴 NON PRAEVALEBUNT – PUNTATA 3: Il cristiano è ottimista – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio


La mamma di Marco Gallo: «Nel suo intimo c’era la presenza di Maria»

Su «Maria con te» la testimonianza della madre del giovane Servo di Dio: «Il giorno in cui morì aveva con sé un’immagine della Madonna di Medjugorje e un foglio con la “promessa”»5 Marzo 2026

Marco Gallo impegnato in una scalata: la foto è tratta dalla copertina del volume «Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare» (Itaca, 224 pagine, 14 euro)

Marco Gallo impegnato in una scalata: la foto è tratta dalla copertina del volume «Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare» (Itaca, 224 pagine, 14 euro)

«Il giorno in cui morì, nel portafogli, Marco aveva un’immagine della Madonna di Medjugorje, una foto di se stesso piccolino che mangiava un panino alla Nutella, cinque euro e un biglietto con la “promessa” in cui c’è scritto: “Oggi prometto che, con un desiderio grandissimo, con una grande forza sempre, come se fosse l’ultimo mio giorno di vita, per scegliere a chi dare la mia giornata e vita, mi aprirò alla ricerca del Mistero, col giudizio e col rispetto di ciò che la realtà mi pone, anche se faticoso. Da solo il Mistero io dipendo”. Nel suo intimo c’era la presenza di Maria. Era un ragazzo che riempiva la vita, ma questo ogni madre lo direbbe del proprio figlio. Quando qualcuno era da solo, lui gli teneva compagnia e lo faceva sentire amato. Un suo compagno di classe ha dato forse la miglior definizione che si potesse trovare: “Era come se tu fossi l’unico al mondo per lui”».

Così Paola Cevasco, madre del servo di Dio Marco Gallo, il 17enne scomparso il 5 novembre 2011 in un incidente in motorino, nell’intervista sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, ricorda il figlio alla vigilia dell’apertura del processo di canonizzazione, che avverrà il 7 marzo alle 9, nella Cappella arcivescovile di Milano, con una cerimonia presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini.

Una memoria coltivata

La memoria di questo giovane «che amava la vita, che si poneva molte domande e soprattutto che aveva trovato nell’amore per Gesù e per il prossimo la fonte della vera gioia», come si legge nell’editto che annuncia la causa, è stata coltivata dai genitori, che hanno dato alle stampe il libro dedicato al figlio Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare, e da tutte le persone, specie i giovani, che in questi anni, ogni 1° novembre, hanno partecipato al tradizionale pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di Montallegro nella diocesi di Chiavari, la città natale di Marco.

Sopravvissuti grazie alla forza di Dio

«Di fronte a una tragedia come quella che ci è capitata – prosegue mamma Paola – è difficile sopravvivere e in questo, assieme all’Eucaristia, Maria è diventata un aiuto reale. Avevamo bisogno di un sostegno e la cosa più naturale ci è sembrata andare dalla Madonna. Come famiglia siamo molto legati a questo luogo, dove portavamo i nostri figli da piccoli. Si parte dal livello del mare e si sale per 600 metri, tra gli ulivi. Il cammino aiuta la preghiera. La sera prima di morire, sulla parete della sua camera, accanto al crocifisso di San Damiano, Marco aveva scritto: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Quella frase è stata un aiuto per farci capire che mio figlio non è perso, non è in mezzo al nulla. Non saremmo sopravvissuti alla sua scomparsa se Dio non ci avesse dato la forza di capire che la morte non è la fine di tutto, che siamo in attesa della vita vera».

Tutti i segreti si realizzeranno

LA PROMESSA DELLA MADONNA A MEDJUGORJE

Sempre avanti la Madre della Chiesa che dal Cielo per noi è discesa

BENVENUTA PRIMAVERA

Papa Leone XIV: “Non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore”

L’Angelus di oggi. L’appello per la pace e il ricordo della giornata della donna

Di Veronica Giacometti

Città del Vaticano, domenica 8 marzo 2026, 12:16 (ACI Stampa).

“Il dialogo fra Gesù e la donna samaritana, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro, fin dai primi secoli della storia della Chiesa, illuminano il cammino di chi, a Pasqua, riceverà il Battesimo e inizierà una vita nuova. Queste grandi pagine evangeliche, che leggiamo a partire da questa domenica, sono donate ai catecumeni, ma nello stesso tempo vengono riascoltate da tutta la comunità, perché aiutano a diventare cristiani oppure, se lo si è già, a esserlo con più autenticità e più gioia”. Papa Leone XIV recita l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Prima della preghiera mariana commenta il Vangelo odierno. “Come Gesù suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno «una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! «A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario –, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo. Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!”, dice il Papa.

Poi il Pontefice aggiunge: “Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo. Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità!”.

“E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è. Gesù dimenticava persino di mangiare, tanto lo nutriva la volontà di Dio di raggiungere tutti nel profondo. Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici. Dal suo villaggio di disprezzati e reietti, molti, per la sua testimonianza, vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura”, conclude infine il Pontefice.

Subito dopo la preghiera mariana il Papa passa ai consueti saluti e appelli. Il primo forte appello è per la pace. “Da Iran, da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione, agli episodi di violenza e devastazione, il clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi”. Il Papa ricorda “il caro Libano”, la paura che “possa sprofondare nuovamente nell’instabilità”, per questo “eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza.”.

Poi il pensiero per oggi, 8  marzo, ricorre giornata della donna.  “Rinnoviamo l’impegno che per noi cristiani è fondato sul Vangelo per il riconoscimento della pari dignità tra uomo e donna, purtroppo molte donne fin dall’infanzia sono ancora discriminate , a loro va la mia solidarietà e preghiera”, dice infine il Papa.

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 94 – IL VIZIO CAPITALE DELL’AVARIZIA

Loading the player...

LIVE: BENEDIZIONE DI P.LIVIO-✝️Terza Domenica di Quaresima🕊️

Pagina 205 di 1280

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy